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Lentamente, ma inesorabilmente, il fossato [...] a lungo ha diviso la sinistra da questi [...] lasciate in mano alla Destra [...] storico profondo: quello che [...] dei cittadini a una comunità [...]. Qualcosa che ha a [...] con la democrazia e che è tutto [...] retorica nazionalistica contro cui la sinistra ha [...] un secolo. Perchè questa scissione si [...] è durata così a [...] perché vie-ne riassorbita oggi? Per [...] come Rosario Villari, il recupero di concetti [...] patriottismo da parte della sinistra (quella [...] riappacificazione con queste parole [...] mo-mento in cui si è dissolta ogni [...]. Professor Villari, iniziamo da [...]. Sinistra e patriottismo sono [...] separati in casa. [...] «È difficile individuare con esat-tezza [...] momento in cui questa scis-sione, che è innegabile, è [...]. In parte credo che sia [...] una rea-zione [...] strumentale e [...] retorica che il fascismo ha [...] di patria. Ma non cre-do che [...] momento origi-nario della scissione. Penso che la separazione [...] alla nascita del movimento nazionali-sta e quindi [...] patria e del sentimento di na-zionalità che [...] operaio e alla concreta pratica di solidarietà [...]. Malgrado [...] teorico generale che so-vrapponeva [...] classe a quella di nazione, Marx ed Engels [...] ai movimenti nazionali [...]. Insomma non [...] un rigetto nei confronti del [...] di nazionalità. Se dun-que si vuole [...] iniziale io lo vedrei nel nazionali-smo, cioè [...] patriottismo liberale [...]. Que-sto ha portato, nella [...] misconoscimento molto grave [...] del sentimento di na-zione, [...] non ha avuto solo [...] ha contribuito alla definizione [...] dei popoli. Persino il concetto di [...] origini, è stato legata a quello di [...]. /// [...] /// Persi-no le prime forme di [...] della base politica, che si realizzano [...] delle monarchie assolute, so-no legate [...] di nazione. Tenia-mo conto che il [...] livelli che non sono in contra-sto [...] con [...]. Io ne vedo al-meno [...]. Uno è il patriottismo [...] al luogo di nasci-ta. Poi [...] il patriottismo legato ai singoli [...] (ad esempio quello sabaudo, toscano, [...]. E poi [...] che abbraccia tutta [...] della lin-gua italiana. Questi tre livelli sono convissuti [...] corso [...] stati fattori importanti. /// [...] /// Ma [...] fu un recupero di patriottismo [...] «Durante la resistenza, malgrado tutta [...] sottovalutazione della sini-stra sul tema, ci fu una esplosione [...] patriottismo. Fu un elemento fon-damentale [...] dalla storiografia sul periodo. È chiaro che durante [...] stati momenti di sbandamento e di incertezza: [...] devono avere dei punti di riferimento istituzionali [...] terribile che ha investito lo stato italiano [...] e la conseguente sconfitta ha avuto un [...] sul terre-no dei sentimenti. Ma ogni volta che [...] elemento sponta-neo di ricostruzione, questo senti-mento, il [...] fuori. La storiografia di sinistra, in-vece, [...] fatto [...] di [...] la resistenza e [...] elementi. E [...] stata quasi [...] pretesa di identificare la resi-stenza [...] comunismo o col Pci. Hanno quindi pesato negativa-mente [...] la visione, a lungo prevalen-te, della resistenza [...] della permanenza degli elementi [...] re-pubblica sorta dalla guerra di libera-zione, la [...] della nazionalità e del pa-triottismo nella seconda [...]. Ma [...] è avvenuto tutto questo? «Questo [...] avvenuto anche per-chè non [...] stata per molti anni nel [...] comunista italiano una non sufficiente chiarezza sul [...]. /// [...] /// Come era del resto nelle [...] formulazioni originarie. Il patriottismo era connesso con [...] di una comunità, di una comu-ne appartenenza, di un [...] ge-nerale che comprendeva tutti. Se si usa in questo [...] il [...] è un fatto fondamentale e [...]. /// [...] /// Perchè [...] di nazionalità si presta a [...] uso [...]. /// [...] /// Quanto più forte si [...] uni-versale, tanto più questa idea della patria [...] riacquistare for-za». Questo recupero non è [...]. Questo recupero ri-guarda quella [...] più sin-cerità ha riconquistato e accettato [...] della universalità della demo-crazia. Poichè la sinistra [...] politico, si spiega perché [...] di patria non ha messo radici profonde. Mi ricordo che di questo [...] a lungo con Enrico [...] morte. Lui era alla vigilia [...] in Germania e io gli espone-vo la [...] nazione che si aveva in altri paesi [...]. Lui ascoltava e condivideva [...] che il Pci dovesse impegnarsi [...] molto [...]. /// [...] /// Si potrebbe dire che [...] dei grandi concetti. Pensiamo al socia-lismo: [...] più bella e umana [...] Poi nel suo nome si sono fatte cose [...]. Così anche [...] di patria ha una potenzialità [...] e una ne-gativa. Quella positiva è grande [...]. Senza un sentimento di [...] si sente sper-so». /// [...] /// Con conseguenze disastrose. Non si deve temere [...] patria, ma come [...]. [...] «Europa e concetto di [...] ossia non retorico, non sono affatto in [...]. [...] non annullerà le diffe-renze, che [...] il sale della terra. Se la civiltà europea, [...] è stata quello che è stata, lo [...] alla straordinaria ricchezza [...]. Bruno Miserendino ARCHIVI La [...] Nazione Così la vedeva Rousseau La prima elaborazione del [...] in senso moderno, nasce tra il Sette-cento [...]. Ne anti-cipò, [...] i valori politici ( [...] ge-nerale di un [...] «defini-to») [...]. /// [...] /// E poi gli scrittori romantici [...] sotto-linearono [...] di [...] linguistica e cultura-le, in cui [...] avrebbe ri-scoperto le proprie radici, da contrapporre [...] cosmopolita del razio-nalismo illuminista. Ma fu soprattutto nel [...] che [...] di nazione si diffuse [...] mettere solide ra-dici. E questo avvenne per [...] fran-cese da parte dei popoli che in [...] erano oppressi [...] sia per reazione [...] imperiale napoleonica (in Svizzera, [...] Spagna, [...] Ger-mania, in Russia). Fu così che il fiorire [...] radici della singole nazioni caratterizzò tutto il [...] seco-lo. Dopo il 1815 [...] di na-zione divenne un vero [...] pro-prio ideale da costruire e non solo una tradizione [...] difen-dere. In Italia e in Germania [...] raggiunse il suo cul-mine e prese piede [...] , in particolar modo [...] e nelle regio-ni sottoposte al dominio [...]. Un Inno nato per [...] Genova Era il 1847: a Genova si [...]. Accanto [...] Nino Bixio per le [...] vedere un poeta po-co più ventenne, dalla [...] dalla capiglia-tura corvina. Fu proprio in quel [...] speran-ze e di ideali che il giovane [...] le parole (mu-sicate da Novaro) [...] più famoso della penisola. [...] ma è passata alla sto-ria [...] il suo nome. Mameli poeta, dunque ma [...]. [...] del [...] anniversa-rio della cacciata degli [...] il tricolore che era vie-tato [...] al vento e capeg-giare la dimostrazione per il rito [...] mortaio della [...]. [...] seguì Garibaldi a Roma [...] ode per la patria [...] si rivol-geva al [...] dopo la fuga [...] «Al Campido-glio il [...] Dica la gran pa-rola». Tricolore simbolo di indipendenza, [...] La bandiera italiana è una va-riante del tricolore [...] venne sostituito il verde, [...] il simboli-smo massonico ripreso dai giacobini, rappresentava [...] dei di-ritti di natura: [...]. Nel 1796 Napoleone ne approvò [...] per le regioni lombarde e italiane. Il tricolore era considerato [...] indipen-denza e [...]. Fu adottata nel 1797 dalla [...] e dalla Cisalpina. Il tricolore era, da [...] da altri orizzontal-mente. Nel 1802, per volere [...] Melzi, la bandiera cambiò: divenne quadrata con [...] in tre quadrati racchiusi [...]. La forma originaria riapparve [...]. [...] della Giovine Italia e fu [...] in America da Gari-baldi. Nel biennio 1848-49, infine, [...] gli stati italiani in cui sorsero [...]. Non è più un [...] «È [...] ritorno al senso originale e positivo di [...] Parla lo storico Rosario Villari In una stampa [...] Mille a Marsala sotto il bombardamento delle [...] La sinistra si riappropria del sentimento di nazione Tre [...] confronto per capire perché si torna a [...] di identità nazionale Ma «patriottismo» fa rima [...] Marcello Veneziani: «Grazie leghisti», Massimo [...] «In Italia questo valore [...] esistito», Mario [...] «Parlerei di senso dello Stato» ROMA. Chi ha paura del tricolore? O meglio, chi [...] dimenticato e ri-mosso? Ora che [...] Camera ha appro-vato una proposta di legge per [...] permanente della bandiera [...] il dibattito su quella sorta [...] zona grigia della coscienza di un paese che storici [...] intellettuali non hanno mai smesso di porre sul [...] alla ricerca della [...] identità nazionale. E, dunque, chi aveva [...] La sinistra, il cui [...] differenza della destra, mai o quasi mai [...] parola Pa-tria? Per Massimo [...] filosofo e sindaco di Venezia, [...] Nord-est sferzato dal malessere secessionista, queste distinzioni [...] «I valori della Patria in realtà non [...] stati. Anche per la destra [...]. Una effettiva identità nazionale [...]. E io penso che [...] fin tanto che non saremo una Repubblica [...] un contesto europeo forte». [...] del tricolore (scelta sa-lutata [...] Camon su questo giornale) lascia [...] «totalmente indifferente», perché il [...] avviso, non è quello di fare un [...] più italiani, la porta [...] na-zionale passa per il [...] soprattutto a destra ancora ve-dono invece come [...]. I colpevoli della scarsa [...] li individua risalendo la Sto-ria [...] Ottocento. E butta là la [...] un «Risor-gimento che ha bruciato la [...] una regione di questo [...] parte a scapito delle altre e in [...] il Mezzogiorno». [...] fa una battuta: «Se [...] Risorgimento [...] stato [...] inve-ce che cavouriano forse. E se la prende anche [...] «un [...] che ha sputtanato [...] di [...] nazionale [...] diventare un cattivissimo mito di [...] pestifera destra, certamente non un buon [...]. Se la mancata riforma [...] colpevole dello scarso senso di identità nazionale, [...] di destra come Marcello Vene-ziani, invece, -e [...] presente [...] abissale differen-za tra federalismo [...] addirittura «ringraziare i le-ghisti e quegli otto [...] Serenissima [...] oggi ci ritroviamo il tricolore». So-no stati [...] del diavolo che ci [...] riparlare di identità nazionale, grazie proprio al [...]. Veneziani non ha dubbi: [...] di questa legge per [...] del tricolore è [...] positiva, il mio è, dunque, [...] giudi-zio che prescinde [...] politica di chi queste cose [...] porta [...]. Su questa vicenda, piutto-sto, Veneziani [...] delusione [...] avuta dalla destra che «dovrebbe [...] più sensibile ai temi [...] nazionale e che invece ha [...] con tifosa, faziosa insofferenza que-sta scelta». Ma [...] «faziosità -ag-giunge -io la trovo [...] centrosinistra, [...] piuttosto sorprendente, perché se una [...] del genere [...] fatta magari il governo Berlusconi [...] gridato subito alla cosa [...]. Per esempio, [...] di Camon mi [...] io sono [...] per carità ma, insisto, se [...] fatto Berlusconi! Ora su quali basi [...] Marcello Veneziani senza enfasi sostiene che «occorre [...] iden-tità italiana, non vergognarci più di essere [...] di un moderato orgoglio, di una moderata [...]. E il federalismo? [...] sto, ma a patto che [...] fattori di comunità non siano in antagonismo [...]. Patria è una parola che, [...] de-cisamente non piace a [...] di sinistra come Mario [...] «non uso mai il termine Patria, non mi appartiene e provo anche un certo fastidio. Il problema «della Nazione [...] -dice [...] -quello della Patria è [...]. La Na-zione è un organismo [...] e so-ciale, una collettività con una Storia che sta [...] moderna. Io preferirei parlare di [...] e quindi di recupero [...] Stato. Queste bandiere affisse non [...] suscitino grande entusia-smo». Semmai è proprio in [...] è ritenuto un no-stro difetto che [...] vede un pre-gio: «Una [...] ita-liani è proprio quella di non avere [...] anche perché siamo un [...] che in [...] nel passato anche su [...] cosmopolitica. Il movi-mento operaio si è [...] su [...] internazionalistica, il mondo [...]. Tutte cose sempre lontane [...] patriottarda. E poi quando penso ai [...] con [...] di [...] mi dico sempre: meno male [...] so-no italiano! /// [...] /// E poi quando penso ai [...] con [...] di [...] mi dico sempre: meno male [...] so-no italiano! (0) (0) ![]()
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