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Governatore, lei sia sempre [...] di mor-te. Ma sulla pena di [...] battuto. [...] «La mia persuasione sulla [...] è sempre stata di mino-ranza. Non ho avuto contro [...] conservatori ma an-che i democratici ed era [...] me. Io avevo [...] più alta del mio par-tito. E così ogni anno, [...] alla Camera e al Senato dello Stato [...] New York votarono regolarmente la pena di morte. E io regolarmente ponevo [...]. Ma poi il mio [...] elezioni proprio su questo punto ha vinto, [...] morte. Si noti però una discrepan-za [...]. Se fate un sondaggio [...] i [...] vi dico-no che sono in [...] della pena di morte [...] per cento. Io ho perso per [...]. Per soli tre punti [...] è sta-to innalzato su New York. Tutto ciò per me è [...] come cittadino e come politico. Chi cre-de nel ruolo [...] mostrare al mondo, come modello, un livello [...] al-to di civiltà? Noi siamo ricchi, i [...]. Ma siamo anche i [...] di morte. Io sostengo e ammiro Clinton, [...] pena di morte si sbaglia in modo [...]. Ma non voglio dimenticare [...] e, da americano, molto orgoglioso della mia [...]. E sono orgoglioso degli [...] gli israelitici, sono così nettamente schierati contro [...] morte». Cosa pensa, da americano, [...] proteste [...]. [...] da noi un senso [...] noi stessi, ma anche di sufficienza, di [...]. Poco at-tenzione alle opinioni [...] mondo. Ma sono contento che [...] a dire a voce alta la loro [...] capitali e spero che continuino a [...]. Perché man-tiene vivo il [...]. Serve a ri-cordare che [...] parte le culture distruttive che disprezza-no la [...] soli a mantenere la pena di morte. In passato i compagni [...] Sud Africa (prima di Mandela), [...] Sovietica e [...]. È bene che voi [...] siamo ri-masti soli. È una testimonianza che [...] là persino delle dodici esecuzioni successive del Texas. È un appello alla [...] e meno intelligente di un paese co-me [...] Stati Uniti. La situazione è peggiore [...]. Da gio-vane avvocato, 30 [...] mi offrivo come difensore volontario per coloro [...] pena di morte. Ne ho salvati tre, [...] il mio orgoglio. Uno dei tre, 16 [...] stato giudica-to innocente. Ai miei tempi [...] in favore alla pena [...] è un deterrente, spa-venta i criminali. È un argomento abbandonato. Adesso si parla apertamente [...] di vendetta. Si dice: loro uccidono, [...]. /// [...] /// Questa storia triste ci ri-corda [...] siamo un paese giovane che non ha una [...] base di cultu-ra. Noi stiamo [...] un nostro patrimonio culturale [...] ancora arrivati a com-pletare questo lavoro. Mostriamo la brutalità rozza [...] possenti e testa da bambi-no. Bisogna essere maturi per [...] dico quando dico [...] di [...]. Lei ha detto alla Convenzione [...] 1996 che gli Stati Uniti sono oggi [...] più ricco e molto più ingiusto. Qual è la differenza [...] America e il suo sogno america-no? «La differenza [...] sogno e la realtà? Gli Usa sono [...] e fortunato, che sta diven-tando ancora più [...]. È un motore che [...] occasioni di successo. Il motore ha funzionato [...] di milioni di immigranti come i miei [...] Salerno. Niente soldi, niente scuola, [...]. Una generazione più tardi [...] Governatore, e hanno vissuto abbastanza bene. Posso fare ben altri [...]. Lee [...] ricorda? E milioni di [...] e finite me-glio della mia. Noi siamo molto al [...] ogni attesa. Ma al-quanto al di [...] che po-tremmo essere, dati i doni im-mensi [...] le ri-sorse, il clima, la terra, una [...] casa nostra è durata due-cento anni, niente [...]. Io di-co che è [...] nostri governi, democratici o repubbli-cani che siano, [...] 16 milioni di bambini affamati, chiedere [...] del volontariato, e intanto [...] lo stato sociale e il sostegno alimentare [...]. /// [...] /// Ma non per tutti, [...] finta di non ve-dere. Ho scritto di recente [...] un quotidiano. Ho detto: dunque, noi [...] di poveri. Metà della po-polazione guadagna in [...] dollari [...]. Sembra molto nel mondo, [...] in America. Niente assicurazione sul-la salute, e [...] malattia seria può spazzare la fragile economia di una [...]. Intanto spendiamo cifre enormi [...]. Allora è giusto domandarsi: [...] come il nostro con-frontarsi con una [...] Di nuovo mi vie-ne in mente il [...] brutale di cui parlavamo prima. Eppure abbiamo fatto cose [...]. Abbiamo ricostruito metà del [...] seconda guer-ra mondiale. Ma siamo la stessa [...] ricchi più ricchi e poveri più poveri. Come mi sento io? Mi [...] uno che vor-rebbe avere [...] vita per vede-re questo [...] livello che merita, grande e buono, gene-roso [...]. Gli Stati Uniti e [...]. Sono [...] «In questo momento in Ameri-ca [...] investire tempo e risorse nella politica estera. In questo momento la parola [...] è: pensiamo a noi stessi. È una debolezza pericolosa. Il mondo ha un [...] unire le forze. Per me il vero [...] americana in questa fa-se della storia è [...] santi-ficazione della popolarità. Se tu decidi di fare [...] ciò che è popo-lare, devi per forza rinunciare a [...] parte di ciò che è giusto. La verità è questa: [...] mettere in condizione di vi-vere con decenza [...] mi-lioni di poveri. [...] deve con-quistare il suo Sud [...] una vita al-trettanto intensa e produttiva del Nord. Eppure quello che vediamo [...] da voi è frammentazione, egoismo, vista corta. Nel Nord ita-liano e [...] ricca la paro-la [...] è: non voglio mollare il [...] privilegio. Io sto meglio e [...] arrangi. Naturalmente non è popolare [...] come lo dico io adesso. E allora si mandano [...]. Eppure io invo-co il [...]. Se tanta gente esclusa [...] per accede-re alla produttività e al benessere, [...] la droga, se ne va la cri-minalità, [...] le gravidan-ze non volute dalle adolescenti, entra [...] entra in scena una paese più giusto [...]. Molti negli Stati Uniti [...] Italia [...] nomina alla Corte Suprema [...] alla presidenza e si [...]. Ma i pochi che [...] solito hanno in mente una versio-ne sbagliata. Ron Brown (presi-dente, allora, [...] mi voleva candidato. Bill Clinton era innervosito [...]. Ma io allora non [...] ho detto: va bene andia-mo. Il columnist Bob Novak [...] «Fuori New York non ci sono tanti Mario». Voleva dire: dove li trova, [...] il paese, tanti americani disposti a votare per un [...] così italiano? Altri mi han-no detto: [...] e io ho pensato: [...] a questa [...]. Restava la questio-ne del [...] Stato di New York, di cui io, governatore, [...]. [...] stata una lun-ga disputa con [...] maggioranza re-pubblicana nel parlamento dello Stato. Mancava poco a chiudere. Eravamo quasi [...]. Ma mi hanno prontamente [...] annuncia la candidatura na-zionale salta tutto. Sarebbero stati anni di [...] lo Stato di New York. /// [...] /// Per la Corte Suprema [...] diversa. Il presidente mi telefona [...] volo sullo [...] Force One. Io ho capito subito [...] se sta per parlarmi [...] Corte Suprema non lo [...]. Gli ho promesso di [...] con una lettera. [...] fatto e non [...] mai detto a nessu-no. Ho dovuto rompere il [...] Clinton ha detto alla stampa: [...] capisco questo Ma-rio Cuomo. Gli ho offerto la Corte Suprema [...] ha detto [...]. Che cosa avevo detto, [...] presiden-te? Due cose. Che ho fatto tante [...] dal giocatore di ba-seball al politico, al [...] ma che sono soprattutto un buon avvocato, [...] politica avrei voluto fare [...]. E che i problemi [...] Stati Uni-ti non sono costituzionali. Sono sociali, culturali, economici. Io, anche con la [...] politica, posso essere utile su questi problemi, [...] in quelli costituzionali. [...] non posso dire: sono [...]. Posso dire: è stata [...]. /// [...] /// Se ne dice molto [...] ne dice molto ma-le. Si parla del loro [...] del crimine organizzato. [...] «Le dico una cosa: mai [...] di sfuggire alla propria identità? Le racconto questo. /// [...] /// John University, [...] università cattolica, continuavo a [...] il mio curriculum e nessu-no mi mandava [...] un intervista di lavoro. Ho detto al preside: [...] scuola va-le così poco? E lui: Cuomo, [...] di cambiare nome? Io mi sono domandato: [...] Mark Conrad? Non sarebbe stata la decisione [...]. Butti in tavola le [...] e giochi con quelle». [...] vista dagli Stati Uniti. /// [...] /// Gli Stati Uniti non pensano [...] o alla Grecia. O alla Spagna. O persino alla Francia. No, gli Stati Uniti [...] Cina. Ma la Ci-na è [...] complicato. /// [...] /// Ma noi di Cuba [...]. Capiamo un [...] di più noi stessi [...] la più parte del tempo a noi [...]. Però, per essere concreti, [...] che gli Usa pensano [...] ne pensano bene, un [...] a cui si guarda con stima. Non perché ci sono [...] o per il fascino di Sophia Loren. No, per ragioni vere. /// [...] /// Sì, [...] sappiamo molte cose. Ma poco, molto poco [...]. Lei segue abbastanza le [...]. [...] «Di Prodi penso bene, sta [...] molto bene. Prodi è esatta-mente la [...] promes-so di essere: competente, esperto, uno che [...] e come [...]. È uno che serve [...] Stato [...] senso migliore. Ha ridotto il disa-vanzo. Ha abbassato [...]. Se si pensa alla missione [...] si è dato, quella di far entrare [...] in Europa, sta facendo bene. Del resto, in Inghilterra [...] conversione a [...] di Tony [...] negli Usa gli elettori [...] Clinton a [...]. Al di là dei [...] ogni paese, qual è il punto comune [...] e delle loro vitto-rie? Io penso che [...] è le-gato alla scuola, più scuole, scuole [...]. Da un lato la scuola, [...] alle im-prese, la spinta [...]. E quello che ho [...] come Governatore». /// [...] /// Se ne parla molto, [...]. Qual è la [...] ri-cetta? «Il problema numero uno [...] non farne una specie di grande prigione per gli [...] del-la povertà, una specie di scatola mortale in cui [...] entra non esce più. Ma [...] una grande differenza fra riformare [...] abolire. Da gover-natore ho fatto [...] vita a uno stato [...] i più deboli ma li aiuta a [...] attiva. Il mio successore [...] invece di conti-nuare la [...] il malato. Occorre vedere subito la [...] chi vuole rendere più efficiente lo stato [...] ha in mente solo di tagliare la [...]. Bisogna sapere che i [...] non si creano con la bacchetta magica. /// [...] /// Guai a chi inse-gue [...] di fare una cosa solo perché gli [...]. Adesso sta diventando di [...] poveri. Alla classi medie viene [...] tutti meglio se scarichiamo i poveri. Si crea il fronte [...]. Ma lei la storia [...] America, basta con i neri, ba-sta con [...] con i bambini poveri. Va bene, fer-miamoci [...]. Dico anche io [...]. Alice [...] Il Nord italiano e [...] ricca sono malati di egoismo [...] a candidarmi alla presidenza per [...] lo Stato di New York Stimo Prodi È la [...] che aveva promesso di essere. /// [...] /// Alice [...] Il Nord italiano e [...] ricca sono malati di egoismo [...] a candidarmi alla presidenza per [...] lo Stato di New York Stimo Prodi È la [...] che aveva promesso di essere. (0) (0) ![]()
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