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Naturalmente, come chiunque lavora, [...] quello che faccio servisse a qualcosa, fosse, [...] socialmente utile. Così provo a pensare [...] abbiano un qualche valore filantropico, che siano [...] modo, omicidi umanitari. Quella sera fece diverse [...] tutte per la stessa ragione, ma realmente [...] restano poche settimane». Se capita sarai il [...]. Ma tu capisci che [...] posso inventare». E ci sono raccomandazioni, [...] genere. Io posso contare praticamente [...] te». [...] parte del telefono ci fu [...] pausa, come un sospiro, e allora si affrettò ad [...] per la carriera di tuo figlio è una bella [...]. Giunti in cima, [...] come un attimo sospeso, [...] balzo, la ruota davanti impennata, poi ricadevano [...] posteriore, ed è [...] vede [...] del motocrossista, che deve [...] e spiccare veloce la corsa: una cattiva [...] sbandamento più o meno accentuato, lo obbliga [...] manubrio, in alcuni casi ad equilibrarsi aiutandosi [...] perdendo preziosissimi secondi. Per il vasto campo, [...] che le moto percorrevano a tutto gas [...] del terreno collinare su cui si inerpicavano [...] giù con salti spericolati, una decina di [...]. Indossavano in genere tute [...] e le facce e le espressioni erano [...] dal casco colorato. Soltanto alla fine, quando [...] e si tolsero i caschi, si potè [...] erano ragazze: con una mossa del capo [...] scrollò agitando [...] i lunghi capelli fino [...]. Dapprima [...] biondona aveva colpito la [...] un posto privilegiato. Ma non poteva certo [...] alcun tipo di suggestione: si era procurato [...] tutti i dati tecnici perchè il cross [...] quello ideale. Così la [...] attenzione si era concentrata su Rodolfo, un ragazzo dalla faccia scura, le [...] che formavano una linea nera [...] i capelli corti e gretti. Con un binocolo da [...] come se fosse lì, la faccia imperlata [...] sudore, e allungando la mano potesse [...] ma il muovere silenzioso [...] parole che dovevano essere gridate, e una [...] essere sgraziata, davano a quella immagine presente [...]. [...] inequivocabile era data dal [...] un vistoso giaccone rosso su un paio [...] azzurri, con due larghe bande bianche. Si allontanò con la [...] volta [...] 33 fattasi prestare da [...] prima che se ne [...] sulla provinciale per [...] quasi subito, e con [...] che lo riportava indietro di un paio [...] rientrò giusto in tempo per sentire il [...] che gli stavano davanti. [...] già iscurito, i ragazzi stavano [...] campo finché [...] un barlume di luce. A rigore non avrebbero [...] strade normali, ma in una cittadina di [...] nessuno vi bada: la trasgressione è quasi [...]. Rimase loro dietro finche [...] si divisero. A [...] ra lo accompagnavano solo un [...] di assistenti che gli [...] della giornata e una infermiera [...] [prendeva nota delle disposizioni per la notte. Quando giunse da Damiano [...] sponda del letto I e gli chiese [...]. Il ragazzo gli rispose [...] [sorriso, «bene», mormorò, con la fatica che [...] I pronunciare una sola parola. La mano che gli [...] e fine, e le vene vi disegnavano [...]. Damiano aveva due occhi [...] infossati nella faccina Ida furetto, smunta e [...]. Aveva solo sedici anni, [...] ne aveva affinato i sensi e [...]. Capiva I tutto, non [...]. Come fa lei», aveva [...]. Spero che lo potrai [...] risposto. Non aveva mai voluto [...] proprio per il rispetto che [...] per lui. Gli aveva spiegato con estrema [...] il suo caso, [...] il percorso della [...] seduto una sera accanto a [...] con il testo delle sue lezioni gli aveva parlato [...] la chiarezza un pò didascalica che usava con i [...] studenti. Damiano era stato ad [...] lucidi e attenti, facendo cenno con il [...] che aveva capito. Sai che è difficile, [...] battaglia non è persa». La madre di Damiano [...] seduta su una sedia accanto al figlio. Non riusciva a nascondere [...] ed era Damiano che cercava di [...] su, di [...] qualche illusione in più [...] ne avesse lui stesso: «Il professore è [...] che ce la farà. Abbi fiducia». Quando si alzò per [...] si alzò anche lei, fece [...] passi come se volesse [...] per [...] lui si fermò a [...] comprensivo ma al tempo stesso [...] a [...] capire che non doveva e [...] voleva dare a Damiano [...] che avevano qualcosa da [...]. Giunse anche il padre, [...] precocemente calvo, [...] invecchiato; aveva sempre lo [...] chi non riesce a capire: «Non riesco [...]. Aveva una bottega da [...] vicino a casa, ma [...] un gran commercio se [...] moglie, prima della disgrazia, [...] a fare qualche servìzio a ore. Chiusa la bottega, veniva [...] a prendere la moglie per [...] a casa dove I [...] figli, una bambina di sette e un [...] dodici anni, «tutti sani», ripeteva, «non ci [...] pensiero». Della famiglia di Damiano [...] non le poche informazioni smozzicate che gli [...] geni L Ma gli era sufficiente per [...] che la stava squassando. [...] della malattia e della [...] come un incubo le loro giornate e [...] la loro vita sembrava sospesa, [...] che [...] sconvolto. La morte di Damiano [...] sempre qualcosa in tutti loro. Non solo nella quotidianità [...] progetti e nelle speranze che danno la [...]. Quali investimenti, per anni, [...] una madre fanno su un figlio, che [...] andati con [...] meglio di un medico [...] cosa porta la morte in una casa. Era stato uno studente [...] medico combattivo, ora non più, ma del [...] sinistra, diceva, gli era rimasta il rispetto [...] dignità umana, e quindi il senso della [...] suoi simili. Non poteva sopportare la [...] cui compagni e amici di un tempo [...] di vite umane che veniva perpetrato in [...] mondo. Pensava a tutto [...] di intelligenza, di mezzi, [...] richiede la lotta che la scienza medica [...] la vita di un uomo: e di [...] fatti il suo stato [...] era di costante indignazione. Gli inutili massacri delle [...] di vite umane sono immolate per [...] e [...] di qualche folle Anche [...] oggi si continua a uccidere, e non [...] in un bombardamento aereo in Libia vengono [...] di persone. A queste vittime non [...] addossate le presunte colpe di quel folle [...]. Ma per chi ha ordinato [...] delitto c'è stata, [...] MASSIMO [...] un tiepida riprovazione; si continua [...] la mano, a [...] a dichiarare comprensione. Una sera, proprio in una [...] di vecchi amici, saltò in piedi e si mise [...] gridare: [...] Ardeatine! E sovrastando le rumorose [...] «Norimberga! Un mediocre attore, che [...] si era preso schiaffi in faccia, cercava [...] astiosa rivalsa. Seccati, i barricadieri di un [...] avevano cercato di [...] di moralismo, di parzialità, se [...] (ti animosità [...]. Lui aveva risposto che [...] trappola nazionalista, non prescindeva dai rapporti di [...] americani americani e basta. Era stato anche lui [...] Stati Uniti, e a lungo, aveva conosciuto medici e [...] che non si poteva assimilare con i [...] perché questa è una verità inconfutabile, che [...] quel paese dipende dalla continua corsa alle [...]. Teneva in tasca un [...] 1976 sul massacro di Tali [...] che esibiva e leggeva: [...]. La macchina era importante: [...] in gergo i professionisti, essere «pulita», poco [...] e potente. Aveva scelto una Giulia, vecchia [...] ben tenuta, che alla sera era parcheggiata in [...] in piazza Aldo Moro, in [...] mare di altre macchine, sicché se anche avesse dovuto [...] un pò per [...] non avrebbe destato sospetti. Ma non ci furono [...] bisturi fece scattare subito [...] portiera. Né gli ci volle [...] i fili [...]. La portò al villaggio Olimpico, [...] pieno anch'esso di macchine, dove rimase sicura [...] pomeriggio del giorno dopo quando effettuò il [...]. Guidò con calma: aveva [...] verso le sette, con un margine sufficiente [...] sorprese. Trovò molto traffico in [...] perse tempo a un semaforo dove si [...] solito ingorgo perché le macchine che attraversavano [...] con quelle che incrociavano e nessuno riusciva [...]. Si era innervosito. Il traffico a Roma [...] imponderabile. Le volte precedenti che [...] percorso non si era mai trovato in [...] ma era sempre stato più presto. Non aveva calcolato che [...] muoveva in [...] di punta. Cercò di lavorare [...] di un rinvio: due [...] Avrebbe [...] ripetere [...] macchina. Ma era quella la [...] Doveva ammettere che [...] più negativo era quello [...]. La tensione dei nervi [...] un brutto scherzo, poteva arrivare a livelli [...] incompatibile con la freddezza che il complesso [...]. Era tutto sudato. Continuava a guardare [...]. Quando riuscì a liberarsi [...] aveva ben pochi margini. Ma se avesse potuto [...] ancora sperare di [...]. Si mise ad accelerare, forse [...] poteva dare [...] ma poi pensò che questo [...] non essere del tutto negativo. Si mise a strombazzare, col [...] della mano quasi attaccata al [...] in fondo la [...] era una emergenza. Cercò di svelenirsi immaginando, [...] capitato un incidente o la stradale [...] fermato, che cosa mai [...] del chiarissimo professore a bordo di [...] rubata, per di più [...] le otto quando giunse sulla pista, ma [...] era reso conto che non si udiva [...] moto; i motocrossisti non erano neppure sul [...] erano andati. Allora continuò sulla provinciale: [...] senza [...]. Ma proprio quando stava [...] speranza, lo vide: Rodolfo era a un [...] casa, e stava spingendo [...] mano, faticosamente: sì era tolto il casco, [...] rosso era inequivocabile. Non ebbe bisogno di [...] tanto era tutto ben chiaro nella [...] mente, ogni gesto preciso, [...]. Accelerò e quando gli [...] sterzò leggermente, in modo da [...] con la parte destra [...]. [...] fu più violento del [...] assai bene il volante, controsterzò. Forse non ce ne [...] visto come erano andate le cose, ma [...] macchina a motore acceso, scese e si [...]. Lo colpì con precisione [...] tubo che era portato dietro. Massimo [...] è nato nel 1932 [...] Ferrara, [...] ha svolto intensa attività politica, dal 1966 [...] Roma dove fa lo sceneggiatore di cinema e [...]. Fra i film ricordiamo «Violenza [...] regia di [...] «Il disertore», regia di Giuliano Berlinguer, Festival di Venezia 1983, «La neve nei bicchiere», [...] Festival di Venezia 1984. Per la televisione ha [...] romanzi («Le terre del Sacramento» di Jovine, -Garofano [...] Vittorini, [...] di mano» di Goytisolo, [...] di Moretti), le serie [...] squadra mobile», miniserie storiche: «Il [...] Minzoni», «La morte di Gentile», «Le radiose [...] «La [...] inutile» (Ciano, Grandi, Bottai). Fra i libri: i [...] per tre volte ha vinto il premio Cattolica [...] con «Violenza a Roma», Garzanti; nel 1977 [...] «La [...] scomoda», Mondadori; nel 1981 con «Agave», Rizzoli). Ha curato e tradotto «La [...] Longobardi» di Paolo Diacono e «Le opere [...] Dante» [...] 1965); ha scritto «Gli [...] Fabbri editori 1974; «Un [...] Morte [...] Romeo [...] Bompiani 1975; «Isabella d'Este», Bompiani [...] «Storia e storie di Ferrara», [...] 1986. Tutto si svolse fino [...] modo più soddisfacente; una attesa piena [...] naturalmente, finché non ricevette [...] di provincia la telefonata del primario, padre [...] che gli comunicava che aveva il morto [...]. Un ragazzo di sedici [...]. Se [...] cercata, disgraziato, perché, andava [...] buio con la moto del cross senza [...] ed era stato investito da [...]. Scattarono immediatamente tutti i [...]. La [...] telefonata tempestiva al centro [...] cross match ideale per il suo ricevente. La legge stabilisce che [...] ore dalla constatazione di morte del donatore [...] effettuare il prelievo; ma la [...] équipe era pronta, il [...] suo assistente, [...] e lo strumentista partirono [...] polizia per prelevare [...] mentre Damiano veniva portato [...] e predisposto a torace aperto. [...] vera e propria durò [...] tutti erano perfettamente addestrati, [...] essenziale. Ma quando il nuovo [...] contrarsi e a battere, e da quelle [...] che era sospesa a poco a poco [...] il giovane corpo, una emozione profonda prese [...] andò trasformando i una sorta di esaltazione: Damiano, [...] morte, per merito loro era resuscitato. Come disse a una giornalista [...] televisione corsa a [...] dal punto di vista [...] non [...] state difficoltà, il trapianto del [...] è una realtà collaudata; non avevano fatto niente di [...] di quello che si era fatto diverse volte ormai [...] in Italia. Più che da ragioni [...] la [...] traevano la propria soddisfazione [...] avere ridato la vita a un essere [...] il loro intervento era sicuramente condannato. Uno psicologo del profondo [...] difficoltà a dimostrare il ruolo che in [...] aveva [...] anche [...] orgoglio di essere entrato [...] dei benemeriti della scienza, dei grandi chirurghi [...] un intervento che restava [...] ma sostanzialmente nel fare [...] sincero. Non provava nessuna resipiscenza o [...] per avere sacrificato una vita per [...]. [...] generale della natura non aveva [...] niente alla vita. Non [...] fatto che operare una scelta, [...] alla sorte brutale che aveva comunque emesso una condanna. La [...] scelta a favore di Damiano, [...] un contributo sia pure modesto alla scienza, [...] dì altri esseri umani. Il 25 luglio crollò [...] 500 civili. E poi chiuse la [...] con una domanda che gli buttò io [...] «Chi [...] ucciso Salvatore Attende?» In fondo, nessuno gli [...] che anche nel disastro di [...] ci fosse lo zampino [...] medico combatte la [...] battaglia per salvare anche [...] e ora lui era ossessionato da un [...] in vita a Damiano. Poteva contare su anni [...] studi e dì ricerche di équipe di [...] il mondo; su una [...] esperienza fatta di lavoro [...] dedizione, su un gruppo di collaboratori che [...] avevano fatto il centro della loro vita: [...] poteva finalmente disporre di una attrezzatura adeguata, [...] era costata vere battaglie e insieme manovre [...] burocrazia inerte e clientelare. E anche questo non [...]. Per salvare la vita [...] Damiano [...] ancora qualcosa di più. Niente doveva essere affidato [...] niente doveva in alcun modo compromettere un [...] a lungo Una grande iniziativa [...]. /// [...] /// Niente doveva essere affidato [...] niente doveva in alcun modo compromettere un [...] a lungo Una grande iniziativa [...]. (0) (0) ![]()
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