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La villa di Curzio Malaparte [...] a tutti gli effetti, una [...] opera. Il progetto della bellissima [...] la firma di Adalberto Libera, uno dei [...] nostro razionalismo, [...] del Palazzo dei Congressi [...]. Libera era un amico [...] Malaparte, [...] il suo progetto per questa villa piazzata [...] uno scoglio lungo una trentina di metri, [...] realtà mai seguito. Malaparte cominciò a [...] sopra e a [...] tanto che, a giudizio degli [...] quella casa ormai «appartiene» a [...] e non a Libera. [...] è insieme semplice e [...] alta due piani, segue la forma dello [...] lato del mare ne rappresenta una sorta [...]. Verso terra invece il parallelepipedo [...] con una scalinata leggermente svasata, tanto da suggerire [...] delle piramidi Maya. Una forma perfetta, [...] compatta e senza fronzoli, con [...] straordinaria eccezione: sul grande terrazzo privo di parapetti (quello [...] Malaparte usava per andarci in bicicletta, in vista del [...] annunciato e paradossale raid ciclistico fino a Pechino, ovviamente [...] avvenuto) [...] un sottile muro a vela [...] compie una curva leggera. [...] si vede la mano di Libera. [...] segue due registri diversi: [...] destinato alle cucine e alle numerose stanze [...] (una vera e propria foresteria, come recita [...] mettere lì da Malaparte) con qualche stravagante [...] e un primo piano destinato a residenza [...]. Anche [...] lo stile è «eccessivo», [...] gigantesco di pavimenti di cotto e pareti [...] ampie finestre e un camino monumentale la [...] fondo è una grande lastra di vetro [...] si vede il mare (o, dal mare, [...] fuoco, come di un faro o di [...]. Poi vengono le stanze [...] i bagni: marmi bianchi e verdi, vasche [...] livello terra di un lusso un [...] dannunziano. Ecco, Malaparte era fatto [...] da farsi costruire una casa impossibile, raggiungibile [...] o per un lungo contorto stradello irto [...] colto da [...] come avrebbe saputo un [...] contraddittorio da mescolare severità da asceta e [...]. Quella [...] regalata alla Cina di Mao, [...] ultima provocazione. Ma la donazione non [...] buon fine e ora è nelle mani [...]. Ne hanno fatto una [...] soldi sono pochi e i costi alti. Ogni tanto ci capitano [...] portato via i quadri e i mobili, [...] vecchi libri che riempiono grandi scaffali. La casa regge, come una [...] rossa. Chissà cosa avrebbe detto Malaparte [...] lenta dissipazione, di questo luogo talmente suo [...] a essere di nessun altro. Un interrogativo non di [...] si leva [...] di Malaparte è quello [...] il «genere» di apparte-nenza, [...] suoi testi più celebri quali «Kaputt» e «La [...]. Si tratta di romanzi? Per [...] simile nozione oggi sia stata sottoposta ad [...] sentiamo che essa non si addice ai [...] pratese. Non [...] in essi quel che si [...] invenzione, affabulazione, tutto, al contrario, vi ha [...] di essere preso dal ve-ro. Così come vi manca [...] oggettivazione. Sembra proprio che in [...] Malaparte [...] deciso di spendere la minor energia possibile. In fondo, egli nuove [...] «io» imme-diato e disarmante. Semmai, gli si dovrebbe attribuire [...] sorta di unica, illimitata autobiografia. [...] a dire il vero, [...] addirittura un ramo di attività, una professione [...] a pennello, ma si esita a [...] poiché essa non gode [...] e rischia di por-tarsi dietro una qualche [...] Malaparte come grande giornalista, quale in effet-ti egli [...] esiti quasi sempre molto alti. Ma forse quello che [...] primo luogo è il modo secondo cui [...] denominata, nella nostra lingua, come anche nella [...] alla misura trita e analitica del giorno, [...] della cronaca. Le cose an-drebbero molto [...] adottassimo il termine anglosas-sone di «reporter». Ecco il punto, Malaparte [...] «reporter», colui che va, vede, e appunto [...]. Se [...] parte continuiamo a temere [...] del «repor-tage» sia di per sé limitativa, [...] la nostra lette-ratura si può vantare di [...] inviato speciale vera-mente [...] basterà pen-sare a Dante. Ebbene, sì, [...] qual-cosa di dantesco, nel [...] Pra-tese, [...] lui ben compreso che si tratta di [...] ma non tranquillo e svagato, o improntato [...] esteriore. Viaggio sì, ma di [...] fini morali, pedagogici; e suscitato, proprio come [...] uno stato iniziale di peccato, da cui [...] deve riscat-tare. Qual è lo stato [...] cui il nostro Curzio si scopre immer-so, [...] battute della [...] strepitosa carriera? Lo indica-no [...] malevoli che eb-be così numerosi: egli è [...] al compromesso, [...] dello status quo, alla [...] e dei potenti di questa terra, di [...] galleria straordinaria: re, principi, capi di stato, [...] tra loro non è stato trattato con [...] Ma è pur sempre in agguato una [...] che quelle «feste galanti» sono frivole, precarie, [...] catastrofi che si consuma-no altrove, e che [...] capaci di [...] via ogni orpello convenzionale, [...] fino a mettere a nudo la carne, [...] indi-fesa [...]. E allora è proprio [...] le-varsi dai banchetti fatui del pote-re, e [...] luogo delle tragedie, onde [...] testimo-nianze dolorose, scandalose, rive-latrici. Ecco così spiegata la [...] Malaparte di «esserci», dovunque si consumasse una tra-gedia, [...] esterio-re di [...] descrizione pitto-resche o sensazionali, [...] per consumare un rito di immedesimazione e [...]. Purtrop-po il tempo in [...] gli è risultato fertile di «inferni», glie-ne [...] a catena, certo è che il Pratese [...] tutto per [...] dopo [...] Caporetto, [...] de guerre» contro la Francia, [...] Guerra totale combattuta su tutti i fron-ti, [...] non della sola armata tedesca, bensì di [...] consacrati, ovvero «Ka-putt», e quel processo di [...] dal colmo [...] testimoniato ne «La pelle». In ciò, se si [...] rispetto al grande modello dante-sco, che però [...] ab-bassamento di propositi, [...]. Infatti Dante si muove [...] dove Dio è realtà tra-scendente, [...] non può certo pretendere [...] lui. Ma invece in quello [...] Malaparte, [...] è poi il nostro, Dio è morto, [...] chiamato a prende-re il suo posto, e [...] proporre per il sacrificio espia-torio. Ecco così [...] di riferimenti cristologici che [...] ineliminabile, in tutta [...] di Malaparte: [...] più nuda e indifesa [...] Cristo, sacrificarsi in [...] vece per espiare tutti [...] altri, e soprattutto delle classi al potere, [...] il Malapar-te mondano fornica e civetta, pri-ma [...] saio della peniten-za. Renato [...] Oggi Prato lo ricorda [...] film Affascinato [...] attratto dalle esperienze culturali [...] disparate, sempre animato dal gusto della violenza [...]. Curzio [...] (in arte Malaparte) nacque [...] Prato [...] 1898. Dette la [...] adesione al partito fascista ricoprendovi [...] diversi incarichi prima di [...] espulso. Da giornalista diresse «La Stampa», [...] «Corriere della Sera» e fu condirettore della «Fiera [...]. Negli anni [...] simpatizzò per la corrente [...] Strapaese [...] poi per quella opposta, Stracittà. Ma il meglio delle sue [...] sono [...] narrativo dei suoi libri: «Kaputt» [...] «La pelle» (1949), «Maledetti toscani» (1956), tutti caratterizzati da [...] cruda, a volte risentita, di [...] aspetti della realtà italiana del secondo dopoguerra. Morì a Roma il [...] 1957. Oggi a Prato lo [...] con una manifestazione e la proiezione del [...] «Il Cristo proibito». Costanzo [...] Cercò di individuare i segni [...] futuro eppure nelle sue pagine non ce [...] traccia Ma con la Storia [...] sempre in ritardo [...] della miseria come condizione che [...] contagia e rende membri di una società di eguali. È molto difficile oggi [...] Curzio Malaparte e dei suoi libri. Chi parla più ormai [...] «Kaputt» o come «Maledetti to-scani»? Il clamoroso Malaparte [...] suoi lavori, sono lontani [...] dalla morte dello scrittore [...] dalla nascita (era nato nel [...]. Essere dimenticati non è una [...] gradita a chi, scrivendo, tiene [...] la posterità e conferisce a [...] stes-so [...] di cronista del proprio tempo. Malaparte era uno di [...] che, sulla pagina, scriveva le cose del [...] regole del futu-ro. Non [...] e crollare il muro di Berlino. Quando, nel 1957, morì, [...] e lui cercava, quasi [...] in Europa o in Cina, i segni [...]. Ma prendete i suoi libri [...] e [...] vedrete che di quei segni, [...] sue pagine, non ce [...] nemmeno uno. Aveva tentato di incarnare [...] Mal-raux italiano, aveva scritto persino un saggio [...] del [...] un vecchio italiano scontento [...] provinciale e aspirante europeo, intelligente e di-sordinato. Kurt [...] questo era il suo [...] sempre in ri-tardo agli appuntamenti con la [...]. Quando morì, volle farsi [...] montagna che domina Pra-to, città dove nacque, [...] Firenze. An-che questo era un [...]. Da qualche ora ho [...] le mani i suoi libri. Dal profondo della memoria [...] saggio del primo Lukács, quello [...] e le forme». È il saggio sui romanzi [...] Charles Louis [...] su [...] de [...]. Lukács [...] questi romanzi. Charles [...] provincia, la quale aspira a [...] di denaro e a una [...] più elevata. La miseria, dice Lukács, è [...] «Wel-tanschauung»: [...] qualcosa in quei [...] quella miseria. La relazione tra la [...] lo studente di-venta realmente bella quando ella [...]. Forse è un abbaglio, [...] di quelle convinzioni che basta poco a [...] noi è sempre sem-brato che proprio la [...] borghesia rivoluzionaria sia lo sfondo dei libri [...] Curzio Malaparte. È una miseria che attrae, [...] rende audaci per vendetta. Sentirsi tutti mi-serabili è [...] membri di una grande società di eguali. Farsi profeti di questa [...]. Ecco restituita allo scrittore la [...] funzio-ne. Quando Malaparte pubblicò «La [...] in cui la parte della vittima era Napoli, [...] dopoguerra soffoca-ta nel suo [...] miseria, ebbe un moto [...]. /// [...] /// Non perché mi piaccia assistere [...] spettacolo della miseria altrui, e [...] ma perché [...] è tollerabile, accettabile, [...] miseria e [...]. [...] nella fortuna, [...] seduto sul tro-no del suo [...] della [...] poten-za, della [...] felicità, [...] vestito dei suoi orpelli e [...] insolenza di vincitore, [...] seduto sul Cam-pidoglio, per usare [...] immagine classica, è uno spettacolo ripugnan-te». Per andare alla ricerca [...] che egli vagheggiava, Mala-parte aderì al fascismo. /// [...] /// Diresse giornali, scrisse sag-gi, [...] si avvicinò al cinema, [...] scrisse libri di viaggio trai quali [...] «Io, in Russia e [...] Cina». Non si accorse di ciò [...] a Hannah Arendt: che le rivoluzioni erano fallite generando [...] auto-ritari là [...] popolazioni erano [...]. /// [...] /// Non si accorse di ciò [...] a Hannah Arendt: che le rivoluzioni erano fallite generando [...] auto-ritari là [...] popolazioni erano [...]. (0) (0) ![]()
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