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Dovrebbe scrivere un libro, Emi-lio Giorgi, classe 1932, detto «il ba-gnone». Potrebbe essere il racconto [...] colonia di questo dopoguerra, dalla parte dei [...]. Se avesse visto le [...]. Si va in giro [...] (sei ettari e mezzo, [...] e parco) a raccontare [...]. Lei è nata [...] nella portineria. Allora [...] tre o quattro turni, ed [...] era di 1. Guarda le palazzi-ne basse [...]. Prima sala: visita medica. Seconda sala: il bar-biere, [...] fra pianti e strepiti. /// [...] /// Controlli per i pidocchi, [...] spogliati e man-dati sotto la doccia. Ultima sala: i bambini [...] le signorine che li [...] la divisa. Dal cappello alle calze, [...] colonia. Nel ma-gazzeno avremmo ancora abiti [...]. Si sale nel palazzone, [...] senza gradini, che sembra un enorme scivolo. Guardi, in mez-zo [...] la stanza delle signorine. Era-no in quattro, e [...] bambini della camerata a destra, le [...]. La Regione, da qualche [...] che in una camerata non ci possono [...] quattordici ra-gazzi, ed hanno messo anche i [...] o tre letti. Con il ri-sultato che [...] fine-stra della loro camera, non possono più [...] che dormono». Indica una palazzina [...] nel parco, oltre [...]. Se ti prendevi una [...] il morbillo o la scabbia, ti [...]. Stavi chiuso lì anche quando [...] turno [...] a casa. Un infermiere portava le cu-re, [...] cuoca preparava i pasti. [...] isolamento, per evitare ogni contat-to [...] gli altri, [...] anche la cuci-na». Le [...] persone del Mo-nopolio di Stato, [...] questa piazza [...] quasi non si vedono e [...] si sentono. Per dormire, usano le [...] le abitazioni delle suo-re che per decenni [...] villaggio dei bambini. Adesso, con gli [...]. [...] a luglio, quando arrivano [...] figli di dipendenti, gli ultimi che vengono [...]. È un bel sentire. Sono ragazzi [...] perché la colonia è diventata [...] una casa di vacanze. Ma quando [...] più di mille bambi-ni, [...]. Solo canti, e preghiere, [...] e preghiere. E loro sempre in [...] mano, ogni volta che [...]. [...] e [...] davanti [...] di [...] metri che si vedeva in [...] Milano Marittima. Solo che un mattino è [...] una cosa. Il Comune, pro-prio davanti [...] aveva messo un parcheggio di [...]. Erano tanti, allora, non [...] le macchine di adesso. Una mattina una trentina di [...] in parte mo-denesi, erano lì davanti al cancello quando [...] bam-bini tutti schierati che cantavano [...]. Si sono messi ad [...] ma cosa in-segnate ai bambini. Altri tempi, quelli. Il direttore di allora [...] fece tagliare il palo [...]. Da allora non [...] più stato [...]. Dal 1972, per dieci [...] è stata affittata per due turni dal-la Fiat. Scendevano che erano già [...]. Tutti figli di operai [...] Mirafiori, [...] piccoli soldati. Per ba-dare loro, la Fiat [...] ra-gazze pugliesi. A comandare, nei turni [...] del Monopolio, erano sempre le suore. [...] che ordine fossero, venivano da Roma. Negli ultimi tempi -fino [...] anni fa [...] anche suore spagnole. Suor Maria Adelaide, la [...] ricordo io e la ricorderanno certa-mente anche [...]. Inflessibile e dura come [...]. Pensi, in spiaggia stava [...] che divideva maschi e femmine, e controllava [...]. Io ero giovane, e [...] con una signorina, quella subito inter-veniva. I genitori non potevano [...] in colonia, [...] si faceva vedere. Camminava in riva al [...] notava subito, perché era vestito. Ed andando [...] il figlio o la figlia [...] spiaggia. An-che [...] un sorriso, o una mano [...] fa-ceva ciao, individuava il bambino [...] e subito ordinava alle si-gnorine [...] in camerata. Questo era il clima, [...]. E non è che [...] divertissero. In spiag-gia solo al [...] e ca-stelli di sabbia. Alle 11 le signorine [...]. Poi, colpo di fischietto [...] i bambini. Sette minuti di bagno, [...]. Nel pomeriggio, niente spiaggia. Riposo, giochi nel parco, [...]. Non tutti i bambini [...]. Una volta, tre di Catania [...]. [...] ci siamo messi [...] per le strade. Ma loro vedevano la [...] e si nascondevano. [...] porto [...] forse per trovare i [...]. Disciplina dura anche per [...] volentieri venivano [...] portava in alto il [...] delle insegnanti ele-mentari. Tre o quattro anni [...] si poteva entrare in ruolo. Alle dieci, libera uscita [...] loro. [...] soltanto, ed alle undici [...] Maria Adelaide era lì, sulla scala di accesso. Cinque minuti di ritardo? Cinque [...] ginocchio sulla ghiaia, a pregare. Dieci minuti? [...]. I bambini che arrivano [...] una vita del tutto diversa. /// [...] /// Ma mi sono appassionato. Ho iniziato dieci anni [...] direzione del Monopolio cercava un bagnino ed [...] brevetto. Poi sono diven-tato [...] direttore. È bellissi-mo, stare con [...]. Io durante [...] mi preparo il programma di [...] giorno [...]. Nei primi anni, venivano bambini [...] il mare non [...] mai visto. Ora la si-tuazione è diversa: [...] chi manda il figlio perché a luglio, chiuse le [...]. /// [...] /// [...] ci sono, ed anche le [...] ma-gliette arancione per i più piccoli di sei [...] per i dodicenni. Ma non ci sono [...] divise: per ventiquat-tro giorni si fa davvero [...] ogni momento. Dieci anni fa alle [...] erano tutti a letto, e solo una [...] un film nel salone. Ora si sta alzati [...] film, giochi, caccia al tesoro [...]. Alle spalle, sul muro, [...] dai bambini. Un Topolino beato che [...] in spiaggia, e la scritta: «Il mestiere [...]. Ci sono [...] scrivono ancora. Altri vengono [...] e chiedono di potere entrare [...] una volta, tornare in refettorio [...]. [...] «camere delle signorine», delle suore [...] un letto i grandi venuti [...] passare [...] con il caporeparto o il [...] che negli altri mesi [...] ti dà il cambio alla [...] di Ms. Stesso silenzio di allora, [...] bambini, e questa era [...] di pensare alla mamma [...] piano per non farti prendere in giro [...] di fianco. Forse qualcuno pensa alla [...]. Forse qualcuno sogna che, [...] al mattino presto ci si [...]. /// [...] /// Forse qualcuno sogna che, [...] al mattino presto ci si [...]. (0) (0) ![]()
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