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DOMENICA 17 NOVEMBRE [...] mondo PAGINA 17 [...] i [...] Iv P lì. Uno straordinario percorso tra [...] della storia, quella ciclica, quella progressiva, la [...] quella spiritualista, la filosofia apocalittica. La conclusione: la [...] è finita e non [...] filosofia della storia. Il testo che pubblichiamo [...] registrazione della lezione, naturalmente non integrale per [...]. In apertura della lezione Bobbio [...] la figura dello studioso ed amico Emilio Agazzi, [...] docente [...] Statale di filosofia della [...] fino a che la malattia non gli [...] didattica. In generale credo sia [...] e [...] della storia dare [...] a [...] a Vico, a Hegel, [...] a Croce, a [...] poi anche a Raymond Aron [...] tutti gli altri e usare Marx si [...]. La scelta di questo [...] ne avrei potuto scegliere moltissimi altri negli [...] storici, i quali, come si sa, non [...] della storia. Un altro libro notissimo, [...] Karl [...] intitolato «Significato e fine [...] con un capitolo dedicato a [...] il grande storico [...] intitolato «La rinunzia filosofica [...] alla filosofia della storia», [...] che nelle sue celebri osservazioni sulla storia [...] «rifiutare ogni tentazione di costruire un sistema, [...] pretesa di idee sulla storia universale». Ripeto è una caratteristica [...] rifiuto della filosofia della storia. Esso è legato [...] storicistico, che considera la storia [...] una scienza individualizzante, cui non si possono dare leggi [...]. Osservo peraltro che in [...] filosofi della storia fatto da Le Goff [...] errore: in realtà Croce non può essere [...] filosofo della storia, perché per tutta la [...] combattuto la filosofia della storia, lo ricordo [...] primo scritto che è raccolto in un [...] «Primi saggi» definisce la filosofia della storia una [...] dalla seria ricerca e comprensione dei fatti [...]. E poi in uno [...] intitolato «Una pagina della vita di Hegel», [...] napoletano, che è poi lui medesimo, che [...] Hegel per [...] quello su cui consente [...] dissente e fra le cose da cui [...] la filosofia della storia. E gli dice: caro [...] della storia non è altro che una [...] ebraico e del teologismo cristiano. E quindi non 6 [...] storia. Gli [...] del [...] realtà che cosa intende Le Goff [...] filosofia della storia non è chiaro, però [...] si riferisce a ogni tentativo di trovare [...] storia, cioè di vedere nella storia un [...] un inizio ed una fine, soprattutto una [...]. Una concezione diremo non più [...] ma teleologica della storia. Trovo errato, però, in [...] Le Goff il mettere insieme Vico, [...] e Hegel. E anche [...] che è un filosofo [...] un senso completamente diverso. [...] si è occupato dei [...] come esse nascono, crescono e muoiono. Ritengo che ci sia [...] fra la filosofia della storia propriamente detta [...] cui si occupava [...] il problema fondamentale della [...] è di dare un senso alla storia [...] insieme di eventi concatenati necessariamente gli [...] agli altri e tutti [...] tendenti a un fine ultimo. Tutt'altro il tema fondamentale [...] storia alla maniera di [...] dove non c'è alcuna [...] corso storico, né 11 fine ultimo, né [...] partenza. Il tema di [...] è la pluralità delle [...] blocchi di storia in sé compiuti, che [...] soltanto un destino comune, cioè nascita sviluppo [...]. E credo che avesse [...] Croce [...] facendo una critica molto severa dello studio [...] lo definì «una sociologia [...]. La storia delle civiltà o [...] delle civiltà ha se mai [...] con la visione della storia [...] antichi che era una visione ciclica, secondo cui il [...] storico [...] continuamente su se stesso. [...] classico, come sapete, è [...] di [...] ripresa [...] del Cinquecento da Machiavelli: la [...] si ripete in senso regressivo. La filosofia della storia, quella [...] ha trionfato nel Settecento e [...] invece, era una filosofia essenzialmente [...]. Per restare [...] moderna sono diversi gli [...] si misura il progresso: il movimento del [...] metafisica e scientifica -secondo [...] le forme di governo [...] aristocratiche, monarchia costituzionale -secondo Hegel. Pensiamo anche alle società [...] industriali, secondo i primi economisti, e infine [...] formule di produzione di Marx: schiavistica, feudale, [...]. Secondo questa concezione la storia [...] toma mai indietro. La storia è irreversibile. Naturalmente c'è una differenza [...] questa storia sia chiusa o aperta. Vi sono alcuni di [...] considerano la storia e il progresso chiusi [...] tempo. Certamente per [...] la scienza rappresenta [...] stadio e probabilmente anche [...] Hegel, [...] quanto sia un po' incerto, la monarchia [...] considerata una forma finale. Molti altri di questi [...] considerano invece il progresso non ancora raggiunto. Considerano [...] in cui si trovano [...] epoche, delle fasi progressive della storia. La stona non è [...] la filosofia della storia. Le eterne domande È [...] speranza che progresso scientifico e morale procedano [...] Il [...] nasce dal bene? [...] confuta questa teoria e [...] destra» Dopo il «Candido» volterriano è forse [...] di scrivere [...] è il più perverso [...] NORBERTO BOBBIO Certamente quella di Marx, per [...] di quella di Hegel, è una storia [...]. La fase In cui [...] Marx, [...] è la fase della borghesia trionfante, non [...] della storia, mentre forse potrebbe essere considerata [...] Spencer, quando distingue le società militari dalle [...]. La differenza essenziale tra [...] visione progressiva è la differenza tra una [...] storia e una concezione spiritualistica, che possiamo [...] in quanto [...] viene considerato come un [...] creazione nel mondo. Diversa ancora è la [...] storia, secondo cui, attraverso cento catastrofi annunciate [...] mondo è sempre in via di perire [...] è sempre in tensione, [...] attesa di un rivolgimento totale, il momento [...] soltanto alla fine dei tempi ma che [...] ora, domani (ci può cogliere di sorpresa), [...] anni. Ècome una fine sempre presente [...] sempre prorogata. Questa concezione della storia, [...] precedenti, non può essere secolarizzata. La visione apocalittica della [...] suscettibile di essere trasformata in un corso [...] solo da aspettarsi che di tanto in [...] Dio [...] i suoi segni. Ma Dio manda ancora [...] Questa domanda è stata posta dopo Auschwitz. E poi un segno [...] Che [...] è dannato per sempre, [...] è inestirpabile oppure che [...] se vuol salvarsi, deve [...] Che non c'è più nessuna provvidenza, nessuna [...] mette ordine nel disordine, che nessuno [...] innanzi può dire quello [...] trionfalmente e [...] Hegel, parlando ai suoi [...] Berlino che «la ragione domina il corso del [...] È [...] vero che la ragione domina il corso [...] siamo trovati di fronte a una delle [...] principale, per cui oggi la filosofia della [...] in tanto discredito. Il processo di secolarizzazione [...] moderna ha trasformato la teologia della storia [...] progres-so, cioè in una storia puramente secolare. Ma a un certo [...] qualche cosa che ha interrotto bruscamente questo [...]. E la congettura che [...] indefinito ora non è più sostenibile. È caduta la fede [...]. Quale sia [...] il fatto, il segno, [...] a cambiare la visione generale della storia [...] opinabile, ma, come si sa, uno dei [...] stato più volte ripreso e ripetuto è [...] Prima [...] mondiale, il famoso colpo di pistola di Sarajevo. Si potrebbe obiettare che [...] una determinata visione della storia, quella progressiva, [...] possibilità di [...] visione della storia, non [...] regressiva o ciclica. Ma [...] intervengono altre ragioni che [...] stesse di possibilità di costruire razionalmente una [...] il «da dove veniamo» e il «dove [...] individui singoli ma come [...] nel complesso. Prima di tutto la [...] del secolo scorso è sempre stata una [...] cui [...] era il centro del [...]. Hegel riteneva che tutta [...] fosse mossa nel senso del corso del [...] Occidente per arrivare a depositarsi e forse [...] immobile [...]. Ora il punto di [...] diventato insostenibile. Più si allarga lo [...] più diventa difficile, incerto, discutibile il tentativo [...] poche categorie, come sono quelle che in [...] dai filosofi della storia, il corso della [...]. Ma accanto a una ragione [...] spazio c'è anche una ragione di tempo. È stato osservato giustamente [...] completamente non soltanto la dimensione dello spazio [...] del tempo. Oggi noi ci troviamo [...] quello che è stato chiamato il tempo [...]. Sappiamo ora che [...] non ha più soltanto [...] anni di vita ma ne ha centinaia [...] poi [...] questa storia [...] si inserisce in una [...] che risale a milioni e milioni di [...]. In questa storia profonda, [...] del tempo, la storia umana appare più [...] increspatura. Ha senso, ha ancora [...] filosofia di una [...] che un mutamento nelle [...] e dello spazio c'è poi il mutamento [...] è il mutamento della [...] del mondo. La filosofia della storia [...] una concezione deterministica del mondo, che la [...] gran parte abbandonato riservando sempre maggiore spazio [...]. Di conseguenza il futuro [...] imprevedibile, imponderabile, inafferrabile, mentre una qualche filosofia [...] concepibile soltanto in un universo in cui, [...] sconfitto del tutto il caso, la storia [...] prevedibile. In [...] Levi Strauss ha detto: «Mi [...] rimproverato di ignorare la storia. È assolutamente falso, io [...] essa come al regno della contingenza». Considerare la storia come [...] significa avere della storia [...] completamente diversa da quella [...] nata la filosofia della storia. Non già che [...] della [...] sia nuova, anzi la [...] coloro che hanno riflettuto sulla storia [...] moderna ritenevano che la [...] regno della contingenza, cioè il regno in [...] provvidenza reggeva le sorti del mondo, ma [...] della provvidenza e cioè la fortuna. Che la fortuna e [...] sia la signora della storia fu la [...] a una storia tutta regolata in anticipo [...] nascosta e invincibile. La teologia della storia di [...] fu una risposta alla [...] sconsacrante dei libertini. Tanto la storia [...] è pianificata, tanto la [...] la fortuna è protagonista è disordinata, capricciosa, [...]. La provvidenza è veggente, [...] cieca. La provvidenza va diritta [...] e non importa se questo scopo gli [...] o no. La fortuna non ha [...] distribuisce il bene e il male a [...]. Inoltre la fortuna è [...]. Eleva e deprime, innalza [...] che la ruota gira. Al tema della fortuna [...] tema affascinante che abbiamo ereditato anch'esso dalla [...] tema della occasione storica. Nella storia non provvidenziale [...] occasioni. Uno dei maggiori storici [...] Trevor [...] in un recente articolo, «Le [...] si in-terroga su questo tema. La fortuna era rappresentata [...] calva per metà e per metà chiomata. Soltanto chi la prendeva [...] coglieva [...]. Con le occasioni perdute, [...] Inglese, si potrebbero scrivere tante storie alternative, [...]. È la famosa storia [...] che gli storici si rifiutano di scrivere. Però Trevor [...] difende questa storia delle [...] due errori: primo, credere che c: sia [...] quella che è avvenuta, e che tutte [...] sbagliate. Secondo, ritenere che le [...] e soltanto due: non è vero, sono [...]. Una volta fallita la [...] storia è necessaria, si apre la storia [...] le possibilità sono infinite. Vi sono buone ragioni [...] occasioni perdute della storia. Dice [...] se ci si interessa [...] che è concluso, il passato è morto. Solo ponendoci di fronte [...] attuate, alle occasioni perdute possiamo [...] rivivere. Se Lenin non avesse [...]. Recentemente il senatore americano [...] ha fatto questo esempio. Se [...] al tempo di [...] avesse capito allora quale [...] che si annunciava [...] e avesse colto [...] probabilmente si sarebbero risparmiati [...] di armamenti nucleari, di tragedie [...] e cosi [...] indicato alcune difficoltà della [...] o addirittura alcune ragioni per sostenere la [...]. Ciononostante [...] dire un po' [...] che gli storici fanno della [...] della storia senza [...] e che spetta al filosofo [...] esplicite le filosofie della storia implicite. Tanto per riprendere gli [...] siamo partiti Le Goff ha scritto, nello [...] che la storia non ha un senso [...] razionalità. Che cosa vuol dire [...] Ritorniamo [...] Hegel che aveva detto che la ragione [...] del mondo? Dice anche che non c'è [...] storia globale, ma ci sono «orientamenti». Quali sono e chi [...]. E con quali criteri [...] Come ci si può permettere di parlare di [...] orientamenti senza meglio definire [...] Quanto a Croce, la [...] storia era dominata da una visione globale [...] derivata direttamente da Hegel, secondo cui la [...] la storia della libertà. Quando durante il fascismo [...] famoso articolo dicendo «il fascismo è destinato [...] antistorico», che cosa voleva dire con la [...] non che, il fascismo essendo una dittatura, [...] col corso della storia, che è storia [...] della filosofia della storia è legata si [...] tramonto del mito del progresso. E il tramonto di [...] dalla circostanza che le speranze che si [...] idea si sono dimostrate, alla prova dei [...]. Ma è proprio cosi? Si [...] domanda: ma quale progresso? [...] del progresso era nata [...] dalla consapevolezza che alcune scoperte scientifiche e [...] tecniche avrebbero trasformato il corso della storia. Voglio dire che quando [...] progresso questa deriva dalla constatazione che aumenta [...] il sapere e che il sapere è [...]. E questo progresso, il [...] da cui avrebbero dovuto dipendere tutti gli [...] affatto venuto meno nella nostra epoca, anzi [...] che mai. Ciò che caratterizza il [...] la continuità senza soste, [...] sempre più rapida e [...] scientifico. Metto [...] soprattutto sulla irreversibilità, perché, una [...] fatta una nuova scoperta, non si toma più indietro. Apologia del progresso e [...] Il [...] tecnico divora continuamente se stesso con una [...]. Diventa vero più che [...] aveva detto il navigatore della Città del [...] Campanella che «in cento anni la storia ha [...] che in quattromila». Ora potremmo dire in [...] due anni, in pochi mesi. Ciò che è venuto [...] il progresso inteso come progresso scientifico e [...] credenza o speranza che il progresso scientifico [...] progresso sociale e morale, anzi ne fosse [...] credevano gli illuministi e i positivisti, come [...] tutto pensava Marx. Non è venuto meno [...] è venuta meno la consapevolezza del nesso [...] progresso scientifico e tecnico e quello sociale [...]. [...] del progresso è sempre [...] concezione catastrofica della storia ma oggi sembra [...] tempo ci offra insieme la prospettiva del [...] la prospettiva della catastrofe. Possiamo anche porci la [...] modo: progresso per chi [...] cosa? Siamo arrivati addirittura a porci il [...] il progresso. È il tema dei [...] che è stato discusso tante volte in [...]. Ma una riflessione generale, [...] scorribanda, come quella che ho fatto sulla [...] merita che si aggiunga oggi questa considerazione: [...] il ragionare sulla storia è strettamente connesso [...] male. Una [...] è sempre anche una giustificazione [...] male. Il problema del male [...] interessare gli storici, per le stesse ragioni [...] rimuovono la filosofia della storia, ma non [...] me, noi tutti che viviamo in questo [...]. Si possono distinguere le [...] storia in base alla risposta che danno [...]. Nella concezione [...] della storia ii bene nasce [...] il male: [...] propone e Dio dispone; [...] fa il male ma misteriosamente [...] questo male la provvidenza fa nascere il bene. Ma c'è [...] interpretazione, secondo cui il bene [...] non già nonostante, ma grazie al male: il male [...] necessario perché dal male nasce il bene. Questa breve rassegna non [...] non ci fosse un altro modo di [...] tra il bene e il male nella [...] pensare che non già il bene viene [...] il male viene dal bene. Recentemente Albert O. [...] ha parlato dei cosiddetti effetti [...]. Che cos'è [...] perverso? È il male che [...] dal bene. Tema oggi di grande [...]. Il comunismo è nato [...] bene: passare dal regno della necessità a [...] diceva Marx. E lo stesso si [...] generale di ogni forma di giacobinismo. Il giacobino vuole instaurare [...] virtù, ma la virtù si converte nel [...] terrore, come nel famoso discorso di Robespierre, Dice [...] riferendo la tesi cara [...] perverso: i tentativi di [...] piomberanno la società nella schiavitù, [...] alla democrazia produrrà tirannia [...] di assistenza sociale [...] povertà anziché [...] in tutto il mondo. Confutando questa teoria, [...] sostiene che essa torna [...] uguale nelle parole della destra: cercate di [...] il bene perché il bene poi si [...] male. Voltaire scrisse il suo [...] «Candide» per mettere in ridicolo [...] che il nostro sia [...] tutti i mondi possibili, E forse è [...] di un [...] il quale suggerisca che [...] è neppure il più perverso di tutti [...] Di fronte ad una simile affermazione è [...] non solo non è finita la storia [...] neppure finito [...] sulla storia. E non è finita [...] storia. La filosofia, nel senso [...] autentico della parola [...] cui il filosofare è [...] domande senza risposta. /// [...] /// La filosofia, nel senso [...] autentico della parola [...] cui il filosofare è [...] domande senza risposta. (0) (0) ![]()
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