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Dalle segrete gallerie [...] dal recinto inquie-to dei [...] ci-ma ventosa delle emozioni adulte, ma poi [...] solitaria dei testi, dalla pe-nombra sospesa dei [...] della modernità, insomma [...] com-mercio con la vita, [...] un mare un diluvio di parole per Mario Scaccia, [...] fra i nostri maggiori. Plauto e Ariosto, Shakespeare [...] Aristofane e Ionesco, Beckett [...] Molière, [...] e Petrolini, e tragedie [...] classici e cinema e televisione. [...] anni di parole: solenni e [...] risibili e auste-re, leggiadre e perfide, decla-mate, sussurrate, canticchiate, [...] soffia-te, scagliate come giavellotto, lontano, [...] fila. E ora, nella [...] casa romana alta su [...] Mazzini, [...] ap-pena un grido dalla più grande tramoggia [...] è il pa-lazzo della [...] alla manie-ra dei teatranti [...] intorno a un vecchio bau-le al centro [...]. A [...] fuori -indovinate -ancora pa-role. Un poco per davvero un [...] per gioco. Parola Cominciamo dalla identifi-cazione [...] mo-do in cui Mario Scaccia vi si [...]. Uomo di parola? Uomo [...] Uomo di poche o di molte parole? Sorride. Forse ghigna: «Di poche [...]. Ma fulminanti, talvolta. Il che mi ha [...] amici. La parola ha mille [...]. Assume un senso diverso [...] come la si pronunci. Prenda [...] la dica come un complimento, [...] sussurri come una frase [...] la riempia di sottintesi, la [...] come una minaccia. Vede? Pure è la [...]. So-no importanti le parole. Ma al-trettanto importanti sono [...] si ascolta, come si mostra di capire. Più che da come [...] vero attore lo si riconosce da come [...]. Vale sulla scena, vale [...]. Sulle parole ho costruito una [...] ma di parole [...] sono piuttosto avaro. E dico sempre ciò che [...]. Recita-vo al Mercadante di Napoli, [...] Macario capocomico. Non voleva che si [...] nei camerini, durante gli inter-valli, e io [...] fui sorpreso a infrangere la regola, che [...] per primo non rispettava. Minacciato di mul-ta, annunciai che [...] tollerata. Macario lo seppe e [...] lettera durissi-ma: il teatro è un tempio, [...] come puoi tu, proprio tu, [...] Ma la lettera conteneva [...] strafalcioni. Pre-si la matita del [...] sot-tolineai, con rabbia. Gliela ri-mandai corretta e [...] due meno! Ironia Sembra inscritta nei [...]. Ma che [...] un timbro voca-le? Una perfidia [...] Uno stile di vita? «Una con-traddizione: tra ciò che [...] dice e ciò cui si allude. Può essere lieve, gentile. Può essere dura, feroce [...] fino al sarcasmo. Ma reca in sé [...] vive se la si sa riconoscere. Se no, nasce già [...]. [...] per [...] go-duta, presuppone un comune denominatore [...] cultura fra chi parla e chi ascolta. Il pub-blico italiano è [...] comicità di piazza, non è un pubblico [...] deprimen-te, stando sulla scena, vedere come possa [...] una battuta ironica. Non [...] cosa più triste -creda -di [...] battuta ironica che naufraga nel silenzio. In tutta sincerità stupisce [...] anche a Roma o a Firenze. I romani, abituati a [...] sto-ria e a vedere da vicino papi [...] una capacità ironica inconscia. Capitai in tram ac-canto [...] in nero, dal trucco forte, [...]. Quando si fu scostata, [...] complice del fattorino. Che commentò sot-tovoce: La matina [...] mica [...]. [...] la scatola e. Non è una battuta [...] Pure, [...] teatro quel fatto-rino non riesce a cogliere [...] Bernard Shaw o di Oscar Wilde. Comunque [...] è un abito mentale. Se si è ironici, [...] anche da soli, in una stanza senza [...]. E come si chiama [...] Supponenza, noiosità, saccenteria, arrogan-za? «La definirei grettezza, [...] orgo-glio di sé. [...] che impoverisce, ti priva [...] cogliere il lato ridicolo della vita. Penso che un ditta-tore [...] dono [...]. Mi chiedo se Hitler [...] Mus-solini [...] rivedessero nei docu-mentari, per capire quali cari-cature [...]. O for-se il dittatore [...] sente che chi batte le mani è [...]. Petroli-ni fa dire a Nerone: [...] mi ama, mi vuole così e io [...]. Che la dittatura sia [...] di ritorno?». Saggezza : obiettivo verso [...] pericolo da rifuggi-re? «Saggezza è fare una [...] momento oppor-tuno. Non è avere la [...] di massime, che ren-dono saccenti. I veri saggi che [...] non mi han-no mai fatto pesare il [...]. E si considera saggio Mario Scaccia? «Ah no, grazie a Dio. Luis [...] sosteneva che [...] vero non è saggio, non [...]. Gli è estraneo tutto ciò [...] è ordine, regola, previsione rassicurante. Deve parlare ai sensi [...] più che alla [...] ragione, e i sensi sono [...] disordine, irrego-larità, ribellione, imprevedibi-lità. Ha ragione Peter [...] il teatro si brucia [...] in cui si fa. Ma richiede come un [...] è colui che riesce [...] profondità, a rompere il bozzolo di parole, [...] -autentica, intatta, viva! Per far questo non occorre [...] saggio. Occorre un cialtrone! Coraggio Una dote fisica? Una [...] Una virtù civica un [...] démodé? «Il coraggio non [...]. /// [...] /// Quan-do nel luglio del [...] di Gela -a sinistra la divi-sione corazzata [...] a destra altre truppe italiane in rotta, [...] calore delle carlinghe degli ae-rei americani -il [...] ufficiali superstiti e chiese: [...] al-lora nella buca di [...] stato sbalzato, fra compa-gni ridotti a brandelli, [...] sul coraggio. E mi ri-sposi: coraggio [...] vivere. Ma rio Scaccia morì [...] Sicilia, a 24 anni. Quello uscito dalla fossa, [...] Algeria, tornato in Italia [...] del [...] quello che i riflettori [...] illuminato per un cinquantennio e ora è [...] lei, quello è un altro Mario Scaccia: [...] di Lazzaro, che ha cono-sciuto la morte. /// [...] /// Successo [...] dunque que-sta parola spinosa [...] e lenitiva, virtuo-sa e sgualdrina: successo. [...] un [...] e un [...] nel suc-cesso, come per gli [...] ingombranti? Perché [...] scrit-to [...] con [...] «Rispondo con altre domande: che [...] come si misura il successo? Se successo è il [...] che corre di bocca in boc-ca, Salvo Randone ebbe [...] successo. Se successo è ricono-scimento [...] Sandro Penna in vita non ne ebbe affatto. Se successo è assedio [...] di telecamere, appa-rizioni televisive, ingaggi pub-blicitari, nessuno [...] della fanciulla dal bel de-retano o del [...]. Ma il successo sta [...] La prestanza fisica, [...] delle forme, [...] televisivo sono dati stagionali, effimeri, [...] possono essere la materia co-stitutiva del successo. Dilegua-no, svaniscono, lasciano il [...]. Solo oggi Sandro Penna [...] per quello che è: una fra le [...] del No-vecento. Ma se il poeta [...] riconoscimento po-stumo, non così [...] cui il tempo non [...] risarcimento. Personalmente definisco successo la [...] bene il proprio lavoro, e di [...] la prova nel rap-porto [...]. Il suc-cesso per un [...] vi-brazione sottile, magnetica, che parte dal palcoscenico [...] sala, e fa [...] il suscitatore di emozioni. An-cora [...] entrare in una chiesa nuda, [...] a una funzione sacra, riempirsi di emozione e [...] trasferire, vibrante e intatta, nella [...] di un teatro. [...] il compito [...] del suo succes-so. Il resto conta poco. Anche il denaro: ho venduto [...] vil-la, anziché [...] pur di la-vorare come volevo. Ma non me ne [...]. Pudore [...] questa una parola che ha [...] Lo ha per un attore? «Come uomo sono molto [...]. Sto un passo indietro, [...] monda-ni o salotti televisivi, [...] se qualcuno mi fa [...] agli al-tri. Per pudore giungo al [...] mandare gli auguri. Ma da attore perdo [...] smaschero, mi denu-do, compio uno strip-tease psi-cofisico. Faccio di tutto sul [...] ballo, piango, saltello, faccio le ca-priole. Sono al più alto [...]. Ma adesso, a [...] a lei, mi sento un [...] spudora-to. [...] Due parole scabrose, forse [...] un medesimo eni-gma: menzogna e verità. Certo una vertigine per [...]. Il commediante entra nel [...] accoglie in sé il personaggio e se [...]. Nella vita io sono [...] teatro ho fatto [...] senza difficoltà. Del re-sto Dante non [...] avari nello stesso giro-ne infernale? Puoi essere [...] la parte [...] magro e vestire i [...]. Nel Nerone che Carlo [...] volle scrivere per me, [...] che è insieme commedia e cabaret e [...] interprete di Nero-ne, di Seneca, di Agrippina [...] me stesso, ingarbu-gliando i fili di quella [...] si sostanzia [...] teatrale: [...] la sacralità, la prostituzione. [...] una ricerca sottile, profonda, che [...] com-pie dentro se stessi e che, una battuta dopo [...] ripercor-rendo a ritroso il testo, porta a raggiungere la [...] intenzione [...]. Memoria Ecco [...] parola -me-moria -dai molti significati. Che cosa le suggerisce? «Se [...] alla capacità mnemo-nica, rispondo che per me [...] significato più intimo del testo è il [...] memoria. Conquista faticosa ma indele-bile [...] successione delle battute ma nella scansio-ne dei [...] tempi. Co-munque ciascuno deve farsi il [...] metodo, che sarà tanto più innovativo quanto più sarà [...]. Non a caso [...] premoniva i suoi allievi: [...] voi mi tradirà. Se invece mi riferissi [...] «Ri-sponderei che la mia età mi ha [...] tante -gli orrori della guerra, la retori-ca [...] crampi del-la fame, il freddo della morte [...] mi fa impres-sione. Ho dedicato interamen-te la [...] teatro, e den-tro il teatro trovo tutto, [...]. Futuro E il futuro? Sorride. /// [...] /// Futuro E il futuro? Sorride. (0) (0) ![]()
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