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Quando usiamo questo termine, [...] a spostare il terribile comportamento che definisce [...] possibile da noi nel tempo e nello [...]. Eppure [...] genocidio è avvenuto a [...] chilometri dalle nostre coste ed è durato [...] tempo fa: ha riguardato i bosniaci. In un bel libro [...] «Lo Stato criminale. I genocidi del XX [...] Corbaccio, lo storico americano Yves [...] racconta il massacro degli [...] degli armeni, degli ucraini, dei cambogiani. Il lungo saggio indaga [...] del Novecento , quelli che si consumano [...] efficiente macchina dello stato articolato e moderno, [...] secolo. Del resto -spiega [...] -il responsabile di un [...] che essere lo stato: «è un crimine [...] lo storico americano [...] della volontà dello stato [...] proprio questo che lo distingue dal massacro [...] bande o truppe non incaricate dal proprio [...]. Il genocidio, dunque, è [...] sterminare un intero gruppo, perpetrato in osservanza [...] della istituzione statale. [...] poi un apparato ideologico [...] base della volontà di annientamento. È possibile prevenire i [...] capitolo de «Lo stato [...] argomento. La difficoltà nasce in genere [...] due tipi di problemi: la conoscenza e [...] sui comportamenti [...] e la «non ingerenza» nella [...] degli stati. [...] sugli ultimi massacri [...] è arrivata tempestivamente, e sempre [...] più si sta affermando [...] di [...] democratica legata alle decisioni di [...]. Il problema bosniaco è [...] purtroppo con colpevole ritardo e solo grazie [...] Usa. [...] da costruire è anche una Europa capace di una politica estera comune. Gabriella Mecucci A 50 anni [...] prima comparsa torna in una [...] edizione Einaudi il libro più famoso dei due «dioscuri» La battaglia di Adorno [...] Ovvero, [...] salvato dai Lumi Tradotta nel [...] torinese la «Dialettica [...] suscitò subito aspre discussioni. [...] fu accusata di irrazionalismo, nonché [...] rifiuto della scienza. Ma era [...] della ragione occidentale in nome [...] sue promesse mancate. Saggi Elias, il bon [...] assoluto Tradotta in italiano nel 1966, e [...] del fermento degli anni sessanta, la Dialettica [...] e Ador-no, oggi riproposta [...] Einaudi, [...] uscita per la prima volta mezzo secolo [...] (Amsterdam) fu un testo [...] discussioni e polemi-che. Non solo per i [...] anche dal punto di vista editoriale. La radicalità di [...] del [...] infatti, disturbava negli anni [...] che non gradiva affatto [...] teoria critica da lui elabora-ta negli anni [...] si veniva facendo da parte della si-nistra [...] movi-menti di contestazione. Si leggano, in proposito, [...] che [...] scriveva nel [...] «Trarre dalla teo-ria critica [...] politica è il desiderio [...] sul serio; tuttavia. Così, nel licenziare la [...] Dialettica, [...] col consenso di Adorno, [...] rispet-to alla versione originaria, atte-nuando una terminologia [...] appariva troppo mar-xistica o estremista. Il filosofo [...] peral-tro, era anche molto riluttante [...] ristampare [...] in lingua tede-sca, [...] vero che essa fu dap-prima [...] (nel 1968) da una casa editrice pirata del movi-mento [...] e solo nel 1969 tornò in commercio rego-larmente, presso [...] edizioni Fi-scher. Nazismo e Occidente [...] però, in quella occa-sione, [...] testo con una nuova prefazione, dove lui [...] Adorno precisavano: «noi non serbiamo [...] adesio-ne a tutto ciò [...] nel libro». In effetti le tesi [...] Dialettica [...] suonavano da diversi punti di vista radicali [...]. Due erano, soprattutto, gli [...] con maggior forza una serie di convinzioni [...] sul totalitarismo nazista e quello sulla società [...]. [...] che [...] e Adorno davano della [...] assolutamente originale ed estrema: essa non era [...] né un inci-dente, e neppure poteva essere [...] di stretta-mente legato alla particolarità della nazione [...]. Per [...] e Adorno (stu-diosi ebrei [...] Germa-nia negli Stati Uniti in seguito [...] di Hitler) il nazismo [...] più e di diverso: era la catastrofe [...] che al tempo stesso ne ri-velava il [...] pec-cato [...]. La palese irrazionalità oscuran-tista [...] nazismo non era vista dai nostri autori [...] altro o di contrappo-sto rispetto alla tradizione [...] e [...]. [...] Ulisse Ne era piuttosto una [...] ma coerente e consequenziale, perver-sione. Il peccato originale della [...] fin dai tempi [...] di Omero, cui è [...] più bello di Dialettica [...] è infat-ti quello di [...] servi-zio del dominio sulla natura e su-gli [...] aspetti che in realtà, secondo [...] e Adorno, sono difficilmente [...]. E il nazismo, in [...] lettura, non è altro che [...] massimamente coerente, fi-no alla [...] principio del dominio che è consustanziale alla [...] dai tempi [...] Ulisse che si prende [...] naturali e dei mostri mitici, [...] dissolvere alla luce spie-tata [...] strumenta-le. Ed ecco allora il significato [...] questo strano titolo, Dialettica [...] non è [...] al contrario, è [...] stesso che si rovescia in [...] e irra-zionalità, a meno che non intra-prenda un faticoso [...] difficile cammino di autocritica e di presa di coscienza. Da questa linea interpretativa di [...] conseguiva anche un giudizio assai radicale sulla socie-tà statunitense, [...] aveva accolto gli esiliati [...] ma di cui essi, con [...] loro bagaglio culturale [...] e [...] non potevano che pensare tutto [...] male possibile. [...] degli anni quaranta e [...] cinquanta, di Hollywood e del maccartismo (la [...] anticomuni-sta), appariva a [...] e Adorno come una [...] sebbene in modi completamente diversi da quelli [...] del nazi-smo. Che i beni di [...] vecchia metafisica, scrive-vano i due autori nella Dialettica, [...] il guaio è che diventa-no essi stessi [...] più compatta e inattaccabile delle metafisiche. E se qualcuno non [...] ci pensa [...] culturale (altro tema portan-te, [...] un capitolo che ha fatto storia) a [...] torto, con la [...] ossessiva ri-petizione di modelli [...] di consumo e con la presenza onni-pervasiva [...] di co-municazione (cinema, radio, tele-visione). Non per caso [...] e Adorno parlano di [...] non di cultura di massa: perché in [...] niente di spontaneo ma, al contrario, è [...] apparato di manipolazione, assimilabile agli altri grandi [...]. Una lista di accuse [...] Dialettica [...] si attirò una lunga lista [...] accuse e di rim-proveri. Si disse che in [...] una rifiuto indi-scriminato della razionalità e del-la [...] industriale moderna e della tecnologia. E basterebbe rileggere gli [...] dedicarono, quando fu tradotta in italiano, esponenti [...] marxismo di allora, come Galvano della Volpe [...] Lu-cio Colletti. Più recentemente, [...] cri-tica di [...] è venuta da un allievo [...] ortodosso di [...] e Adorno come Jürgen [...]. In realtà però le [...] così: la Dialettica [...] non è un manifesto [...] è il tentativo difficile di tenere insieme [...] e la fe-deltà alle [...] man-tenute, i valori [...] e la consapevolezza dei [...]. Una consapevolezza che forse [...] utile: perché è sciocco [...] che [...] e la barbarie, che [...] dove, siano semplicemente altro [...]. Forse una maggiore dose [...] guasterebbe, e que-sta è una delle lezioni, [...] che si può ancora trarre dal pensiero [...] e Ador-no. /// [...] /// Adorno Perché [...] sceglie un tipo di [...] E perchè gli uomini, [...] le [...] si comporta-no in un [...] di [...] storico [...] società di corte, che [...] vita francese tra seicento e set-tecento al [...] Re Sole, e se lo si fa con [...] non è solo storico, ma anche sociologico, [...] queste domande può dare un risultato sorprendente [...] non solo un affre-sco dei riti, dei [...] follie di una società, ma il significato [...] di quel model-lo nella storia delle società [...]. Uscito per la prima [...] Italia nel 1980, il Mulino lo ripropone al [...] edizione preceduta da un breve saggio di Alberto Tenenti. La [...] fondamentali ricerche sulla «civi-lizzazione», sullo [...] sulla Ger-mania, sta in effetti tutta [...] dichiaratamente a cavallo tra storia [...] sociologia del fenomeno della corte. Elias polemizzò sempre e [...] sia con i suoi colleghi di disciplina [...] storici, mo-strando quanto fossero dannosi per [...] comprensione di un fe-nomeno [...] ricerca specia-listica: il suo affresco della società [...] dei suoi meccanismi è la di-mostrazione che [...] fondata su conoscenze storiche [...] sen-za [...] al «come» i fatti [...]. Do-ve il perchè non [...] della filosofia della storia, «ma una forma [...]. In questo saggio Elias [...] sguardo attento del sociolo-go sulle corti del [...] particolare quella, decisiva nella storia moderna per [...] che si organizzò in Francia intorno alla [...] Luigi X IV. Nel libro la corte appare [...] di un meccanismo «inesorabile» che [...] gli [...] agli altri, a cominciare dal Re. [...] di fondo è che [...] difficoltà per una serie di [...] storiche (tra [...] di me-talli preziosi [...] della Cavalleria di tipo merce-nario), [...] mantenere il ruolo e il [...] fino a diventare totalmente di-pendente [...] suoi favori. Il fenome-no fu assecondato [...] po-tere dal Sovrano, che a [...] volta [...] la Corte come un [...] nei confronti di quella nobiltà. Il controllo su quel [...] usato dal Re Sole come contrappeso alla [...]. Il fascino della ricerca consiste [...] e [...] dei rapporti che legavano gli [...]. [...] persone [...] diretto alla considerazione di cui [...]. Per cui anche gli splen-dori, [...] i «giochi», erano spie di [...] società gerarchizzata e molto complessa, in cui anche il [...] acquistava un significato enor-me. Il Re, dispensando favori [...] il punto di equilibrio, che risultava però [...] stes-so coinvolto senza possibilità di fu-ga o [...] meccanismo. [...] delle [...] «esempio di élite monopolistica preindustriale», [...] da questo punto fondamentale [...] di un sistema sociale e [...] storia stessa [...]. Non a caso il [...] delle cause sociali della Rivoluzio-ne. La dialettica [...] di Max [...] e Theodor Adorno Einaudi 1977 [...]. Adorno -Mito, [...] e critica della cultura», [...] Genova al Goethe [...] e che si conclude [...] tornare sulla figura del filosofo e sulla Scuola [...] Francoforte, mentre compie 50 anni la «Dialettica [...] scritto con Max [...] , ristampato da Einaudi [...] Carlo Galli. Al convegno sono previsti [...] Gentili, Roberts, [...] Wulf, Benjamin, [...]. Un saggio di Paola Capriolo [...] del poeta tedesco che propugnava il primato [...] Gottfried Benn, il nichilismo redento dalla bellezza Il [...] della filosofia di Nietzsche, [...] le implicazioni estetiche. [...] tragico del «dandy». Secondo una tesi recente a [...] viene accordato un giustificato credito, [...] moderna [...] assolve ad un compito di [...] di-sincanto prodotto dalla moderniz-zazione [...] esprimendo il nulla [...] la [...] mancanza di senso e di [...] risponderebbe ad [...] di bellezza. Nella storia di tale [...] pervade tutto il nostro secolo, occupa una [...] piano il poeta tedesco Gottfried Benn, alla [...] Paola Capriolo de-dica un brillante studio, appassio-nato [...] titolo: [...] artificiale. Benn eredita da Nietzsche [...] del nichilismo come patogene-si della [...] e la rielabora [...] da ogni residuo vita-listico. Per il filosofo tedesco [...] è una malattia dalla complessa e tentacolare [...] nella svalutazione dei valori supremi e nella [...] di senso di ogni accadere. Nietzsche parla anche di [...] di artista nichilista, figura nella quale potremmo [...] Benn, il cui contri-buto [...] della «logica del-la decadenza» [...] tra-scurabile. Contrariamente a Nie-tzsche, Benn [...] la vita, né la natura, né il [...] sul presupposto che sol-tanto come fenomeni estetici [...] sono eterna-mente giustificati. Tra le accezioni della [...] (cono-scenza, interpretazione), Benn as-sume quella che la [...] estetica che genera il [...] la reden-zione dal nichilismo. La [...] «metafisica da arti-sti» esprime una [...] di imperati-vo categorico: Diventa espressione, forma, stile che consegue [...] secondo il quale «lo stile è su-periore alla verità, [...] in sé la prova [...]. Benn opera dunque una trasfi-gurazione [...] del nichilismo, [...] e [...] creativa» un po-tenziamento del principio [...] espresso dallo spirito costruttivo e ottenuto per mezzo dei [...] come la malattia del cor-po [...] la degenerazione psichica (di [...] a Thomas Mann sugge-rito [...] e non attraverso quelle istanze [...] che Nietzsche ancora [...] at-tribuiva al superuo-mo. La trascendenza della forma, [...] sostanza a favore [...] la liquidazione della verità [...] dello stile, sono le risorse elettive a [...] attingere per superare il nichilismo, senza soffermarsi [...] richiedeva [...] ma collocandosi oltre la [...]. Con [...] dello stile espressivo, il [...] se stesso al di là dei propri [...] poetica si riappropria della [...] sa-cra [...] la stessa vita può [...] falsa natura-lezza e provocata [...] pensiero e stilizzata [...]. Ma dietro questa me-tafisica [...] vagheggia la sere-na contemplazione [...] dietro questa ontolo-gia lirica [...] e misura [...] magma [...] si spalanca un vuoto [...] di solitudine e disperazione entro il quale [...] «tragedia [...] (a cui la Capriolo [...] magistrale), la consapevolezza che [...] è soltanto uno strato [...] sul nulla, un malinconico sospetto di colpevole [...] lo scrittore nelle sere della vita consacrate [...]. Questo esito tragico [...] Benn ci suggerisce anche [...] in parte, la nostra attenzione dal regno [...] di retorica e autocompiacimento, per [...] al fondamentale contributo offer-to [...] per [...] di un sapere della [...] è possibile riconoscere anche la più feconda [...] di là della tematica nichilista. La svolta antropologica preconizzata da Benn comporta un rilevante spostamento [...] dalla profondità alla superficie, dal [...] in un senso più goethiano [...] po-stmoderno: per Benn infatti del ni-chilismo non è certo [...] tes-sere [...] esso possa procurarci «un sentimento [...] felicità». Frantumando i concetti di [...] profondità, Nietzsche ha individuato nel dualismo tra [...] il tratto schizoi-de della nostra epoca, ha [...] consistenza interiore del soggetto rivelando la grande [...]. Per Benn, come per Nietzsche, [...] esiste più [...] ma soltanto i suoi sintomi, [...] catena di singolarità prive di ancoraggio, una successione di [...] e un avvicendarsi di istinti, la contiguità orizzontale delle [...] prive di un fondamento unifican-te: «Oggi tollerare che le [...] si presentino [...] accanto [...] e [...] loro espressione è più confor-me [...] proprio compito e più carico [...]. [...] senza contenuto di Benn è [...] che ha saputo esonerare la propria vita dai con-cetti [...] profondità, interiorità e au-tenticità: che [...] sia redento dal profondo [...] è [...] poeticamente formulato da Benn. Marco Vozza [...] artificiale di Paola Capriolo Bompiani, [...]. /// [...] /// Marco Vozza [...] artificiale di Paola Capriolo Bompiani, [...]. (0) (0) ![]()
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