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Paul [...] è uno dei due [...] The [...] la rivista fondata nel [...] gruppo di economi-sti e studiosi delle scienze [...]. Girando lo sguardo intorno [...] rendemmo conto che quasi tutti, lì, faceva-no [...] comitato editoriale». Al-cuni, come Robert Reich, [...] Lavoro, sono finiti direttamente nel governo, numerosi [...] in vari organismi di [...]. Perché il successo di The [...] Come mai un gruppo [...] Italia li avrebbero subito chiamati «i pro-fessori» [...] tra [...] e [...] viene risucchiato in pochi [...] Quando un comitato di sponsor come [...] Galbraith, Schlesinger, [...] decise di aiutare la [...] rivista progressista, «un giornale per [...] liberal», [...] a [...] di valore, [...] che avevano in mente [...] la sfida che la cultura della destra [...] dalle pagine di The [...] (la stessa che aveva [...] di [...] sulla fine della storia). Il punto cruciale [...] era lo stato sociale: [...] troppa assistenza, troppe tasse. Da Washington fino a Parigi [...] Roma il te-ma è sempre lo stesso. Come può replicare la sinistra? Fin [...] della rivista il lavo-ro di [...] era indirizzato ai criteri per [...] ri-duzione selettiva del sistema di [...] ma senza diluire il carattere [...] una politica pro-gressista. Meno burocrazia, riduzione del [...] più competitiva, tutela dei più deboli: erano [...] della rivista e furono anche gli ingredienti [...] di Clinton. Ma il gruppo ha [...] certa distanza critica nei confronti di Washington. [...] ha lasciato ogni incarico come [...] di Clinton. Robert [...] direttore, non ha mai lasciato [...] il lavoro della rivista né quello accademico. Nel penultimo numero Lester [...] critica la [...] per i suoi eccessi [...]. E adesso che Clinton [...] dalla Convention di Chicago, che cosa pensano [...] i «pro-fessori»? Si sa che il taglio [...] ai poveri li ha messi un [...] in difficol-tà. Con il [...] bill» il presidente non si [...] spinto troppo in là, facendo [...] una proposta della de-stra? Forse [...] non avrei votato per quella legge, né avrei spinto Clinton ad [...] tuttavia penso che sia una [...] difendibile. La po-litica che discende [...] le-gislativa è per molti aspetti molto migliore [...] discende [...] prece-dente. Difendere il sistema di [...] prece-dente era una impresa disperata; [...] americani lo disapprovavano in maggioranza schiac-ciante. Chi non abbandona quella [...] condannato in permanenza alla sconfitta. Ma chi assicura che dopo [...] taglio delle spese per i poveri adesso sia in [...] una fase due? Ora si [...] di passare da una linea [...] del [...] ad una politica ag-gressiva di [...] occupazione. La logica evi-dente di [...] quella di spin-gere i poveri al lavoro. È ovvio che questo [...] contenuto automaticamente in una pura decisione di [...] si può combat-tere meglio per scelte politiche [...] meno un sostegno federale in termini di [...] un sostegno in termini di lavoro. E se il settore [...] abba-stanza posti, allora deve [...] il settore pubblico. Preferisco largamente il terreno [...] abbiamo di fronte adesso. Quindi lei è abbastanza [...] campagna elettorale? [...] anno induce a non [...] di [...] e dei repubbli-cani ad [...] natura sociale, al progetto di riforma sanitaria, [...] program-mi di regolazione ambientale, hanno reso que-sto Congresso [...]. La lezione dovrebbe spingere [...] abbandonare le posizioni estremiste. E poi il progetto [...] di ridurre le tasse [...] ogni pretesa dei repubblicani di presen-tarsi come [...] verso la gente che lavora, verso le [...] inabili. Di fatto una riduzione [...] di quelle dimensioni avrebbe conseguenze devastanti su [...] sociali. Quel [...] conside-rata la rigidità di alcune [...] di bilancio come per esempio gli interessi sul debito, [...] dire una riduzione del [...] della spesa sociale. Le critiche da sinistra [...] Clinton [...] molto dure e non vengono solo dalle [...] con il trasferimento ai singoli Stati di [...] poveri che erano [...] centra-le, il presidente ha [...] federale una responsabilità sociale. Un passo indietro ri-spetto [...] era stata una conquista co-stituzionale. Questo è vero soltan-to [...]. [...] programma so-ciale che è stato [...] dal governo fe-derale agli Stati è quello che viene [...] chiama-to [...] ma in realtà rappresenta so-lo [...] piccola parte del sistema america-no di [...] si tratta della assistenza in [...]. A livello federale ri-mangono [...] molto mag-giori come gli interventi sanitari gratuiti [...] poveri, i buoni pasto (che da soli [...] maggiore [...] in denaro). Per di più le [...] ai poveri erano già largamente sotto il [...] Stati. Il taglio [...] in contanti tuttavia ha [...] grande valore simbolico. Questo non si può [...] conto, ma la fine di un diritto [...] contanti non significa [...] di scena del go-verno [...] Washington. Gli Stati dovranno riferire [...] programmi di [...] ed il governo centrale [...] o riaffermare il suo controllo sulla materia [...] ribaltare la Costituzione. Non è curioso che [...] America [...] parli di arretra-mento del sistema di [...] quando ancora non è [...] maggiore conquista dello stato sociale europeo: le [...] per tutti. Negli Stati Uniti abbiamo [...] quello delle assicurazioni e [...] sanitarie, che sono un enorme osta-colo al [...]. Questi interessi sono co-sì [...] difficile immaginare un modo per [...]. [...] pubblica non ama questa situazione [...] sarebbe un errore [...] una colpa. In vari momenti della storia [...] stato un forte sostegno popolare [...] favore di una assicurazione sanitaria universale, ma una cosa [...] il sostegno popolare [...] la capacità di [...] in legge. Quegli interessi privati han-no [...] potentissimi con i quali possono trasformare la [...] ansietà e paure, come è avvenuto nel [...]. Con uno sforzo gigantesco so-no [...] a impedire qualcosa che sembrava ormai inevitabile, basta guardare [...] sondaggi del [...] del [...] e del [...] che invece mostrava-no una netta [...]. Imma-ginate se in Europa [...] la medi-cina privata avessero la stessa potenza [...]. Non hanno nessuna realistica [...] una politica economica più efficace di quella [...] Clinton, gra-zie alla quale il deficit è sceso [...] bas-so di tutti i paesi [...]. Ma non [...] dubbio che la promessa [...] dollari nelle tasche della gente con il [...] mantiene una grande attrattiva e tende a [...] i piedi di qualunque pro-gramma progressista. Sconfiggere [...] e i de-mocratici significa [...] faccia terra bruciata intorno a ogni iniziativa [...] della sinistra per i prossimi due decenni. Il problema è che [...] ad attacca-re frontalmente [...] dei diritti sociali e [...] fatica a replicare sia negli Stati Uniti [...] Europa. Tutto dipende dal fatto [...] ai quali teniamo molto, stanno diventando molto [...] quelli alla salute. È una questione di costi [...] di principi. E non siamo più in [...] in cui gli aumenti di pro-duttività generale possano coprire [...] dei servizi pubblici. Mantenere [...] sanitaria gratuita per tutti, [...] Europa, [...] i pro-grammi «Medicare» (per gli anziani) e [...] (per i poveri) negli Stati Uniti, [...] sempre più difficile. Il crescente peso fiscale [...] stato sociale deve indur-ci non ad abbandonare [...] salute ma a fare delle scelte. Sotto [...] di una defi-nizione illimitata [...] salute sono ar-rivati così tanti servizi da [...] contributo al benessere individuale. Dob-biamo impedire che questa [...] stato sociale. Dobbiamo decidere che cosa [...]. E scegliere sarà comunque un [...] doloroso. Più che un rovesciamento [...] a volte si tratterà di rendere esplicite [...] scelte che finora avveniva-no dentro le istituzioni [...] affi-date tacitamente ai medici ed agli ospedali [...] problemi di bilancio. E di molte nuo-ve [...] la scienza ci fornisce dovremo dire: bene, [...] troppo e le lasciamo a livello sperimentale, [...] saranno a disposi-zione di tutti. [...] una critica da sinistra e [...] tipo [...] che dice: la vostra idea [...] del [...] non funziona; la macchina burocratica [...] per garantire i diritti individuali è diventata un mostro, [...] è disumanizzata, ha perso il senso della solidarietà. No, questa critica è [...]. Un forte sen-so dei propri [...] ed una elevata aspettativa nei confronti del proprio governo [...] una ri-sorsa politica democratica irrinunciabile. Non possiamo accantonare [...] che alcune esi-genze dei [...] tutte, sono dei di-ritti. [...] giuridica poi non è [...] con il principio della solidarietà, ma le [...] molto più solida, la ba-se sulla quale [...] da un dove-re nei confronti degli altri, [...] stessa comunità politica. Semmai dovremo adoperarci perché [...] addestrino a di-ventare più capaci di far [...] ragio-ni nei confronti delle organizzazioni burocrati-che. Si è cominciato a [...] e al di là degli schemi [...] forte ansia di verità storica e di [...] vittime. Tutto ciò è straordinario perché [...] punto cruciale della sto-ria della Venezia Giulia ha finalmente [...] una dimensione nazionale. È vero che a Trieste [...] tema si è sempre parlato. Ma in questi anni Trieste, [...] dibattiti, i suoi scontri, le esperienze di [...] sono apparsi [...] sempre assai remoti [...] pubblica nazionale. È doveroso [...] sulle cause di questa rimozione, [...] è altrettanto giusto anche guardare alle conseguenze che da [...] ciò sono derivate sui rapporti fra Trieste e [...]. La rimozione della storia [...] Venezia Giulia ha impe-dito che alle vittime delle foibe [...] dignità che spetta a tutti i morti [...] anche chi ha torto -e moltissimi di [...] torto -non perde mai i suoi diritti. Inoltre, agli istriani costretti [...] è mancato sem-pre un riconoscimento [...] subita. Non [...] da stupirsi allora se [...] triestini di fronte al silenzio da parte [...] italia-na si siano rivolti per dare un [...] ricordi proprio agli eredi di chi la [...] aggressione aveva vo-luto. Il disinteresse [...] per queste vicende ha [...] a Trieste nel tempo atteggiamenti politi-ci ed [...] quegli avvenimenti. [...] ha provocato, insieme ad altri [...] di Trieste dalla politica italiana. La guerra fredda [...] messa ai margini delle [...] nazionale: ma quanta di questa marginalità non [...] di gran parte [...] pub-blica nazionale di comprendere [...] pregiudizi, le fissazioni, le antiche divisioni di Trieste? Così [...] città è ri-masta a lungo paralizzata. Trieste in questi anni [...] aiuti, ma è sempre stato considerato un [...] termini sfuggi-vano al normale cittadino italiano e [...] a Roma. PER [...] i guasti provocati dalla [...] della Venezia Giulia è certamente im-portante una [...] al di là degli schemi ideologici contrapposti. Ma questo non basta, [...] evitare che a que-sta rimozione faccia seguito [...] gonfiata da motivazioni nazionalisti-che. In questo secolo gli [...] Paese verso le popolazioni di queste terre [...] e totale disinteresse, finendo [...] due i casi per non comprendere la [...] real-tà della Venezia Giulia. Da questo punto di vista [...] foibe, come [...] degli italiani [...] e, prima, quello di sloveni [...] di croati dal Regno [...] causato dalla venten-nale politica repressiva [...] e nazista, sono stati capito-li di una lunga storia. Là dove, [...] nella vecchia Ve-nezia Giulia [...] una società multietnica, [...] a prevalen-za italiana, lì a [...] slovena o croata, è rimasto solo un tessuto profondamente [...]. Nella storia della Venezia Giulia [...] è stata sconfitta da due nazionalismi, quello [...] fascismo, e quello jugoslavo a cui diede [...] totalitaria del comunismo. Essi hanno cercato in [...] le violenze, di far coincidere cittadinanza politica [...]. Quando ricordiamo la tragedia [...] ne-cessario ricordare anche questa particolare eredità. Oggi molte cose sono [...] è solida nel no-stro Paese, e si [...] Slovenia e in Croazia, ma rimangono ancora [...] posso-no essere sconfitte se la giusta difesa [...] nazionale non si traduce in negazione dei [...] di chi ne ha [...]. E questo vale da [...] per la Slovenia e per la Croazia. In conclusione, Trieste ha [...] finalmente che le sue vicende non sono [...] memorie con-trapposte e [...] dalla politica; ma per Trieste [...] che nel paese maturi una coscienza naziona-le [...] capire le specificità della Venezia Giulia. Trieste ha, dunque, bisogno [...] forte coscienza na-zionale, sicura di sé e [...] di tutti. Non [...] dopo il disinteresse, il nazionalismo, [...] ha sempre proposto in tutto il dopoguerra [...] destra. I «professori» del gruppo di The [...] furono una delle armi della [...] di Clinton nel [...] Paul [...] Reich, [...] insieme ai «vecchi» [...] Galbraith ispirarono una politica della [...] sociale che puntava [...] e la competitivi-tà globale. La svolta centrista del [...] messi in difficoltà, ma non troppo. [...] spiega perché, alla vi-gilia del [...] di accettazione. DAL NOSTRO INVIATO GIANCARLO BOSETTI Direttore [...] Giuseppe Caldarola Direttore editoriale: Antonio Zollo Vicedirettore: Giancarlo Bosetti Marco Demarco Redattore capo centrale: Luciano Fontana Pietro Spataro [...] Società Editrice de [...] S. /// [...] /// Non è lecito per nessuno [...] una proroga della proroga. Lo ha detto bene [...]. Lo dice con altrettanta [...] Pds. Ne prendano atto innanzitut-to [...]. Abbiamo bene nelle memoria [...] di Forza Italia che hanno vani-ficato nella [...] la-voro della commissione Napolitano. Il nuovo quadro politico [...] governo hanno prodotto il di-segno di legge [...] sulla riforma del sistema delle co-municazioni, anche [...] ri-stretti non hanno consentito al Par-lamento di [...] che evi-tassero il decreto. Proprio questa vi-cenda insegna a [...] e [...] di una legge di riforma [...] sistema delle comunicazioni, che chiuda con il duopolio fotografato [...] legge Mammì e consenta [...] di affrontare la sfida della [...]. Non conveniva a nessuno [...] con un ope-ratore oscurato. Ma nessuno si illu-da [...] possa protrar-si di rinvio in rinvio o [...] immutate. Ne prendano atto anche [...] sono importanti risorse na-zionali solo se sapranno [...] inseguire i profitti competitivi del futuro e [...] rendite monopolistiche del passato. Pensiamo a [...] che potrà [...] soddisfatta solo quando sarà [...] tele-novela che la vede protagonista in-vecchiata e [...] il po-sto che le compete in un [...] ma anche più concor-renziale. Pensiamo anche alla Rai [...] che non potranno certo [...] se stesse in un mondo che cambia. La discussione parlamentare specificherà [...] concorrenza e gli strumenti di indirizzo pubblico. Quel che è certo [...] panorama che ne uscirà sa-rà radicalmente diverso [...]. Vogliamo citare solo due [...] più importanti. Il principale strumento di [...] una Autorità indipendente, sul modello di quelle [...] democratici, introducendo così an-che in Italia quella [...] per la riorga-nizzazione di uno Stato moderno. Questo vuol dire che [...] regolazione dei conflitti interazien-dali, la tutela del [...] con-sumatori saranno sganciati [...] e dalle sue maggioranze. Una autorità unica che [...] della ra-diotelevisione, delle telecomunica-zioni. Viene da sorridere nel [...] al baratto tra televisione e telefoni. Altro che baratto: la [...] processo reale; un paese moderno non può [...] insieme i vecchi mondi della televisione e [...]. [...] novità è relativa ai provve-dimenti [...]. Anche oggi, in oc-casione [...] è discusso animatamente sul numero delle re-ti. La discussione parlamentare consente [...] il no-do essenziale che è la distribuzione [...] in particolare di quel-le pubblicitarie. [...] soffre di due grandi [...] televi-sivo e lo squilibrio di pubblicità in [...] degli altri media e in particolar modo [...]. È possibile correggere queste [...] diversifica-zione produttiva verso nuove forme di televisione [...] verso le telecomunicazioni. Il decreto di ieri [...] per una serena discussione par-lamentare su questi [...]. Da domani al 31 [...] in cui scadrà il decreto oggi prorogato, [...] politi-che sia della maggioranza che [...] dovranno dimostrarsi [...] responsabili per concludere il [...] sistema. Non ci sarà spa-zio nei [...] mesi per chi vorrà semplicemente difendere interessi precostituiti o [...] assetto. Al termine di questo [...] ci dovrà essere una nuova legge lungimirante, [...]. Ogni ingiustizia ci offende [...] procuri direttamente alcun profitto. /// [...] /// Ogni ingiustizia ci offende [...] procuri direttamente alcun profitto. (0) (0) ![]()
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