[...] nonostante tutto, [...] in cui tanta [...] e terribile esperienza [...] addensata ; e il [...] fulmineo dei suoi primi libri stava forse [...] che quelle pagine di così crudo desolato [...] stranamente di simpatia vitale, e di fede [...] rigenerazione, su questa terra, del destino umano. Senza nessun proposito predicatorio, [...]. Le sue pagine erano per [...] frutto soltanto di [...] freschissima, sorretta da una incantevole [...] di fantasia creatrice. Suppongo che la sostanza [...] vi sto dicendo sia la stessa di [...] ormai mio articoletto su [...]. A di stanza di [...] può essere mutata. E il tempo passò. Io [...] stabilita a Roma, avevo [...] col nome che da allora ho assunto, [...] libro, Una Donna. E nel dicembre 1907, [...] Firenze una lettera mi giunse, ad [...] che Massimo [...] il quale si trovava [...] volta in Italia, sarebbe giunto di lì [...] Roma e sarebbe stato lieto di [...] avendo letto il mio [...] per uscire, tradotto in una rivista di Pietroburgo, [...]. Ero una giovane donna [...] contrasto con [...] del mio libro, e [...] nonostante il successo ottenuto col mio debutto: [...] Scuole [...] romano, fondate da Anna Celli, [...] Giovanni Cena e da me nel 1904, e [...] cosiddetta «società)), nè gli ambienti letterari. Dietro a lui veniva [...] Maria [...] bellissima, dai neri occhi [...]. Gli occhi di Massimo [...] erano invece azzurri e [...]. Egli aveva allora [...] anni, Non parlava nè [...] solamente il russo : cosa singolare in [...] possedeva alcuna attitudine per le lingue straniere. Ma la [...] cultura di autodidatta, [...] con un immenso bisogno di [...] fin dalla dolente fanciullezza, [...] fatta via via [...] dalla poesia alla storia alla [...]. Nelle due o tre settimane [...] quel suo primo soggiorno a Roma, nel suo albergo [...] sera o nel mio studiolo, [...] parlare, per ore e ore, [...] sue impressioni della giornata, su ricordi del suo paese, [...] generale, per il presente e [...]. Dal mio canto non comprendevo [...] lingua. Ma ria [...] tra [...] in francese, frase per [...] e pieghevolezza meravigliose. Alexis Max imo vi [...] chiamava, camminava su e giù per la [...]. Bianche mani nervose, che [...] gelo, la fatica, e i ferri. Le spalle aveva un [...]. La fronte non era [...] le ampie rughe la facevano più corta, [...] si aggrottavano; i capelli rossicci vi si [...] folti. Il naso dalle pinne [...] zigomi sporgenti, avevano qualcosa del mongolico; ma [...] indimenticabile maschera stava piuttosto nel mento largo [...] dalla espressione salda, non mai però dura. Di lui, [...] soprattutto il sorriso colpiva, dolce [...] quello che gli brillava nello sguardo, e tenero, buono, [...] di eterno fanciullo, se pur con una vena di [...] ben dominata. E io mi chiedevo [...] dietro a sè tutta [...] dopo il tentativo di [...] che gli aveva pur minata la salute [...] se, incominciando a scrivere e a pubblicare, [...] suo pseudonimo come un impegno di fedeltà [...] mondo sciagurato da lui tanto a fondo [...] cui trasformazione credeva con tutto «e stesso [...]. Tu verità, quel medesimo [...] ch'egli ne aveva fatto, non si colorava [...] fin fine, di un misterioso senso di [...] Pensavo [...] figura del vecchio Luca, [...] dei Poveri: alle sue [...] umana per tutti «quei miseri compagni che [...] : « Se ci credi [...] diceva [...] vuol dire che è [...]. ///
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Tu verità, quel medesimo [...] ch'egli ne aveva fatto, non si colorava [...] fin fine, di un misterioso senso di [...] Pensavo [...] figura del vecchio Luca, [...] dei Poveri: alle sue [...] umana per tutti «quei miseri compagni che [...] : « Se ci credi [...] diceva [...] vuol dire che è [...].