Ancora: se allora a [...] particolari stimolazioni luminose fu-rono solo pochi bimbi, [...] sono state almeno alcune centinaia, tra ricoverati [...]. Co-me mai? Colpa della tivù: [...] enfatizzato [...]. A spiegare alcuni misteri [...] neurologico è il professor Giuliano Avanzini, pri-mario [...] Carlo [...]. Se [...] è protratta [...] vere e proprie crisi. Quattro anni fa, studiando [...] dal videogioco, arrivammo alla conclusione che molti [...] di epi-lessia latente, patologia che, magari, senza [...] avrebbe potuto non verificar-si». Nel caso del cartone [...] la stessa spiegazione, da affiancare però ad [...] «Ognuno [...] noi può avere nella [...] vita un episo-dio di [...] quanto [...] una risposta patologica che [...] e che si può presentare in condizioni [...]. Può [...] un [...] prodotto, in questo caso, da [...] scarica eccessiva». A [...] eccessiva sarebbe stata la [...] visive emanate dallo schermo del computer diventano [...] diffuse da un televisore a 28 pollici [...]. Non solo: [...] televisiva si forma secondo una [...] frequenza interna, è possibile che questa fre-quenza si sia [...] a quella del videogioco [...]. Detto questo, al numero delle [...] del [...] e [...]. I disturbi, poi, non [...] tipo neurologico: i ragazzi hanno sof-ferto di [...] crisi respiratorie, con-vulsioni, amnesia. [...] interrogativo: come proteggersi? «Bisogna studiare [...] cartone animato, [...] i parametri critici. Insomma accerta-re con precisione il [...] della [...] efficacia». In-tanto: fanno bene o [...] i cartoni in ti-vù? «La televisione è [...] induce a una partecipazione passiva; per questo, [...] stimoli sempre più violenti». Nasce da questa [...] non ho un apparecchio televisivo [...] casa e i miei [...]. Delia [...] nascono sempre meno. Quando i bambini possono [...] non guardano più la [...]. Li vedi scatenati [...] sulle spiagge. E [...] An-che [...] hanno gli stessi bi-sogni. Allora, [...] bene e [...] a scatenarsi insieme [...]. Provoca altri [...] «Sì, provoca passività, abitudine [...] a non prendere iniziativa, [...]. E la cosa si [...] giorno. I bambini invece devono [...] dove e perché hanno sbagliato, trarre in-segnamento [...] ri-provare, osservare gli altri, impara-re dagli altri. Anche nel gioco. Più che [...] di [...] di violenza in tv quello [...] preoccupa di più un educatore è la passività indotta [...] ore e ore di tv. La tv non è un [...] ma bisogna [...] usare. Se-condo me va capito il [...] televisivo, non devono essere sol-tanto i [...] a [...] ma tutti quanti. Questo consente di prendere le [...] di capire cosa [...] dietro, di non [...] trop-po nelle storie. È la differenza tra [...] e lo spetta-tore critico. Il primo è manipolabi-le, [...] valutare e capire le finzioni. Distinguere il vero dal fal-so [...]. E questo succede con [...] con i bambini in particola-re. Quello che è successo [...] Giap-pone [...] succedere anche da noi? Stessi numeri, stessa [...] «La [...] ipotesi che faccio ri-spetto a questo caso [...] è che questi numeri [...] gonfiati. Certo i giap-ponesi sono [...] eterodiretti, vivono in spazi ristretti, forse fanno [...] le stesse cose. Forse tendono ad essere [...]. [...] il pericolo che la tv, [...] alcuni casi, possa far male, lo corriamo tutti, magari [...] nella stessa dimensio-ne. ///
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Bisogna arrivare a vietare [...] «Bisognerebbe avere un monito-raggio di [...] per i giochi o [...]. Una sorta di censura [...] si arriva a vietare, dopo. A correre ai ri-pari. A volte [...] pubblicità. Un [...] come è succes-so con [...] (il pulcino vir-tuale da [...]. La censura non ci [...] la televisione fa già una cen-sura invisibile. Alcuni spettacoli vanno in [...] no, alcuni in prima serata e altri [...] notte. Quando vediamo un [...] possiamo valutare soltanto quelli [...] studio. Non ve-diamo quelli che [...] quelli che hanno detto [...]. Non vediamo quel [...] le [...] chi fa [...] come [...] perché. [...] è la vera padrona. E se la trasmissione [...] viene cancellata. Con buona pace della [...]. Fernanda Alvaro È uno [...] «lampi» emessi dai Pocket [...]. ///
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Fernanda Alvaro È uno [...] «lampi» emessi dai Pocket [...].