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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Nuova Serie(PCI)-Nazionale del 1964»--Id 3636531600.

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Era li fermo a [...] in partenza per [...]. Li seguiva con (li occhi [...] finché scomparivano in [...] come un cane che fiuta [...] dopo la partenza del padrone. Lui abbassava gli occhi [ome [...] Chi sa perchè. Mi piacevano i suoi [...] e [...]. Come quelli di un [...]. Mi prese il bisogno [...] lui. Di sapere di dov'era, [...] abbassava gli [...] e allungava il passo. Il venerdì [...] andai ad [...]. Sceso sul condo binario, lo [...] fermo come palo. Mi piazzai accanto a [...] di cogliere un [...] qualsiasi per attaccare [...]. Non si accorse di [...] Era assorto a guardare [...] sarebbe arrivato direttissimo per Milano. Cerano inti [...] paesani » con vàlige e [...] tra le gambe. Andavano in paria a [...] la Pasqua. Il [...] arrivò in orario zeppo [...] venivano dalla Germana, dal Belgio, dalla Francia. Il cuore mi si stringeva [...] ìe sarebbero stati in Italia il [...]. Che avrebbero visto il [...]. Mi misi al suo [...]. Scendemmo le scale e [...] gelido, Etra Uscimmo [...]. ///
[...] ///
Il lavoro è [...] cigni si muovevano lenti e [...] nel fiume gonfio di acque. ///
[...] ///
Non sono andato nemmeno [...] Natale E [...] ho la moglie [...]. Ho [...] due fratelli. ///
[...] ///
Fai il conto tu [...]. ///
[...] ///
Mi chiamo Gianni. Gianni Palaia di Melissa. Si va a prendere una [...] alla romana. ///
[...] ///
Vedi che cielo maledetto? A [...] mio paese si sta senza giacca. Il cielo era nero [...] e da una gola del Giura veniva [...]. Risalimmo altre scale e [...] al buffet della stazione. ///
[...] ///
Il buffet era affollato Sono [...] 1 buffet delle stazioni. Molti già cenavano, altri [...] viso triste davanti a un bicchiere di [...]. Cera fumo di sigari. Cera silenzio, caldo. La cameriera si [...] svelta, incurvata, le caviglie [...] il tedesco? [...] domandai a Gianni. Di fronte a noi [...] un gruppo [...] con valige e scatole Certo [...] il direttissimo delle otto per Milano Erano una coppia [...] due bambini, e due giovani [...]. Più delle [...] più di quelle di Gianni Palaia Doveva essere certo : un contadino, per avere [...] nere e callose. La bambina più piccola [...] piedi sulla sedia Parecchi svizzeri si girarono [...]. Erano inorriditi Un vecchio [...] sigaro di bocca e allungò il collo [...] i piedi della bambina sulla sedia Scrollò [...] 11 barista e due cameriere guardavano anche [...]. Versò birra e si [...]. Era molto giovane; il [...]. ///
[...] ///
La bambina rideva, muoveva [...] sedia come per ballare. Con un senso di [...]. Udii fare anche il [...] Sullo, in un tavolo. [...] Sullo ci ha pesato [...] diversi mesi. Il peso cade soltanto [...] Disprezzo, umiliazione. La lotta sorda e [...] dobbiamo affrontare, sostenere. Meglio non [...] questo tasto, via. Ad un tratto mi [...] che Melissa non mi [...] nuovo, che di Melissa avevo sentito parlare [...] cosa. Ma non ricordavo proprio [...]. Molti guardavano verso quel [...] più. Meravigliati del chiasso e [...] può dire, che la bambina stava con [...] sedia. Bevvi un lungo sorso [...]. Una cameriera non ne [...] avvicinò a! La madre arrossi Si [...] bambina in braccio. [...] fu come un sospiro [...] tutta la grande sala, dove molti avevano [...] fumare per guardare la bambina che stava [...] sulla sedia. Mandai un sospiro di [...] Bevvi un lungo sorso di birra Stemmo in [...] pezzo, io e Gianni. ///
[...] ///
Stemmo a guardare il [...] cigni. ///
[...] ///
Gianni scrollò le spalle. Guardava davanti a [...] intendo rimanere per sempre [...] disse. Mia moglie lavora in [...]. Ho i genitori a [...]. Il freddo era pungente [...] ben addobbati per la festa e tutti [...]. Tu hai la moglie; [...] per te. Eppoi desidero un pezzo [...] il pane. Avere dove mettere il [...] che è tuo. Ci hanno scacciati da [...] a scappare. Tu lì conosci i fatti [...] Melissa? [...] Mi guardò. Il fiume scorreva pieno [...]. Sul ponte di ferro [...] interminabile. Guardava sempre davanti a [...]. ///
[...] ///
Una palla di mitra [...] davanti al naso. Cera un grande frastuono, [...] del continuo passaggio di macchine [...] straniere : che andavano [...] Sud [...] vista delle vacanze. Specie macchine tedesche. Si perdeva :1 conto; [...] due aeroplani sportivi giravano come vagabondi. A me non place soprattutto [...] clima e non mi [...] la gente che se ne [...] di noi. In tre anni di [...] a fianco con muratori svizzeri non son [...] uno amico. Non so nemmeno quello che [...] sano. Avere un pezzo di [...]. Lavorare per me e [...]. Non mi sento libero [...]. ///
[...] ///
Mi sono [...] cato di questo buio e [...]. Ci guardano come sporchi [...] e bestie da lavoro. A te non succede [...]. Quando il semaforo era [...] di macchine diventava -di un . Un riccone " che [...]. Eravamo senza [...] lavoro e senza terre nostre. Nemmeno dove [...] la fossa avevamo. Le terre del feudo [...] erano incolte. La voce si sparse [...] del maresciallo dei carabinieri, [...] spararci come passeri. Era un uomo cattivo, [...]. Non [...] alle sue minacce: avevamo bisogno [...] terre. Ora sono Incolte. ///
[...] ///
E [...]. II paese si mise [...] caserma si riempi di carabinieri e poliziotti, [...] scoppiare la guerra. Ora [...] che senza di noi [...] serve a niente. ///
[...] ///
Questo porco cielo è [...] nuvole. Successe che andammo ad [...] e morirono tre compagni nostri sparati [...] polizia. Per miracolo non hanno [...]. Eravamo tutto il paese. Anche gli animali avevamo [...]. Non pensavamo a tragedie. Tutt'al più possono mettere [...] di noi, pensavamo. Il maresciallo che ti [...] per primo; le donne scapparono con i [...] gridando terrorizzate. Anche a noi uomini [...] specie appena vedemmo in terra uno dei [...]. Ma stentavamo a credere [...] Non ; era possibile, secondo noi, sparare [...] lavorano e Siamo venuti per lavorare e [...] », gridammo. ///
[...] ///
Disprezzava i poveri E [...] stato anche lui uno straccione pidocchioso. ///
[...] ///
[...] cupo da-. Sputò in terra Alcuni passanti [...] guardarono con [...]. A momenti sputo per [...]. Non mi pos-sono mettere [...]. Mi sfogo cosi. ///
[...] ///
Anch'Io a momenti sputavo [...]. Era [...] modo di protestare. In fabbrica non ci [...] specie a noi [...] non ci permettono di [...]. [...] volta andammo da un [...] che il lavoro era pesante e che [...] almeno un altro e quello non ci [...] c [...]. ///
[...] ///
Dicono che protestiamo sempre, [...] gli operai svizzeri. Ti sei accorto che hanno [...] di [...] so bene, [...] dissi. [...] scorso un mezzo sagrestano, [...] stava sempre col prete alla Missione, fu [...] fabbrica come comunista, come sovversivo, perchè aveva [...] di tutti noi italiani per il lavoro [...]. Ci alzammo: ci fermammo davanti [...] una vetrina. Guardammo in silenzio vestiti [...]. Cerano centinaia [...] a gruppi. Ho capito che posso [...] sono sbracato. Me ne vado a [...] getto sul letto e penso ai miei [...] pezzo di terra che vorrei comprarmi. Se lavorassi per me, [...] e mi sentirei libero. [...] fatto, hai. Nemmeno di pane mi [...] dodici ore in media di lavoro al [...]. La gente incominciava a [...]. Lavorare in colonia non [...]. Mi ero già sposato. Tu ti sei sposato [...]. Ho conosciuto mia moglie [...]. Mi [...] avviammo verso la stazione. In ogni angolo [...] compatrioti. ///
[...] ///
Parlavano, ridevano, entravano e [...]. Mi pareva di essere [...] Italia. Al paese dove abito, [...] passano. Spesso arrivo ad [...] per vedere i treni che [...] in Italia, [...] disse Gianni. ET da due anni che [...] li vedo [...] duro, sai. Nessuno può capire quello che [...] non [...] vedere i figli. Non auguro a nessuno [...] una famiglia di contadini svizzeri. Non sono [...] non è questo che voglia [...]. ///
[...] ///
A mungere le vacche, [...] per le vacche, a fare il fieno. Non auguro a nessun [...] in una famiglia di contadini svizzeri. Però anche loro lavorano. Non ti gettano il [...] a te solo, come fanno i nostri [...] laggiù. Che porci, quelli! I contadini svizzeri son [...]. Contadini per modo di [...] macchine e trattori. Mi facevano mangiare insieme [...]. [...] un padrone laggiù che fa [...] alla [...] tavola il garzone! E avevo una camera [...] mi permettevano di fare il bagno nel [...]. Gente ricca, ti dico. Ma il lavoro Dio! Pensa che una volta [...] giorni con la stessa camicia. La padrona era tanto [...] lei ebbe il tempo di fare il [...]. Si era nel forte [...]. Il fieno, lo sai, [...] settimana. La camicia [...] a tal punto di [...] sudore che un giorno mi si spaccò [...] rimasi nudo. Cerano le signorine, le [...] città che voltavano anche loro il fieno [...] risero. Il bello di questo [...] che tutti lavorano. Le signorine studiavano a Zurigo [...] a casa ogni sabato e non si [...] a lavorare sul campo. ///
[...] ///
Da noi una ragazza che [...]. In molte cose siamo [...]. Te Io dico io. Siamo mille anni indietro. [...] lavorano tutti, da noi [...] novanta stanno a passeggiare. Stando fuori da [...] gli occhi ti si aprono. Ho Imparato molto, io. Ma non auguro a [...] di capitare dai contadini [...]. Ci stetti per due [...]. Poi [...] potei cambiare qualifica e andai [...] fabbrica. Il lavoro, anche se [...] comodo e guadagno di più. Ma mi sento in [...] e partirei anche domani, se laggiù ci [...] sicuro. Facemmo il sottopassaggio e [...] binario. Dopo quel giorno ci [...]. ///
[...] ///
Gianni Palaia di Melissa [...] più caro amico. Mi raccontò altri [...] particolari [...] della -rivoluzione, mi fece capire [...] cose sugli uomini e sulla Svizzera. ///
[...] ///
[...] da più di un anno [...] non ho sue notizie. ///
[...] ///
[...] da più di un anno [...] non ho sue notizie.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

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Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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