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Con la [...] inesauri-bile fantasia, il suo nascosto [...] la [...] vitalità conta-giosa, la [...] segreta tenerezza. Giorgio Strehler se ne è [...] in una notte di Natale [...] di stelle, nella [...] casa di Lugano, la calma [...] la-go davanti a lui, le montagne [...]. Sene è andato come [...] avesse potuto scegliere: sen-za sofferenza, senza [...] della decadenza, senza dover [...] morte, che aveva esorcizzato per più di [...] palcoscenico. E da un palcoscenico [...] perchè fino al 23 ave-va provato con [...] giovani cantanti e orche-strali della Giuseppe Verdi [...] (solo [...] an-ni! Il palco su cui [...] volta non era quello mitico di via Ro-vello, [...] della sala pro-ve della Nuova Sede dove, [...] amarez-ze e traversie, era entrato. E su quel palcoscenico stava [...] e orchestrali, che gli erano [...] per un giorno di vacanza [...]. /// [...] /// E le angosce, le ingiustizie [...] lo avevano provato. Ma non avevano spezzato [...] volo né la [...] forza di volontà cosic-ché [...] più nera sapeva ritrovare in sé le [...] la voglia di combattere. Era questo che lo [...] chi gli lavo-rava vicino con quella dedizio-ne [...] cieca, che anche nel teatro non sembra [...] moda. Forse per via di [...] orgogliosa [...] mi auguro sentano ancora [...] Piccolo». Qualità unica che aveva [...] da lui fondato [...] insieme a Nina Vinchi [...] quel periodo, la sola [...] il luogo in cui [...] sfida di realizzare un sogno: coniugare arte [...] scenica e senso della vita. È stato questo il [...] che prenderà ben presto la via [...] ma che conserve-rà sempre [...] radici con la città in cui ha [...] passi, Milano. Milano: città [...] per Strehler che era [...] di Trieste, a [...]. Milano la cui classe [...] inferto gli unici do-lori capaci di [...] in ginoc-chio. Questo e molto altro ha [...] il Piccolo di Giorgio Strehler al di là di [...] spetta-coli memorabili che [...] calvinista, addirittura la «ferocia» di [...] più a se stessi. Perché, certo, Strehler è [...] Repubblica, parlamentare eu-ropeo: sapeva come confron-tarsi con [...] politi-ca. Ma in [...] condanna-ta alla dimenticanza è [...] piazza a commemo-rare il 25 aprile. Ha diretto strutture prestigiose, a [...] dal Teatro [...] fondato con François [...] e Jack Lang; ma la [...] è stata, essen-zialmente, una vita di teatro, scandita [...] e dal chiu-dersi dei sipari, [...] e [...] totale per quel pal-coscenico che [...] lui è sempre stato il centro del mondo: non [...] dei grandi poeti della [...] per formazione e per scelta, [...] politica, ma pro-prio della vita, a cominciare [...]. SE HA [...] teatro; se ha perso, [...] il teatro; se ha sbagliato o se [...] lo ha fatto per il teatro. Magari pensando e scrivendo Teatro [...] maiuscola : che non [...] un modo per glorificare, [...] ed ora, la scena [...] tutti i grandi Signori del palco, ai [...] apparteneva. Anzi, è stato proprio [...] Teatro [...] la maiuscola il suo vero, unico amore. Anche gli amori della [...] sono sem-pre nati e finiti in teatro. Anche il figlio che [...] e per il quale aveva già scelto [...] da quando era ragazzo -Bruno, come suo [...] Erika se fosse stata [...] trasformato in Teatro. Forse per questo è sempre [...] un grande Signore con un cuore fanciullo, che portava [...] sé, ovunque andasse, i ricordi del bambino che era [...] accanto [...] madre violinista [...] aveva [...] piccole bocce [...] ammaccate per [...] di [...] A PAGINA 4 IL TEATRO [...] me è sempre stato Giorgio. /// [...] /// Quello che io sono, [...] in tanti anni di lavoro accanto a [...] devo a lui, che è stato il [...]. Ho co-minciato a lavorare [...] due padroni vicino a Marcello Moretti negli [...] Cinquanta [...] il [...]. Moretti era grande ma [...] insegnato nulla. Lo osser-vavo, certo, stando [...] ma non avevo con lui al-cun rapporto [...] di là di una normale cordialità fra [...]. Solo quando si trattò [...] sostituto del suo ruo-lo per la tournée [...] Stati Uniti come richiedeva il contratto americano, mi mandò [...] mi chiese di [...] vicino per ripetere esattamente [...] le sue voci, il suo personaggio. Quando Moretti morì sembrò [...] Strehler [...] volesse più ri-prendere questo spettacolo. Poi un giorno, nel 1963, [...] tutta particolare, [...] cambiò idea e mi cucì [...] un Arlecchino tutto mio. Ave-vo iniziato a provare [...] Virginio [...] che era allora suo [...]. Poi arrivò lui e [...] tutto: «Ferruccio [...] la voce non va. Devi [...] devi [...]. Per questo mi diede [...] di esercizi tra cui uno [...] leggere i giornali senza [...] respi-rare e senza punteggiatura fino a quando [...] fiato, per poi cominciare da capo. È stato lavorando con [...] capito cosa era stato Arlecchino e cosa [...] commedia [...] al di là dei [...] letto. Si, il mio Arlecchino [...] Stre-hler, che mi ha dato tutto anche [...] sempre teorizzato quasi un passaggio del testimone [...] Moretti [...] me, di un continuo no-stro segreto parlottare. Nel mio viaggio verso Arlec-chino [...] molte diffi-coltà prima fra tutte il mio [...] maschera «Non fai ridere, non esprimi niente», [...] Strehler, durissi-mo. Ovvio che questo mi [...] ma mi ha spinto a cercare, ad [...] fermarmi ai primi risultati rag-giunti. Strehler da parte [...] non mi ha mai detto: [...] ci sei, ec-co è fatta». Ma un giorno mi [...] cosa che ricorderò per sempre: «Ferruccio io [...]. Tu invecchi ma il [...] Arlec-chino [...] sempre più giovane. Ma come fai?» Lavorare [...] stato duro, ma pieno di genialità, di [...]. Spero che adesso non [...] i falsi amici, quelli che sono stati [...] lui e che, improvvisamente, «scopriranno» la [...] grandezza. Ecco questo non riuscirei [...]. Chi era contro di [...] ha fatto penare [...] la vita difficile per [...] il coraggio di conti-nuare ad [...]. Il teatro piange Giorgio Strehler Oggi [...] Milano i funerali del grande regista Il [...] il bilancio di una vita scritti per [...] Piccolo Vi lascio il furore del mio [...] GIORGIO STREHLER QUANDO una persona ar-riva al punto [...] arrivato io non ha più grande necessità [...] spettacolo o di dirigere [...]. Oggi so che nella [...] artista ci sono alcuni buchi che non [...] per esempio non ho mai fatto [...]. Ma viene un momento nella [...] in cui ti dici che non puoi continuare così, [...] non puoi trasformarti [...] di te stesso, come Böhm [...] dirigeva magnificamente ma stando se-duto come una cariatide, quasi [...] e facendo una gran pena. So già che dovrò [...]. Non ho intenzione di [...] questo mestiere pensando di essere immortale. Voglio dare una fine a [...] che è stata tutta la mia vita, per poi [...] nella con-templazione della morte. Ma vo-glio anche mettere [...] bagaglio di esperienze umane e artistiche che [...] per lasciare qualcosa a qualcuno. Forse potrei scrivere delle [...]. Recentemente ho fatto una [...] di un libro immagi-nario che potrebbe benissimo [...] Una [...] infinita oppure La verità del teatro. E, insieme [...] la vita così [...] complessa e [...] grande. Tutta la vita: quella [...] là è complessa e [...] grande come [...]. Per questo cammino con [...] ammazzare una formica, perdendomi quasi, anche se [...] mistici-smo. Questa vocazione totalizzante al [...] asso-luta al palcoscenico, mi ha porta-to a [...] al di là del prodotto. Solo ora capi-sco cosa [...] Lorca quan-do sosteneva che la poesia era la [...] che preesisteva e che [...] di trascrivere. E oggi so che [...] è quella trac-cia tanto più alto è [...]. Mi pongo, dunque, [...] di una visione totalizzante [...] che trascende il momentaneo. Vedo sempre al di [...] del momento ed, essendo uno storicista, mi [...] storia, la dialettica. Per questo il teatro mi [...] sempre sembrato [...] incredibile, una delle in-venzioni più [...] nella [...] terribi-le imperfezione. /// [...] /// La sacralità [...] sta nel credere in quello [...] si fa. Io ho creduto in [...] glorifi-cazione [...] complessità, della libertà e [...]. Del suo destino che [...] meraviglioso an-che se tanto lontano da [...] scorgere, a malapena, un [...]. Ma è quel bagliore [...] tutta la mia vi-ta, [...] il senso più vero. [...] una forma di severità nel [...] modo di fare teatro con furore, un furore ardente. Un [...] come Mozart: suonava il [...] birilli, ma dentro era solo musica. Se guardo alla mia vita, [...] penso [...] credo che [...] possa percorrere due vie: o [...] o il dovere di testimoniare la continuità degli esseri [...]. Perché quello che conta [...] vita. Sopra tut-to e tutti. /// [...] /// Sopra tut-to e tutti. (0) (0) ![]()
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