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Non si udiva che [...] delle labbra sibilanti le preghiere. La cucina tutta affumicata, [...] tavola di legno [...] con la madia oscura, [...] a spalliera dipinta, senza un punto luminoso, [...] te. Il fuoco, semispento, covava [...]. Uno zoccolo di legno [...] portella chiusa. Pasqualina si alzò ed [...]. Teresa, detta la capa [...] aveva servito le monache in un monastero [...] Sessa, [...] con la secchia dell'acqua sulla testa: si [...] perchè era alta, magra ed ossuta. Pasqualina [...] a deporre la secchia [...] Teresa rimase un momento immobile, ma senza [...] peso enorme che aveva portato sul capo. Poi disciolse lo strofinaccio [...] servito da cercine e lo stese sopra [...] era bagnato fradicio. Ed era bagnato il [...] che portava annodato sul capo e bagnati [...] dei capelli grigi. Intanto Pasqualina aveva acceso [...] lucerne di ottone a tre becchi, col [...] che bagna [...] tenendo in alto, sospesi [...] ottone, lo spengitoio, le forbici da smoccolare [...]. Poi aveva aperto la [...] lungo e grosso pezzo di pane raffermo, [...] un pezzetto di cacio forte e aveva [...] Teresa la cena. Senza mangiare, Teresa mise [...] il cacio nella tasca profonda del grembiule, Rimase [...] poco con la bocca semiaperta, tutto il [...] nessuna espressione, neppure quella della stanchezza. Felice notte a signoria. E se ne andò [...] via della Croce, dove in una stanzuccia [...] con cui doveva pranzare. Pasqualina restò sulla soglia e [...]. La sera di una giornata [...] febbraio era discesa. Pasqualina si arrovellava a [...]. Chiamò di nuovo a [...]. Lì guardò verso la [...] Carinola, verso la traversa della Madonna della Libera, [...] via che taglia in due parti il [...] Venta-roli. [...] non si [...]. Un gemito sommesso le [...]. [...] era seduta sullo scalino [...] col capo quasi tra le ginocchia e [...] capelli, lamentandosi. [...] si gettò per terra bocconi, [...] le braccia aperte, singhiozzando. Aveva perduto Ciccotto. Hai perduto Ciccotto? E [...]. Hai perduto Ciccotto? E [...]. La caricava di pugni, [...] di schiaffi. [...] si dibatteva, si avvoltolava, strillava, [...] senza piangere. Quando Pasqualina si fu [...] uno spintone e disse con voce arrangiata [...] ti . E [...] strillando ancora per le [...] piedi scalzi, rialzando il suo cencio di [...] avviò verso la strada della Libera. Camminava guardando a destra [...] nelle siepi, nei campi coltivati, chiamando Ciccotto [...]. Lo aveva perduto, tornando [...] si era accorta che Ciccotto non la [...]. Ma nella notte non [...]. Camminava macchinalmente: fermandosi ogni [...] senza vedere. I suoi piedi nudi, [...] salmone [...] freddo di [...] invernata, non sentivano più [...] si faceva glaciale, nè le pietre dove [...]. Non aveva paura della [...] solitaria: non voleva che ritrovare Ciccotto. Udiva solo le parole [...] Pasqualina, [...] le dicevano non avrebbe mangiato se non [...] Ciccotto. Aveva una fame a-cerba e [...] che le torceva lo stomaco. Se riportava Ciccotto, avrebbe [...]. Questo solo pensava, questo [...]. E chiamava, chiamava, camminando [...] alte siepi, punto minuscolo che si agitava [...] bello, Ciccotto mio, Ciccotto [...] tua, dove stai? O Ciccotto, o Ciccotto! Nella o-scurità la via [...] piccola ombra di quella bambina desolata prendeva [...] terra. La voce le si [...]. Correva [...] o-ra, chiamando Ciccotto con tutte [...] forze. Due volte, disfatta, disperata, [...] : due volte riprese la corsa. Finalmente, nel campo di Antonio [...] come un piccolo grugnito, [...] galoppo, e Ciccotto venne a [...] i piedi col grugno. Ciccotto era un porcellino [...] macchia grigia sulla schiena, grassottello e rotondetto. [...] gridò dalla gioia, prese nelle [...] Ciccotto e se ne tornò indietro, con [...] sforzo delle sue gambe di [...]. Rideva, parlava, si stringeva [...] Ciccotto per non [...] scappare, e Ciccotto, con [...] pendenti, grugniva tranquillamente. [...] correva dì nuovo, pensando che [...] mangiato. Di lontano vide la [...] Pasqualina sul portone e a tiro di voce [...] Ciccotto, ho trovato Ciccotto bello! /// [...] /// Rientrarono in casa e Ciccotto [...] nel suo stabbiolo, dove mangiò e si [...]. [...] ansante, aveva seguito tutte quelle [...]. Aveva fame [...] lei come Ciccotto. Seguì Pasqualina in cucina, [...] grandi occhi selvaggi che non sapevano chiedere. Poi sedette sullo scalino del [...] senza [...] nulla. La contadina si era [...] ed aveva ricominciato il suo rosario. Pregava monotonamente e senza [...]. La bambina, curva per [...] spasimo dello stomaco, seguiva con gli occhi [...]. Non pensava neppure più: [...] unicamente fame. Solo dopo mezz'ora, quando [...] Salve Regina fu recitata, Pasqualina si alzò, aprì la [...] pezzo di pane, raccolse in un piattello [...] e dette il pranzo a [...]. Costei, seduta sempre sullo [...] mangiò a-vidamente. Aveva una testa piccola, [...] minuta e bianca, tutta macchiata di lentiggini, [...] ispidi, un po' rossi, un po' giallastri, [...] sporco: una testa troppo piccola sopra un [...]. Portava una camicia di [...] toppe, un corpetto di teletta marrone e [...] panno rosso, tenuto su alla cinta da [...]. Si vedevano le gambe stecchite: [...] il collo nudo [...] stata un mese a Sessa, [...] lasciato [...] e se [...] andata, chi diceva a Capua, [...] diceva a Napoli, a far vita disonesta. [...] non si era voluto [...] abbandonata, la quale venne su in casa Zampa, Pasqualina [...] Crescenzo Zampa, fratello e sorella. Ma il volto bianco [...] ricordava sempre la [...] mamma, la rossa, e Pasqualina, [...] magra, dalle mani nodose e rosse, dai [...] occhi neri di carbone, che non si [...] Crescenzo le aveva negato la dote, fremeva [...] pensando alle follie amorose di Maria la [...] della piccola bastarda. Così, il giorno seguente, [...] non perdesse dì nuovo Ciccotto, [...] funicella legò da un capo il piede [...] Ciccotto, [...] legò la vita di [...] perchè non avessero a [...]. Il porcellino sgambettava dietro [...] andare al pascolo. Passavano la giornata insieme, [...] le prime erbe. Molte volte [...] attirava Ciccotto verso un [...] visto [...] che poteva [...] qualche volta Ciccotto trascinava [...] verso un campo di [...] tendini parevano corde tese. Mangiava con un cucchiaio [...]. Dopo andò a bere [...]. [...] aprì la porticina della [...] dove si conservano le mele, [...] via il panno rosso, si sdraiò sopra un [...] gramo, si tirò un cencio [...] coperta gialla sui piedi e si addormentò. Pasqualina filava e pensava con [...] certa diffidenza a [...]. Questa servetta era la [...] Maria la rossa : Maria, coi capelli [...] labbra di garofano, aveva peccato prima con Giambattista, [...] Giambattista era andato a fare il soldato [...] Maria [...] diventata [...] di [...] Rossi, un signore. Poi anche [...] aveva abbandonato Maria, malgrado [...] Candida, detta per diminutivo [...] fosse figlia di lui. [...] certo che quella Maria, [...]. A mezzogiorno la bambina [...] di pane. Erravano insieme nel pomeriggio [...]. Non si lasciavano che [...] Ciccotto andava a dormire, e [...] dopo [...] ingoiato una minestra di [...] pochi ceci, o un po' di cotenna [...] anch'essa a dormire. Certo Pasqualina non era [...] più feroce di altre contadine, ma ella [...] agiata e non mangiava un pezzo di [...] domenica. Batteva qualche volta [...] ma non più che [...] battessero le proprie creature. Più tardi, [...] e Ciccotto stavano più lungamente [...]. Se ne andavano [...] a cercare granone, fichi [...] cadute dagli alberi, poiché Ciccotto era diventato [...] grosso, mentre [...] rimaneva magra e debole. Talvolta Ciccotto correva troppo [...] e questa si [...] spossata, sotto il sole [...] secca e screpolata. Poi Ciccotto si metteva [...] la bambina si stendeva per terra, lungo [...] grano mietuto, con gli occhi chiusi, sentendo [...] la vampa bruciante del sole. Si rialzava stordita, con [...] e la lingua gonfia. Ora non vi era [...] funicella, perchè Ciccotto si e-ra fatto obbediente: [...] si era provveduta [...] un lungo ramoscello per [...] di Ciccotto e non farla andare sotto [...] carri che passavano per la via maestra. Ritornavano alle ventiquattro. Ciccotto lentamente, [...] un po' più innanzi, [...] fame che le mordeva lo stomaco. Una volta aveva provato [...] sorbe acerbe nel campo di Nicola Passeretti, [...] erano [...] e Nicola [...] picchiata come una piccola [...]. Anzi Nicola ne aveva [...] Pasqualina Zampa, che a-veva anch'essa battuta [...]. La bambina se [...] andata pei campi con Ciccotto, [...] e [...] m'ha battuto perchè sono una [...]. Ma Ciccotto aveva scosso [...] si era messo a pascolare. Pure, ogni tanto, quando [...] di [...] sorgeva [...] lei ne parlava a Ciccotto. Quando se ne tornava [...] teneva questo discorso [...] andiamo alla casa e Ciccotto [...] va alla stalla e mamma Pasqualina gli [...] e poi mamma Pasqualina dà la minestra [...] che se la mangia [...]. E la [...] Ciccotto non corre, se [...] vicino a [...] lo porta alla Montagna Spaccata, [...] don Ottaviano il parroco e gli fa [...] mele, mentre [...] si mangia il pane. Quando venne [...] Ciccotto si era fatto [...] un po' pesante. Una volta, con un [...] buttò a terra la bambina che si [...] e gli scagliò una sassata. Ma fu [...] loro lite. [...] mangiava sempre meno e Pasqualina [...] più a-spra con la figlia della rossa, [...] era stata cattiva e la casta zitella [...] sospetto, che suo fratello Crescenzo avesse preso [...] con Rosella di No-celleto : erano spariti [...] caciocavalli e un prosciutto : poi Crescenzo [...] mercato di Sessa, per tre lire, un [...]. Nella casa, Pasqualina diventava [...] e avara. Se la prendeva con Teresa [...] con Giacomo [...] con [...] con tutti. La ultima domenica, don Ottaviano [...] voluto [...] la comunione per i [...] pensiero. Poi pioveva sempre e [...] Ciccotto e [...] a casa bagnati fradici. [...] si metteva il panno [...] ma rimaneva con la sola camicia attorno [...] nelle pozze d'acqua e fango, sferzata dalla [...] Ciccotto bello di [...] corriamo, perchè piove e [...] corpetto bagnato. Corriamo, perchè a casa [...] fuoco e ci scalderemo. Ma [...] il fuoco [...] e [...] andava a dormire, ancora inzuppata [...] pioggia. In quel mese di [...] Venta roli che Maria la rossa era [...] Capua di una tifoidea, e il parroco, dopo [...] portato [...] nella predica, facendo arrossire Concetta [...] Raffaele [...] e Nicoletta di [...] Morra che avevano qualche [...]. Dissero a [...] che la madre era [...] non capì nulla e stette ad ascoltare [...]. In quel mese, però, Ciccotto [...] così grasso che non si poteva più [...] molto lontano: passeggiava gravemente. Invano [...] lo chiamava : esso [...] forza. La prima volta che [...] andare alla montagna a far legna, [...] nel bosco gli raccolse [...] ghiande e gliele portò in uno strofinaccio. Prima di uscire per [...] per portare il mangiare a Crescenzo nei [...] altro incarico, essa andava a dare [...] a Ciccotto. Ritornando prima di entrare [...] di nuovo a [...]. Si sgomentava un poco [...] grosso, tanto più di lei, che era [...] manico di scopa. Una sera, nel dicembre, [...] trovò don Ottaviano, il parroco, Nicola Passeretti [...] Crescenzo [...] discutevano vivamente : questi tre andarono poscia [...] Ciccotto e parlarono di nuovo. Lei non comprese. Ma la sera del [...] da Carinola Sabatino il macellaio e a Teresa [...] Rosaria, la serva di [...] Rossi. Vi era una grande [...] e nella cucina: sul focolare una grande [...] fuoco vivissimo: [...] grandi piatti tutte le [...] disposti: in un angolo la stadera: sulla [...] imbuti : Pasqualina, Teresa, Rosaria con le [...] i grembiuli bianchi. Sabatino andava e veniva [...]. [...] guadava tutto e non capiva. Poi chiese sottovoce a [...] facciamo [...] venuto Natale, [...]. /// [...] /// Allora, traballando un poco, [...] andò ad accovacciarsi in [...] cortile per vedere ammazzare Ciccotto. Vide al vagante lume [...] in cortile, che Nicola Passeretti e Crescenzo [...]. [...] i grugniti disperati di Ciccotto [...] voleva morire, vide il coltello di Sabatino [...] nella gola. Vide che gli tagliavano [...] tondo in tondo al collo, e che [...] un piatto con un sostrato di lauro [...]. Poi vide squartare il corpo [...] due parti e [...] sulla stadera; [...] le esclamazioni di gioia al [...] un [...] e sessanta rotoli. Ella rimase [...] nel cortile, [...]. Passò il tempo, in [...] dicembre gelata. La chiamarono in cucina. Rosaria e Teresa, coi [...] nei budelli la carne della salsiccia. Sabatino e Crescenzo badavano [...] ai pezzi di lardo, mentre Nicola sorvegliava [...] lardelli bianchi che si squagliavano, diventando strutto [...]. Pasqualina, sopra un angolo [...] friggere del sangue nel tegame. Tutti parlottavano vivamente, a [...] dalla gioia di quella carne, di quel [...] prosperità, infiammati dal fuoco e dal lavoro. [...] restava sulla soglia, guardando, senza [...]. Allora Pasqualina, pensando che [...] mangiava da un giorno e che era [...] festa, prese un pezzo di pane nero, [...] un pezzetto di sangue fritto, e disse [...] questo. Ma [...] che moriva di fame, [...] semplicemente, col capo. /// [...] /// Ma [...] che moriva di fame, [...] semplicemente, col capo. (0) (0) ![]()
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