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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 364117045.

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La palazzina quasi anonima [...] dalla [...] dice poco del prestigio [...]. Il [...] è uno dei famo-sissimi [...] controllano [...] tedesca e danno, quando [...] sulle mani dei go-vernanti di Bonn (e [...] quelle dei santoni della [...]. Il dottor Dieter [...] dirige il settore relazioni esterne [...] giorni fa ha rilasciato [...] tedesca [...] una di-chiarazione che a molti [...] parsa come una novità assoluta [...] dei «cinque saggi». Dottor [...] lei ha detto che il [...] di bilancio della Germania viaggia per il [...] sul [...] ben al di [...]. Mettendo insieme le due [...] uno dei criteri di Maastricht. Deduzione sba-gliata? «Guardi che [...] vuole chiamare così, è già dentro il [...] Maa-stricht. Lì non [...] scritto che i paesi per [...] debbono avere per forza il [...] o il [...]. [...] scritto che se un [...] il proprio deficit va bene anche se [...]. Insomma il trattato lascia [...] e menziona anche la necessità di guardare [...] economiche. Io raccomando ai tedeschi [...] il trattato, invece di chiudersi in un [...] sta facendo attualmente il mini-stro delle Finanze [...]. Il quale, credo, nei [...] compiere una inversione di marcia». ///
[...] ///
Ma sa, i politici [...] a far dimenticare quello che hanno detto [...]. E poi ci sono [...] insi-steranno perché i governanti di Bonn recedano [...] loro rigidezze. [...] non è che ci sia [...] molto da discutere: i conti sono questi e una [...] non è possibile». Neppure con qualche manovra come [...] Italia, con [...] «No. [...] ha fatto grandi sforzi [...] criteri di convergenza in materia di con-trollo [...] evoluzione dei tassi di inte-resse. Anche per quanto riguarda [...] fat-to un grosso passo con [...]. Ciò fa sì che [...] momento di decidere sarà giu-sto adottare una [...] è giusto considerare gli sforzi di adattamento [...] paese. In Germania, comunque, non si [...] pensare [...] di [...] come da voi. [...] che si potrebbe rientrare nel [...] con una misura simile, con altri aumenti di tasse [...] con [...] tagli sarebbe fatale. Manovre di quel tipo [...] effetto che quel-lo di deprimere ancor di [...] economica. E oltretutto anche il [...] Pil sarebbe più sfavorevole: una spirale in discesa. Il movi-mento [...] esattamente quello opposto: adesso la [...] economica è bassa, tra [...] e il [...] mentre avremmo bisogno di una [...] sul [...] per abbattere [...] la disoccu-pazione. La quale, a parte [...] conside-razioni di carattere politico o sociale, ha [...] proprio sul deficit». Si dice però che [...] deficit [...]. Ora, per esempio, ab-biamo [...] pur avendo un deficit sul [...]. Certo, se alla lunga [...] del 5, 6, 7 [...] fine la stabilità della moneta ne risentirà, [...] fi-scali dovranno essere impiegate per finanziare gli [...] e allora ci saranno au-menti delle tasse [...] dello svi-luppo economico. Ma si deve distinguere [...] uno sviluppo negativo, come quello de-scritto adesso, [...] condizionato dalla congiuntura a breve termine, come [...] che [...] in Germania è stato [...]. Non credo che noi [...] un deficit durevo-le del 4 o del [...]. Dobbiamo stare più bassi. Ma credo anche che [...] conto delle diffi-coltà economiche del momento e [...] lo slogan [...] riuscita, pa-ziente [...]. Come giudica la situazione [...] Le [...] vanno bene, aumentano i profitti. È solo un [...] «Negli ultimi anni [...] stato un notevole abbat-timento dei [...] per le imprese. Abbiamo avuto nello stesso [...] dei profitti e una diminuzione dei redditi, [...] fatto che i salari nominali sono restati [...] di inflazione e dalla disoccupazione di massa. [...] dei profitti non ha corrispo-sto [...] crescita degli investimenti. Quel che manca, in [...] sono le buone condizioni per le imprese, [...] inter-na. Il governo invece finora ha [...] come se [...] problema fosse la competitività [...] tedesca. È un errore, perché [...] le imprese tedesche tendono a rafforzarsi, non [...] espor-tazioni continuano a crescere e guadagnano nuove [...]. Molte aziende però lasciano [...] Germania [...]. Sì, ma questo ha [...] più con la di-visione internazionale del lavoro: [...] che va in un certo paese nella [...] lo fa anche per garantire le proprie [...]. Naturalmente ci sono dei [...] degli imprenditori se ne vanno dalla Germa-nia [...] costo del lavoro troppo alto, ma in [...] tende a produrre beni di alto li-vello, [...] costo del lavoro non incide più di [...]. Le produzioni più [...] vanno altrove, per esempio [...] Polonia [...] nella Repubbli-ca ceca. Insomma, il problema della [...] tedesco esiste, ma ben più pressante è [...] domanda interna, della capacità di acquisto. È su questo punto [...] innanzitut-to con i tassi [...]. Ora i tassi sul mercato [...] aggirano sul [...] mentre [...] è [...] una differenza di 3 punti [...] mezzo è de-cisamente poco sana e produce disoccupazione». [...] «Adottare una giusta combinazione di [...] monetaria e di politica fiscale. La prima dovreb-be abbassare [...] la seconda do-vrebbe essere studiata per favorire [...] solo e sempre per risparmiare. Più aumenta la domanda [...] la disoccu-pazione più diminuisce il deficit. Attualmente una buona metà del [...] è da addebitare alla disoccupazione e alla riduzione del [...] fiscale e solo [...] metà ai costi [...]. ///
[...] ///
Bonn non dovrebbe [...] «No. Sarebbe un errore disastroso. I trasferi-menti diminuiranno automaticamente [...] la crescita economica nei Länder [...] e aumenteranno le entrate [...]. Certo, bisogna vedere bene [...] vengono impiegati, ma ci sono una quantità [...] rappresenta-no ottimi investimenti con ritorno economico forte. E [...] si vede già come stanno [...] le infrastrutture. [...] della Germania non deve diventare [...] il vostro Mezzogiorno. Anche perché uno sviluppo [...] porterebbe con sé pericoli politici». Quali? «Quello del radicalismo [...]. Se lo svilup-po economico [...] ben percepibi-le io credo che un certo [...]. Ci sono certo altre cause [...] ma [...] storica sappiamo che la crisi [...] è il terreno più fertile per la destra eversiva, [...] più dura la crisi. ///
[...] ///
Ci sono certo altre cause [...] ma [...] storica sappiamo che la crisi [...] è il terreno più fertile per la destra eversiva, [...] più dura la crisi.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(273)

Interstampa [1981-1984*]

(270)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(265)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(255)

L'Orto [1937]

(229)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

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(237)


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Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

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Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .