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La prima uscita pubblica [...] a Milano: dalle parti degli infe-deli, come [...] delle missioni di fede in terre lontane [...]. Ma della feb-bre «secessionista» [...] Nord, [...] giorni del congresso leghi-sta, Oscar Luigi [...] ha evi-tato di parlare [...] parola ieri matti-na subito dopo il cardinal Mar-tini, [...] convegno dedicato al tema alto del rapporto [...] e la politica. E si sa bene [...] que-sta mancata sintonia, rileggen-do la storia [...] sta, secon-do [...] una spiegazione della radice [...] che si esprimono oggi nel fenomeno leghista. /// [...] /// Che risale, per esem-pio, [...] boom econo-mico, quando per le zone svan-taggiate [...] Pae-se, venne inventato il cosiddet-to «intervento straordinario». Che significò pioggia di [...] ritor-no in termini di rilancio socia-le. Che significò industrializza-zione senza [...] «cattedrali nel deserto», con le ciminiere al [...] e campanili. Il presidente non ha [...] di quegli imprenditori del Nord che sfruttarono [...] Cin-quanta e Sessanta la greppia della Cassa del Mezzogiorno; [...] in grisaglia che «ebbero tutto», ma nulla [...]. Ne è sortito da [...] commento stizzito e qualche imbarazzato scaricabarile (Lucchini: [...] faccia i nomi», Romiti: «Non [...] di noi, della Fiat»). Ma sono sotto gli [...] i guasti, anche ambien-tali, realizzati soprattutto dagli [...] petrol-chimici e [...]. E [...] poco prima di iniziare [...] presidenziale aveva guidato la Commissione di in-chiesta [...]. [...] in proposito, ha ab-bozzato quella [...] sembra una frase autocritica a nome di [...] gruppo dirigente del Paese per [...] politica» degli anni della Prima Repubblica: «anni faticosi», [...] che «ha ferito profondamente la [...] sul piano culturale». Ma [...] certamente non riguarda la figura [...] Pa-squale Saraceno, [...] economista cattolico che ispirò e [...] ai primi governi di centrosinistra la politica [...] straordinario. A lui, a Saraceno, [...] capo dello Stato, va, infatti, il merito [...] lo Stato si rimbocchi [...] il Mezzogiorno non risorge». Un grido [...] «di primis-simo ordine». Indicazione di fondo giusta, rovinata, [...] nella fase [...] «Saraceno affermò anche che il Mezzogiorno può risorgere solo grazie alle sue persone e ipotiz-zò [...] dello Stato nel momento patologico». Un in-tervento «indispensabile». È in seguito che [...] e la patologia è divenuta [...] normale. [...] «veramente patologica [...]. Ricordi che parlano [...]. Era nel conto qualche [...]. E [...] della mediazione da lui [...] Fossa e Prodi sulle 35 ore e [...] della Confindustria a Parma -ha perciò accuratamente [...] aspri di tante altre sue reprimende: subito [...] dei metodi [...] di [...] predatrice, ha perciò tirato [...] ha detto che «non biso-gna mettere» quella [...] i singoli, «sul banco degli imputati». E ha spiegato che [...] un paese di processi, ma di se-rena [...]. Parole sulle quali fiorisce una [...] di interpretazioni: [...] anche chi vi ha letto [...] critica a chi, co-me Prodi, ha lanciato [...] di [...] a quei sindaci che -ricevuti [...] Quiri-nale -avevano ricevuto da [...] ad essere «assillan-ti» sui temi [...] lavoro. Non sfugge, in ogni [...] coincidenza: lo stesso appello a [...] le maniche per il Mezzogiorno [...] il lavoro, che [...] ha ripreso ieri da [...] professor Sa-raceno è stato più volte in [...] capo dello Sta-to con ruvidi rimbrotti [...] di Palazzo [...]. Stavolta è scomparso il [...] è tornato a rifugiarsi, [...] ricordi del passato, legati alla [...] cin-quantennale esperienza di par-lamentare. Ecco Ezio Vanoni, un [...] uomo di governo negli anni della Ricostruzione: «Cercò [...] ricordare in Parla-mento il bisogno vitale che [...] rapporto di fiducia tra lo Stato e [...] i cittadi-ni e lo Stato». È questo, del «rapporto [...] tor-mentone ricorrente [...] fase della presidenza [...]. Un duplice, implicito, avverti-mento [...] agevol-mente leggere nelle parole di [...] alla classe imprendi-toriale perché [...] improntati [...] finanziario, prendere tutto per [...] al Mezzogiorno; alle forze di governo perché [...] meridionaliste. Niente «processi», [...]. Ma ci sono occasioni [...] le «serene constatazioni» possono avere [...] di una sferza: «fermarsi, [...] è il sommesso consi-glio che scende dal Colle [...] Quirinale. Vincenzo Vasile A 15 milioni [...] di povertà ROMA. Aumento in vista per [...] mentre parte un esperimento pilota nei comuni. Potrà infatti arrivare fino [...] annui il «reddito minimo di inserimento» per [...] da quattro persone (con due figli minori) [...] alcun altro tipo di reddito. Il calcolo è della Commissione [...] nei giorni scorsi ha consegnato ufficialmente al [...] Solidarietà sociale, Livia Turco, (che entro giugno [...] decreto applicativo) la proposta [...] pilota del contributo previsto [...] per le persone disagiate. [...] della Commissione [...] per le persone sole può [...] i 6 milioni annui (cinquecentomila lire mensili). Da Romiti a Fossa [...] chiamato in causa. E altri polemizzano «Sono [...] luogo» Gli imprenditori alzano le spalle Il [...] Repubblica Oscar Luigi [...] PARMA. Fossa lo liquida con [...] «Non si riferisce a noi». Più o meno lo [...] esprime Cesare Ro-miti in una pausa della [...] convegno di Confindustria. Dice Romiti: «Il capo [...] Stato [...] agli imprenditori del Nord di [...] trascurato il Mezzogior-no? Escludo [...] noi della Fiat». E prosegue: «Lo escludo [...] Sud, abbiamo 25 stabilimenti e 50. Dal primo giorno che [...] funziona-re hanno sempre funzionato e hanno sempre [...]. Tuttora nemmeno uno è [...] debbo escludere in maniera categori-ca e assoluta [...] a noi». Il presidente della Fiat, [...] il ri-chiamo di Oscar Luigi [...] contro gli sprechi. Basta che andiate a [...] a Termini Imere-se dove produciamo da 35 [...]. Al suo fianco [...] un enorme stabilimento che si [...] chimica del [...]. Beh, non è mai entrato [...] fun-zione. Per questo siamo [...] con [...] ma la Fiat è [...] cosa». Stenta a crede-re che [...] Stato abbia imputato agli in-dustriali del Nord [...] sfrutta-to gli incentivi per gli investi-menti al Sud [...] co-struire e dare in cambio. Non [...] nessuno che sia andato [...] Sud [...] costruire im-prese fantasma. Basti pensare agli imprenditori [...] Treviso [...] sono andati a Manfredo-nia, a quelli lombardi [...] Crotone. Non ci van-no certo [...] ma vanno lì per creare vere aziende [...] di lavoro. Quello che il presidente [...] Repubblica [...] detto non risponde al vero per quello [...]. Nessuno di noi ha [...] deserto». Interviene Luigi Siciliani, consiglie-re [...] Confindustria: «Sul Sud -dice -tutti fanno demagogia. Ma il Sud è una [...] seria e bi-sogna [...] con un progetto organico di [...] il Paese. Il Sud lo conoscono [...]. Io lo conosco e so [...] bisogna fare per [...] diven-tare una grande opportunità per [...] Paese. Le parole del presi-dente [...]. Nicola Tognana, presidente degli [...] Treviso, non entra nel merito delle pa-role di [...]. Si limita a ri-cordare [...] Manfredonia e Crotone si commentano da soli. Piutto-sto, dice, per creare [...] Sud [...] gallesi o irlandesi, «oc-corrono contratti [...]. Nemmeno [...] si riconosce nelle parole [...] Repubblica. Tante cattedrali nel deserto [...] era, presumibil-mente, in molti governi come ministro. Forse, in passato [...] stato quello sperpero che de-nuncia [...] presidente. Ma oggi quelle parole [...]. Non vorrei che, come [...] frasi del presidente del-la Repubblica fossero state [...]. Un rapido giro in [...] fastidio palpabile nei confronti [...] usci-ta presidenziale. Il Nord Est si [...]. Sono stati proprio loro, [...] a siglare uno degli accordi più significativi [...] tra Nord e Sud, rompendo una barriera [...]. I trevigiani, i bellunesi, [...] chiedono le ragioni di [...] così mirata. Gli emiliani preferiscono [...] correre. Ci sono già così [...] le 35 ore che sa-rebbe meglio non [...] al fuoco. [...] è inter-venuto per mediare [...] e il governo? Benissi-mo, fa parte del [...]. Ma dire cose non [...]. Finisce così la [...] di Parma. Con un altro motivo [...] dividersi. Andrea [...] Cesare Romiti. Noi abbiamo 25 stabilimenti [...] Sud [...] cinquantamila dipendenti». Il capogruppo [...] alla Camera replica seccamente [...] Ri: «Governa chi ha vinto le elezioni» Mussi [...] Dini: «Non si cambia maggioranza» «Sarebbe assurdo se [...] gettare [...] nelle braccia di Cossiga, [...] piccolo calcolo elettorale». Emma [...] molto negativa. Non [...] nessuno che sia andato per [...] imprese fantasma». /// [...] /// Fabio Mussi, concludendo la [...] Democratici [...] di Roma, quasi scandisce [...]. [...] su un «grande giornale» [...] Cor-riere [...] Sera) ha appena letto tre titoli, in [...]. Uno dice che Di-ni «strizza [...] a Cossiga» e alla [...] i cui voti potrebbero [...]. [...] quasi a pendant, dice che Buttiglio-ne i suoi [...] sulle sorti del governo, ora [...]. Mes-si [...] tre [...] sembrerebbe sul punto di esplodere. E, infatti, Mussi subito [...] è il momento di sottovalutare i segnali [...]. Però, a scanso di [...] posizione del più grande partito di maggioranza. Ne ha per tutti. Per Dini: «Sostituzione dei [...] Ri-fondazione? Noi abbiamo il dovere di essere semplici [...] vinto le elezioni. Cioè Ulivo più Di-ni [...] Rifondazione». [...] «Sa-rebbe assurdo se qualcuno, chiun-que [...] pensasse di gettare [...] nelle braccia di Cossiga, magari [...] un piccolo calcolo elettorale. /// [...] /// Poi, per Buttiglione solo una [...] in latino e una battuta: [...]. Una riflessione anche per Ri-fondazione: «Ad ottobre abbiamo [...] una linea risoluta: questa [...]. [...] resta valida». E se si dovesse [...] «si va davanti agli elettori senza il [...] perché si sfascia il [...]. Ipotesi che a Mussi [...] tanto che invita [...] a cogliere [...] del-la prossima Finanziaria per [...] patto con la maggio-ranza». E magari anche a [...] in più, fino a prendere di-rette [...] «alla pari» delle [...]. Per il Pds, dunque, [...] maggioranza. E [...] di Dini (che ha preso [...] mosse dal provvedimento sulle 35 ore, che, [...] sui piedi») non sembra preoccu-pare [...] di Rifondazione. Il segretario [...] si limita a dire: «Amputare [...] sarebbe un [...] non [...] le principali forze della [...]. Ancora più lapidario [...] come lui, deb-bono [...] chiaro che [...] al posto di Rifondazione significa [...] la fine di Prodi». /// [...] /// Alfonso Gianni, della segreteria [...] Rifondazione [...] parte le questioni di metodo: «Non mi [...] che un ministro attacchi con quella virulenza [...] è stato presentato dal suo governo») spiega [...] «È un segnale. Ma non è rivolto [...]. È la classica frase [...] perché suocera in-tenda». Insomma: Dini avrebbe mandato [...] Cossiga «che lui è pronto a fare [...]. /// [...] /// Un segnale e ba-sta, [...]. E se questa fosse [...] le 35 ore sarebbero solo un pretesto. Del resto lo stesso [...] nulla [...] nè tanto-meno i suoi giudizi [...] sulla riduzione [...] ha chiesto alla Confindustria di [...] parte le barricate. E le altre forze [...] I popolari non sembrano [...] dubbi. Il vice di Marini, Enrico Letta [...] che «nessuno deve modificare i pi-lastri su [...] una maggioran-za stabile». Quindi, no alla «politica [...] di [...] me-moria, comunque rielaborata. Se poi [...] vuole votare i provvedi-menti [...] ma quei voti -sostiene -devono essere «ag-giuntivi [...]. Qualcosa di un [...] con Rifondazione, ma [...] fondata sulla desistenza e il [...] al governo, da rinegoziare di volta in volta. Quindi quella verso Cossiga è [...] scettica, ma non [...] contra-ria». [...] di credito? Un altro dei [...] taglia cor-to: «Io dò un consiglio alla maggio-ranza: stare [...] larga da Cossiga. Tutto [...] che tocca distrugge. Vuol fare credere [...] disponi-bile a sostituire i voti [...] ma poi [...] filerebbe. /// [...] /// [...] battuta è dei verdi. A loro nome parla [...] senatori, Maurizio Pieroni: «Un atteggia-mento trasformista come [...] da Dini sono convinto che, lungi dal [...] allo scalpitio di [...] lo incoraggi. E non vorrei [...] questo [...]. /// [...] /// E non vorrei [...] questo [...]. (0) (0) ![]()
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