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La politica può [...] i presupposti, può ri-muovere quegli [...] come la miseria o [...] che impedi-scono agli uomini di [...] una vita degna, ma poi sta a noi realizzare [...] felicità. [...] come le mutue passano [...]. Remo [...] de La filosofia contemporanea (Donzelli) [...] di recente, in-sieme a Luigi Franco Pizzolato, [...] su un tema suggesti-vo, La politica e [...] qua-le mette in rilievo la crisi e [...] due valori che nel [...] erano apparsi fortemente legati [...]. La fine della connessione fra [...] e felicità è dovuta alla ca-duta dei grandi ideali [...] hanno [...] «Dopo [...] stato un periodo [...] alla società [...]. La gran-de politica era [...] mete alte e [...] da preconcetti. Oggi gli ideali [...] tipo [...] come la lotta contro la [...]. Non appaiono più legati [...] del singolo o delle comuni-tà». Siamo quin-di di fronte [...] tra felicità e politica, [...] che [...] sempre sta-to nella storia [...] nelle convinzioni comuni [...]. [...]. [...] stato anzi un perio-do [...] alla vita politi-ca significava realizzare se stessi, [...] migliore di sé. Nel mondo greco la [...]. Il termine è importante [...] con se stessi, con il proprio animo. Il vecchio Ci-cerone ha [...] per i politici. La grande tradizione politica [...] vita pra-tica, attiva, al di sopra di [...] trovava che, malgrado tutte le difficoltà, la [...] il mondo portava alla felicità». Una visione che in [...] Cristianesimo ribalta. [...] diventa tutta [...]. [...] quella [...] operare [...] è più consolante [...]. Il legame fra la [...] feli-cità quindi attraversa tutta la [...]. Nella storia del pensiero [...] parados-so. Aristotele, Spinoza, Hegel, [...] grandi pensatori politici, met-tono [...] un gradino infe-riore. In Platone e Aristotele [...] è la contemplazione di ciò che non [...] e [...] per esempio, che hanno [...] con enti incorruttibili. Spinoza nel quinto libro [...] punta sulla saggezza. La saggezza è quella [...] che senza staccar-si dal mondo [...] ritaglia una visione della natura. Del resto non bisogna [...] pensiero fino a noi lo Stato, la Polis, il Cosmos sono parte della natura. Di conseguenza considerare la [...] superiore a quella de-gli astri era una [...]. Ne viene di conseguenza [...] non sta nella vita della Po-lis, ma [...]. [...] spirito oggettivo che contiene lo Stato e [...] è al di sotto dello [...]. Lei quindi sta affermando [...] del pensiero e [...] si sono alternati periodi [...] vi è stato scarto fra politica e [...] di congiunzione. Nel Novecento [...] «Nel pensiero del Novecento, da Marx in poi, la prassi, [...] il cambiamento hanno la meglio [...]. [...] di questo secolo il riscatto [...] mon-do [...] cambiamento non è segno di [...]. La felicità, quindi, [...] questo mondo, esclusivamente in [...] non possia-mo fuggire in un altro. Ecco allora nel [...] del [...]. È il Novecento, quindi, [...] in cui ci si [...] suo agire. Ma oggi si ha [...] di un nuovo cambiamento. Nessuno crede che la [...]. Fin dalla rivoluzione francese [...] politica come salvezza laica. Se si conosce la [...] se la storia ha un senso razionale [...] può non an-dare, verso la libertà, verso [...]. E la politica è [...] in-tervenire nella storia per dare la sal-vezza [...]. Oggi è venuta meno [...] che la storia abbia un [...]. Quindi [...] che la politica possa intervenire [...] storia non [...]. Alludo anche [...] che la storia abbia una [...] finale, che vada [...] -verso il regno della liber-tà. [...] la fiducia in una logica [...] può intervenire, restano due opzioni. La prima è quella [...] privata e la politica [...] per superare le difficoltà mag-giori. La [...] la ripresa del sen-timento [...] nascita del fondamentalismo. Per essere felici [...] nuovo [...] celeste, al paradiso, [...]. Lei non vede un [...] «Sì, vedo dei pericoli e vedo la [...]. Se si abbandona questo [...] alcune concezioni religiose contrapponendo la logica terrena [...] logica celeste del [...] e si dice che [...] mondo senza senso, certo la [...]. Sono idee che si possono [...] che la storia ha una [...] logica interna e che marcia in una certa di-rezione. Per [...] si devono conquistare forme locali [...] raziona-lità, sapere che tutto quello che fac-ciamo non è [...] dalla storia, che [...] che non andiamo [...] alla sbaraglio. Quanto alla ricerca della felicità [...] mi pare chiaro che [...] può essere felici [...]. [...] non basta a nessuno. E la politica [...] a vista che ha portato [...] nei nostri anni, a [...]. Ed è possibile? Ci [...] mondo, in Italia, gli uomini adat-ti a [...] alla politica? «Si tratta di una questione [...] non di uomini. Se la politica torna ad [...] una grande guida collettiva in cui cia-scuno partecipa alla [...] delle idee e non assiste passivamen-te agli eventi, può [...] forza [...] di una felicità o di [...] soddi-sfazione o di una soluzione dei [...]. [...] perde non solo perché sono [...] i grandi ideali di antagonismo, ma anche a causa [...] comunicazione [...] e la politica entra in [...] at-traverso [...] da acquario senza impegno e [...]. Dobbiamo invece re-cuperare [...] di una politica come [...]. Ritanna Armeni Il piacere [...] mondo Dalla polis [...] di oggi [...] Misurarsi con la collettività [...] Pubblico è privato: la donna insegna La [...] come [...] rende felici e infelici, [...] toglie cose troppo grandi. [...] I sintomi: paura e [...] Il potere? Malattia «mortale» Una passione perversa [...] vita una ricerca ossessiva del dominio. In [...] presenza non volevo discussioni di [...]. Parlo di mia madre. La rendevano infelice, come [...] sesso. Troppo esclusa e trop-po [...]. [...] un modo secondo cui felicità [...] politica [...] o si scontrano. E da cui dipende [...] che chiamia-mo felicità e politica, rispetti-vamente. Che [...] felicità? A questa domanda Grace [...] scrit-trice ebrea di New York, [...] bocca di un suo personaggio: vivere in [...] i vicini, in un quartiere non infestato [...] educare i miei figli al rispetto dei [...] avendo qualcosa di buono da mettere in [...] quanto basta per [...] con il bisognoso. Quasi un programma poli-tico. Possiamo non [...] e non condividere una simile [...] di felicità, ma la misura che si danno è [...] di un desiderio in rapporto con la realtà, cioè [...] vera musica. Alla prima grande assem-blea della [...] università, [...] del 1967, pro-vai una felicità [...] si-mile a quella che dà [...]. /// [...] /// La politica è un [...] come [...] rende felici e più spesso [...] e non ci si annoia mai, perché dà e [...] cose troppo gran-di. Sto parlando della politica [...] o scon-trarsi con la felicità, che è [...] in prima persona. Ma è anche la [...] significato più profondo. Glielo dà, appun-to, il [...] il desi-derio. [...] reciproco di fe-licità e politica [...] una speciali-tà borghese. Anzi, borghese e maschile, [...] of-fesa. Corrisponde alla separa-zione tra [...] tra politico e personale. Tutte le separazioni, in [...] le radici della felicità. Ci sono le separazio-ni fisiche [...] morte, [...]. Ma queste si sento-no [...] mentre le sepa-razioni mentali che dividono la [...] senza farsi sentire, sono più temibili. [...] chi lamenta la scarsità di [...] femminili in politi-ca. Io sarei sorpresa del [...]. La selezione politica si [...] quelli che più resistono alle lungaggini e [...] una politica separata e separante ogni cosa [...] spec-chio fedele della nostra civil-tà: bambini rinchiusi, [...] sbarra-ti, lingue separate, dialetti perduti (o rivendicati [...] separate), re-golamenti su regolamenti, saperi sempre più [...] o due per ogni domanda, cinquecento diritti [...] o sei leggi per ogni sofferenza. [...] donne e bambini [...] dalla ga-ra politica o sarebbe più giu-sto [...] la lo-ro inclinazione al piacere e al [...]. Si vede, infatti, che [...] tendono al consumismo. [...] una felicità del consumo. Anche i soldi danno [...] in effetti. Il problema è che, [...] bisogna difende-re il proprio benessere e di-fendersi [...] quin-di isolarsi, tagliare cioè molte radici di [...]. E addio fe-licità. I miei studenti, eredi [...] Nord-Est, sono ragazzi tristi. Non buttano sassi dai [...] i genitori, non bru-ciano barboni, sono sempli-cemente [...]. I valori? [...] Noia su noia (lo penso [...]. Il re è morto, [...]. La [...] radice nella vita e nella [...]. La [...] assoluta drammaticità. Teresa [...] voleva [...] al re di Spagna, come [...] stessa ci spiega nella [...] autobiografia. La politica del-le donne, [...] insegnata con la pratica [...] sé e del metter-si in relazione con [...]. Vicinanza e mediazione misurate [...] con la figura materna. Senza questo accordo, in [...] E quale politica? Luisa Muraro [...] qualcosa che sappiamo [...]. Noi lo mangiamo, lo [...] metabolizziamo e poi, pri-ma di addormentarci, lo [...]. Così ci sembra [...] pote-re sia solo un [...] qual-siasi cosa vediamo o sperimentia-mo, assorbe o [...]. Ciascuno di noi ne [...] infinitesima parte che su-bito si annulla a [...] potere più grande. Potrebbe sem-brare una metafora della [...] ma non lo è. È la metafora di una [...]. /// [...] /// [...] veramente il Potere? Im-maginate di [...] finalmente, questo potere, tutto il potere che riuscite a [...]. Un potere enorme, assoluto come [...] è mai riuscito a ottenere. Cosa fare-ste? Quale desiderio [...] Chiudete gli occhi. Si-curamente, in un attimo [...]. I desideri sono pochi [...] per tutti. Ma qualsiasi cosa abbiate [...] desiderio segreto è già più che sufficiente [...] voi non siete destinati al Potere. Non che non lo [...] che non lo desideriate abba-stanza, ma lo [...] il Potere esistesse davvero, mentre è [...] astratta, che va adorata [...] non per le preghiere che può esaudire. Qualsiasi cosa abbiate desiderato [...] potere, proprio quel desiderio vi renderà incapaci [...]. E sa-pete perché? Il [...] banale, prevedibile e non teneva conto che [...] Potere [...] soprattutto [...]. Insicurezza, perché chi ha [...] sempre paura di [...] e assenza di desideri, [...] Pote-re si nutre solo di se stesso e [...] desiderio. Per noi, invece, il [...] che crea la realtà, il tempo, il [...] quanto ingannevole, ci per-mette di rendere il [...] meno incomprensibile e doloro-so. Per questo noi, in [...] alcun potere, ma lo scambiamo con un [...] di calore, di affetto. Per questo amiamo una [...] di cose inuti-li [...] natura e gli anima-li. Da dove nasce, allora, [...] Chi lo produce e chi lo [...]. Chi insegue il potere [...] farne a meno) ha in testa [...] precisa: il soddisfacimento di [...] desideri, compresi quelli che ancora non conosce. Sostanzial-mente insegue quello che Freud [...] di piacere. Però, noi sappiamo benissimo che [...] qualcosa significa soprattut-to fuggire da qualcosa, e che ogni [...] a una paura. [...] paura di rendere perversa questa [...] a [...] di [...]. Perché tanto più ossessiva diventa [...] ricerca tanto [...] soddisfare. È attraverso que-sta morsa [...] gli [...] in quella fortezza buia [...] è la loro mente. Così, [...] Khan, Hitler o Pol [...] non sono diversi da [...] potere. Perché il problema non è [...] che questi individui fanno del [...] ma [...] che il potere fa di [...]. E [...] è questo: non fare [...] altra esperienza se non quella del potere [...] la [...] il nulla. È [...] del piacere che diventa istinto [...] mor-te. Il destino del potere, [...] è di [...] essere esercitato solo col-lettivamente, [...] vil-laggi, dagli anziani. E anche chi pensa [...] solo, in real-tà lo fa in compagnia [...]. /// [...] /// E anche chi pensa [...] solo, in real-tà lo fa in compagnia [...]. (0) (0) ![]()
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