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Della grande riforma organica [...] cooperazio-ne allo sviluppo promessa in pompa magna [...] molte tracce. Come ha affermato la [...] ge-nerale delle Organizzazioni non governative [...] ita-liane di sviluppo, siamo [...] una «impostazio-ne del tutto ragionieristica» del testo, [...] sapu-to cogliere le istanze di in-novazione provenienti [...] coraggiosa del mondo della cooperazione, [...] ad una opera-zione legislativa [...] fatta. Bisogna infatti ricordare che [...] del governo Prodi, la riforma [...] legge 49 del 1987 sulla cooperazione era stata indicata [...] una priorità [...] esecuti-vo, ed «entro il 1997» [...] stata addirittura promessa a più riprese [...] parlamentare della nuova legge. Il risultato, bisogna [...] è piuttosto scarso: [...] politica sta nel fatto [...] Prodi, invece di approfittare del clima di [...] domanda di riforma profonda della coo-perazione esistente [...] avanzati della società civile e delle [...] e della situazione creata [...] su [...] per fare «tabula rasa» [...] dando nuovo impul-so politico e programmati-co alla [...] Sud del mondo, ha preferi-to appiattirsi su [...] continuismo dettata dal mi-nistero del Tesoro e [...] del ministero degli Esteri. I limi-ti politici [...] go-vernativo alla -cosiddetta -riforma [...] simbolicamente tutti nel titolo del disegno di [...] «Disciplina [...] Pub-blico allo Sviluppo». Non si tratta di farne [...] questio-ne filologica, ma fa una cer-ta impressione notare che [...] titolo del testo scompa-re la «riforma della politica di [...] allo svilup-po». Parole che lasciano il [...]. Bisogna ammettere che il [...] dotare il no-stro paese di una organica [...] a disciplinare [...] Pubblico allo Svilup-po come [...] a politiche decise altrove, in particolare in [...] Unione europea e di Ocse. Il tutto [...] di una dotazione finanziaria che [...] pone tra gli ultimi paesi [...] in ter-mini di percentuale di Pil consacrata agli interventi nel Sud del mondo. Sempre per rimanere nella [...] così significa-tivo a mio avviso, ritengo che [...] «pubblico» allo svi-luppo rappresenti [...] una retrocessione nella concezione stessa della cooperazione: [...] stato detto che la nuova legge avrebbe [...] speciale», fonda-mentale, per i soggetti non governativi, [...] cooperazione, intesi nel senso più largo del [...]. Si tratta delle piccole [...] delle uni-versità, delle [...] del mon-do economico e [...] che, se si vuole dav-vero favorire fenomeni [...] nel Sud del mondo, vanno ovvia-mente coinvolte [...] cooperazione. Non a caso la [...] si gioca sulla [...] ca-pacità di coinvolgere inve-stimenti [...] Sud. [...] questo approccio nel di-segno [...] E non mi si venga a dire che [...] al solo «artico-lo 1» che «la presente [...] del go-verno e il sostegno alle ini-ziative [...] e del volontariato, volte a favorire relazioni [...] comunità locali italiane e quelle dei paesi [...] una convinzione che non appare altrove. Usando sempre le parole [...] bisogna invece dire che [...] «uno svili-mento delle varie attività protagoniste della [...] esse [...] associazioni o Enti lo-cali, [...] enti ammissibili ad un even-tuale cofinanziamento. Vie-ne quindi depotenziata [...] e ridotto il ruolo della [...] civile, relegan-do una moltitudine di sog-getti ad entità che [...] nella migliore delle ipotesi, una gestione pro-gettuale [...] allo sviluppo». Non una parola -neanche una! Il fatto stesso che [...] legge [...] (per favore, non [...] «riforma della cooperazio-ne») sia [...] 22 dicembre 1997, tra le «Varie» [...] del gior-no del Consiglio [...] dice lunga. Se [...] una cosa che invece carat-terizza [...] il testo del 22 dicembre 1997 è la pervasiva [...] del mi-nistero del Tesoro, che, guardiano delle finanze pubbliche, [...] ogni am-bito di gestione [...] ita-liano, in una misura mai [...] prima. Fa una certa im-pressione, [...] 2 che persino «gli indirizzi generali [...] sono definiti ogni tre [...] Consiglio dei mini-stri, su proposta del mini-stro degli Affari [...] concerto con il ministro del Tesoro, del Bilancio [...] Programmazione economi-ca». Il testo è [...] proposta [...] in cui spicca il [...] del Tesoro persino [...] gestionale della nuova «Agenzia [...] Svi-luppo» a cui viene conferito lo statuto di [...] ha sede a Roma». INSOMMA, tornando ad una analisi [...] del provvedimento legislati-vo, ci si rende conto che non [...] affatto di fronte ad [...] ma solo ad un nuovo [...] squisitamente [...] di fon-di da [...]. [...] di [...] essere la proposta attorno alla [...] far ruotare ogni ipo-tesi di riforma parlamentare [...] bisogna dire che si sta [...] un risultato di [...]. A questo punto acquista [...] che il Parlamento vorrà [...] e soprattutto con-terà la [...] le [...] e le associazioni della [...] rilanciare un com-promesso che si annuncia in-sufficiente. PASQUALE CASCELLA «Ben venga [...] corresponsabilità con il comuni-smo realizzato, ma attenzione [...] liquidare in poche battute di condanna o [...] storia tragica, comples-sa e ancora incompiuta, prescin-dendo [...] di un vero progetto riformatore». Bruno Trentin prova a [...] dei valori fonda-mentali» che ha segnato il [...] democratica fino ad oggi, davanti alla prova [...] aggregazione della [...]. Nel suo ufficio alla [...] uno degli ultimi «eretici» [...] davanti alla tragedia dei carri armati sovietici [...] Buda-pest, [...] il «giustificazio-nismo» di partito, non accampa primati [...]. Mentre questa discussio-ne va [...] una op-portunità per il futuro». [...] «Discutiamo consapevolmente, e fino [...] valori di liber-tà che per la sinistra [...] di partenza e il punto di arrivo». La responsabilità della sinistra, [...] solo verso la dege-nerazione del comunismo realiz-zato, [...] «Credo sia giusto non solo rico-noscere che [...] si siano creati disastri nelle tante società [...] è tentato di realizzare il modello comunista, [...] di capire le radi-ci di fenomeni comuni [...] e movimenti che non han-no avuto assolutamente [...] quei crimini. Perché a fronte delle [...] tutto scomparse che segnano il nostro debito [...] di morti, [...] il ruolo delle forze [...] grandi battaglie di libertà che hanno se-gnato [...] dei limiti e degli orrori del comu-nismo». Si può considerare [...] vissuta dalla [...] nel vivo di que-sti [...] specchio sia delle contraddizioni sia delle [...] «Questo è stato -ed [...] cruciale per costruire la neces-saria mediazione fra [...] società e [...] a un progetto politico [...]. Soprattutto negli anni della [...] comunista di consolidare le proprie posizioni in [...] di transizione verso la conquista del potere, [...] di tentare di go-vernare [...] entrando in quella che Nenni [...] di ingenuità ma con [...] dei [...]. Tutto questo nella [...] veniva quotidianamente messo in [...] di comprende-re le spinte più dinamiche e [...] nascevano dal conflitto sociale. Per questa ragio-ne [...] si formarono tanto dei [...] dei sociali-sti eretici». Socialisti eretici rispetto ai [...] ai due par-titi della sinistra o [...] della [...] «Eresia rispetto alla cultura [...] parte della sinistra, non solo comunista, disinteressa-ta [...] emergevano dal cuore del conflitto sociale. Personalmente ho imparato da [...] Fernando San-ti, che rivendicava le sue origini [...] a demi-stificare un riformismo usato -co-me oggi, [...] tutte le sal-se. Era Santi a ripeterci di [...] più trovato le tracce di [...] cultura riformista dopo il falli-mento dei tentativi [...] nel primo centrosinistra, di una [...] che incidesse sulle strut-ture economiche e sulla organiz-zazione della [...]. È questa comune «eresia» che [...] a Giuseppe Di Vittorio di distinguere la posizione della [...] da quella del Pci nel [...] sui [...] «Non si trattò certamente di [...] compromesso. Del resto, Di Vitto-rio aveva [...] due anni prima av-viato [...] che ancora oggi, credo, offre [...] prezioso per un ripensamento fecondo [...] comunista e an-che di una [...] della stessa so-cialdemocrazia. Penso, innanzi-tutto, al piano [...]. [...] «È vero, ci fu [...] di Togliatti, ma Di Vitto-rio andò ben [...] di un progetto riformatore in cui il [...] ruolo di protagonista politico (oggi si di-rebbe [...] autono-mo), che usciva dai limiti, assu-meva interlocutori [...] concezione sostanzial-mente monolitica non solo del partito [...] società. [...] che questo [...] ven-ne condannato da tutti [...] qualche modo egemonizzati dai partiti comunisti. Ma anche sindacati di [...] quello inglese e persino quello tedesco, considera-rono [...] una domanda di tipo politico». Una autonomia messa, però, [...] nello scontro [...]. O la dolorosa ritirata [...] Di Vittorio [...] sovietico in Ungheria («Vi-di [...] ha ri-cordato Giolitti) è da [...] ri-scattata dalla battaglia, al [...] Pci, per il superamento della cinghia di trasmissione [...] «Tutto si tiene: anche contra-stando la teoria [...] trasmissione, in [...] terri-bile, Di Vittorio mette [...] male oscuro della sinistra, in ter-mini che [...] possono risultare più provocanti del con-teggio delle [...] il co-munismo realizzato continuava a macchiarsi in [...]. Non bastava la denuncia del [...] della personalità per non [...] era [...] pas-seggio della stessa gerarchia di [...]. Verso una realpolitik che ri-fiutava, [...] dico la rottura con [...] (impensabile), almeno il ri-conoscimento del [...]. Per-ché questo metteva in [...] quello che si chiama-va il mondo comunista. /// [...] /// Per-ché questo metteva in [...] quello che si chiama-va il mondo comunista. (0) (0) ![]()
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