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ANTEPRIMA MULTIMEDIALI | ALBERO INVENTARIALE |
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[...] tuo libro Carlo Levi, ritocca [...] della [...] Italiana dopo la liberazione. Il brano che pubblichiamo [...] le impressioni [...] in una tua [...] a una borgata romana. [...] avevamo passato [...] case. Salivamo per un viale deserto, [...] i cipressi, rendevamo rapidi verso una porta [...] un arco tra muri rossastri; [...] ecco, correvamo tra campi di [...] nella campagna silenziosa. Una [...] una gobba del terreno, [...] di case, appariva in distanza, [...]. /// [...] /// Non [...] catapecchie, ni [...] di legno e di lamiera [...] ma invece grossi e alti palazzi [...] dipinti di giallo, costruiti n [...] stile indefinibile che univa in po' di barocco e [...] po' di « [...] », mescolava colonne e [...] fatti a scatola, finestrelle [...] e pinnacoli [...] la [...] che si usava chiamare [...] e che è, piuttosto, coloniale, [...] con boria e disprezzo, ter un [...] considerato inferiore, [...] cui li vuol dare, perchè ci riva [...] tutte le sue povere ore, [...] nodo più scomodo e doloroso, case [...] dai segni esteriori della [...] « della grandezza. Costruite lei centro della cittì, [...] vecchi [...] pieni di movimento, queste [...] dì case vengono presto, in [...] dalla vita circostante: i tri-:i [...] di marmo sì coprono di [...] di tabelle, di luci; il [...] sì fonde e si diluisce, [...]. Alla periferia, nei recenti [...] esse si impongono, e perno, [...] no un senso di falso al [...] alle semplici consuetudini del [...] dei [...] dei Ragazzi per la strada, [...] abitudini Rodeste della vita familiare. Ma i Tarn corrono [...] passano veloci, la gente [...] e [...] è ancora la fitti, [...] mattoni e dì calce i di fili [...] e i telefoni e [...] arterie e capillari che portano incora un [...] quelle [...] caserme. Ma quando [...] sorgono assurde in mezzo alla [...] deserta, tra le sterpaglie, mucchi di detriti e i [...] una pecora [...] nel sole e Solvere al [...] melanconico i nel pomeriggio, esse appaiono mostruose [...] e tristi come la camicia [...] sera dal petto immacolato che un [...] ubriaco infili sul nero corpo [...] di detriti Asciutti sui cui [...] stenta, iso Fella polvere al [...] Sullo [...] piccola folla aspettava paziente, some [...] facessero la fila per una distribuzione di minestra. Attendevano, ci dissero, la [...] per qualcuno che era morto lotto [...]. Dilla parte opposta, allineate [...] donne offrivano sigarette, olire [...] di zucca. Chiedemmo love fossero le [...]. Si consultarono fra loro e [...] risposero [...] assieme. /// [...] /// Continuate la [...] fino alla fine. Fate la discesa: [ono gli [...] lotti. Venite per il Comune? Mandano [...] vedere, na non fanno mai nulla ». Proseguimmo per quelle vie, dagli [...] lomi di esploratori africani, [...] dalla parte opposta a quella [...] cui eravamo arrivati, e [...] palazzo, i Vi si entrava [...] una larga «catasta. Soltanto, guardando meglio, [...] nei muri [...] facciata, Ielle crepe serpeggianti; le [...] lai capitelli sbrecciati, staccate [...] da cui sporgevano delle ravi [...] ferro contorte, non reggevamo più nulla, ma stavano 11, [...] come i denti di un vecchio. Qualcuna delle finestre [...] facciata [...] non aveva vetri, ma carta [...] e pezzi di cartone fissati [...] telai. Lo spiazzo davanti [...] lava su una distesa di [...] incolta, Sminata irregolarmente di pali [...] e di pezzi di muro [...] di rifiuti sorgevano [...] al palazzo, e fra essi [...] pallido filo d'erba, tra pie-re [...] ragazzi [...] stavano in piedi, senza gioire, [...] se aspettassero qualcosa: ai gradini della scala, davanti alle [...] storte, delle donne sedevano, on [...] bambini in braccio. [...] el muro, una lapide diceva: [...] Lot-» 42 ». Appena la jeep si fu [...] lata, ì ragazzi ci corsero attorno [...] in silenzio; e [...] mentre ci avviavamo per la [...]. Le donne si alzavano al [...] passaggio: tutti gli 00 [...] si volavano verso di noi, [...] seguivano [...] e diffidenti. Quando [...] sotto le colonne, [...] calino, e entrammo [...] eravamo [...] accompagnati, [...] dei re, da una scorta. Non [...] veramente, [...] «trio, [...] sì sarebbe potuto pensare dalla [...] della facciata; ma subito [...] uno stretto corri [...] che si prolungava, ai due Iati, [...] tutta la lunghezza della [...] e si perdeva [...]. Nel lei mezzo, dietro il [...] pronao, love avrebbe dovuto esserci una [...] una tenda di sacco sdrucita [...] dagli sguardi e dal vento una [...]. Al rumore dei nostri [...] straccio sgusciò fuori un [...] tremante e ringhioso. Un bordo della stoffa si [...] nello spiraglio si affacciò una bambina scarmigliata, e, dietro [...] bambina più grande, [...] da donna, con il viso [...] di rossetto. Ci guardavano fisse, mezze [...] dietro di loro intravedevo una stanza buia, [...] (una pentola, un letto di ferro?), e [...] si levavano improvvise. Marco ed 10 ci [...] incerti. Ma già le donne [...] ci avevano circondato; e una ragazza svelta [...] in collo, un viso acceso e arguto, [...] e dei fianchi carnosi e animaleschi appena [...] sottanina corta sopra le robuste gambe nude [...] disse rivolgendosi a Marco [...] statura e per la barba, appariva certamente, [...] il più autorevole. Vedere nostre case. /// [...] /// Seguendo il suo gesto [...] corridoio oscuro. Era come un corridoio di [...] scuola o di una caserma: muri imbiancati a calce, [...] scrostati, su cui, ai due lati, si aprivano, uguali, [...] serie di porte. Ciascuna dì esse era una [...] di una o dì parecchie [...]. Su alcuni di questi [...] targhe di ottone, col nome, o dei [...] altri non avevano indicazioni. Lungo il corridoio si [...] in cenci, uomini in maniche di camicia, [...] ozioso, come di chi non abbia nulla [...] fare; e si sentivano voci indistinte di [...] chiuse. Ci trovammo cosi, accompagnati [...] da quelle donne, che ora gridavano e [...] in un budello sporco, dal pavimento sconnesso, [...] e di piastrelle smosse, che finiva su [...]. Da un lato, sulla parete [...] destra, [...] una [...] dai vetri rotti. [...] ci condussero le donne, e [...] dissero di affacciarci. /// [...] /// La finestra dava su [...] dovuto essere, una volta, un cortile, o [...] una palestra: si vedevano ancora alcuni archi [...] che, prima del bombardamento, avevano dovuto reggere [...] un soffitto di vetro. Ora era un largo [...] si affacciavano tutte le finestre interne della [...]. Non si vedeva pavimento, [...] qua e là, i restì delle macerie [...]. Il terreno era tutto coperto [...] uno [...] forse qualche metro di rifiuti, [...] sterco, diventato solido e grigio, a [...] separati da pozze di liquido [...]. Non [...] fogne, nè gabinetti, nè [...] le donne: tutto andava a finire 11, [...] tre anni, sopra le macerie, insieme alle [...] scoli delle grondaie. Su quella superficie ondulata, [...] metri sotto di noi, si muovevano, lenti [...] centinaia di animali neri. Guardai: erano enormi topi. Pigri e sicuri andavano [...] come galline che razzolano [...] annusando, alzando il muso, [...] con un movimento a scatto e sùbiti [...]. Tutto il cortile brulicava [...] continuo, . I topi erano tanti, [...] terreno ne pareva coperto, e agitato, tutto [...] nera, muta convulsione. Un tanfo [...] di putrefazione saliva da quel [...]. [...] infetta era piena di [...] come di un grigio pulviscolo. C'è più da mangiare. /// [...] /// [...] subisce [...] delle stagioni Tutto e [...] noi -Le sollecitazioni delta luce [...] « « . La teoria di [...] sullo sviluppo fisico delle [...] esperienze sulle vernalizzazione, le prove sul fotoperiodismo [...] di giorni più corti [...] lunghe, cioè la minor durata [...] in autunno, provoca la [...] degli alberi e noi possiamo artificialmente modificare [...] le conseguenze prevedibili. La pianta perdendo le foglie [...] appresta a sopportare le [...] BICORDI ni RAFFAELE [...] ho sempre [...] un solo scopo: lina scuola [...] i/lla Le preoccupazioni per [...] -Un incidente con il comico Vittori -Il posto che spetta al teatro dialettale [...] lettera a Porzio e un [...] con De [...] tre anni che passai all'» Umberto », scrissi, provai e recitai sema interruzione. Mano a mano che [...] complesse, aumentavano anche i personaggi e quindi [...] a che formai una compagnia regolare. Nello scrivere e nel [...] sentivo una gioia, profonda interna che moltiplicava [...]. [...] con cui mi prodigavo per [...] al pubblico quanto di [...] avessi potuto creare centupli cava [...] stesse capacità. Una delle difficoltà maggiori [...] dei numeri di varietà che aprivano il [...]. Io ero [...] di dare al pubblico di [...] acchito una impressione di civiltà. [...] di Francesco Razzi che [...] ma, quando potevo andavo io stesso in Galleria [...] gli artisti. La Galleria a Napoli [...] Agenzia teatrale e tale è rimasta anche [...]. A [...] Galleria, se danno appuntamento [...]. Ognuno [...] 'e fa na [...] e senza [...] se fanno 'e liste. Ma coli [...] salaci Una volta mi capitò [...] macchiettista. [...] non stai in un « [...] r, dove sì possono dire [...] delie porcherie. Le frasi oscene solleticano [...] momento, ma poi lo stomacano; e questo [...] solo del comico che le dice, ma [...] lo ha scritturato ». Io feci un salto [...] gli gridai: Vieni dentro! /// [...] /// Per fortuna che [...] in compagnia Elvira Donnarumma, [...] quella somma interprete della canzone che [...] mi salvò tutto il [...]. Caro « Teatro Umberto»! Anche quando giravo con [...] tutta Italia; anche quando andai [...]. Nel periodo fascista sarebbe stata [...] necessità. Era, quella, [...] in cui si. Tuffi noialtri « dialettali [...] ai margini, sostenuti dal favore del grande [...] certamente dal [...]. Come Petrolini, Musco, [...]. De Pirro della Direzione [...] Teatro [...] non riuscivo ad ottenere periodi migliori nei [...] mentre [...] burocratico del Ministero di Alfieri [...] riservava questi teatri quasi [...] certo gruppo di compagnie « finanziate ». /// [...] /// De Pirro si scusò, [...] eseguiva ordini venuti [...]. Oggi voglio sperare che [...] democratico il [...]. De Pirro non riceva [...] ordini [...]. Spero che oggi lo Stato [...] con maggiore benevolenza la nostra arte popolare, [...] incoraggiare, so-stenere, almeno nella misura in cui [...] si sostengono altre attività teatrali. A questo scopo ho scritto [...] lettera aperta [...]. Porzio, [...] perchè mi faciliti [...] compito di costituire a Napoli [...] compagnia stabile di arte popolare con la concessione di [...] teatro cittadino. Che sogno! Se le autorità tutte [...] condizione di affrontare e risolvere gli ostacoli [...] alla realizzazione di questo progetto si potrebbe [...] in pieno. Che sogno! Un locale dove si [...] dove le famiglie della gente che lavora [...] Ci siamo divertiti, una bella serata ed [...] che non sapevamo ». Questo è principalmente lo scopo [...] teatro: una scuola di vita. RAFFAELE [...] MILIONI DI PREMIO Concorso per [...] cinquantenario di Verdi MILANO, 9. [...] vincente verrà assegnato 11 [...] rappresentante del [...] di 4 milioni di [...]. Terminato questo stadio, e [...] è avvenuto e completato, la pianta può [...] nel quale si richiede il tepore del [...] luce stimolante. [...] questo lo stadio della primavera. Esso consiste nel disciogliersi [...] della pianta e presuppone [...] delle zolle. Non è una semplice [...] e al tepore dell'aria: è la conseguenza [...] che si sono verificati nello stadio del [...] quali non si ha primavera 0 non [...] completamente. [...] parte il ritmo stesso [...] materia vivente, come materia che ha questa [...] per durare nel tempo e rinnovarsi continuamente, [...] cuore. Ogni cellula, ogni tessuto, [...] ha un suo ritmo; e anche noi [...] usiamo ritmi diversi. C'è qualcosa di fondamentale [...] molto antico, ma ci sono anche tutte [...] modificazioni recenti del ritmo) successive. Ogni ritmo influenza e [...] così come il ritmo delle stagioni e [...] influisce su quello degli animali. Anche gli oceani non [...] durante tutto [...] e nelle varie annate [...] loro contenuto in sostanze minerali (per es. La primavera è dunque [...] noi il più elegante o affascinante, di [...] di tutta la natura. Alcuni aspetti di questa [...]. [...] scienziato si è un [...] fascino della primavera e si è appropriato [...] elementi: temperatura, luce, acqua. Manovrando ad arte questi [...] di ingannare, per così dire, le piante, [...] primavera anche in pieno inverno e viceversa. /// [...] /// Variando [...] tra la temperatura fredda [...] si sono indotte le [...] a [...] ordini, o meglio: a nuove [...]. Cosi, illuminando una pianta si [...] Una sostanza che poi si trasforma [...] ormone florale » ossia nella [...] responsabile della fioritura; ma in molte piante ciò avviene [...] se ad una certa illuminazione (per una limitata durata) [...] un determinato periodo di oscurità, cioè se in durata [...] notte segue al giorno secondo una ripartizione data. Per certe altre piante [...] la massima estensione di illuminazione [...] ha [...] di trasformare la so-stanza [...] che produce foglie anziché fiori (i fiori [...] che trasformazioni di foglie). Ecco perchè nelle varie [...] fiorite le piante, ecco perchè talora compaiono [...] foglie o prima foglie e poi fiori. Lo sviluppo dei fiori [...] di quello delle foglie. Dunque per questo le [...] il ritmo delle stagioni. Ma non hanno esse [...] ritmo, uno più antico, un residuo di [...] o una rispondenza verso altre sollecitazioni secondo [...] o più ristretti, secondo gli anni e [...] le ore e i minuti? Certamente anche [...] dei bambù che fioriscono tutti insieme, dopo [...] vita, tutti insieme in tutte le parti [...]. Pare che la loro [...] rapporto con [...] delle macchie solari, sia [...] che prepara la propria esplosione negli spazi [...]. Ritmi diversi Ma anche [...] nella strada si vedono quelli che corrono [...] tutti gli orologi e quelli che passano [...] marciapiede [...] allungando quanto è possibile [...] ritmi, sollecitazioni diverse. Noi possiamo oggi rilevare [...] grafico le correnti elettriche che incessantemente si [...] (elettroencefalogramma). Esse dimostrano [...] di un comportamento ritmico [...] dì vivere delle cellule nervose, ritmo che [...] a individuo per cui vedremmo certamente due [...] due passanti della strada che prima ci [...]. Ma questo ritmo fondamentale [...] volta in [...] molto variabile a seconda [...] o interne del soggetto: stato di veglia [...] eccitazione psichica, impressioni luminose, sforzi fisici, applicazione [...]. Ritmi che si sovrappongono [...] si influenzano a vicenda, continuamente. A quello frequentissimo del [...] quello pure abbastanza frequente del cuore, si [...] più lenti dei muscoli, [...] e quello degli organi [...] donna, vario comunque nei diversi animali. Quando [...] finisce comincia sempre una nuova [...] nuova perchè la natura « non si ferma mai [...] stesso livello », nuova di poco, ma [...] perchè si preparino con piccoli [...] successivi i grandi cambiamenti delle [...] geologiche avvenire. Così possiamo dire che [...] del nostro cuore non è eguale al [...] porta con sè il motivo, la ragione [...] farà cessare del tutto e ciò avverrà [...] avverrà certamente. A ogni nuova primavera [...] dei nostri organi viene investito da questo [...] più largo e ognuno vi risponde a [...] come nella stessa zolla di terra il [...] e quello della gramigna, uno contro [...] cercano di bucare verso [...]. MASSIMO ALOISI VECCHIE LEGGENDE DEL SUD INTORNO A DUE CELEBRI [...] e Giulietta a [...] fazioni del [...] secolo in lotta -" Fronda [...] se mi vuol bene [...] la rosa»» LA donzella fu [...] infelice [...] ahi quanto! Cosi scriveva [...] nella [...] Istoria della città di Benevento [...] un episodio tuttora sconosciuto in Italia e [...] in un non meno ignorato quadro storico [...] fazioni divampata a due riprese nel Sannio, [...] ed il 1300 e, ancora, tra il [...] 1535. Quando Manfredi di Svevia si [...] ella città [...] nel 1266 [...] per scontrarsi in [...] del 26 febbraio con [...] di Carlo I d'Angiò, chiamato [...] Italia da papa Clemente IV, esistevano già a Benevento, [...] nel circondario, due fazioni [...] nemiche: [...] erano andati [...] i popolani, [...]. A queste due fazioni Intorno [...] 1450 [...] sostituirono due altre parti politiche: [...] della [...] rosa rossa » e una [...] della [...] rosa bianca [...] note anche come « fazione [...] sopra » e «fazione di sotto», rispettivamente. Per questa più facile denominazione [...] potevano meglio identificare i caratteri e [...] interessi conservati e difesi delle [...] correnti: la prima (rosa rossa) contava tra l suoi [...] gli abitanti della parte alta della città [...] luogo preferito dai [...] i popolani della parte bassa. Ne cito uno che [...] soffio dei secoli fino a venti anni [...]. Quando uno dei fidanzati non [...] sentiva abbastanza sicuro [...] Romeo e Giulietta » di Shakespeare in [...] spettacolo [...] una stampa [...] poneva un ramoscello d'ulivo in [...] a [...] chiamata [...] si legava il tutto ad [...] parte del corpo e ve lo teneva applicato per [...] ore ripetendo ad alta voce: » fronda di mor [...] se mi vuol bene dimmelo adesso se mi vuol [...] la rosa, se mi vuol [...] mi fai la piaga Antonio [...] che in un suo opuscolo [...] 1918 riportò, insieme a questa, molte altre superstizioni e [...] sannite, aggiungeva che spesso la «risposta [...] con una piaga [...] provocata forfè dalle proprietà stesse [...] facendo esplodere vere tragedie ». Siamo nel marzo di [...]. Una bella fanciulla si è [...] di un giovane [...] fazione. I due [...] si danno convegno di notte [...] un vicoletto [...] nella parte alta della città [...] al quale la donna accede attraverso il giardino accosto [...] casa. Questo per [...] mesi. Ma una sera di [...] donna si prolunga: impensierita per il ritardo [...] a casa, rientra nella mia camera, si [...]. Cerca di squarciare, con gli [...] di pianto, [...]. Ad un tratto, poco [...] sente alcune persone che discutono concitatamente attorno [...] poi ancora una voce, più distinta, [...]. [...] di [...] quella, la voce [...] la fanciulla ritorna nel giardino [...] si precipita in strada. Sorridente, col respiro grosso [...] pregustando [...] del giovane [...] si avvia verso il fuoco [...] ha visto dal balcone. Un uomo le viene [...]. Prima che possa opporre [...] di peso e portata tra altri uomini. Cosi feroci, avendo avuto notizia [...] amori di quel giovane sventurato con una donzella del [...] avverso, e ritenendo violato per un tal fatto uno [...] articoli delle loro immani costituzioni, tennero d'occhio [...] giovane in quella sera e, [...] che traeva [...] fanciulla, dopo [...] ferito di coltello, lo buttarono [...] fuoco insieme [...] donzella-. Per lei, per il loro [...] amore non scrissero tragedie, nemmeno una iscrizione [...] tomba! Il solerte informatore gli [...] un complimento, facendo omaggio alla [...] intelligenza, con il noto [...] nato prima d a [...] Cristo ». E quella triste storia [...] mura del Palazzo Arcivescovile. /// [...] /// E quella triste storia [...] mura del Palazzo Arcivescovile. (0) (0) ![]()
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