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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Nuova Serie(PCI)-Nazionale del 1985»--Id 3969966096.

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[...] AGOSTO [...] svegliai nel cuore della notte, [...] con [...] dentro di me. Quella notte ero riuscita [...] per puro sfinimento, perché [...] ricordo [...] ancor a prima di [...] avevo paura. Faccia a faccia col [...] tutto intero e improrogabile; non ci sarebbero [...] intermedie, pensai, quella era [...] che mi fosse data. Forse era la coscienza [...] mi fece dormire, non so. Ma nel mezzo della [...] e sentii il silenzio; sentii il silenzio [...] me che mi possedeva in [...] quasi fisica, illanguidita dalla [...] una mano amorevole percorresse il mio corpo, [...] spina dorsale, sciogliendo resistenze. Esattamente in quel momento [...] che la casa mi lanciava, da tanto. Un momento in ascolto [...] i lunghi gemiti, lo scricchiolio dei vecchi [...] dissi: «domani a [...] saprò». Non volli più dormire. Per potere, dal vertice [...] il mio trionfo, assaporare i preziosi momenti [...]. Supina, le mani sotto [...] lì, padrona della notte e del silenzio; [...] ora, se avessi voluto, senza Veronal, senza [...] accaldata nel letto. Senza sentirmi interiormente prigioniera [...] di dolorosa tensione; Tutto si sarebbe dissolto [...] pace. Accanto a me Edoardo [...] traverso nel letto, abbandonato come un bambino. [...] percepii che non lo invidiavo [...]. Poiché era a me, [...] che la vecchia casa si era svelata. Ed io riconoscevo il [...]. Cercavo di ricordare esattamente [...] cosa era cominciata ad accadere. Non [...] stati i soliti passi [...] stridore di catene, né piatti volanti. ///
[...] ///
Perché allora avrei potuto [...] migliore delle ipotesi Edoardo e la domestica [...] accorti anche loro. Giustificato così il mio [...] concrete. ///
[...] ///
Niente di tangibile, niente [...] come carta vincente. Solo sensazioni isolate, e [...] mi visitavano, e dalle quali a poco [...] solido e inappellabile, il terrore. Vidi le tende [...] al vento. Vidi [...] estraneo e abituale degli [...]. E se fossi rimasta a [...] intensamente la parete annerita del cortile interno, [...] vi avrei sentito gemere una [...] romana che non [...] mai stata. E tuttavia era lì, a [...] di mano [...] una terrificante fontana, ricoperta del [...] più livido. Queste cose costituivano la [...]. La notte sentivo gemiti, [...] mi dicevo: «è il vento». Intanto il terrore cresceva, [...]. E nei momenti di quiete [...] senza fontana arcaica, senza alberi, senza tende, senza lamenti [...] sentivo il silenzio della casa crescere dentro di me [...] presenza imponente più che mai. Mi affacciavo [...] i nervi raccolti, in [...] poco il silenzio si dissolveva, senza volgarità: [...] troppo grande, sentivo, per essere suddivisa tra [...] famiglia, tra i miei oggetti. Nella mia paura mi [...] facevo un inventario di [...] quali ancoravo il mio spirito fluttuante: specchio, [...] il cucchiaio antico, d'argento; e il piano; [...] Io [...] da denti, nel bagno. Ah, ah, lo spazzolino [...] pratico, ogni giorno, umile e comico. Il mio terrore vi [...] triturato, sminuzzato, e poco a poco rifluiva [...]. Ed io ne emergevo [...] quotidiana, mattino, sole, caldo o freddo, e [...] pranzo e corrispondenza da sbrigare; e nel [...] disperdevo, arrivavo a [...] «chi? dove?» quando così [...] quella puerile paura di poco prima. Tanto è il potere [...] da denti. [...] parte in casa da sola [...] rimanevo mai. Ma [...] di nuovo, nel momento di [...] quiete, tutta avvolta dai confortanti oggetti familiari e sentendo [...] domestica cantare in cucina [...] il terrore tornava, ne sentivo [...] presenza intollerabile [...] mia intimità, [...] mandola. Avevo [...] coscienza che se mi [...] e per sempre [...] conosciuta. Ma ebbi paura, che [...]. Ed io mi chiesi: [...] cosi sicuro, cosi solido?». Anche la domestica, sicura, [...] ruolo, ancorata ai suoi simboli, padella in [...]. ///
[...] ///
Poiché ero così la [...] eco, la [...] ombra, il suo riflesso. Ma subito alzavo gli [...] sulle pareti vuote, nelle tende immobili, negli [...] salotto reale. Arrivavo persino a girarmi, [...]. [...] ferma del pomeriggio domenicale tutto [...] cristallino, rintanate le ombre. Ma, poco a poco, [...] le strade della mia ricerca. Son sempre stata una persona [...] mi dicevo: e risoluta. Non sopporto situazioni che [...] soluzione. Mi raccolsi, palpando tutti i [...] dispersi della mia intuizione, tentando di [...] che cosa avrebbe voluto da [...] risposta era una sola, la mia vigliaccheria è che [...] volevo [...] privata dei sostegni familiari dovevo [...] accettare la [...] sfida. Mi ero circondata di [...] mal di testa, paura della solitudine, addirittura [...]. Ladri vivi, concreti, che [...] persone, sì, il quartiere così lontano, le [...]. Per questo trovavo sempre [...] non rimanere sola in casa, mai: le [...] Edoardo andava a giocare a poker non [...] domestica. Scongiurata era così [...] minaccia. Questa era la soluzione, [...] valutando bene tutte le implicazioni: «devo rimanere [...] sera, da sola; allora saprò». [...] tutto il mio essere si [...]. Una ribellione [...] ca: ma anche [...] superiore a tutto il resto, [...] seduzione da preveggenza; ma vinta la paura restava la [...] con tutte le sue [...] gi. Il bisogno imperioso di [...]. ///
[...] ///
Tutto il resto meschino senza [...] così dissolta in piccoli nulla, [...] questo, solo questo che vo-j [...] io faccia a faccia con una presenza estranea, una [...] per tutte. Dopo, non sarei più [...] limiti che sono la [...] stra eredità comune. Mal [...] liberazione senza [...] denti Avrei volato, trascinato tutto [...] me, nel turbine 11 miei occhi per sempre verdi, [...] e infiorescenze che sbocciavano dalle [...] mani finalmente fecondate. Sempre di più si [...] I [...] soluzione. Ogni giorno che passava [...] di me. Il mio essere vivificato. Si trattava anche di [...] e questa era ( la cosa più [...] Accettazione [...] venne [...] poco a poco in [...] esplodere completamente in quella notte limite. Me Io ricordo bene, [...] un martedì. Svegliandomi, la sensazione di [...]. Come una dote naturale facente [...] di me, per sempre. Gli oggetti familiari mi [...] giorno prima, erano n a portata di [...] più bisogno. Perduti [...] mente tutti i puntelli inventati. Mi si era rivelata [...] falsità. Ne ero distante, perché [...] del mondo. Alla paura era seguita una [...] impazienza. [...] Prada è nata a [...] in Brasile. Drammaturga (ha lavorato [...] di New York ed è [...] attiva [...] teatrale newyorchese degli anni Sessanta) [...] ex diplomatica di carriera, Cecilia Prada ha vinto [...] unica donna finora [...] il Premio «Esso» per il [...] in Brasile per [...] giornalistica. Il suo reportage è stato [...] pubblicato in un libro, [...] do [...] a [...] («Bambini del Brasile: la follia [...]. Ha anche scritto due [...] «Ponto morto» («Punto morto») e «O caos [...] («Caos in sala da [...] CECILIA [...] moltiplicarmi in gesti, in [...] Edoardo, che no, che sarei stata bene, [...] tutte le porte e le finestre. E ancora un pensiero: [...] non mi lasciassero sola, ora dopo [...] e questo, solo questo, [...] del momento. Ansiosa cercai il cappotto di Edoardo, gli sistemai la sciarpa, impaziente vidi Maria scomparire [...] di servizio. Appoggiandomi alla porta rimasi [...] con gli occhi chiusi, sentendo la conferma [...] che si metteva in moto. E allora una contrazione al [...] una vertigine, [...] del sangue che martellava nelle [...] ma dovevo aprire gli occhi [...] quello era il momento. La prima sensazione fu [...] verdi della stanza: erano lì per proteggermi. Troppo tranquille, pensai. Né estranee, né distorte. Con uno sguardo ansioso [...] porte, le finestre. Da dove sarebbe arrivata? Anche [...] era in attesa, avvertii. Una lunga attesa, molto [...]. Improvvisamente il rumore del [...] con prepotenza nel silenzio verde della stanza, [...] uno spavento. Ancora una volta mi [...] il coraggio?, abbozzai persino un gesto in [...] ma non calcolai la resistenza della chiave, [...] primo momento, avevo girato. E fu la chiave [...] la decisione; con passi che pretendevo fermi [...] cercai la mia poltrona. ///
[...] ///
[...] che dura da anni. Che dura la durata [...]. Anteriore a questa casa, [...] a questa luce verde [...] familiare o fantasmagorica? Non [...]. [...] del sangue nelle orecchie [...]. Gli occhi aperti. Solo un leggero sudore [...] mani. ///
[...] ///
Riuscii a sentirmi, per [...]. Come se [...] ormai non mi appartenesse [...]. Fatta forse in nome [...]. Forse in nome di [...]. Io lì immobile, ad [...]. Vieni, presentati, [...]. ///
[...] ///
Ma vieni! Lo sguardo con tutte [...] accese che si librava sugli oggetti e [...]. ///
[...] ///
Itala intera e legata [...]. ///
[...] ///
[...] fisico, non potei fare a [...] di pensare. Impaziente [...] mandai via, Edoardo e la [...]. Che Orologi che scandivano ore [...] precise. Un gruppo di persone [...] strada le cui voci allegre erano scompiglio. Dopo sentii una macchina [...] si fermava quasi davanti alla [...] forse era Edoardo? rabbrividii Già? E se tornasse prima [...]. No, erano solo le [...]. Forse la mezzanotte era [...]. Fa in quel momento [...] più né alle porte né alle finestre. Rimanevano mute e prive [...]. E in cucina il [...] un [...] nient'altro. Ah, mi dissi, girandomi [...] e [...] le ombre, dalla loro [...] la strana visione, rivelandosi! O forse solo un [...]. O sedata a un [...]. Sotto il divano? Appesa [...] comparendo dal niente Poco a poco [...] cresceva in me, allungando [...] braccia, sfigurando i miei [...] limite del mondo. Forse occorreva diffidare anche [...]. Lì stavano di rU [...] torno le sensazioni, tutte, » [...] gemiti lamenti e il [...] vento, e il vento là [...] ed io [...] nel mistero immersa, e [...] di stare in piedi spinta [...] alla mia parete verde [...] braccata, pensai [...] quando [...] ricevetti, con un pugno al [...] cuore, un piccolo grido [...] tito in gola, il primo [...] ! Uno, due, [...] tre, dispiegandosi tutti in ter-; [...] lentezza, avvolgendo-) mi. Erano dita i gelide [...] « mio viso? era questo il mo-) [...] una voce grave 1 mi si sarebbe [...]. [...] andarono, lontano, tutti, l tutto. Il paesaggio deserto, [...] io, scagliata ai confini del [...] mondo. ///
[...] ///
Questo mi chiedevo ) aprendo [...] occhi, a fatica, [...] Mai! Arrivai a [...] ridere della mia puerilità. I (Ma questo riso [...]. La fiducia ormai così [...]. In piena notte lo [...] sgocciolio di un rubinetto da [...]. In piena notte una [...] radio lontana che [...] notiziari, in piena notte [...] scarafaggio che corre sul pavimento, [...] che domani po-trebbe correre sul mio viso, [...] Questo, solo questo? ?Ormai la [...] del ri-i torno di Edoardo [...] possibile. Un vento freddo) soffiò [...] del corridoio: [...] forse. E senza sapere. E folle (i capelli [...] fanzia in lunghe trecce sulle [...] spalle) grande e possente mi ; sentii, e frenetica, [...] dissi alla vecchia [...]. Nel disordine do-' mestico improvvisamente [...] necessario, tutta [...] ra lacerata che scorre dal! Dalla [...] mia stanza, dalla mia verde! Ora devo sapere, [...] mi dico. Ormai sen-i za nessuna luce, [...] accettazione [...] bloccata la [...] mi lancio da una porta, [...] braccia tastano le sgocciolanti pareti, gli occhi penetrano le [...] in un ab-! Il [...] unico punto di riferimento). Salgo scale, [...] verso la misteriosa) presenza. È una necessità,! Nei due [...] tutti ordinati, e dove [...] di [...] mi rimanda, immagini tranquille [...] Ietti, il lavandino! Lo spazzolino dai denti? Ed è lui che con [...] mo espediente mi spinge ver-) [...] la scala della [...] buia, trepidante di avventa-) ra: [...] percorro in un [...] mi fermo ansando. Un [...] sguardo, speranza estinta, [...] ormai per [...] squarciate mobili antichi,) [...] di giornali ingialliti, il! [...] ri un rumore di vento. Non) più strano fogliame, mai [...] quella perduta fontana dal [...] vido limo inesistente [...] i Tutto [...] mi dico [...] della casa, [...] della [...]. Il ronzio del frigo che [...] comincia in cucina. ///
[...] ///
Il ronzio del frigo che [...] comincia in cucina.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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