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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1994»--Id 3768084282.

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Mercoledì [...] agosto [...] pagina Sei amici, un lungo [...] per cancellare il [...] luoghi dove realtà ed Immaginazione [...] confondono. Nella foto una città [...] La costa in avvicinamento [...] diritta, in modo innaturale, come fosse stata [...]. Una linea retta separava [...] mare. Case squadrate, tutte uguali, [...] ordinate come campi militari, disturbavano il paesaggio [...] stato cosi piatto, si [...] detto bello almeno per [...] estivi, almeno visto [...]. Ce ne scusiamo con [...]. Per rendere più piacevole [...] a bordo gli assistenti di volo effettueranno [...]. La navicella ebbe [...] virò, si alzò. Presto il paesaggio scomparve [...] e dalla distanza. ///
[...] ///
Strano, la nostra era una [...] estranea alle rotte turistiche. Le hostess egli steward [...]. Ci dicemmo: «Terra ti [...]. Andavamo lontano, così lontano non [...] mai andati, e così veloci. Il rallentamento ci avvisò [...] «Il comandante informa che abbiamo iniziato le [...]. Sospirammo abbandonandoci sui sedili, [...] con un implicito messaggio di soddisfazione: ci [...] -fatta. Un pulmino accolse noi [...] bagagli che ci accompagnavano. Il nostro piccolo gruppo [...] tutto, i bagagli vennero trasferiti direttamente dalla [...]. Un alto signore [...] controllò i passaporti, [...] ma senza scortesia. Consumammo allegramente bibite al [...] bar molto -fresco aspettando il treno. Il viaggio era ancora [...] di un paesaggio nuovo e del tanto [...] aveva . Scherzavamo e facevamo progetti, [...] sulla cartina i chilometri già percorsi e [...] mancava. Dal finestrino coglievamo uno [...] svuotamento progressivo del panorama, come [...] infiacchirsi [...] giorno e degli oggetti, uno [...] mento. [...] era diventata [...] le case rare, niente [...] che incrociavamo. Passò [...] e bucò i biglietti con [...] senza quasi guardarci, senza una parola sotto i baffi [...]. Quattro di noi si [...] giocare a carte ignorando il tramonto se [...] progressivo [...] dello scompartimento, e di [...] luce più gialla e più calda che [...] visi come in vecchie fotografie ritoccate. Il sette di bastoni [...] floreali abbellimenti piombò sul tavolo accaparrandosi sette [...] Antonia gridò di entusiasmo disturbando il sonno [...] Carlo [...] si girò [...] parte. Quando la spada infiocchettata [...] imprigionò la ripiena rotondità [...] di coppe, la partita [...] favore di Antonia e di Giulio e [...] nel fluttuare guerresco di un re di [...] un fante di bastoni rimasti solitari a [...] di battaglia del [...] il disco della luna Mi [...] richiamo di Daniela, che annunciava: «Siamo arrivati». Era notte e non [...] luci. Per fortuna il disco di [...] provvidenziale luna piena rischiarava abbastanza da [...] il percorso fino al taxi, [...] almeno fino alla scritta taxi [...] di una piazza deserta. Daniela [...] seduta sulla valigia [...] mento nelle mani, Ruggero tornò [...] la stazione per chiedere informazioni. Antonia accese una sigaretta. [...] ripeteva il suo cacofonico [...] grilli intonavano un chiassoso coretto. Un cane abbaiò furiosamente [...]. Uno sparo echeggiò e [...]. Ruggero aveva risolto il [...]. Con [...] del capostazione aveva telefonato [...] che ci sarebbe venuto a prendere il [...]. Aspettammo almeno [...] e faceva caldo ed [...] e avremmo dato tutti i nostri bagagli [...]. Arrivammo il albergo che [...] mattinata. Il tassista disse: "Olire [...] vengo. Dovete continuare in pullman, [...] macchine». Sapevamo, alla partenza, che [...] viaggio complicato e quella prima seria difficoltà [...] altre più pesanti ci mise addosso un [...] volenteroso. Raccogliemmo i bagagli e ci [...] lungo una strada polverosa [...] bianco accecante. Il paesaggio, anche in [...] e riarso, se non proprio brullo. Sulle colline, probabilmente, in [...] propizia, [...] non sarebbe stata così [...] alberi avrebbero perso [...] desolato che avevano adesso. Avevamo percorso sì e [...] senza trovare traccia di fermate di autobus. Ci [...] di scoprirvi un bar [...] e con gli ombrelloni. Ai tavolini sedevano vecchi [...] di vino davanti, il bastone appoggiato accanto. Altri vecchi passavano adagio [...] fermavano a scambiare due chiacchiere restando in [...] sul pedale, [...] puntellato in terra. Parlavano una lingua cantilenante. Noi avevamo aperto la [...] a [...] sorseggiando bibite fresche. I vecchi ci guardavano [...] curiosità, sembrava, ma con apprensione. Una cameriera gentile cercava [...] per darci indicazioni, presto si creò un [...] noi e tutti agitavano le braccia in [...] parlavano uno [...] e litigavano allegramente perché [...] avere ragione e di [...] indicare la via più [...]. Nei bicchieri affogavano moscerini, [...]. Tentavamo di [...] ma capimmo presto che [...] persa e ci rassegnammo a bere e [...] di insetti. Dopo mezz'ora eli attesa [...] sotto il sole (il cartello [...] che sarebbe passato ogni quarto [...] Antonia, che non ha mai [...] un buon carattere, è esplosa: «Basta, non ne posso [...] io torno indietro». Pensavamo fosse finita li. Allora Giulio [...] presa per mano [...] a «fare due passi», [...] che avevamo già fatto. Li abbiamo visti allontanarsi. Giulio le aveva passato il [...] sulle spalle e le parlava [...] lei annuiva, senza troppa convinzione [...] giudicare [...] linea della [...] schiena, [...] delle mani lateralmente a ventaglio. Noi cominciammo ad agitarci, a [...] indietro, a gesticolare come avessero potuto [...] il pullman stava arrivando. Corsero verso di noi. Doveva essere un autobus [...] qualche mercato perché era pieno di donne [...] frutta e di verdura e di galline [...] ma lutto aveva [...] e appassita come se [...] stato davvero molto lungo e i cibi [...] tempo di sciuparsi. La padrona è una donna [...] che si farà in quattro per non farvi sentire [...] disagi del posto. Cosi disse fumando la S ANDRA [...] un uomo, che si [...] guardarci pensieroso più volte e poi aveva [...]. Era [...] magro, con la barba di [...] giorno, i pantaloni [...] ma aveva una bella dignità [...] sguardo e si sentiva che di lui potevamo fidarci. Quel pullman impolverato Tutti [...] Antonia che si era ripresa perfettamente: [...] abituati ai viaggi complicati, [...] altri insieme, sempre noi, noi sei soltanto». [...] la guardò [...] interminabile sguardo, in cui [...] perplessità, tristezza. Alzò in alto la [...] gesto di resa e non aggiunse parola, [...] noi tutti un sorriso chiaro che gli [...] fino a farla sembrare attraente. Il pullman era vecchio, [...] la strada piena di buche mai riparate; [...] le nostre guance e ballava il nostro [...]. I finestrini impolverati nascondevano [...]. Impossibile parlare, giocare, dormire. La nostra città lontana [...]. Eravamo partiti per sempre, [...] probabilmente, ma non Carta [...] è nata a Piacenza, [...] Roma e la Maremma toscana. Ha pubblicato due libri [...] scrittrici e scrittori e cinque libri di [...] II [...]. In mezzo si collocano I [...] «Il catalogo dei giocattoli» e [...] storie» (entrambi per Theoria) [...] «Come cadono I fulmini», edito da Rizzoli. Finalmente fummo abbandonati lungo [...] più bianca e polverosa delle precedenti. Noi e i bagagli, Salutavamo [...] la mano [...] la forma dietro il vetro [...]. Quanto eravamo stanchi, stanchi [...] e [...]. [...] dovevamo procedere a piedi. Ma non subito. Subito dovevamo seguire il consiglio [...] fermarci alla locanda di confine, [...] notte, lavarci. E la locanda ci apparve [...] una curva come un miraggio. Saltammo di gioia, ci [...] fumava, e questo era ciò che più [...]. La vecchia insegna di [...] vento, aveva perso la elle, la ci [...] per cui si leggeva «,o. E ci piaceva la [...] di casa disegnata da un bambino, casa [...] rosso, due piani, incredibilmente vasi fioriti ornavano [...] i balconi. Daniela si piegò ad [...] di piccoli fiori gialli. Era incredibile che potessero [...] deserto che ci circondava. La valle era piatta fino [...] ma intorno alla casa, come per [...] qualche ulivo contorto agitava al [...] le sue dure foglie argentate. Su, su, che le [...]. Sono fresche, non sentirete [...] parte riparata dal sole e di notte [...] bella brezza. Sto preparando una cena che [...] farà dimenticare le fatiche del viaggio, [...] profumo che viene dalla cucina? Come siete giovani! ///
[...] ///
Ecco, stappo la prima [...] sedetevi. ///
[...] ///
Era esattamente come ci [...]. Gli occhi brillavano, parlava [...] che la disapprovassimo. Noi restammo, non saprei [...]. Ogni giorno trovava un [...] e ogni sera venivano paesani a giocare [...] parlare con noi mettendo insieme un linguaggio [...] volta era la raccolta delle [...] dovevamo [...] era il maiale che [...] regalato e dovevamo [...] era una notizia spaventosa [...]. Facevamo del nostro meglio [...] mano; i ragazzi ripararono il tetto e [...] dedicammo alla salsa di pomodoro da conservare [...] saremmo ripassati e avremmo potuto [...]. Comunque venne il giorno [...]. Non faceva mai pesare la [...] autorità, ma era lui il capo. Come in barca, come [...] parola di comandante non [...] ritardi. Passando il confine avevamo [...] della padrona che provava [...]. Subimmo un interrogatorio al [...] i bagagli furono completamente svuotati e controllati, [...]. Non [...] o altro mezzo che procedere [...] p. Fuggiaschi in terra [...] frequentemente, viaggiando, cadaveri di [...] strada, investiti dalle macchine. Ma quel gatto aveva [...] che ci inquietò, non sapevamo dire cosa: [...] altri cadaveri, troppo gonfio forse, intatto ma [...] pallone. [...] la testa da [...] parte, noi guardammo la [...] il pelo che sembrava un vecchio straccio [...] le zampe stecchite dritte come quelle [...] pollo allo spiedo. Da una baracca che non [...] notato si alzò una musica; era una canzone nella [...] lingua che ci sorprese come un presagio o come [...]. Ci fermammo sospesi ad [...] era una canzone d'amore, di rimpianto. Volevamo arrivare in fondo, [...] già raggiunti in viaggi precedenti, lontano lontano. Non entrammo nella baracca. La canzone fini, la [...]. Riprendemmo a camminare con [...] miraggio. Tutto era alle spalle, [...] avuto [...] del genere, [...] di ponti tagliati a [...] totale del [...] a casa. Incontrammo un secondo cadavere. Poi ne incrociammo un [...] altro ancora, e [...] era spaventoso. E poi [...] gonfio e stravolto immobile [...] strada ci accorgemmo che era un uomo, [...] la volta di una donna, morta e [...] ci sembrò incinta o sul punto di [...] di lei incontrammo i cadaveri di due [...] il gatto vicino al confine. Ci sedemmo un po' [...] albero di tutta la [...] parola, ma sicuramente pensavamo ognuno alla stessa [...] dolcezza clic la vita ci aveva regalato, [...] alle persone che avevamo amato e che [...] mai più. E facevamo [...] reale di quello che [...] atteso, quello a cui ci eravamo addestrati, [...] nel chiuso dei nostri privati laboratori, nelle [...] animo. Il distacco, la perdita. Procedevamo leggeri finalmente. Erano gli spari a [...] verso gli spari, verso il loro secco [...]. Cario alzò un braccio [...] il rumore dell'acqua. Scoprimmo un ponticello e [...]. Il fiume portava altri [...] era rossa, ma ormai niente ci impressionava. Abbandonammo il ponte sospirando, [...] che fossimo tristi, anzi il senso di [...] al termine del viaggio aveva in qualche [...] soddisfazione di un compimento. Questo ci era stato [...] e questo avevamo raggiunto. Ce [...] fatta. ///
[...] ///
Antonia ebbe un tentennamento, [...] tentò di trattenerci [...]. Ma Ruggero [...] e noi dovevamo [...]. La strada faceva una svolta, [...] sulla collina e spariva nella boscaglia. Gli spari adesso erano [...]. Contavamo sulla precisione dei [...]. [...] bastati sei colpi. Difficile che mancassero il [...]. Nel caso, saremmo tornati [...] dalla padrona che soffriva per noi e [...] con lei. ///
[...] ///
Nel caso, saremmo tornati [...] dalla padrona che soffriva per noi e [...] con lei.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .