Ma la mia capacità [...] arresta di fronte a certi momenti in [...] fuori una insopportabile « retorica del carro [...] si esalta di fronte alla possibilità di [...] che vuole, di macinare qualsiasi brandello di [...] esistenza per sostenere le proprie tesi. Le interpretazioni dei testi [...] Canti, sono tutte orientate con sicumera e [...] delle tappe nel presunto svolgimento del problema [...] fragori e rivendicazioni di distruttività e di [...] ogni testo in un continuum che fa [...] quello del tanto deprecato storicismo; gli aspetti [...] la concreta difesa [...] sofferente, tutti gli aspetti [...] e « pessimistici » della parola e [...] Leopardi, sono guardati con sospetto e ritradotti [...] proclamazione della « produttività » del soggetto, [...] auto valorizzante, in un finale « ottimismo [...] (p. [...] come [...] oscura di Negri verso ogni [...] di dolente [...] rance, verso tutto ciò che [...] vita e nella scrittura non può essere giustificato e [...] in [...] un esplicito fastidio egli dichiara verso i [...] concreti e circostanziati della riflessione leopardiana sul piacere e [...] dolore (tutto ciò gli sembra rischiare una « degradazione [...] significato del vivere », p. Malgrado le sue tirate contro [...] deprecabili [...] i recuperi [...] le riassunzioni progressive e progressiste, Negri non fa altro, che dialettizzare [...] di Leopardi, [...] in funzione della [...] ontologica esaltazione della soggettività: [...] dalla scena delle rivoluzioni del [...] dalle fantasmatiche ipotesi di controllo del sociale, la volontà [...] potenza del soggetto « autonomo » pretende di rifugiarsi [...] poesia e rovescia addosso a Leopardi tutta la [...] paccottiglia metafisica, aggiungendovi i più [...] luoghi comuni delle poetiche [...] e creando una linea continua [...] che afferma la poesia come [...] evento fondamentale, modernità assoluta, avanguardia e rifondazione » (p. ///
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Malgrado le sue tirate contro [...] deprecabili [...] i recuperi [...] le riassunzioni progressive e progressiste, Negri non fa altro, che dialettizzare [...] di Leopardi, [...] in funzione della [...] ontologica esaltazione della soggettività: [...] dalla scena delle rivoluzioni del [...] dalle fantasmatiche ipotesi di controllo del sociale, la volontà [...] potenza del soggetto « autonomo » pretende di rifugiarsi [...] poesia e rovescia addosso a Leopardi tutta la [...] paccottiglia metafisica, aggiungendovi i più [...] luoghi comuni delle poetiche [...] e creando una linea continua [...] che afferma la poesia come [...] evento fondamentale, modernità assoluta, avanguardia e rifondazione » (p.