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Un pregiudizio interessato, condiviso [...] Thomas Mann e dal liberismo attuale. Fin dalla [...] prima presentazione al pubblico italiano [...] volume «Categorie [...] (il Mulino) è del 1988, [...] del pensiero impolitico «Oltre la [...] (Bruno Mondadori) è del 1996 -la prospettiva [...] è stata nettamente distinta da [...] le forme di [...] in circolazione. [...] non ha nulla a [...] qualsiasi atteggiamento di critica della politica a [...] «valore» che questa avrebbe tradito -come pensava [...] Thomas Mann «impolitico» -, ma ha il senso di [...] riflessione sulla politica diversa da tutte le [...] filosofia politica. Non a caso gli [...] di «impolitico» si riferisce, da Benjamin a Bataille, [...] Broch a Canetti, da Hannah Arendt a Simone [...] non sono filosofi politici [...] scrittori situati [...] di varie discipline. È proprio a questa [...] si deve la loro capacità di rovesciare [...] della politica -potere, autorità, sovranità, rivoluzione -sul [...] impensato, e più carico di potenzialità. È, al contrario, proprio [...] moderna di genesi [...] che, concependo [...] in maniera alternativa rispetto [...] a svuotarsi del proprio contenuto (che è [...] tra interessi e valori contrapposti) o a [...] di un atteggiamento puramente tecnico, attento solamente [...] tra mezzi e fini. Esso «funziona» solo nella [...] venga abolita qualsiasi dinamica innovativa -e prima [...] sostanziale di progetto e di programma tra [...] dalla stessa consapevolezza che ciò che può [...] massimo, chi temporaneamente gestisce la macchina, ma [...] funzionamento puramente [...]. È contro questa situazione [...] del politico su se stesso che «reagisce» [...]. Come? Da un lato [...] critica su questo esito [...] politica moderna. [...] facendo risuonare [...] di ciò che essa non [...] né può essere: non un utopico [...] o una populistica [...] ma il rovescio del politico, [...] ombra o il suo silenzio. Ciò che il sistema [...] parla una lingua che esso non conosce. Vale a dire: la [...] le sue forme, i flussi di comunicazione [...] dominio [...] le grammatiche del desiderio, [...] le singolarità inassimilabili. Ma soprattutto: le grandi [...] che resistono alla loro riduzione tecnica: la [...] al suo appiattimento liberale, la comunità che [...] perversione [...] la giustizia che resiste [...] giuridica. Tutto ciò, insomma, che [...] sporge dalla scatola, tecnicamente necessaria, di un [...]. Roberto Esposito Ma [...] anche [...] e non è quello di Mann IL [...] CORPORATO. Bizzarra la pretesa di [...] e Larizza di in-serire [...] nella Carta costituzionale. Intanto bi-sognerebbe mutare [...]. In un am-bito, la [...] Costituzio-ne, dove la Bicamerale non può entra-re. /// [...] /// Lì la «concertazione» ci [...]. Ma a condizione di [...] a contrattare, per legge, fisco, fi-nanziaria e [...]. Il che è assur-do. /// [...] /// Perché [...] le rappresentan-ze particolari, mutando [...] di associazioni private. E questo sì che sarebbe [...] di stato! Invece il sinda-cato deve [...]. Proprio per [...] contrattare e concertare. E anche per [...] promuovere, in autonomia, par-tecipazione [...] dei redditi sul piano generale. /// [...] /// Pertanto un esito possibile [...] e semplice fia-sco». Bel menagramo davvero questo Sartori! Sì, fa il profeta [...]. Non senza lesinare a Prodi [...] buoni consigli. Ma per [...] ruzzolare, Bicamerale inclusa. E poi dire: «Avete [...]. Ieri [...] sul «Corriere» suggeriva: bisogna [...] Rifondazione e fare un «go-verno di minoranza». Ah sì? E poi [...] più quelli del Polo? Mandereb-bero tutto a [...] e [...] compresi. Esito molto probabile sarebbero [...]. Oppure un governo di [...] Fini ringalluzzito. È que-sto che vuole Sartori, [...] ha la politica in gran dispitto? I PECCATI DI VIANO. Una vera inte-merata quella [...] Carlo Augusto Viano, sul «Corriere» di domenica. Contro re-lativismo e «chiacchiera [...]. E non si salva [...]. Gli Editori Riuniti ristampano, [...] un grande testo: il [...] e Marx» di Galvano [...] Volpe [...]. Grande, perché fu un [...] la «legalità de-mocratica» sul marxismo. Sebbene poi nel testo [...] sia an-cora [...] minor», a fronte della [...]. Ma il revisioni-smo di Della Volpe [...] si fermò lì. Dieci anni più tardi Galvano [...] «Costituzione [...] (la no-stra). E di «socialdemocrazia dinami-ca», [...] sinistra. Non male, no? Viviamo in [...] prevalentemente [...]. La politica non sembra [...] stima, né suscitare molto interesse. Abbiamo per esem-pio letto, [...] diritto di voto ai sedicenni, di ragazzi [...] risposto che il provvedimento non sarebbe op-portuno, [...] dire, i giova-nissimi di oggi si disinteressano [...] addirittura non la disprezzano. Si tratta di un atteggia-mento [...] che nuovo, e ricor-rente. Benedetto Croce lo ha [...]. Noi vorremmo cercare di riconsi-derare [...] e so-prattutto [...] al di là delle sue [...] più im-mediate (la politica è una cosa poco pulita, [...] politici pensano [...] ecc. E cominciano col tentare [...] politica: chia-miamo politica tutto ciò che concer-ne [...] una comunità co-sciente e organizzata, governo di [...] della co-munità (politica interna), governo dei rapporti [...] con altre comunità (politica estera). Ora, a ben vedere, [...] nasce dal presupposto che la [...] sa go-vernarsi da sé perché ha in sé una [...] razionalità, e che [...] e piuttosto a danno che [...]. In questo senso la [...] di [...] è quella illuministica, [...] la politica classica, di [...] qualcosa di irrazionale e [...] le guerre, tra le [...] detestabili sono le guerre di religione. [...] guerra ragionevole è la feconda [...]. [...] governare il meno possibile, deve [...] ad amministrare e a legiferare in conformità con le [...]. È superfluo dire che questa [...] era in sostanza la politica della [...] principi illuminati furono [...] che alieni dalla politica in [...] classico. [...] di questa [...] (il Conte zio, don Gonzalo), [...] politiche. [...] è dunque [...] di una politica diversa da [...]. [...] forma storica di [...] è quella degli scrittori contrari [...] rivoluzione francese, che [...] combattono una illecita interferenza della [...] ma questa volta [...]. [...] idolo polemico è il politico [...] e riformatore, che vuole so-vrapporre a una [...] convalidata da lunghissima espe-rienza, una [...] diversa razionali-tà, la razionalità delle nuove costitu-zioni [...] individuale, anziché a quelli di [...] razionalità precostituita e [...] armonicamente. Burke è il grande [...] atteggiamen-to. Atteggiamento che ritroviamo, per [...] «Considerazioni [...] quale considera «politica», in [...] politica democratica, che si contrappone alla politica [...]. Mann considera non «politico», ma [...] e [...] il famoso discorso di [...] a proposito [...] te-desca del Belgio. Ancora dunque due politiche [...] di-verse, quella aristocratica, tedesca, con una certa [...] quella democratica, francese, [...] (la politica della «civilizza-zione»). [...] si definisce liberale e [...] della società di contro agli arbìtri dello [...] espansiva, generosa, questo chiu-so, dissipatore, tendenzialmente tirannico. Sembra di ripercorrere gli [...]. /// [...] /// Mentre [...] è progetto ed è legislazione [...] e in-somma fiducia nella ragione, gli odierni [...] elaborano mo-tivi opposti. Pesiamo soprattutto a [...]. Quello che [...] teme di più è [...] è [...] legislativo che finisce per [...] di legislazione, essa sì razionale, operante nella [...] impersonalmen-te, attraverso gli individui certa-mente, ma anche [...]. Il legislatore dunque non [...] ma piutto-sto deve adeguarsi a questa razio-nalità [...]. Da Carte-sio in poi [...] voluto troppo, ha troppo presunto di sé. Ritornano dunque gli accenti [...] Burke, [...] di [...] di Savi-gny e della [...]. Ora è curioso che [...] definisce [...] con riferimento a Hegel, [...] a Marx, perché hanno [...] delle leggi storiche sicure e quindi di [...] esse conformi con con-seguenze tiranniche, ed è [...] perché individua una più profonda ragione storica, [...] dalla sapienza di moltissime generazioni e il [...] è la società degli ineguali, della operosità [...] della gioia di vi-vere. In questo senso la [...] storicismo di Hegel ecc. Le rivoluzioni sono il [...] abuso della ragione. Da un punto di [...] di fronte a una sorta di rivolu-zione [...]. Kant ha avuto tor-to [...] senza [...] con Burke, Hegel ha [...] polemizzare con Gu-stav Hugo, con Savigny, con [...]. E Kant e Hegel [...] nei loro giudizi sulla rivoluzione francese. Sono Burke e i [...] che han-no meglio interpretato il mondo moderno. Da un punto di [...] politico e della pro-paganda politica, tutto questo [...] è stato chiamato il «pensiero unico», unico [...]. Secondo il quale il Mer-cato [...] una [...] intrinseca bontà e la nozione [...] di giustizia socia-le è insussistente, perché presup-porrebbe una autorità [...] il che è incompatibile con le società aperte. Non è «ingiusto» che [...] ricchezza generi dei poveri, come non è [...] siano colpiti da malattia e altri godano [...]. E poi la fortuna [...] povero di oggi può essere il ricco [...]. Non solo, ma il [...] un benefattore. La politica non deve [...] processo, deve semmai [...] lo svolgimento. Che questa propaganda sia [...] di Calandrino è ovvio, ma è anche [...] è oggi prevalente. Il suo discorso è [...] e la [...] sostanza era stata commentata [...] Rousseau [...] seconda parte del «Discorso sulla disuguaglian-za». Ma per la cultura [...] rife-riamo, Rousseau è il più eminente dei [...]. Francesco Valentini Thomas Mann [...] Ecco i testi chiave [...] Ecco alcuni brevi riferimenti bibliografici su politica e [...]. Benedetto Croce, «Frammenti di Etica»: XXX VI, «Il disinteressamento per la cosa pubblica»; XXX VII, [...] politica»; XXX VIII, «La [...] politica», in «Etica e Politica», Laterza, Bari [...]. Voltaire, «Lettere filosofiche», in «Scritti [...] Utet 1964. Denis Diderot, «Voci politiche [...] in «Scritti politici», Utet 1967. Edmund Burke, «Riflessioni sulla [...] «Scritti politici», Utet 1963. I, Utet 1963. /// [...] /// Savigny, «La polemica sulla [...] Ed. Thomas Mann, «Considerazioni di [...] De Donato, Bari 1967. Immanuel Kant, «Sul detto [...] essere giusto in teoria, ma non vale [...] in «Scritti di storia, politica e diritto», Laterza, [...] 1995. Friedrich Hegel, «Lineamenti di Filosofia [...] ai paragrafi: 3 e annotazione; 211 annotazione; [...] nota. Friedrich Hegel, «Lezioni sulla [...]. IV, Nuova Italia, Firenze [...]. Jean [...] Rousseau, «Discorso [...] e i fondamenti della [...] «Scritti politici», [...]. I, Laterza, Bari 1971. Presentata ieri la Storia del [...] indiano della [...] Quella filosofia «Veda» tesa [...] che seguiva la stessa rotta [...] radice. Dal sanscrito [...] Veda e al greco [...] «scienza», nel primo caso; «vede-re» [...] con gli occhi della mente, dunque sapere), nel secondo. [...] linguistica che riman-da ad affinità [...] generali. Di rap-porto col reale, [...]. Di filo-sofia, dunque. [...] questa, che balza fuori con [...] scor-rendo la corposa opera multime-diale Il pensiero indiano: sette [...] ciascuno con una monogra-fia e una videocassetta di [...] circa. [...] indagine a tappeto su un [...] di pensiero poco noto agli occidentali, in cui si [...] cimenta-ti [...] Enciclopedia ita-liana [...] italiano per gli studi filosofici [...] la Rai edu-cational multimedia. E che ieri è [...] nel salone delle conferenze della Rai. Con introduzione del padrone [...] presidente Rai Enzo Sicilia-no, breve illustrazione del [...] Rita Levi Montalcini, relazioni [...] Giovanni Pugliese Carratelli, direttore [...] per gli studi filosofici, Vin-cenzo Cappelletti, [...] della [...] e Renato [...] ideatore [...] che ha richiesto tre [...] in col-laborazione con i principali stu-diosi della [...] Charles [...] a Michel [...]. Parte dalle origini della [...] dal Veda; e, in un alternarsi di [...] pas-sa in rassegna il sapere vedico, le [...] la ri-forma religiosa del buddhismo, i vari [...] sono de-dicati due volumi) per terminare con [...] caposcuola [...] VIII secolo del [...] «la fine dei Ve-da», [...]. Veda come [...]. E filosofia in-diana che, [...] ricorda quella greca, madre del pensiero occidentale. Perché identici sono i punti [...] partenza, ha spiegato Pu-gliese Carratelli: [...] re-ligioso, il contrasto tra finito [...] in-finito, cioè [...] tra una natura umana limitata [...] il suo sentire più intimo. Contrasti che nella Grecia classica [...] solu-zione [...] indifferenziato, [...] di Parmenide. [...] del tutto campeggia anche [...] invisibile agli occhi imperfetti degli uomini, le [...] simili a un sogno. Identici gli orientamenti di fon-do: [...] opposizioni [...]. Identici certi percorsi: quasi [...] rivoluzionaria speculazione buddhista e, in Gre-cia, [...] pitagorico. Non sempre identici gli [...]. E me-no accessibile, meno [...] filosofico indiano. Forse, come ha detto Cappelletti, [...] è mancata la polis, cioè il dialogo, [...] delle idee. Rimaste in India appan-naggio [...] a rende-re oscuro, per soli iniziati, il [...]. /// [...] /// Rimaste in India appan-naggio [...] a rende-re oscuro, per soli iniziati, il [...]. (0) (0) ![]()
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