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Stephen Frears e [...] senza lavoro «Disoccupazione? [...] salvezza è sparare ai [...] I [...] di Vespa CHISSÀ PERCHÉ alle soglie del Duemila [...] di-ce), si fanno ancora tra-smissioni come Le [...] (Italia 1, lunedì 20. Sono [...] del passato, di quando le [...] le case di-scografiche e «Sorrisi» facevano il cattivo tempo [...] bello non lo ri-cordo) e [...] di beccarsi una canzone via [...] non nauseava come penso succeda oggi per molti oltre [...]. [...] -dicia-mo i favolosi anni [...] forse a sopportare anche le scempiaggini dei [...] tutto un «nientepopodime-no», «abbiamo il piacere di» [...] ne era un reperto), «facciamo un [...] «nella splendida cornice del [...] «questo pubblico meraviglioso». Perché ancora? Quando poi [...] pista lo «storico» Vittorio Salvetti con la [...] da ammiraglio delle nevi, [...] ci ha portato a [...]. E, accidenti, il cast [...] minestrone era quanto di meglio possa offrire [...] Dalla a Ligabue, da Zucchero a Morandi, [...] di Asia-go a combattere [...] della promozione discografica che offriva tra [...] anche una compilation [...]. Eppure non sono riuscito [...] rete più del numero di minuti ne-cessari [...] gra-ve disinteresse, cercando ovun-que scampo da quella [...] congiuntivi [...] e bi-scrome autorevolmente inutili. In-torno (a parte Bambi [...] mitico [...] della no-stra infanzia carico [...] una delle storie più cru-deli che si [...] cerbiatto che chiama disperato la mamma morta [...] terrificante immagine del pa-dre che viene a [...] chissà quante notti di bambini sensibili) era [...] Tre la [...] incana-lava i comprensibili rancori [...] da uomini egoisti e immaturi non rappre-sentati [...] un trionfo di [...] di manie-ra, su [...] sfidava la cro-naca, la [...] sintassi propo-nendosi [...] presente del [...] al nulla (e se Lippi [...] allenare la Naziona-le? E giù a [...]. [...] CHE faceva il pro-prio dovere [...] Derrick su [...] ma sembrava (e forse lo [...] una replica. A me e a [...] in testa le immagini dei tg con [...] della caccia a Di Pietro in-seguito dalle [...] dovrebbero occuparsi di evasori fi-scali e invece [...] gli sce-riffi. Negli occhi [...] propo-sta da tutti i [...] quella di un incaricato con le brac-cia [...] che corre verso un [...] ne viene risucchiato: lì ci sono le [...] intercettazioni sibilline, dossier illegittimi, atti se-questrati alla [...] co-me riuscirà ad organizzarsi adesso. E tutti parlano di Giustizia. Quanto durerà questo falso [...]. E si ricasca sul [...] evitato nel [...] Vespa a Porta a [...] con [...] i cosiddetti [...] della [...] parente acquisito di Di Pietro balzato alla [...] un [...] perché. [...] diceva Flaiano, è un [...] di poeti, di navigatori, di cognati. Altro che [...] Schilla-ci! È il momento di [...] in-contro, quello con Stephen Frears, che si [...] usare un eufemismo, tra risposte evasive e [...]. In Ita-lia per The [...] sulla strada, commedia [...] tra due disoccupati che [...] furgone, mettono su un business viaggian-te a [...] patatine e pesce fritto e finiscono per [...] di [...] non ha proprio voglia [...]. Ma almeno la conversazione [...] capire una cosa: Frears è uno di [...] che dete-stano parlare del loro lavoro e [...] banalità dietro qualsiasi domanda. Inutile passa-re da un [...] la politica, né il cinema, né la [...] questione irlande-se, né la musica lo stanano. E [...] guizzo, per questo tifoso [...] è calcistico. Come se questo film, [...] trilogia irlandese di [...] -The [...] di Alan Parker e [...] The [...] -fosse più che altro [...] Doyle. Si parla molto di [...] è in atto una specie di Rinascimento? Non [...]. La maggior parte dei [...] i più giovani, muoiono dalla voglia di [...] Hollywood. E lei se la [...] a girare in America dopo [...] non esattamente positiva di «Mary Reilly»? Perché no? Il mio prossimo film, High [...] Country, è prodotto da Martin Scorsese, [...] è una storia [...] un cowboy nel New Mexico [...] la se-conda guerra mondiale. Bestia-me, pistole, cavalli e [...]. Un western? No. È vero che «Mary Reilly» [...] ta-gliato contro la [...] volontà? Non ho letto [...] ave-te scritto su quel film, non mi [...]. [...] problema con Mary Reilly è [...] non [...] una buona sceneggiatura. Per questo le piace [...] gli scrittori, da [...] a Doy-le. I libri di [...] sono meravigliosi, ha un [...] i suoi per-sonaggi. E [...] con My beauti-ful [...] è riuscito a rende-re [...] pal-loso come le minoranze o la mi-seria. Non è facile «vendere» [...] inglese una storia che parla di pakistani. Ma, come di-ceva Stanley Donen, [...] del successo è la leggerezza. Io vo-glio essere frivolo, [...] in giro per il mondo. Tornando a «Due sulla [...] tre anni da quando ha girato «The [...] ha trovato molti cambiamenti [...] Irlanda? È diventata più ricca. Hanno fatto bene a [...] Comunità eu-ropea, si stanno liberando dal loro senso [...] gli inglesi. E quando uno si [...] più creativo. Come nella Spa-gna dopo [...]. La disoccupazione è uno dei [...] del film: i due protagonisti cerca-no di [...] con [...] indi-viduale ma non ci riescono. E lei come pensa [...] fare? La mia ricetta contro la disoccupa-zione [...] politici. Però, a parte la [...] affari e sentimenti siano in-conciliabili. Già, è molto difficile mettere [...] soldi e amicizia. Lei oscilla tra piccoli [...] grandi produzioni come «Le re-lazioni pericolose» o «Eroe [...]. Per me il cinema [...] pubblico, questo è [...]. Co-munque di realismo ce [...] la gente preferisce i film [...]. /// [...] /// Come sceglie che film [...] al cinema? Soprattutto mi piace andare a [...] di cui non so assoluta-mente nulla. Purtroppo non capita spesso: [...] conosco gli attori, i meccanismi, le storie. Le sorprese sono rare. È molto diverso lavorare [...] Dustin Hoffman e Julia Ro-berts e con [...] po-co conosciuti come [...] e Donal [...] I bravi attori sono [...] nessuna differenza. Cosa è cambiato [...] del [...] Nulla, siamo passati [...] alla farsa. E la distanza tra [...] è aumentata ancora. Lei ha firmato [...] dei cinea-sti contro la [...] «Crash». [...] firmato anche se non ho [...] il film. Tanto so che il [...] è [...] e che tutto il [...] da idioti. Cosa sarebbe se non [...] regista? Un poveraccio. Due sulla [...] Van chiude la trilogia [...] Doy-le, scrittore irlandese prestato [...]. E dopo The [...] è di nuovo Stephen Frears [...] questa sto-ria di amicizia maschile, disoccupazione e [...] dei Mondiali [...]. Presto negli States per [...] prodotto da Scorsese. /// [...] /// [...] E [...] racconta [...] del razzismo alla rovescia [...]. [...] anche [...] a Roma, più o [...] chilo-metro di distanza. E poi ci chie-de di [...] un messaggio: «Fatti vivo, [...]. Come dire, le vie del Signore sono infinite: due amici che si sono un [...] persi di vista po-trebbero ritrovarsi [...] campo neutro, [...] e magari riprendere un discorso [...]. Un altro film in-sieme: [...] Il discorso, ovviamente, è quello di My beautiful [...] un pic-colo capolavoro di [...] sta-gnante del [...] bissato subito dopo con Sammy [...] Rosie vanno a letto. /// [...] /// Un colpo di fulmi-ne [...] tra i due ci sono dodici anni [...]. Lunghe chiacchierate, tra i [...]. E una sensibilità comune, [...] periodo, per gli sce-nari umani della metropoli. Co-me nei dieci racconti [...] Love in a Blue Time, appe-na uscita [...] Bompiani: [...] eterni adolescenti, coppie disgu-state da un rapporto [...] figli incapaci di uno straccio di comunicazione, [...] fondamentalismi, tossicodipen-denza. E una depressione stri-sciante, [...] an-che il sesso -molto pensato e po-co [...] disumanizzato. Uno di questi racconti, Mio [...] fanatico è già diventato un film, che [...]. Ma non [...] diretto [...] ben-sì un giovane cineasta [...] chiama [...]. Al-la regia, dopo London [...] ci ha più o [...]. In molte forme, spesso [...] dello spettacolo, compreso il teatro, che ai [...] valse un premio per la commedia The [...] Country, ma che ora [...] «è troppo diffi-cile e statico». E le radici orientali? «Non [...] particolarmente vicino alla cultura di mio padre, [...] sul Pakistan so solo, più o meno, [...] visto negli anni [...] durante un viaggio». Pe-rò il [...] di razze e culture è [...] punto forte della [...] poetica. Ammira Salman Rushdie -ma [...] Dostoevskij, [...] Philip Roth -perché è [...] che sa rimettere in circolo religione e [...] i personaggi meticci; ha scanda-lizzato con Il Buddha [...] libro e poi film tv. La razza è un [...] il razzismo, in Gran Bretagna, rischia di [...]. /// [...] /// Il mito di Eastwood alla [...] della biografia curata da Richard [...] Clint, un conservatore [...] ribelle [...] YORK. Il prototipo del ma-schio [...] Clint Eastwood, sarebbe rimasto per chissà quanto tempo un [...] se non fosse stato per Sergio Leone. E per chissà quanto [...] ad essere identificato con il «giustiziere» fascista [...] avesse stupito i suoi detrattori progressisti producendo [...] la storia degli ultimi [...] del grande musicista nero Charlie Parker. Richard [...] il critico cinematografico del-le riviste [...] e Time, che ha appe-na [...] una [...] biografia, direbbe che Clint è [...] in semplici categorie: sia [...] che [...] sono perso-naggi complessi, intelligenti, sensi-bili [...] sotto la facciata di maschi [...] dalla rabbia re-pressa. Non si capirebbe altrimenti [...] direzione degli Spietati che gli valse [...] e dei Ponti di Madison [...] in cui è anche, [...] volta, un pro-tagonista romantico. Per gli italiani il [...] Clint Ea-stwood è emerso con gli spaghetti western [...] Sergio Leone negli anni Sessanta, un mito nato dal [...] due uomini. Leone -ricostruisce il libro -voleva [...] a [...] autentica del western, riportando la [...] pastorale [...] alla [...] violenta conflittualità. Il Joe di Per un [...] di dollari è esatta-mente ciò che Clint voleva essere [...] schermo: [...] dei mo-vimenti e delle parole, [...] di storia, lo resero [...] del west per eccellenza. E se i critici [...] apprezzarono subito, il pubblico statunitense invece amò [...] Leone. Ha ragione [...] ad attribuire proprio a Ea-stwood [...] del «gran-de tema dei film di avventure, [...] insistendo [...] cioè la difficoltà che [...] di stabilire un contatto -non solo con [...] con la comunità, le donne, la moralità [...] parti migliori di sé». Ma fu con il Ispettore [...] il caso Scorpio è [...] Don Siegel e le critiche al vetriolo di Pauline Kael [...] New [...] (fu lei a [...] fascista), che Clint si [...] nel dibattito culturale. Lo si guardò in [...] si nascondeva dietro quegli occhi semi-chiusi e [...] Un pro-getto politico sinistro? [...] reazionaria come John Wayne? Paul Newman [...] rifiutato la parte di Harry [...] per ragioni politiche, ma Siegel [...] un progressista, e Clint, sebbene votasse per [...] sempre stato a favore [...] oltre a esi-bire coerentemente [...] antirazzista. Clint Eastwood può essere [...] un conservatore pragmatico e un individualista libertario. Harry è un giustiziere [...] burocrazia municipale, e in questo non è [...] detective Marlowe di Chandler, [...] popo-lare nemico [...] del ceto medio e [...] politi-che. Eastwood era nato nel [...] famiglia modesta, che a causa della depressione [...] continui spostamenti, [...] di cui il giovane Clint [...]. Il padre, Clinton se-nior, [...] la situa-zione familiare solo durante la guerra, [...] di esse-re richiamato cominciò a lavorare [...] militare. Figlio di un operaio, [...] un quar-tiere borghese di San Francisco, Clint [...] isolato e ribel-le. Il futuro [...] Harry» passò le sue [...] club di [...] prima di lasciare il [...] operaio e trasferirsi a Los Angeles per [...] che sarebbe diventata la [...] prima moglie. Nel sud della California, Hollywood [...] più del lavoro di ufficio che aveva [...] alla fatica della fabbrica. Clint Eastwood, [...] reazionaria alla John Wayne [...] pragmatico e prudente? Sulla scorta della biografia [...] Richard [...] il critico cinematografico di [...] e «Time», ha appena [...] il ritratto di un uomo complesso, intelligente, [...] capace di regie come quella di [...] e de Gli spietati. E il cliché di [...] rabbia repressa diven-ta così solo un ruolo [...]. /// [...] /// E il cliché di [...] rabbia repressa diven-ta così solo un ruolo [...]. (0) (0) ![]()
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