|
KosmosDOC: © 2006-2026 IdMiS; contenuti: © gestito da ciascun Ente.
I cookies di kosmosdoc non hanno funzione per terzi, ma soltanto tecnica e di sicurezza (Google Analytics, soltanto come complemento tecnico, è stato utilizzato come assimilato anonimo, ai sensi dei provvedimenti del Garante della Privacy). Abstract, sinossi, scomposizione nelle eterogenee dimensioni catalografiche, sono prevalentemente anonimi redatti o diretti dal curatore quando si è ritenuta condivisibile quale interpretazione univoca; altrimenti, esempio sul medesimo Elio Varriale, e.v., s. sinossi; i titoli con sviluppo significativo in sottocampi testuali terminano in asis, asis-, acsis, rsis, ssis Guida rapida: i link composti di + non necessitano il ricaricamento della pagina: ove colorati consentono l'esplorazione in sottofinestra Guida rapida: il sottoinsieme selezionato del corpus autorizzato può essere esplorato tramite i link +MAP (mappa di frequenza della trascrizione e della descrizione), e +KWPN(brani delle trascrizioni relative) Guida rapida: i link +BD forniscono i brani dell'intera indistinguibile documentazione di Biblioteca Digitale relativi al nome proprio scelto Per il canale video tutorial cliccare: https://www.youtube.com/channel/UClzGpMauhOImKxIwslRpinA/feed |
Videoguida per la navigazione in KosmosDOC.org
Il brano seguente è un frammento di trascrizione automatica (OCR) della pagina richiesta. Questo sistema di indicizzazione della Biblioteca digitale non liberamente visualizzabile mostra parzialmente ciascuna Entità Multimediale suddividendola in piccoli segmenti separati da «[...]» (medesimo periodo o primo periodo successivo) e da « /// [...] /// » (periodo successivo non adiacente). Per riscontrare nella pagina i termini ricercati suggeriamo l'uso di ctrl+F o analoghi, ove il proprio browser lo consenta.
|
Negli anni [...] dopo la seconda guerra [...] nelle nostre città non si era finito [...] macerie dei bombardamenti, la Vespa precedet-te e [...] vei-colo della ripresa economica. [...] che lavorava, allora, andava [...] al massimo, in Vespa. Tra i miei ricordi [...] intorno al 1950 ci sono le gesta [...] vi-cino di casa, il ragionier Torquato, che [...] a causa della guerra e si guadagnava [...] il rappresentante di com-mercio nei paesi [...] a nord di Genova, [...] Liguria [...] Pie-monte. Il ragionier Torquato vende-va [...] una dozzina di ditte piccole e piccolissime [...] per nozze, candele e chissà che altro [...] giorno alcune centinaia di chilome-tri con un [...] straordi-nario: la [...] Vespa, di cui non [...] tessere le lodi e che trat-tava come [...]. Le par-lava, la accarezzava, [...] cima a fondo quando la sentiva star-nutire [...] seb-bene raramente, le Vespe [...] tossivano). I preparativi per la [...] Torquato, soprattutto [...] erano più complicati e [...] di un pilota di Tornado o di Formula Uno, [...] si svolgevano parte in casa e parte [...]. Ciò che avveniva in [...] vestizione [...] con il giornale -«Il Secolo XI X» -infilato tra la camicia e il pullo-ver, [...] sotto [...] per riparare i bronchi [...] avvolta intorno al collo per proteggere la [...] di cuoio con i para-orecchie che si [...] gli occhialoni, i guanti. La messa in moto [...] si compiva in cortile al-la presenza di [...] di parenti, di ragazzi del vicinato, di [...] cani. Alla fine il ragionier Torquato [...] per [...] il mondo. E noi che eravamo [...] andava a combattere contro un nemico misterioso [...] «signor Spada»! Il signor Spada era [...] commercio che vendeva più o meno le [...] ragionier Torquato negli stessi paesi di montagna, [...] solo fatto era sufficiente per [...] ap-parire in una luce [...] lo spazio che [...] nel mondo -mi chiedevo [...] an-dare a vendere le sue merci in [...] dove non infastidiva nessuno? [...] dei due [...] di commercio, nella casa popolare [...] abitavamo, veniva considerata una faccenda «da grandi», nel senso [...] nessuno parlava con noi ragazzi e che per [...] gli sviluppi dove-vamo ascoltare i [...] degli adulti. Il signor Spada -dicevano [...] gli altri parenti del ragionier Tor-quato, quando [...] genitori sulle scale -era un mascal-zone, che [...] cosa, anche la più turpe, pur di [...] o un ordine di acquisto alla concorrenza: [...] Qualcuno veglia-va! Per alcuni mesi, il bollettino [...] guerra del condominio registrò una vittoria dopo [...] del nostro ragioniere e della [...] Vespa. Lo Spada -diceva-no le notizie [...] stato visto nei passi più impervi [...] alle prese con [...] che fumava come una vaporiera [...] che si era fer-mata in salita e non voleva [...] di rimettersi in moto. Il ragionier Torquato investì [...] la ruota anteriore («Un gatto ne-ro! La lotta tra i [...] tornò a combattersi senza esclusione di colpi; [...] lassù tra le montagne, accadde un fatto [...] anche al grande Omero, se ai suoi [...] le [...] e le Vespe, e [...] nostro campione di tutti gli affanni sopportati [...] momento. Una mattina di dicembre, [...] ghiaccio, la Topolino dello Spada uscì di [...] si aprì e il guidatore finì in [...] come allora si usava, con sterco di [...]. Volle il caso che [...] passare sul posto [...] fosse proprio il ragio-nier Torquato, [...] capovolta e il nemico [...] si fermò, mise la Vespa sul cavalletto [...] campo a [...]. Lo rialzò, mentre quello si [...] e imprecava contro [...] fortuna. Que-ste cose accadevano in Italia [...] anni Cinquanta, quando le automobili erano ancora [...] Vespa, agli occhi del mondo, era il [...] operosità e del-la nostra volontà di rinascere. Poi venne il «miracolo [...] ricchi. Non la mia fi-danzata: [...] Vespa. Lei, la mia fidan-zata, [...] come me. E, purtroppo, non aveva [...] Vespa. Mi ri-cordo che [...] la Vespa Primavera, detta il Primavera. /// [...] /// Targa e niente casco, [...] Stato e le leggi non si preoccupavano [...] salute, e così si andava con [...] nei capelli e i [...] con grande gode-re nostro e dei venditori [...]. Il Primavera era il [...] le [...] e lo spol-verino blu. Ci si poteva andare [...] che immediatamen-te riporta a epifanie erotiche mai [...]. Se lei ti amava [...] alla prima sgasata: se piantava le unghie [...] di non abbrac-ciarti, non ti amava o [...] Comu-nione e Liberazione. Mi ricordo che poi [...] il cinquan-tino. Una Vespa molto piccola [...] si poteva andare in due (ci si [...] in verità, ma era stres-sante: a parte [...] quel saltare giù al volo quando [...] i vigili che disturbava. Ti trovavi a pie-di, [...] strada e non sapevi mai che faccia [...]. Parentesi nella parentesi: anni [...] a Napoli e lì ho scoperto che [...] può anche andare in tre; e che [...] in cui crescere. Fine parentesi). Mi ricordo che infine [...] il vespo-ne. Ce [...] gli adulti. Era grasso di fianchi [...] suo modo, strana-mente silenzioso. Un giorno ti sveglia-vi, [...] piaceva, lui, grasso e silenzioso, e così [...] di-ventato grande. Mi ricordo quando si [...]. Miscela, a essere pre-cisi. [...] ancora quegli splendidi distributori [...] di vetro a vista, il benzinaio pompava [...] un vecchio pozzo da Far West, i [...] di gazzosa arancione, il tubo di gomma [...] nel serbatoio: una ceri-monia. /// [...] /// La Vespa aveva il [...] in un posto ge-niale: sotto il sedile. Arrivavi al distri-butore, mettevi [...] Vespa [...] cavalletto e poi tiravi su il sedile. Da sotto usciva di tutto: [...] catena [...] che ti sporcavi gli occhi [...] a [...] un numero indefinito di stracci [...] tutti regolarmente fe-tidi, un vecchio [...] in classe con firma falsificata, una molla attaccata solo [...] metà, un cappellino da imper-meabile usato nel celebre acquazzo-ne [...] luglio [...] una foto di Paolo [...] con firma vera, una pallina [...] tennis, vecchi giornali e, di solito, il li-bretto di [...] ormai illeggibi-le. Mi ricordo quando finivi [...]. La levetta della riserva, [...] Vespa, [...] in basso, in mezzo alle gambe, tra [...]. Giravi a destra e [...] della benzi-na. Giravi a sinistra e [...]. Finire in riserva era una [...] or-renda. Tu te ne correvi [...] minimo presagio di sventura, dribblavi auto e [...]. Poi, improvvisamente, il moto-re [...] lo sguardo di uno sconfitto, sfumava nel [...] decina di metri per [...] dieci metri per trovare [...] e [...] ossigeno, cioè benzi-na. Mentre intorno a te [...] ringoiava, partivi alla ricerca della le-vetta, senza [...] occhi dalla strada, con una mano sola [...] manubrio. Mi ricordo che quando [...] riusciva, e la le-vetta la trovavi, e [...] Vespa [...] ripartiva sotto il sedere, quel che sentivi [...] minuscola eppure enorme: qualcosa come [...] fe-licità per essere uscito [...] catastrofe. Lo so che è una [...] ma era così. È nelle piccole cose [...] allena a riconoscere le grandi sensazioni che [...] vita. /// [...] /// Mi ricordo [...] bello star sedu-ti sulla Vespa. [...] ferma, vo-glio dire. Seduti sulla Vespa davanti [...] la casa della fidanzata, [...] da scuola, dopo la [...]. Le altre moto, se [...] cavalletto, stavano storte: [...] la Vespa no: perfetta-mente [...]. /// [...] /// Era sem-pre tempo perso, [...] lì sopra. E forse proprio per [...] è archiviato come tempo adorabile, tempo rubato [...]. Mi ricordo il fanalino [...] rotto. E il fanale davan-ti, [...] strabico, in memo-ria di vecchi ruzzoloni. Non [...] le frecce, e si [...] gesto arcaico e struggente di allargare un [...] capire dove diavolo andavi. Quando ho visto apparire [...] Vespa, ricordo di [...] ca-pito che era tutto [...]. Il romanzo «Il mito [...] Vespa». È il titolo del [...] la Piaggio dedica allo scooter più famoso [...] occasione del cinquantesimo anniversario della nascita. Il libro è un [...] nella cultura e nel costume di un [...] che ha cambiato, dagli anni Cinquanta in [...] sociale [...]. Ricco di belle foto [...] riproduzioni di gran parte delle pubblicità Piaggio [...] Vespa il volume raccoglie scritti di Omar Calabrese, Umberto Eco, Francesco Alberoni, Lina [...] Maurizio Bettini, Tommaso Fanfani, Francois [...] Marino Livolsi, Gilberto Filippetti [...] Francesca Picchi. Anticipiamo in questa pagine, [...] i «racconti» di Sebastiano Vassalli, Antonio Tabucchi [...] Alessandro Baricco. [...] espa SEBASTIANO VASSALLI Lo scooter [...] MI TROVAVO FRA [...] e [...] nel Sud [...]. Sono due città sante, [...] fastosi. Io viaggiavo su una [...] un autista, per-ché in India non si [...] macchina a noleggio senza autista, è troppo [...]. Ci fermammo in un [...] indi-cato dalla guida che portavo con me [...] mi fidavo ormai ciecamente: India, a [...] survival kit. Il cottage infatti non [...]. Aveva [...] terrazza di bambu, rallegrata da [...] venti-latori [...]. Erano passate da poco [...] pomeriggio e io e [...] ordinammo due tè, che [...] con dei biscot-ti e delle fette di [...]. Stavo cer-cando di far parlare [...] su [...] sulle tradizioni religiose, ma lui [...] piuttosto reti-cente. Forse era semplicemente discreto, [...] indiani. Probabilmente la [...] guida può dare informazioni migliori [...] mi disse. Mi sentivo lontano da [...]. E il tutto erano [...] di riferi-mento culturali: [...] la mia lingua, i [...] compagnia di qualcuno con cui parlare davvero. Decisi di ripren-dere il viaggio, [...] voglia di arri-vare presto a [...] do-ve mi aspettava [...] che un prete di [...] aveva prenotato per me, e [...] congedare [...] si-lenzioso e un [...] altezzoso. Risalimmo sulla macchina, una [...] anni Sessan-ta che non riuscivo a capire [...] o giapponese. Del resto, che differenza [...] Le [...] erano ormai andate e ogni buca della [...] nelle reni. Il finestrino funzionava male, [...] fino a me-tà, e i sedili rivestiti [...] procuravano un terribile sudore sulla schiena. Chiusi gli occhi e [...]. La strada era costeggia-ta da [...] di mango, [...] gui-dava con [...] e fumava uno di quei [...] indiani profu-mati, fatti con una sola foglia di ta-bacco, [...] si chiamano [...]. [...] cominciò a fuma-re, io [...] e guardai at-traverso il parabrezza. [...] un passaggio a livello chiuso. In dia, a un [...] si può tro-vare di tutto. E infatti i viaggiatori [...] sbarra erano piuttosto eterocliti. [...] un risciò motorizzato, apparentemente vuo-to, [...] di giallo e con [...] scritta indecifrabile, forse in hindi, [...] in una lingua del sud. /// [...] /// [...] una bici-cletta con un uomo [...] viso tinto di biacca e una garza sulla bocca. Quel signore riuscivo a [...] modo: era di religione [...]. La biacca era un [...] e la garza sulla bocca servi-va per [...] insetto, che poteva essere la forma di [...] stava attraversando [...] stadio [...]. [...] anche un elefante con [...] di segni violetti, forse un ele-fante sacro, [...] gui-datore. E poi [...] un uomo sedu-to su uno [...]. Portava due [...] colorate sulla fronte, una [...] gli arrivava sulle ginocchia e dietro, sul [...] traverso, un involucro lungo e sottile avvolto [...] che sembrava un enorme baguette. Chiesi [...] se sapeva di cosa si [...]. Lui succhiò il suo [...] e rispose pacificamente: è un [...]. Non ebbi il coraggio [...]. Il sole era implacabi-le, [...] a disagio, avrei voluto essere altrove e [...] fermo a [...] pas-saggio a livello, con [...] trasportava un cadavere come un pacco postale. Mi feci forza e [...] per-ché un cadavere? Beh, rispose [...] con la [...] flemma, forse lo porta [...] un tempio di [...] nei templi di [...] ci sono le pire, [...] dei laghi sono sante, posso-no ricevere le [...]. Guardavo il motociclista dal [...]. Lui si sentì osservato e [...] volta mi guardò. Io gli sorrisi, lui [...] senza fare un cenno. Buongiorno, gli dis-si, va a [...] non rispose. Avrei avuto voglia di [...] qualcosa di meno bana-le, di [...] con lui una di quelle brevi conversazioni che si [...] avere tra viaggiatori di uno stesso percorso, di [...] i miei auguri, magari, o [...] condoglianze. Ma era impossibile [...] qualcosa di tutto questo, semplicemente [...]. E così gli dissi [...] co-sa che mi veniva in [...] superflua, addirittura sciocca, e comunque [...] lui inuti-le. Io sono italiano, gli [...]. Lui mi guardò e [...] si allargò in un grande sorriso, uno [...] sorrisi [...] come possono [...] gli indiani del Sud. Diede un colpetto amichevole [...] lo indicò col dito e gri-dò: Vespa! Lo guardai dal lunot-to [...] che mi stava fa-cendo un cenno di [...]. E [...] lo salutai sporgendo il brac-cio [...] finestrino. /// [...] /// E [...] lo salutai sporgendo il brac-cio [...] finestrino. (0) (0) ![]()
Nota sulla tutela della privacy. e Nota sulla tutela del copyright.
|
Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro? |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||