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Giochi, infanzia, ra-dici: ricordate [...] nel meraviglioso Giardi-no dei ciliegi di Cechov? Ha [...] la vita un [...] a lato, divorato dalla [...] per il teatro, Giorgio Strehler. Perché tutto, in lui, [...] e, oserei dire, solo, Teatro. Uomo, certo, negli affetti, [...] ini-micizie. Magari scostante con i [...] con le per-sone semplici. Scoperto e tenero sotto [...] e, [...] timido. Irresistibile nelle imitazioni, nel [...] se stesso -voce, mani, vol-to, corpo -i [...] avevano colpito o che lo avevano avuto [...]. Soprattutto irresi-stibile nel raccontare [...] in [...] e venire, su e [...] alla platea, dove stava sempre seduto nella [...] fila del «ve-ro» Piccolo Teatro, [...] via Rovello, oppure al centro della severa [...] Tea-tro Studio, in quelle parole in li-bertà, che [...] «prove». Tese, palpitanti, severe, innamo-rate, [...] quello che contava era dare car-ne, catturare [...] la terri-bile leggerezza della vita, il senso [...]. Non cercava la pace nel [...] Strehler, ma [...] nella [...] asso-luta semplicità. E, dunque, le in-tonazioni, i [...] le controscene, le urlate, il [...] «rovescia-ti» sugli attori con una [...] che pareva [...] ma che po-teva [...] riemergere, nella crea-zione, più forti [...] più puri: il mo-do di «scrivere» di Giorgio Stre-hler. Forse per questo, lui, [...] i primi passi da at-tore, era ritornato [...] Faust I e II: un grande viaggio [...] di Goethe ma anche [...] della [...] me-ravigliosa arte teatrale. Non è un caso, [...] con il lungo caffetano bian-co di Faust II, [...] vestito per il suo ultimo viaggio, il [...] dai raggi di un tramonto strepitoso come [...] luci. E non è un caso [...] a [...] addio ci siano stati tanti [...] di donna: [...] se-gno di una vita passata [...] il fru-sciare delle gonne delle «babe», a spiare, da [...] le ragazze che si immergevano ridenti ai bagni di [...] che appartene-vano alla [...] famiglia, separati dagli uomini da [...] corda, fra la dolcezza severa di [...] madre, fra le risate argentine [...] i pianti delle sue amatissime attrici. È giusto che il [...] di Giorgio Strehler nel mondo e nel Teatro [...] là dove è co-minciato: a Trieste, per [...] madre. È proprio finito, Giorgio, [...] gio-chi. Che la terra ti accolga, [...] sognava il tuo Faust, nel grembo materno di una [...] immagine di donna». Coraggio, Piccolo Teatro. Conosceva da tempo Giorgio Strehler, [...] Marin, il [...] direttore [...] rume-no -austriaco che lavorava [...] Stre-hler [...] Così fan tutte di Mozart, lo spettacolo [...] scelto per inaugurare il Nuovo Piccolo Tea-tro. Prove entusiasmanti, che sono [...] nostra fortuna. Prove che testimoniano un accor-do [...] una grandissima inventi-va. Circa quindici giorni di [...] quale si era pratica-mente montato lo spettacolo, [...] bisogno ancora di tantissimo lavoro. Racconta [...] Marin, che a Lugano [...] si sprigionava ancora una gran-de energia» dice) [...] accanto a Strehler morto i collabo-ratori più [...] : «Ci eravamo conosciuti a Parigi. Poi, un giorno, mi [...] di lavorare con lui a Così fan [...] Mozart. Un incon-tro che per [...] miracoloso e che ha voluto dire anche [...]. Pensi che la sera [...] Natale mi aveva lasciato un messaggio di [...] telefonica. Ho risentito la [...] voce, tornando a casa, [...] già morto». Marin, come lavorava con Stre-hler? «Sono [...] a ripetermi: [...]. Lui mi diceva [...] mi sto giocando la [...]. E lavorava con una ricchezza [...] con una tensione grandissima. Fra di noi si [...] rapporto molto stretto, affettuoso. Ci capita-va di sederci [...] nella [...] casa di Lugano, per [...] semplicemente, le cose sulle quali stavamo lavoran-do. La cosa lo divertiva [...]. [...] di Strehler è leggendaria. Dopo una prova [...] alla quale aveva assistito da [...] perchè co-nosceva benissimo la musica, mi ha abbracciato [...] che gli sem-bravo un musicista [...] in un regista. Era il suo modo per [...] che fra noi [...] sintonia. Molto nel lavoro per Così [...] mi è venu-to dalla [...] personalità grandio-sa, mediatica, coinvolgente, [...] tutti con il suo entusiasmo. E la [...] grandezza non la può toccare [...] nep-pure la morte» Qual era, secondo lei, la [...] qualità fondamentale nel lavoro comune? «La [...] presenza. Quelli che sono stati anche [...] per poco tempo ac-canto a Strehler non parleranno mai [...] assenza. Sono convin-to che per [...] bastino dieci saggi: lui era uno di [...]. Perchè sentiva la severità della [...] missione. Oggi è uscito di [...] a tanti suoi perso-naggi: se [...] non finiva perchè continuava [...] cuore della gente. La [...] morte inaspettata e drammatica [...] senso vero del suo passaggio su questa [...]. Un passaggio che ci ha [...]. Un rivoluzionario [...] MILANO. Nella Scala, appena risorta [...] paura del nuovo combatteva con [...] del ri-schio. Strehler era il nuovo [...] Ghirin-ghelli, [...] della ricostru-zione, gli affidò con qualche preoc-cupazione [...] Traviata nel marzo 1946. Il maestro Serafin e [...] garantivano il successo musicale, [...] Strehler, [...] suo esor-dio sulla scena lirica, fece sensazio-ne. La sontuosità dello spettacolo, [...] di Gianni Ratto, tran-quillizzò gli abbonati: la [...] divertimento, era rinviata di qualche mese. Per [...] al dicembre, con la friz-zante [...] delle Tre Melarance di Prokofiev. Uno spet-tacolo pirotecnico, dove [...] scatenare la [...] fantasia formando con Ratto [...] co-stumista Ebe [...] un trio di moderni [...] pomposa tradizione di Nicola [...] e di Margherita [...] garanti di [...] continuità. In quegli anni, nella [...] dei generosi cartelloni scali-geri, [...] posto per tutti. Ghirin-ghelli, dopo [...] prudentemente restituito La Traviata al [...] trio Frigerio [...] stava per [...] a Visconti. Non senza timori aggiuntivi. Appoggia-to al bancone dello storico [...] Biffi, [...] della Scala, mi confidava le [...] preoccupazioni: «Pensi un [...]. Vogliono fare della Traviata [...]. Era-no gli anni in [...] Gita in cam-pagna di Mario Peregallo, arrivava in [...] scatenando una tempesta di [...] di pugilati in sala! La combinazione di calibrata [...] ricchezza inventiva ot-tenne -in quegli anni felici [...] fantasia evitava il manierismo -risultati splendidi, sia [...] repertorio, sia [...] le sfide del Novecento. Non è certo casuale [...] lui la prima rappresentazione italiana della Lulu [...] Alban Berg alla Fenice nel [...] e poi, nella memorabile Biennale [...] la rive-lazione [...] di Fuoco, il ca-polavoro [...] Prokofiev [...] per un ventennio sui polverosi scaffali di [...]. Chi ha assi-stito alla [...] più geniali di Strehler, in coppia con Damiani, [...] di-menticare [...] scena della diabolica follia [...] un fascio di luce che spalanca il [...] e [...]. Era doveroso che, nel [...] a lui inaugurare la Piccola Scala (un [...] vita) con [...] magistrale di genere opposto: Il Matrimonio Se-greto, ricreato come un [...] carillon di figurine settecente-sco, [...] di Cima-rosa. Un decennio dopo, con [...] Strehler minia-va un altro capo [...] riprodot-to più volte da Salisburgo [...] Sca-la a tanti altri teatri: Il Ratto del Ser-raglio [...] Mozart, con le [...] dei personaggi stagliate come [...] ribalta. Ancora [...] basata sulla magia delle [...] pennel-li per dipingere figure, ambienti, situazioni comiche [...]. Con rara versatilità, nella [...] lirica, poteva passare dal pre-diletto [...] al Verdi più fosco. [...] da Tre Soldi, [...] e caduta della città [...] la [...] Storia del Soldato o [...] Cappello di Paglia di Firenze di Nino Rota [...] tra gli «esercizi di stile», amari o [...] uno spirito libero, tanto agile quanto pungen-te. [...] sponda basti ricordare soltanto [...] nella storia del teatro musicale: il Simon [...] del [...] dove, as-sieme a Frigerio [...] Claudio Abbado, Strehler spalanca il tormento del doge genovese [...] del mare; il Macbeth del [...] con Damiani e Abbado, [...] con gli strascichi neri dei protagonisti, aggirantisi [...]. Ma forse sarebbe ingiusto [...] della stagione [...] il [...] cinto di ferro dove [...] Strehler [...] schiaccia i piedi a Wagner mostrando, dietro [...] Cavaliere del Cigno, la passione guerrafondaia del tede-sco. Un anticipo sul futuro, non [...] qualche forzatura, nata però [...] del regista teso a scavare [...] per [...] il senso nascosto. Da questo travaglio nascono [...] Frigerio e Muti, le ultime realizzazioni mozartiane al Teatro [...] Scala: Le Nozze di Figaro e il Don Giovanni [...] ombre notturne, come un eroe disperato che, [...] e [...] marcia verso il suo [...]. E infine, ancora una [...] notte il giorno mozartia-no: Così fan tutte [...] per [...] del suo nuovo Piccolo Teatro. Un finale luminoso che la [...] gli ha im-pedito di completare ma che, of-ferto [...] Milano, rappre-senta il giusto suggello [...] una vita dedicata sino [...] artistico, umano, politico. Rubens Tedeschi Una Fiat Topolino [...] e per la Scala fu scandalo Uomo [...] le incrostazioni della scena Da Verdi a Prokofiev [...] Mozart [...] 3. Mozart [...] contro il disumano e [...] GIORGIO STREHLER SENZA CLAMORE, senza mon-danità, semplicemente con [...] abbiamo incominciato le prove di Così fan [...] A. /// [...] /// Il Teatro risuona ovunque [...] dello spirito di chi stiamo cercando di [...]. Stanze vuote, [...] freddi e non finiti, corridoi [...] quasi non passa mai nessuno, sono percorsi ora da [...] meravigliosi, voci di umani e di strumenti, ed hanno [...] una vita, trovano, an-che se incompleti, una ragione morale [...] esistere. Ci siamo -co-me dire? [...] di questa nave più caldi e più [...] passiamo le nostre ore di lavoro con [...] amore rinnovato. Coloro che interpreta-no questo [...] sono tutti giovani; giovani cantanti, giovani musicisti, [...] giovane direttore [...]. E noi vecchi storici [...] Piccolo [...] non «prei-storici» continuiamo la nostra missione nel [...] progetto nuovo, unico in questo «mondo dello [...] au-menti di pubblico -come non [...] -ma non garan-tisce qualità, [...] idee. Noi da due anni [...] un «cambiamento» di mentalità, offrendo proposte per [...] di intendere il Teatro pubblico, un diverso [...] collettività per un ve-ro «teatro» [...]. Così fan tutte di Mozart [...] nuovo Piccolo Teatro che si lega, senza [...] Piccolo Teatro. Non è senza senso [...] corridoio unisca già due Teatri vi-cini fisicamente [...] in uno [...] tea-trale è per molti [...] essere il più completo esteticamente e [...] crescono gli attori di [...] dà una casa, uno spazio a dei [...] che chie-dono percorsi diversi. Mozart na-sce in mezzo [...] intorno a questo lavoro [...] con trombe e tamburi ma è parca, [...] in cui si sussurrano e si cantano [...]. Sono il più giovane [...] in Francia, e parlo con una lunga [...] ben pochi paragoni nel passa-to, e per [...] avvenen-do oggi in tante sale sparse che [...] suoni senza distur-barsi a vicenda. Io sto vivendo, stiamo [...] tenerissima anche se piena di se-verità concettuale, [...] re-sponsabilità. È la gioia, ecco, [...] nostro lavoro come mai. Gioia di essere insieme, [...] freschezza e sapienza, teatro e musica, sul [...] che Mozart ci ha dato. Io credo che alcuni [...] nel-le loro opere un carico enorme di [...] di felicità an-che nel dolore e che [...] al di là dei secoli ai lo-ro [...] aprono il loro cuore liberamente, con abbando-no. E così questa opera in [...] che è più di [...] in musica, nasce in una [...] spirituale» quasi incredibile. Stiamo lavoran-do, sì ma non [...] solo lavoro: stia-mo compiendo immensi atti [...] e [...] deve dare felicità. Siamo serenamente felici, sicuri [...] di nuovo, di bello e di buono [...] spettatori. Ecco un senso di [...] Nuovo Teatro [...] la felicità di sentirci [...]. [...] contro il di-sumano e il [...] e tutto ciò che di basso ad ogni ora [...] circonda. /// [...] /// [...] contro il di-sumano e il [...] e tutto ciò che di basso ad ogni ora [...] circonda. (0) (0) ![]()
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