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Cultura e Spettacoli A [...] «quel» 7 novembre La perestrojka di [...] apre molti interrogativi anche [...]. In [...] lo storico Roy Medvedev sostiene [...] ne rimane lo spirito e soprattutto alcune idee di [...] MOSCA. La cìllà è addobbata per [...] lesta. Come sempre gli striscioni [...] d'ordine del partito e I ritratti di Lenin [...] stesso tempo, a ricordare ai moscoviti [...] della grande Rivoluzione [...] e gli obiettivi dei [...]. Ma non si respira pia [...] trionfalistica di una volta. Da quando [...] al potere, e con [...] intensità, tutto viene continuamente rimesso in discussione. La storia sovietica viene passata [...] con una carica critica che [...] ha eguali. Ma per ora la [...] Rivoluzione, [...] di nascita del nuovo Stato [...] uscire, nel complesso, indenne da questo «processo» [...]. Toccherà ora anche [...] losso» del 1917 subire la [...] sorte? Roy Medvedev, storico dissidente ai tempi di Breznev [...] adesso deputato al Congresso del [...] crede allatto che il 1917 [...] una data da dimenticate. Arai, ritiene che molti [...] rivoluzionari vadano utilizzati anche oggi, [...] della «rivoluzione nella rivoluzione! Questo tuttavia non sarebbe [...] dice, Come, negli anni della [...] depressione negli Usa e della [...]. [...] paragonata ài compleanno di ognuno [...] noi. [...] nasce, poi nel cono [...] non solo In termini di età, cambiano [...] vedute, le sue convinzioni, cambia il paese [...] gli amici, gli ambienti. Ma fileggia comunque II [...]. Certamente il nostra paese oggi [...] molto diverso da come [...] concepito [...] del [...]. Non abbiamo realizzato gli obiettivi [...] si erano prefissi i [...] nel [...] non abbiamo edificato né la [...] comunista che volevamo costruite, né abbiamo ancora [...] completamente la società socialista. Ora nessuno [...] pia di questa rivoluzione mondiale. Eppure il nostro [...] mutato. Quella di [...] ti [...] uh [...] nuovo, [...] Sovietica. Era fatto in un [...] anni Veliti, era diverso negli anni Trenta, [...] anni Quaranta, completamente [...] oggi. La nostra crescita ha [...] fasi diverse: e stata contraddittoria, difficile, dolorosa. Spesso siamo andati ora [...]. Ma la Rivoluzione [...] rimane lo stesso il [...] del nostro Stato che sarà celebrato còme [...] e la gente che ha creato 11 [...] Stato [...] ricordata come quella che ha cambiato il [...] del nostro paese e, in ultima analisi, [...] non [...]. Ma anche [...] plebea, russa, incompiuta, tradita. È possibile, mentre una [...] là Russia, parlare di quei dieci sconvolgenti [...] di poi che rimane pur sempre -e [...] respinta [...] formula che lo condanna [...] Utile per ricavare ammaestramenti dal passato. Senno è ragione critica, [...]. Che si possa parlare [...] indubbio. E non solo pensando [...] Russia. Lo Stato nato [...] è diventato un modello [...] uomini, un progetto concreto di ordine mondiale, [...] mondo unificato. E poi è diventato [...] Stati, «blocco», campo». Nessun altro Stato ha [...] tanto nel secolo che sta per chiudersi. Del resto cosi forte [...] presenza [...] che oggi, mentre la [...] ha dato il via si sta chiudendo, [...] con trepidazione a quel grande vuoto Che [...]. E c'è persino chi [...] si possa ancora pensare alla possibilità di [...] ora che: [...] nata [...] è scomparsa e la [...] capo della [...] impone confini tanto stretti [...] conflitti sociali e alla dialetti-ca politica. Che fare allora? Prendere [...] fallimento idi un progetto? La parola fallimento [...] impropria ma anche [...] perché avalla [...] che si sia di [...] di inconcepibile, dì imprevedibile. Ci trattiene [...] di un modo di pensare [...]. Come se per riprendere [...] guardare indietro e ritornare [...] delie vecchie certezze. Tuttavia proprio alla presa [...] che un processo si è [...] bisogna partire chiarendo intanto [...] si paria non. Certo la perestrojka può [...] fare di tutto perché ciò non avvenga. Ma se si guarda, [...] guardare, al socialismo sovietico come ad una [...] organizzazione della società e ad una precisa [...] -un certo ruolo attribuito [...] Stato [...] al partito unico di Stato -è inevitabile [...] che la vicenda si è chiusa. Il fallimento è già [...]. [...] ha detto a suo [...] Berlinguer [...] che altre dovevano essere le strade da [...] per dare continuità allo stesso Ottobre. Bisogna dunque prendere davvero sul [...] quel che a Mosca, a Budapest, a Varsavia, a Berlino si dice ADRIANO [...] fa guardando alla perestrójka [...] una rivoluzione. Il [...] non è riformabile, e [...]. Su questo punto occorre [...] anche per non guardare alla perestrojka Come [...] ancora ad un mondo [...] un possibile nuòvo modello [...]. La perestrojka non nasce [...] nuòvo volto del comunismo, un nuòvo partito [...]. Martelli agita lo spettro [...] non sa uscire dai moduli vecchi, dalla [...]. Non coglie che la [...] stessa [...] socialista è qualcosa da [...]. Ma la questione del [...] non esiste. Bisogna su questo tema [...] che pensa, e. Ma perché cosi sono [...] Stalin, si dice. /// [...] /// La rivoluzione [...] in Occidente si chiude [...] diventa Stato (il «modello» appunto) ma insieme [...] (e viene sospinta a cer-care il sito [...] stòria nazionale russa, nelle forme [...] zarista), A poco a [...] russa; diventa cosi sempre meno [...] e internazionalistica, e anche, [...] più [...]. Ma il dato iniziale, quello [...] rivoluzione sociale che elimina [...] class)-e [...] di unificare il mondo, rimane. Spinte e controspinte si [...] di più. Ed ecco nei quadro il [...] di tante forze comuniste, [...] socialiste; ; [...] pa ove [...] fallita nel 1914 non c'è [...] e avanza il fascismo, a scelte drammatiche. /// [...] /// Certo, dopo la seconda [...] mondiate, quella linea e quella [...] dovuto essere messe in discussione. C'è stato chi lo [...] è stato giusto ricordare nei giórni scorsi Valdo Magnani [...] solo perché è tornato, alla fine, nel Pei, [...] per quel suo gesto di rottura, isolato [...] anticipatore). Il problema evidentemente non [...] è davvero però quello di [...] Martelli per fare [...] di [...]. Cóme dimenticare che persino Tito, [...] Stalin, ha continuato a lungo a parlare [...]. Ma torniamo alla rivoluzione [...]. Stalin e Io stalinismo [...]. Ma Soltanto questo? Sono cose note, certo, [...] tutto assurdo sa-rebbe colpevolizzare» la storia. Stalin è stato anche [...] divorzio fra [...] di socialismo e quella [...] caratterizzato Lenin, e con Lenin la cultura [...] solo comunista (quanto pluralismo [...] degli anni 20 e [...]. Stalin non è stato insomma [...] una rottura con la fase precedente, una deviazione dal [...] leninista! [...] nasce il problema non [...] ma di quello fra [...] Febbraio e quella di Ottobre. Se [...] che [...] qualcosa di fondamentale impónendo [...] corso dei tutto nuovo, essa nello stesso [...] sottratto a quella di Febbraio qualcosa di [...] fondamentale e alla lunga decisivo. Fra la primavera e [...] nella Russia e nelle regioni [...] aveva incominciato a formarsi [...] attraverso la presa di coscienza dei vari [...] della società della loro autonomia rispetto allo Stato [...] conseguente necessità [...] a tutti diritti [...] adeguati. Penso sia giusto tornare [...] quel periodo. Non già perché il [...] di tornare a quel momento iniziale (anche [...] rivoluzione -e [...] sta la [...] ambiguità [...] al punto di partenza [...] ellittica) ma perché, anche [...] della rivoluzione russa, e delta tradizione comunista [...] tutta identificabile con lo stalinismo -va [...] filo rosso Che collèga [...] passato. Anche perché la storia [...] finita e il futuro è ancora in [...] da inventare. Ma» alla luce del [...] ci ancora di valido nella Rivoluzione [...] di utilizzabile In questa [...] cambiamenti? Dì quello che è successa nel [...] spirito della rivoluzione, cioè la volontà di [...]. Cosi come nel [...] 17 i rivoluzionari si [...] quello che [...] attorno a loro andava [...] essere trasformato in modo ri-voluzionario, cosi oggi [...] che mi circonda deve essere cambiato e [...] rivoluzionario. Non per mezzo di [...] naturalmente» bensì attraverso riforme rivoluzionarie, perché la [...] mi soddisfa. Credo che la creazione di [...] nuova società rivolta alla gente, [...] richieda spirito rivoluzionario per attuare [...] necessari cambiamenti. Perciò di quello che [...] nel [...]. Dei [...] conserverei molti ideali ai. Non sono forse stati [...] ma pure sono stati inculcati: ideali di [...] internazionalismo, idée di umanesimo, che erano insite [...] quelli che fecero la rivoluzione». [...] da un lato, critica il [...] viceversa, trae lezioni dal passato. Perché, da un lato, [...] ne denunciamo gli errori e, [...] ripristiniamo quello che avevano [...] e, perché no, anche [...]. Insomma voglio dire che [...] un processo contraddittorio di distruzione e di [...] che è successo nel passato, [...] certamente vuole arrivare, [...] del passato -e non [...] ma tutta la società [...] tutto ciò che non corrisponde alle nostre [...] riforma rivo-luzionaria, sul! Ma voglio aggiùngere che nel [...] anche molte idee [...] pluralismo, idee che possono [...] sere definite [...]. Idee [...] culturale, politico ed economico che [...] essere riprese. Anche questo, è il [...]. Ma per [...] portante di questa struttura [...] plano, è da cambiare o no? Non [...] ho qualche difficoltà a rispondere precisamente. Ma certamente noi dobbiamo, [...] creare il mercato, e [...] dobbiamo consertare gli aspetti [...]. Anche nei paesi capitalistici [...] abbraccia tutta [...] del paese. Cosi anche in Urss bisogna [...] la parte positiva delia pianificazione. Non una pianificazione per [...] che fissa degli obiettivi, flessibile, che possa [...] è necessario. [...] dobbiamo creare il mercato, che [...] e regolerà il piano. Cioè il piano non [...] quello che era prima, una direttiva rigida [...] Stalin, legge. Il piano deve essere [...] calcolo [...] il quale non si [...] in un paese come il nostro; perché [...] noni è privata. In sostanza non si [...] meno né dei piano né del mercato. Come trovare la giusta [...] Neanche [...] nostri economisti più insigni sono riusciti a [...]. [...] ha paragonato la crisi che [...] attraversando [...] a [...] degli anni Trenta, [...] della [...] depressione» e ha detto che [...] Sovietica ha le ritorte economiche e morali per [...] fuori, come appunto fecero gli Usa con [...] È anche lei cosi ottimista? Anch'io penso che, in fondo, la nostra economia [...] si trovi in una situazione, [...] disperata da non [...] superare le difficoltà con le [...] forze. Certo, se il nostro [...] il Giappone o come [...] o come la Nigeria [...]. Ma disponiamo di colossali ricchezze [...] colossali risorse [...] turali. Perciò non penso [...] si trovi in una situate [...] disperata. /// [...] /// Non [...] con gli anni delta [...] d con gli anni [...] La tante non ci sarà. [...] le difficoltà ci sono, foia [...] ha [...] capacità per uscire. II móndo non [...]. Forse, non basterà un [...] . Devó" [...] giungere però una condii ne: [...] politica, [...] non è esclùsa. Ma [...] politica non farà altro ché [...] la situazione [...] ogni caso; dopo, sarà molto [...] difficile uscire [...] economica. Del [...] mo [...] Il rivolgimento politico [...] successo in quel paese noli [...] ma ha data [...] nuovo govèrno che è alfe [...] i vècchi [...] domanda, prò-fessor Medvedev. Che [...] pensa? No, non la penso [...]. [...] lo vorrebbe tanto, [...] io penso che. Certamente, co? me ha [...] in lisa, il comunismo [...] una speranza. Come [...] permarrà, ma [...] come [...] del comunismo, non [...] morto adesso e non morirà [...] futuro. Noi stiamo [...] appunto una società socialista, non [...] an-dando [...] il [...]. [...] non possiamo [...] ci, verso il [...]. [...] ché non ne abbiamo più [...] dice che [...] la Polonia deve passare dalla [...] a quella capitalista» [...] ciò non avverrà [...] in; Polonia. Nei [...] comunque, è dei [...] possibile. /// [...] /// Nei [...] comunque, è dei [...] possibile. (0) (0) ![]()
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