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Ho dovuto farmi prestare [...]. A farsi prestare la [...] radio, è il professor Giorgio Candeloro. Grandi orecchie «per ascoltare [...]. Occhi luccicanti dietro le lenti [...] «per leggere meglio». /// [...] /// Il Giorgio Candeloro ha concluso, [...] volume, la [...] una storia del nostro paese [...] alla nascita della Repubblica. Rapporto città campagna, [...] diversità, Nord e Sud: ecco come è nata ed è «cresciuta» [...] che segue un grandioso disegno [...] dello studio di chi, per [...] di [...] ha scritto la storia d'Italia. Storia d'Italia dal [...] alla fondazione della Repubblica [...] della ricostruzione. Oggi slamo [...] e ultimo volume [...]. Una trattazione unitaria. In tempi di microstoria [...]. Dal momento che le [...] biancheria intima nel Canavese, oppure sul numero [...]. Sorride, il professore, saggiamente. Lui ha realizzato una [...] tempi di scontri furibondi tra Vecchia e Nuova Storiografia. Basta che non diventi una [...]. Ci sono processi [...] e altri di grande lentezza. La tecnologia, mettiamo, viaggia [...] capacità umana di adattarsi. Risale a un milione [...]. /// [...] /// Lo storico non può [...]. Ai tempi lenti e [...]. Tuttavia si meraviglierà, avrà [...] di paura. Nato a Bologna nel [...] «Sono [...] io», convinto, negli anni giovanili, di [...] essere gentiliano in filosofia [...] storia, durante la Resistenza Candeloro aderì alle [...] Giustizia e Libertà. Nel [...] dopo la crisi del Partito [...] entra nel Pei. Ci entra [...] tempo. Ha un riso allegro, [...]. Il cuore, comunque. Conosce gli storici comunisti; [...]. Ma qualcuno non li [...] dimenticato «i proletari senza rivoluzione»? «Eppure hanno [...] movimento operaio. Anche delle classi dirigenti, [...]. Però bisogna pur [...] anche di loro». Solo, non si deve [...] degli umili. Candeloro non [...] mai occultata. Comincia, dunque, a scrivere [...]. In rapporto con la [...] Feltrinelli. Il legame non si è [...] interrotto. Lo influenzano fortemente i «Quaderni [...] di Gramsci, pubblicati fra il [...] e il [...]. La questione della riforma [...] contadini: il nodo di [...] che non conobbe un [...]. Un partito che, in Francia, [...] rivendicazioni contadine, trasformò radicalmente le campagne. [...] di «giacobinismo» nel partito [...] sul futuro sviluppo [...]. Soltanto una miserabile legge [...] con il risultato che «1 contadini oggi [...] i contadini e gli addetti in agricoltura [...]. La disoccupazione intellettuale al Sud [...]. Gente che dalla scuola impara [...] e cose inutili». La questione meridionale, certo, [...]. Da quel lontano [...]. /// [...] /// Nella tradizione del socialismo [...] il mondo bracciantile e in parte mezzadrile. Adesso i partiti di [...] loro base nei ceti piccolo-borghesi, negli operai. Ha cambiato faccia non [...] meridionale. /// [...] /// A suo modo, una rivoluzione. /// [...] /// Tuttavia, alcune caratteristiche ereditate [...] vanno dimenticate. Candeloro non le ha [...]. Il suo proposito, fin [...] di verificare entro quali limiti [...] sia diventata un paese [...] quelli occidentali». D'altronde, questo nostro paese, se [...] al continente europeo, rientra [...] è una [...] anche nel mondo mediterraneo. Nel passato un paese [...] mentre la [...] classe dominante, cittadina, era [...]. Caratterizzato da un accentuato frazionamento [...] che si accompagnò fra il [...] e il [...] con il dominio straniero. Quando la situazione comincia [...] sviluppo economico è senza linfa, se confrontato [...] della Francia del nord, [...]. Fino alla metà del Settecento. Allora si crea una [...] tra elementi progressisti: Dio salvi i nostri [...]. Avanza «la politica delle [...]. Candeloro parte da queste [...]. Deciso a verificare, appunto, [...] in paese moderno, a struttura capitalistica e [...] sia avvenuta) di uno stato unitario nazionale. [...] la soluzione sarà di compromesso. Per [...] paese dalle forti diversità, [...] migliore «una soluzione di tipo federale». /// [...] /// Invece si ebbe un [...]. Per di più, dal [...] amministrativo, imitando la Francia napoleonica. Allesso lo storico è [...]. Ci aggiunge, quinto capitolo [...] considerazioni finali. Per riprendere tutta la [...] svolgimento di alcune relazioni (tra diversità e [...] e campagna, tra Nord e Sud)». Per aiutare 11 lettore. Un ponte che si [...]. [...] per lui, era e [...] sul fatti». Così da ottenere un [...] e analitico. Per amore dei fatti [...]. Perché «le considerazioni vengono [...]. In [...] una tiratura assai elevata. Del volumi si saranno [...] comprendendoci le edizioni economiche. Molti giovani si formeranno [...] di [...] di liceo che, vinto [...] a insegnare Storia del Risorgimento [...] di Pisa. Molti giovani legati a questo [...] militante. Succede spesso per gli [...] «E indubbio che in Italia il rinnovamento è [...] forze politiche. D'altronde, la nostra storiografia [...] segno di profonda politicizzazione fin dal Settecento». Le considerazioni finali hanno osservazioni [...] sugli ultimi [...] anni. Soprattutto ne tratteggiano lo [...] politico. Un discorso che si [...] della democrazia. Con la [...] prevalenza assoluta e la [...] potere». Negli anni Settanta, anzi [...] degli anni Settanta, [...] è diventata, in linea [...] paese moderno. Nel senso che 1 [...] (uno sviluppo tecnologico che, se non controllato, [...] alla rovina), sono ormai comuni a quelli [...]. Così per la disoccupazione, [...] distruzione della natura, gli attentati [...] il pericolo di guerra [...] solo il caso italiano. Si estendono ad ogni [...] il profitto, unicamente il profitto, a imporre [...]. Naturalmente il caso italiano [...] e anche vistose contraddizioni. Nel Mezzogiorno una crescita avvenuta [...] ritardo. [...] della criminalità organizzata «oggi [...] queste espressioni». Nella società una democrazia troppo [...] alle forze politiche organizzate. Il Pei meno degli [...]. Sta più attento». Che sia anche «merito» [...] professor Candeloro ha terminato la [...] impresa. Cercando di capire cosa [...] Italia. Senza dimenticare «gli uomini [...] soffrono e lottano per una vita migliore». Ci voleva questa dedizione [...] militante per riuscirci. Letizia [...] Camon Una donna di [...] Michela, un marito, una figlia, [...] «la malattia»: [...] e [...] di vivere. Di Michela Ferdinando Camon. /// [...] /// Motivo unificante, la difficoltà [...] di una femminilità, oggettivamente e soggettivamente, dipendente. Michela è appunto «la [...]. In lei «c'è questo [...] del binario, del filo, del cordone ombelicale. /// [...] /// [...] della caduta, dello sprofondamento. Analogamente, Michela ama le stazioni [...] dove c'è sempre gente, e ama 11 telefono, nel [...] cerca le voci di possibili interferenze. Sempre e comunque, i [...]. Ma è soprattutto verso Come [...] dramma della dipendenza? Lo racconta nel suo [...] Ferdinando Camon E allora Michela si chiuse in [...] Michela sente il bisogno del collegamento, del [...]. Più si allontana da [...] a dormire in albergo, e più -sta [...]. Dice al suo analista: -È [...]. /// [...] /// Michela paragona il modo [...] il marito fa [...] con lei. E «quando ha zampillato. Michela prende coscienza, a [...] di questa [...] dipendenza subita con dolore, [...]. Si rende [...] quanto la vita di una [...] sia condizionata [...] e dalle scelte [...]. La donna «è un [...] insomma. Anche [...] per una metrorragia. E il punto più [...]. Fino a questo momento [...] Michela non volesse essere se stessa: se [...] non entra nella [...] classe, se fa un [...] il suo treno». Ma proprio da questo [...] il suo processo di liberazione. Questa estrema violenza alla [...] fa capire che deve tagliare i fili, [...] e alla fine bruciare i quaderni su [...] analista ha registrato le numerose sedute. Camon costruisce questo suo [...] e finezza, [...] la materia angosciosa con [...] privo di ironia. Egli rappresenta in particolare [...] specificità femminile che tende ad affermarsi non [...] la società dei maschi, come corpo estraneo [...]. Michela scopre che la [...] difficoltà di guarigione deriva proprio da quella [...] confronti del marito, dello stesso psicoanalista, e [...] generale. Anche [...] che prova ad un [...] lui è soltanto una ricerca di risarcimenti, [...] dipendenza, che alla fine liquiderà con tutto [...]. Ma alla fine Michela [...] problematica di una linea di resistenza passiva, [...] e di reale disinteresse. Lo scontro con i [...] è perduto e non vaie neppure la [...]. Le donne seno [...] cosa, sono una diversità costretta [...] vivere dentro una normalità maschile. Non resta allora che [...] ma potenziando al massimo la vita interna, [...] di questa diversità. Prende corpo e forma in [...] attraverso Michela, un ideale microcosmo femminile, con una [...] logica. La donna dei fili [...] il ciclo aperto dalla Malattia chiamata uomo [...] paziente in analisi era appunto un uomo [...] una [...] sostanziale [...] la nevrosi personale come [...] della storia. La donna dei fili [...] perciò, la ricerca di una guarigione al [...] storia. In sostanza, sembra dire Camon, [...] la storia fatta dai maschi porta soltanto il male, [...] donna non può che dichiarare una [...] assoluta estraneità, [...] distanza. Il suo ritrarsi insomma, [...] stesso constatazione amara di una impossibile vittoria, [...] di condanna. [...] Carlo Ferretti Una singolare [...] Ravenna cerca un percorso dagli anni Trenta alla [...] Da Mar ondi a [...] nel nome della qualità Mario Caroli. E ci ha proposto [...] maniera meno tranquillante possibile [...] in una mostra che, [...] approccio, sembra un museo impazzito, abituati come [...] a catalogare, a selezionare per correnti, affinità [...] insomma il panorama più ordinato per evitare [...] percorso della contemporaneità. Certo, sulle prime è [...] idee, soprattutto perche è in noi ben [...] a »schedare» senza confusioni [...] del nostro secolo. Quella proposta da Spadoni [...] visione simultanea come se appunto tutto il [...] Avanguardie storiche, dalle Neo-Avanguardie ea infine dalle [...] ci venisse squadernato davanti [...] dirompente, magari anche polemica, che le opere [...] con sé nel momento in cui furono [...] indubbiamente si era ormai stemperata, se non [...]. Spadoni invece ha fatto [...] di Fausto [...] con quello di Piero Gilardi [...] un [...] sacco» di Burri (nella [...] «Materiali [...] la «Fontana» di Marcel [...] e oltraggioso orinatoio capovolto, [...] con [...] orrore, orrore! /// [...] /// Boccioni sta con Man Ray [...] De Chirico, e [...] e Guttuso e perfino Paolini [...] Mariani (il quale ultimo, accanto a quelli, [...] risulta il più deboluccio, [...] di fiato corto) nella sezione [...] e [...] mentre nella sezione [...] si trova Mirò con Picasso, [...] De [...] ma anche con [...] e vengono definite »Metafore [...] come ai [...] di GiacomettI come di Bacon, [...] Leoncino o di [...] come dì [...]. Su tutto dunque aleggia [...] che anzi nelle ricerche [...] non di rado rischia di farsi [...] fenice che, come avverte [...] sia ciascun lo dice / dove sia [...]. Il primo, delle teorie sulle [...] estetiche della produzione industriale formulate già alla fine [...] e [...] nel nostro secolo con la [...] mentre il secondo montava [...] in movimento del recupero [...] di azioni e oggetti quotidiani [...] categoria [...] o del rifiuto totale di [...] categoria. Èra il rifiuto [...] fare artistico che decretava [...] o conservava al massimo [...] eventuale possibilità di affidarsi [...] puro progetto per intraprendere il difficile viaggio [...] e degli elementi che compongono il fenomeno [...]. Se tutto dunque diventava [...] era arte, o meglio esisteva la possibilità [...] proprio corpo, era arte [...] sul territorio, «non» era [...] (anzi, [...] come veniva chiamato negli [...] Settanta) [...] perentoriamente che dal proprio prodotto doveva essere [...] estetico, con questo pur sempre riconfermandosi in [...] ea elitaria. E su questi problemi [...] fondata [...] artistica degli anni Settanta [...] un senso della crisi assai più generale [...] altre scienza e la società intera. Nei nostri anni pare [...] opposto, la crisi del [...] funzionato ora quasi in modo [...] recuperando alla sfera [...] a un suo nuovo [...] strumenti assunti prima in senso negativo. /// [...] /// Nei nostri anni pare [...] opposto, la crisi del [...] funzionato ora quasi in modo [...] recuperando alla sfera [...] a un suo nuovo [...] strumenti assunti prima in senso negativo. (0) (0) ![]()
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