Era perciò fatale che [...] si compisse in senso nazionalista. A questa evoluzione contribuivano, [...] cultura classica, e al senso di smarrimento [...] che provavo negli anni del dopoguerra, anche [...] dalle aspre polemiche intestine fra il Partito [...] giovane Partito comunista, e [...] con la quale era [...] marxista fra la gioventù intellettuale, che si [...] condannata in blocco sulla base di [...] troppo categoriche per essere [...] opportune, quali [...] la partecipazione volontaria alla [...]. Se la mia famiglia [...] Prato, se io avessi potuto ritornare a [...] miei vecchi compagni operai degli anni [...] e [...] a contatto con la [...] è certo che la mia evoluzione si [...] senso marxista. Ma abitavo a Roma, [...] di miseria, in un ambiente letterario agnostico, [...]. I miei rapporti con Piero Gobetti [...] rimasti molto affettuosi : ma egli viveva [...]. [...] parte, io ero spinto [...] la nostalgia [...] erano il male caratteristico delle [...] che avevano fatto la guerra. Fu così che nel [...] mi rivolsi a Gino [...] uno degli esponenti più [...] Partito [...] di Firenze e della Toscana, [...] da [...] nostalgia dei miei anni [...] speranza che egli mi indicasse la via [...]. La risposta di Gino [...] fu questa: che il [...] era di affiancare il Partito fascista, il [...] la propria [...] repubblicana. Il 20 settembre del [...] mese prima della marcia su Roma, io [...] Fascio autonomo di Firenze, il quale era in [...] Partito fascista ed era diretto da u;n antico [...] Umberto [...]. Nelle file del Fascio [...] si fuse col Partito fascista) ritrovai tutti [...] compagni [...] e del volontarismo. Curzio [...]. ///
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Un eccezionale, nativo senso [...] materie: creta, pietra, legno, metalli, colore; della [...] destinazione e del senso della parola del [...]. Da quella esigenza, ninna [...] mai per quantità di vicissitudini abbiano minacciato [...]. Vicissitudini esterne : guerra, [...] economiche o interne, psichiche, le quali, tuttavia [...] danni e aprirono lacune nella storia della [...]. Evidentemente, le esperienze plastiche [...] vanno dal 1910 al 1920 esposte or [...] mostra riassuntiva del mio lavoro, [...] «Premi Roma», a Palazzo [...] possono mostrare con chiarezza [...] istintiva, anticonformista, quasi direi divinatoria; la qualità [...] mio spirito verso intuite espressioni d'arte conforme [...] alle aperture del nostro tempo e loro [...] atteggiamento che consisteva [...] di traslare il valore [...] delle arti figurative sul piano di un [...] continuità e come trasfigurazione e quindi le [...]. E già, questo, fissa [...] di fronte al futurismo. [...] bisogna considerare che il [...] dei due secoli e sino a ben [...] guerra mondiale, era qualificato in Italia da [...] addirittura analfabetica, [...] suprema al più afono [...] da una vera e propria [...] za spirituale, che teneva [...] Paese fuori di ogni contatto culturale, umanistico, col [...]. Quello che era successo [...] Francia [...] dello impressionismo in poi era [...] conosciuto, inteso con assoluta [...] diffidenza e i movimenti post Cezanne erano [...] ignoti: espressionismo, fauvismo, cubismo: Picasso, [...] Ma-tisse, giovani lottatori, cominciavano [...] cresta, ma [...] nulla se ne sapeva [...]. Il futurismo era oggetto [...] scherno, di vilipendio, di zuffe e reazioni [...]. In questo clima tra [...] il [...] mi uscirono dunque le [...] nessun legame con [...] delle esperienze pittoriche e [...] ad esse parallele, che rispondevano, ugualmente, a [...] liberazione e di conquista, toccando a lor [...] volta a volta, di un particolare cubismo [...] espressionismo, [...] però [...] dalla linfa italiana. Si aggiunga che non [...] mai il destro, ne allora, ne poi, [...] Parigi e neppure sollecitato là da un [...] desiderio o richiamo dello [...]. Captavo come potevo le [...] sul filo di intuizioni e raccordi che [...] precisi. ///
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Captavo come potevo le [...] sul filo di intuizioni e raccordi che [...] precisi.