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Una coincidenza? Forse no: [...] un nuovo «classicismo» americano. Ecco perché Sidney [...] e Dorothy [...] In [...] and [...]. A destra, autoritratto di [...] «Ero in treno, con [...] metallici, con quei clangori che sono spesso [...] compositore. Spesso avverto della musica [...] stessa dei rumori. Ed improvvisamente sentii -anzi, [...] su carta [...] costruzione della rapsodia, [...] alla fine. Non mi vennero in [...] ma lavorai su quel materiale tematico che [...] mente e cercai di concepire il lavoro [...]. Lo avvertivo come una sorta [...] caleidoscopio musicale [...] del nostro vasto mailing [...] del nostro ; inimitabile spirito [...] del nostro blues, della nostra follia metropolitana». Cosi scriveva nel 1924 George Gershwin. Nel 1994 [...] in Blue compie [...]. Due anniversari che in [...] si sovrappongono. Perché, se vogliamo, tutto [...] 1924, quando per la prima volta nella [...] americana, la già da tempo fiorente tradizione [...] in qualche modo legittimata, fagocitata, diventando parte [...] cultura che si accingeva a espandersi e [...] nel male -a predominare lungo tutto [...] del secolo. [...] sincretismi si apprestavano [...] a loro volta vita ad una molteplicità [...] popolari e commerciali, che oggi non sono [...] parte integrante della nostra esistenza culturale. La Rapsodia in blu [...] eclatante quella società multirazziale che allora sembrava [...] forte dei benefici del cosiddetto [...]. Oggi come ieri, [...] di questo affascinante (e [...] capolavoro fa balzare, vivida, [...] di [...] scomparsa, gioiosa e drammatica [...]. Nelle note di Gershwin [...] drammatica e folle [...] de [...] quello iato che, tra [...] Prima guerra mondiale e [...] della Depressione, vide [...] dare vita a nuove [...]. In quelle note ritroviamo [...] hanno creato i miti contemporanei di [...] rumorosa e silente, di [...] gioiosa, ora cupamente alienata, fedelmente ritratta non [...] rurali di Norman [...] ma nelle desolate tele, [...] questa storia della . [...] In Blue» di Gershwin, [...] contemporanea uscita di un ed antologico In [...] del rock [...] a modo loro I [...] grande musicista, Iniziamo una serie di articoli [...] racconteremo la musica in modo -si spera [...]. Abbiamo Intitolato questa serie [...]. Avremmo potuto, con un po' [...] snobismo, [...] incroci. Perché [...] è quello di documentare II [...] cui I generi musicali si Incrociano, si [...] e si Influenzano [...] con [...]. Infatti, in questi articoli, [...] musicisti famosi, ma visti da [...] insolita, volutamente parziale, ma [...] . Vi parleremo di Kurt [...] di [...] -ma anche di Verdi [...] Wagner, del punk e della musica elettronica. Lungo questo [...] ci accompagnerà anche oltre [...] -scopriremo, si spera, dei territori sonori Insoliti, [...] Impareremo [...] ascoltare In modo diverso delle musiche apparentemente [...]. La partenza, appunto, è [...] celeberrima [...] di Gershwin, che compie [...] che è sicuramente un [...] un incrocio decisivo, Il [...] In cui la musica bianca e la musica [...] Incontrano e si contaminano per la prima volta. Nel lontano 1924. [...] Edward Hopper. [...] stupefacente e stupefatta, che [...] delle pagine di Francis Scott Fitzgerald e Cari Van [...]. C'è già, nel lavoro [...] Gershwin, [...] malinconica ed [...] voglia di vivere di [...] Grande [...] mal a scavare, forse [...] trovare, in qualche angolo di questi profetici [...] ricuciti fra di loro con straordinaria maestria, [...] fisica e morale di A sangue freddo. Tutto ebbe inizio, il [...] con un trafiletto apparso su di una [...] New York Tribune, in cui si annunciava che [...] non molto Paul [...] (celeberrimo direttore [...] in campo popolare) avrebbe [...] dedicata a [...] allora pressoché sconosciuta, che [...] americana colta, o [...]. Lo stesso trafiletto anticipava [...] «George Gershwin è al lavoro su di [...] Irving Berlin sta scrivendo un poema sinfonico [...] Victor Herbert sta approntando una suite americana». Curioso trafiletto: Gershwin non [...] era al lavoro su alcun concerto jazz. Chi conosceva il mondo [...] poteva non rimanere perplesso sulla notizia che [...] Berlin, [...] di straordinaria levatura e di sconfinato talento, [...] tutto [...] a Bon [...] In onore del maestro [...] fa «colto» ROBERTO [...] issà, forse dovrebbe scattare [...] allarme rosso (una sirena? un antifurto?) ogni [...] rock si mette in testa di omaggiare [...] musica colta. E una spiaggia, quella, [...] innumerevoli relitti, ed [...] un disastro che ha [...] spiegazione: ogni tanto il rock si dimentica [...] «dal basso» e cerca legittimazioni «in alto» [...] al massimo e se va bene, qualche [...] spalle. Ancor più anomalo è [...] recente album di tributo a George Gershwin [...] per la produzione di George Martin [...] quello dei Beatles). Anomalo per vari motivi, [...] per il fatto che Gershwin non fu [...] «classico», ma semmai uno strepitoso autore di [...] come erano, in definitiva, musical come [...] o arabeschi [...] come [...] in blue. Altra anomalia, anche questa [...] il disco celebri Gershwin, ma sia realizzato [...] per festeggiare Larry Adler, [...] insigne che ha appena [...]. Due piccioni con una fava, [...] per una superproduzione con i fiocchi. Le voci, ad esempio, cioè [...] interpreti lanciati [...] sono alcuni tra i più [...] nomi in circolazione. C'è Peter Gabriel che [...] da applausi, motivo poi [...] dal sax di Courtney Pine che ricama [...] centrale. Cher ed Elvis Costello (lei [...] benissimo [...] so; lui [...] me) offrono forse le prove [...] ma se la cava egregiamente anche Sinead [...] con My [...]. Forse si dovrebbe continuare con [...] dei nomi e delle canzoni, ma dare voti a [...] e a quello non [...] di molto la valutazione di [...] lavoro concepito con il duplice intento di celebrare un [...] indiscusso del [...] e far fare al pop [...] elegante [...] a mettere una nota su [...] figuriamoci un intero poema sinfonico. Gershwin, contrariamente alle previsioni, fu [...] dalla lettura [...] sul New York [...] pur senza alcuna scadenza, si [...] al lavoro. Nel giro di pochi [...] quotidiano annunciava che il concerto anticipato da [...] si sarebbe svolto di [...] un mese, il 12 febbraio. Una stesura velocissima Il [...] era un problema per un autore come Gershwin, [...] un talento compositivo fuori del comune; lo [...] che lo stesso Gershwin -non possedendo uria [...]. Tale compito fu affidato [...] Ferde [...] un abilissimo e raffinato [...] in cui il compositore [...] padre, due fratelli ed una sorella, in [...] a volte solo su di un vero [...] portò a termine [...]. [...] al contempo di [...] che iniziava, dopo la Prima [...] a guardare oltre i propri confini, che [...] modo darsi [...] culturale autonoma. Nessuno ha avuto il [...] vero e proprio Taj [...] della cultura americana del XX Secolo. /// [...] /// Per [...] non solo la sala [...] persino il marciapiedi. /// [...] /// Ma ecco che [...] letteralmente si eleva un [...] musicale, uno slide) affidato al clarinetto: una [...] note che rimane nella memoria e che [...] ci riporta ad [...] che forse è stata [...] necessario ma che, attraverso [...] in Blue, riceve una [...] consacrazione. Verso II crollo di [...] non solo Gershwin -come [...] magistralmente [...] mitizzata che volteggiava. Per la prima volta, [...] gli Stati Uniti possono vantare un unico [...] non da poco per [...] sino ad allora, con non pochi complessi [...] vissuta a rimorchio della grande tradizione europea [...] barlumi di originalità. Gershwin non solo offre un [...] musicale colto [...] egli indica una via originale [...] percorrere. [...] in Blue È uno tra [...] primi, grandi frutti del moderno nazionalismo culturale americano, e [...] è la prima a porsi [...] aperta relazione con [...] spettro del mitico [...] poi americano: le sue ambiguità [...] le ambiguità della cultura americana, non meno delle sue [...]. I lavori di Gershwin [...] di elementi culturalmente estranei tradi loro, che [...] pur mantenendo intatte e [...] caratteristiche. Con [...] in Blue non si [...] corrispettivo musicale dei [...] the [...] Fitzgerald: essa non ritrae [...] Grande [...] né [...] metropolitana, né [...] decadenza dei tasi tycoon. Piuttosto, è il primo [...] fare uso di un gergo ideato come [...] slang che è anche e soprattutto un [...] a tutti gli americani. [...] in Blue è, inoltre, [...] passo che la cultura americana compie verso [...] culturale [...]. Senza il contributo fondamentale [...] negli anni Venti già andava imponendosi come [...] devastante originalità e di insuperabile capacità espressiva, [...] perderebbe di senso. Da [...] in Blue in poi [...] riceve una legittimazione che [...] non era certo necessaria [...] non a caso, affermava: «Del XX Secolo verrà ricordata una sola cosa: il jazz»), [...] avrebbe mancato di avere un suo peso, [...] ad esempio, in cui i brillanti intellettuali [...] Renaissance tendevano a preferire [...] saltino verso il pubblico colto che lo [...]. Va latto, [...] il nome di [...] (canta [...] work [...] you can gel it). [...] presenti nel disco con [...] me, oppure la grinta fuori [...] di Bon [...] long [...] been [...] on) accompagnato dalla chitarra di Richie [...] rovinano forse un po' [...] patinato, ma ci vuol altro [...] rendere un buon servizio, oltre che a Gershwin, anche [...]. Va detto, del resto, [...] è tutt'altro che facile, perché la musica [...] Gershwin [...] pensi alla prima inquadratura di Manhattan, di Woody [...] dove il clarinetto che [...] in blue è una [...] è moderna di per sé, piegata sul [...] grande tradizione del musicai americano, per cui [...] difficile sul serio. In più, la logica [...] chiaramente quella del tributo, il che complica [...] ecco qualche nome «di cassetta» per il [...] (Robert Palmer, Lisa [...] ed ecco anche spuntare Larry Adler [...] ogni dove, quando dovrebbe e anche, spiace [...] armonica risulta un po' [...] di maniera. Nulla da dire, invece, [...] sia bianche (quella di Ka-te [...] in The man I [...] Adams in [...] You). Alla fine, un prodotto [...] riesce (forse) [...] di ricordare il grande Gershwin, [...] certo in quello di fare un favore [...] al rock. Peccato, perchè al rock, [...] Gershwin aveva già fatto un regalo grande come [...] furibonda versione di [...] che cantò con rabbia [...] Janis [...]. Ecco: quello fu un [...] un classico riletto magistralmente dal rock. Ma [...] sta il punto: riletto; [...] modo freddo e ineccepibile. È paradossale, certamente, che [...] progressivo indebitamento della cultura musicale accademica americana [...] jazz sia stato un autore sino ad [...] a [...] attraverso quella [...] Royal Orchestra di Paul [...] che, seppur brillantemente, tendeva [...] volgarizzazione dei valori musicali [...] in funzione di una [...] prevalentemente di consumo. E non è meno [...] illustrare le potenzialità di quella cultura musicale [...] da oltre un ventennio stava conducendo una [...] portata, fosse un artista ebreo il cui [...] era di rendere anche il jazz parte [...]. E dopo, a Hollywood! E la vita stessa [...] Gershwin, [...] di immigrati poverissimi approdato ai fasti ed [...] prima, e di Hollywood [...] delle fiabesche versioni dello stesso mutevole, ingannevole, [...] Sogno Americano. Bisognerà aspettare lo spietato [...] da West Side Story prima che. /// [...] /// Bisognerà aspettare lo spietato [...] da West Side Story prima che. (0) (0) ![]()
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