Certo, «una critica che [...] la pelle dei quadri e il frettoloso [...] » è da respingere, benché mi paia [...] da non costituire, come reputa Trombadori, un [...] e tanto meno un « veleno dal [...] diffidare». Se «pericolo » c'è, non [...] certo nella « nuova girandola di fuochi [...] formalistici e [...] » prospettata [...] da questi retori, ma, se [...] (ma allora non è il caso di [...] di pericoli) dal fascino della [...] di taluni autentici artisti [...] storico e attuale e della [...] intelligente e attenta che ne addita i meriti. Sono convinto, insomma, che [...] figurativi e realisti « più avvertiti » [...] rischio di sentirsi « vecchi » (come [...] Trombadori) [...] alle opere e agli scritti di questi [...] anzi, proprio per la loro spiccata attitudine [...] capaci di « non fare alcuna violenza [...] (il gusto astratto) ha di non effimero [...] assimilare [...] delle avanguardie, storiche e [...] è avvenuto nei più importanti realisti italiani [...] di rottura dai modi del Novecento e [...] neo-realista: cose che io da parecchi anni [...] un giornale assai letto da Tromba-dori, immagino, [...] rubrica della critica d'arte, a quanto pare. Meno convincenti e non [...] e immotivati sono nello scritto di Trombadori [...] funzione delle avanguardie e alla stessa linea [...] moderna dagli Impressionisti [...] e oltre; come pure [...] opinabile il concetto di realismo tratteggiato dallo [...] mera figuratività, o quello di chiarezza e [...] alle «esigenze della leggibilità effettiva»; infatti mal [...] non debba essere realistico, ad esempio, un [...] un mazzo di cardi secchi di Ennio [...] in rapporto, poniamo, al [...] reportage, per altro scaldato e nutrito di [...] in un Alberto Sughi, che è senza [...] anche da chi non abbia modo di [...] di Cesena ciò che è stile. Ma questi accenni di Trombadori [...] (la cultura «borghese», la eredità del decadentismo, [...]. Mi resta ora da discutere [...] e cercherò di [...] nel più breve spazio [...] quanto Trombadori scrive alla fine [...] nota, sulla mia recensione alla [...] di [...]. Non vedo proprio perchè [...] di [...] dire così asciuttamente [...] Trombadori debba tacciare persone [...] pensano come lui sul realismo di [...] e sul quanto di [...] ed esprima, di critici « in malafede [...] apprezzamento che penso sia sfuggito [...] nella foga del suo [...] non mi pare affatto un preclaro esempio [...] di cui recentemente ha parlato Alicata, meritando [...] numero di consensi e di simpatie anche [...] cultura abbastanza lontani da posizioni marxiste. Trombadori vede [...] di [...] un drammatico contrasto tra [...] fra tradizione e attualità, contrasto così nuovo [...] generare la « autonomia formale » delle [...] romano; nelle quali, senza fare distinzione fra [...] se [...] fosse [...] perfetta, priva di ombre, [...] anche gravi e limitativi del suo talento, [...] vede un « colore » e un [...] spazio », una « crudezza materiale delle [...] nulla avrebbero da spartire, quanto a sudditanza, [...] Maestri del Seicento e [...] di cui [...] ricalca tanto spesso le [...]. Già scrissi (e ho [...] articolo a proposito di Sughi) di [...] polarizzato la mia analisi [...] di taglio grande, a [...] riusciti, ma lodati da Virgilio Guzzi, presentatore [...] Mostra e da Dario Micacchi (il giovane [...] come coraggiose barriere alla invadenza astratta e [...] di una coerenza e fedeltà al proprio [...] propria ispirazione. Secondo me, invéce, il limite [...] romano sta proprio in questa [...] « [...] », in questa « coerenza [...] che in parole non eufemistiche si può definire sordità. E non c'è proprio [...] come fa Trombadori, gli [...] « [...] », immaginando per ragioni [...] che io non mi sono mai sognato [...] basta osservare che nella pittura di [...] è il pericolo costante [...] per la scarsa e talvolta nulla attitudine [...] propri gli insegnamenti della cultura moderna di [...] e perfino, esplicitamente, le fondamentali scoperte [...]. Scrissi nel mio articolo [...] Paese Sera, reputato « frettoloso e sbrigativo », quattro [...] sulle opere di [...] e penso che Trombadori, [...] una meno « frettolosa e sbrigativa » [...]. ///
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Scrissi nel mio articolo [...] Paese Sera, reputato « frettoloso e sbrigativo », quattro [...] sulle opere di [...] e penso che Trombadori, [...] una meno « frettolosa e sbrigativa » [...].