Ero dunque, e rimasi un [...] da [...]. Silvia De Marchi ed [...] sposati ed abbiamo avuto un figlio. In [...] pensai di tenere [...] nel mio corso ufficiale [...] un ciclo di lezioni sopra i principali [...] contemporanea. Pensavo che il corso [...] un anno. Invece accadde che nel primo [...] (1931-32) riuscii a fare solo [...] introduzione, e ad occuparmi delle [...] psicologie oggettivistiche: il [...] americano e le dottrine dei [...] e [...] sui riflessi condizionati. Decisi allora di continuare [...]. E nel [...] feci un corso sulla dottrina [...] Gestalt. [...] dopo iniziai ad esporre la [...] psicoanalitica. Ma impiegai due anni: per [...] prima (1933-1934) ed una seconda parte (1934-1935). Lavorai per questo corso [...] originali di Freud e sopra la limitata [...] primo tentativo di analisi [...] ero venuto facendo. Come ho detto, aspirazioni [...] la psicoanalisi non ne avevo. Ma quando capitava che [...] a consultarmi, mi occupavo del suo caso [...] e cercavo di [...] sopra qualche cosa. Quindi pubblicavo le [...] osservazioni. Questa pubblicazione in genere [...] lettore a venire da me, [...] di [...]. Uno alla volta. Per cui in casa [...] mai detto i pazienti, o dei pazienti, [...]. Ho imparato molto cosi. Avevo conosciuto Edoardo Weiss [...] ero assistente di Benussi, durante un congresso [...] rimasi in corrispondenza con lui. Così quando si trattò [...] Società Psicoanalitica Italiana, Weiss chiese a Freud [...] accogliere; e Freud diede parere favorevole, quantunque [...] fosse alquanto anomala. Quando pubblicai, a mezzo [...] G. E cosi mi misi [...] mio Trattato di Psicoanalisi: che tuttavia, dato [...] razzismo e la guerra, fu pubblicato solo [...] tardi. Intanto altre sciagure familiari [...]. Nello stesso anno 1936 [...] professor De Marchi, che era preside della Facoltà [...] Scienze. Venne a mancare anche [...] Silvia, cosi che io rimasi vedovo per la [...] poi mio padre, che il regime fascista [...] dieci anni a domicilio obbligato, sorvegliato in [...] poliziotto a turno, in Roma. Mia madre venne a [...] per occuparsi del mio bambino, [...] legai ad una allieva [...] pure di mio figlio e mi aiutava [...] Istituto (Carla Rapuzzi). Ci siamo sposati e abbiamo [...] una bambina. In tal modo, per [...] mi sono ricostruito una famiglia. Ebbi promesse per avere, [...] dal concorso di cattedra a Roma, una [...] Urbino. Ma arrivò il [...] con le leggi razziali. Mantenni la residenza a Padova, [...] di grande disagio, fino al 1940, quando [...] Milano. ///
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Mantenni la residenza a Padova, [...] di grande disagio, fino al 1940, quando [...] Milano.