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Un italiano che ha [...] anni Cinquanta e Sessanta racconta. È stata italiana per [...] 1889 al [...]. [...] della seconda guerra mondiale [...] la presero gli inglesi. Non illudiamoci: se il geniale [...] italico seppe [...] una miriade di botteghe e [...] industrie (non per nulla [...] delle indipendenze [...] nel 1960, era una delle [...] più [...] è stato il breve interregno [...] -dal [...] al [...] -a [...] una cultura «moderna e più [...] di quanto [...] fascista potesse mai sognare di [...]. [...] nel Corno [...]. La risoluzione n. /// [...] /// [...] nel 1974 il triste Negus [...] con la rivoluzione marxista [...] (Comitato rivoluzionario etiope), per [...] fu comunque pace. Gli «uomini [...] al pari [...] feudale Hailè [...] non intesero [...] libera quella terra [...] colonizzazione italiana. E per [...] la libertà è arrivata solo [...] di quella etiopica: il 1991 ha segnato, con la [...] del «negus rosso» [...] Mariam. Il 24 maggio é [...] loro indipendenza, sancita da regolare [...] condotto sodo la supervisione [...] Nazioni Unite. [...] in Italia si hanno innumerevoli [...] crispina e/o fascista, per intenderci [...] Nulla invece sui tempi più recenti, quegli anni 50 [...] 60, [...] ieri, quando [...] viveva una numerosa colonia italica, [...] più coloniale ma pur sempre residuo di un [...] che non si decideva a [...]. Luigi Barocci, un affermato [...] cresciuto [...] degli «italiani [...] non [...] ancora. Quella che pubblichiamo [...] é la [...] cronaca disincantata, ma più eloquente [...] qualsiasi lesto storico. LUIGI [...] La mia casa era [...] Hailè [...] sopra gli uffici della Tirrenia [...] Lloyd triestino, non ricordo) al [...] piano. [...] una grande venata, da II [...] le grandi e le piccole piogge. Arrivavano in pochi minuti [...] il sole. Arrivavano nuvole di locuste, [...] oscurava; si correva sul terrazzo a raccogliere [...]. Poi ci si barricava [...]. Gli alberi grondavano di [...] sciamavano via, rimanevano solo i rami spogli, [...] grano bruciati. I bambini eritrei acchiappavano [...] volo e ci giocavano: staccavano loro la [...] leccavano? [...] non ricordo bene). In macchina si doveva [...] e le ruote slittavano, come sulla neve, [...] locuste sulle strade. Poi [...] le nuvole di farfalle [...] come le locuste, ma non facevano paura [...]. Le guardavamo volteggiare dal [...]. La casa era a [...]. Sul tetto [...] una sorta di baracca dove [...] un pittore italiano, da sempre [...]. Viveva con una scimmia, un [...] sempre al guinzaglio. Mangiava le locuste, quando [...] e banane quando gliele portavano. Tra la scimmia e la [...] parte di terrazzo [...] una rete, lo facevo [...] alla scimmia e lei si [...] scuoteva la rete con [uria. Di nolte i militari [...] si ubriacavano e andavano a puttane. Spesso organizzavano corse [...] Hailè [...] (destra) con i [...] napoletani -o siciliani -che di [...] servivano come taxi. Facevano un gran casino [...] di casa. Quando il Negus veniva [...] tutte le scuole organizzavano un [...]. Una volta [...] aspettato per tre ore. Mia madre (maestra) ha [...] per alcuni mesi in una [...] dove [...] soltanto bambini [...]. Arrivavano col grembiule nero e [...] erano nudi. Si [...] scuola sassi di dimensione [...] per pulirsi il sedere. I sassi li buttavano [...] i water della scuola si intasavano. [...] il tracoma, [...] e la lebbra. [...] diversi lebbrosari, luoghi misteriosi. Mi sentivo contagiato solo [...] loro mura di cinta. [...] una grande stazione di ascolto [...] sul Mar Rosso. [...] vicino alla [...] con decine di antenne altissime: [...] ricoperte di antenne e basta. Era una meta per le [...] di noi ragazzi, in bicicletta. La base americana era [...] muro. Quando ci invitavano, a [...] scuola italiana [...] ci venivano a prendere [...] autobus. Entrando [...] si entrava in America. [...] il supermercato, il bowling, le [...] unifamilia-ri, [...] hamburger e le ragazzine americane, [...] bionde, molto sane, pulite. Uscire [...] di 10 km significava entrare [...] zona degli [...] (briganti). Per andare a Massaua [...]. Qualcuno teneva il fucile [...] sul sedile. Una volta gli sciita [...]. Ad ogni curva della [...]. Il viaggio a Massaua [...]. Asmara era piena di [...] tutti i tipi. Per gli eritrei noi [...] quelli fuori della [...]. Cosi si potrebbe spiegare [...] Dora [...] riguardo al proprio talento. [...] al successo attenua, certamente, anche [...] non sempre, il dubbio; ma tale abitudine Dora [...] non [...] e restò Ira i pittori [...] generazione il più trascurato, il [...] negletto [...] artisti [...] dei geni precoci il più [...] mistero che circonda la [...] figura, [...] persino che spira da una [...] tormentata che finisce nel suicidio (a [...] ha a che fare precisamente [...] questo: Dora [...] manca alle sue promesse, non [...] la grande artista che poteva essere. Lei si esercita semmai [...] e [...] arte, quella di vivere. [...] in cui si prova, [...] cui si impegna è affinché la vita [...] libera. Fu [...] che incontrò il genio [...] come scherzosamente li chiama. Ovvero di quella generazione [...] economisti. A Londra c'è chi [...] abita come Virginia [...] e la sorella Vanessa [...] e il fratello James, [...] Dora [...] viene da fuori. [...] della libertà è in [...] più forte. Perché questa è una [...] da un incubo: famiglie oppressive, madri repressive [...] distanti, severi, vecchi, vecchissimi. Nel caso di [...] il padre ha più [...] lei nasce. Le case in cui [...] sono cupe, piene di ombre, bisbiglìi trattenuti, [...] colpa trasuda dai muri, soprattutto la colpa [...]. Le madri sono, in [...] peggiori «aguzzine»; angeli del focolare, vestali [...] sono adibite al feroce [...]. In specie le fanciulle [...]. Nel caso di Dora [...] la madre, che il [...] avventuroso e intrepido viaggiatore in India, tornando [...] è una vera e propria isti-tutrice e [...] rimane non solo per il vecchio marito, [...] i figli. Li governa e li [...] abnegazione, con tenace altruismo, sempre lamentandosi di [...] cupamente profetizzando il peggio, nel sacrificio quotidiano [...] propria vita. Dora, naturalmente, appena può [...]. Nata nel 1893, [...] del secolo Dora ha sette [...]. Nel 1910 (quando secondo [...] di Virginia Woolf il carattere degli uomini [...] la vita umana tutta cambiò), Dora ha [...] arriva a Londra per entrare alla [...] la più prestigiosa scuola [...] Inghilterra. LI Dora si trasforma. Intanto, taglia con un [...] più simbolico per lei del taglio del [...] lunga capigliatura. È il segno inequivocabile della [...] della virtù femminili, tra le [...] suprema la pudicizia, che il lungo manto dei capelli [...] rappresenta. Il casco d'oro compatto [...] sotto le orecchie è come un elmo [...] la volontaria. Lo stesso fanno gli [...] che sceglie e porta come una divisa. Il messaggio non potrebbe essere [...] esplicito: lei non [...] una donna come dettano le [...] e impongono le convenzioni imperanti, [...]. È un elfo, è [...] della giovinezza arrestato su quella linea d'ombra [...] e il maschile si confondono, e al [...] definizioni di genere, comandi fatali ad abbracciare [...] Dora [...] anzi [...] come aveva deciso di [...] nome voluto dal padre e giudicato forse [...] lezioso) è una delle intellettuali inglesi più [...] di secolo. Pittrice, animatrice di gruppi [...] compagna di [...] che [...] Eminenti vittoriani ci ha [...] intelligente e acuto della [...] epoca. A [...] il centro Virginia Woolf (Gruppo B) dedica una mostra. Pubblichiamo la prima parte [...] Nadia Fusini ha dedicato a questa intellettuale [...] della mostra. NADIA FUSINI« Donna seduta», [...] 1914 di Dora [...] un altro. Dora [...] si getta cosi, [...] per sopravvivenza scampata alla [...] battaglia che aprirà il nuovo secolo perché [...] donna e [...] moderni. Dora non è una suffragetta, [...] è attiva in politica. Ma lotta anche lei, con [...] sue arti e modi, per una buona vita: una [...] in cui ognuno possa semplicemente essere quello che è. Ne segue un nuovo [...]. Quel nome -Dora de Houghton [...] -viene semplificato in [...] tour muri. Toglie prima Dora -che [...] echeggia lontane e romantiche avventure [...] degli anni indiani; e [...] de Houghton -con il quale la madre [...] proprio possesso della figlia e onorare antiche [...]. A [...] come a Charle-ston come [...] e l [...] Spray non si accettano [...] nomi del passato. Si vogliono inventare nuove [...] e [...] linguaggi. Una cosa colpisce: sono [...] tutti orfani. E sì riconoscono come fratelli [...] e [...] cui si dispongono con impelo [...] speranza. Non saranno come i [...] le loro madri. Non onorano nessuna sacra [...]. Se delle coppie si [...] nulla a che fare con la coppia [...] è [...] Si accettano con entusiasmo [...] e rotture della grammatica e della sintassi [...] finora il linguaggio [...] e la [...] trascrizione legittima e [...]. Se [...] è omosessuale, ben venga [...] amorosa clic lo lega in [...] che più stretto non si può, tanto che la [...] a [...] alla [...] -ovvero a [...]. La quale, se è [...] trova tuttavia che la strada per la [...] sessualità passa per lei. Se [...] sposa Ralph Partridge è per [...] per-ché gli vuole bene, ma [...] ama [...] e se anche [...] è [...] allora [...] lo sposerà, ma i tre [...] insieme. E il menage a trois [...] ha nessun tono pettegolo, né borghesemente scandalistico. Sono tre, e si amano [...] in tre sentono di [...] darsi una casa, una pace [...]. E se poi saranno quattro, [...] poi sei -ognuno portando al [...] i [...] compagni di [...] -anche questo fa parte del [...] amore. E soprattutto della loro [...] le croci e delizie delle [...] passioni che tortu-rano le [...] ribelli, sincere; e le faticose negoziazioni cui [...] desiderio sessuale che vogliono vivere con libertà, [...]. Si chiedono [...] un amore che è [...] che si carica di sentimenti di protezione [...] lutti che possono nutrire solamente dei fratelli [...]. Ognuno di loro [...] in [...] la volontà di creare non [...] opere d'arte ( sono tutti più o meno giovani [...] talento innegabile), ma di lare della vila il capolavoro [...] deciderà del senso stesso della loro esistenza. Vogliono [...] vogliono [...] vogliono incontrarsi, sono curiosi, intrepidi, [...] intelligenti. Vogliono delle esperienze vere [...]. Più importante invece le pare [...] la vila. In tale progetto [...] riesce, i la, invece, [...]. [...] è evidente, non è [...] vocazione; tra le tante dissonanze [...] suo carattere [...] anche questa. Al fondo, non tollera [...] chiamare il carattere disumano [...]. Perché per creare l'opera [...]. Forse ogni artista veramente [...] deve come Faust vendere [...] perdersi, [...] foto «celebrative» della dominazione [...] Eritrea [...] accanto [...] per [...] eritrea [...] colonia. Gli italiani «vecchi» erano un [...] di padrone ed emarginato, nostalgici di tutto, terrorizzati [...] di vivere [...] Italia. Il mal [...] era un discorso [...] del giorno. I vecchi italiani non volevano [...] faccia alla realtà. [...] persone straordinarie nella loro follia: [...] antifascisti, sognatori allo stato puro, [...] fuggiaschi da famiglie abbandonate in Italia. /// [...] /// La paura di vivere [...] Europa [...] tanto forte che molti ragazzi, partiti per [...] Roma o a Milano, tornavano indietro dopo [...]. Il [...] era tutto per gli italiani. Di domenica su [...] Hailè [...] il passeggio e [...] i tavolini ai bar. Se passava qualche eritreo [...] tolleranza. [...] negozi tipici italiani: «Il [...] il cinema Impero, il cinema Roma. Vicini [...] della scuola italiana, [...] un teatro abbandonato con un [...] altrettanto abbandonato. E 11 [...] una tartaruga grande e pacifica. Noi ci sedevamo, uno [...] alla tartaruga e lei ci trasportava. Dietro casa [...] il mercato [...] con spezie e tamarindi. LI ho visto gente [...]. Vicino alla chiesa copta [...] poveri che morivano di fame. [...] un vecchio [...] aveva un buco di negozio [...] centinaia di dischi a 78 giri. Ogni tanto andavo 11 [...] qualcuno. Testi incredibili:« Quando scendi da [...] sorridono le [...] sei [...] sguardo ti [...]. Sognano i cuori un tuo [...]. Qualche volta, la sera, [...] vedere le iene alla discarica di [...]. Si andava con la Land Rover [...] fari spenti. Si parcheggiava e si [...] Il [...] un po', aspettando e ascoltando. Quando si intuiva che [...] arrivate, si accendevano i fari e le [...] per un po' abbagliate, poi scappavano via. Un film che sono [...] di nascosto con la mia amica Orietta, [...]. I «vecchi» italiani ci [...] lo [...]. Lo facevano fortissimo e si [...] a [...] soffrire. Lo facevano apposta per [...]. Si andava spesso a [...] un po' sulle piste, [...] greto dei fiumi in secca, Una sera [...] alla macchina vedemmo [...] ferma, [...] dai fari. /// [...] /// Poi uno è sceso [...] finire [...] lo colpiva e quello [...]. Con noi [...] una guida mussulmana che pregava, [...] piangeva, perché [...] per lei era sacro. Il mussulmano piangeva e [...]. [...] accettava nel fascio di [...]. /// [...] /// Dora [...] una pittrice felice e [...] fin di se stesso. O come Cezanne del [...] per inseguire il suo «motivo». Li bellezza, forse, dubita [...] è sempre fredda, tiene [...]. Infinitamente astratta, non è [...] ci oltrepassa indifferente come fanno le statue [...] sguardi vuoto, che viene da un altro [...] O [...] fa [...] che nella [...] impassibile bellezza sfida [...] del poeta, clic guardandosi [...] in uri mondo precario, instabile, [...] -se [...] è la bellezza. [...] non ha tempo per essa. I la tempo soltanto [...] effimere, contingenti, legate [...] e alla felicità concreta, [...]. Piccoli oggetti, brevi [...] corto visitazioni, istantanee annunciazioni [...] si accontenta. Di piccole morti, direbbe [...]. C'è forse qualcosa di [...] femminile in questo gesto. Forse, le donne sono [...] pensare di più alla vita concreta che [...]. /// [...] /// Ma so che sono [...] mi applico con serietà a [...] sono veramente incerta, si, [...] devo rispondere cho cosa per me valga [...] quadro di Matisse. [...] la grande arte, rinuncia [...] mondo e a usare le cose che [...]. E forse per accettare tanto [...] attività ci vuole una disinvoltura che una donna non [...]. [...] non ama cho le [...] mentre una donna, [...] una donna come [...] ama la cosa concreta, tangibile. A [...] Ti [...] AUTONOMIE LOCALI E REGIONI COMMISSIONE POLITICA ECONOMICA E SOCIALE Gruppo Lavoro Sanità NUOVE TECNOLOGIE PER LA PROMOZIONE UMANA E IL GOVERNO DELLE CITTÀ Servizi Sanitari [...] e Nuove Tecnologie SEMINARIO 25 MAGGIO 1993 PROGRAMMA Ore 9. Presidente CNEL Ore 9. Maria Più Gara viglia Ore [...] Introduzione [...] Armando [...] Commissione Autonomie Locali e Regioni Ore [...] Nuove tecnologie e servizi sanitari e [...]. [...] Gruppo Sanità [...] Commissione CNEL TELEMEDICINA E CONTRIBUTI TECNOLOGICI PER [...] SANITARIA Ore 10. [...] Responsabile di [...] Generale Sip Ore 11. [...] e Igino Genuini, Di parti [...] o Medicina [...] Umberto 1 [...] Roma Ore 11. Disertori, Direttore Divisione di [...] Ospedale [...] Rovereto Ore 12. [...] Gruppo salute anziani [...] Consiglio Sanitario Nazionale Ore 13,00 [...] C. /// [...] /// Università di Milano Ore 13,15 -Colazione di [...] SOCIALE (per [...] A FAVORE DI DISABILI E ANZIANI Ore 14,45 [...] Paltonieri, [...] F. [...] Direzione Generale Sip Ore 15,20 -L. [...] Regione Veneto -L Gelai, [...]. [...] Università di Padova Ore 16,50 -Discussione Ore 17. /// [...] /// [...] Università di Padova Ore 16,50 -Discussione Ore 17. (0) (0) ![]()
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