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[...] Gramsci, [...] Gramsci che mi sta davanti, [...] un giovanotto alto e biondo, [...] mite e lo sguardo chiaro. Capelli corti e un velo [...] barba [...]. Ha 25 anni, è [...] e suona il flauto dolce. Lo suona e lo [...] un circolo musicale di Mosca. Gli chiedo quale musica [...]. Risponde con voce gentile, [...] inciampando in una lingua che non è [...] musica antica, dal medioevo al classicismo viennese, [...] Rinascimento e il barocco. Ma più è antica, [...]. Perché la musica? Sorride. E perché il flauto [...] Sorride [...] e indica [...] che gli siede accanto: [...] il mio primo maestro. Arrossisce un poco Giuliano Gramsci, [...] di Antonio, il figlio di Antonio. Guarda il suo ragazzo [...] agita [...] le grosse mani. Mani contadine, si direbbe, [...] produrre cose concrete che non suoni astratti, [...]. Pure, la musica è stata [...] vita. Il [lauto ad Antonio [...] lui. E Giuliano suona non [...] ma anche il [...] e il violino. Perché la musica? I-o [...] lui. C'è un singolare crocevia [...] questa mattina di gennaio, [...] sale romane [...] Fondazione Gramsci, dove tre [...]. Di qua [...] biologo musicista, il nipote del [...] del Pei, che ama studiare la musica tro-vadorica non [...] che le conifere della taiga, e non perde una [...] sola di ciò che si dice. Di là, nella cornice, [...] ingiallita del suo omonimo predecessore: Gramsci il [...] Gramsci [...] martire; le pareti di questa e delle [...]. E in mezzo, fra ciò [...] è stato e ciò che si appresta ad essere, [...] dalla figura massiccia e [...] prudente, quasi [...]. Ha nei confronti del padre [...] nostalgia struggente. E nei confronti del [...] compensativo di protezione apprensiva: che lo induce [...] quando il ragazzo ipotizza un futuro incerto [...] generazione: e che lo fa sollecito a [...] su di sé qualche interrogativo forse inopportuno. Ho una sensazione, posso [...] La [...] di [...] di fronte ad un [...] cavallo»: a cavallo di due paesi, di [...] due universi politici; a cavallo di due [...] soltanto per ragioni «naturali», ma perché viventi [...] politici totalmente [...]. Sono generazioni che portano lo [...] nome, e perfino lo stesso nome di battesimo, ma [...] una enormità. Ecco, [...] chiedo: hai anche tu, [...] Intervista al figlio Giuliano «Non [...] mai incontrato, [...] conosciuto grazie ai racconti Ora [...] un libro di lettere di zia Tania [...]. La storia è storia [...] Cercando mio padre EUGENIO [...] di [...] vissuto, di vivere «a [...] si. A Mosca ho studiato, [...] costruito la mia famiglia, ho allevato i [...] Antonio e la [...] sorella maggiore. Ma [...] parte sento fortemente anche la [...] radice italiana. Naturalmente perché mio padre [...] anche perché la traccia italiana nella famiglia [...] era molto forte. I miei nonni avevano [...] Italia. Mia zia Tania c'è [...]. Mia madre studiò a Santa Cecilia [...] violino, il famoso violino italiano, e dunque [...] fu permeata di una [...]. Per anni io stesso [...] cavallo di [...] di un padre italiano [...] invano. [...] ho imparato la storia, ho [...] la lingua. Ma [...] volta che vengo [...] mi sembra non di [...] luogo straniero ma di tornare in un [...] anche il mio. [...] parte «vivere a cavallo» [...] grandi trasformazioni, di enormi sommovimenti politici e [...] oggi una condizione generale. Con quale stato [...] tu guanti ai mutamenti, a [...] della tua casa di [...] nipote Antonio. Delio e Giuliano Gramsci [...] pagina seguente. Grufano, Giulia e [...] di Delio e Giuliano [...] Vedo una situazione molto grave, difficile. Ma non vorrei essere [...]. Spero che, nonostante tutto, [...] andare verso un approdo positivo. Non ho gli occhi [...] sfuggono eli aspetti perfino drammatici. A Mosca ci sono [...] cominciare da quello degli [...] alimentari. Ma non credo che [...] ed economiche siano insormontabili. La condizione è che [...] nel gruppo dirigente e consenso della popolazione. Credo che tomi a [...] usata [...] in Italia: [...] nella [...]. Proprio nella storia del [...] ne è potuta sperimentare la validità. Dopo la tragedia del [...] loro molto diverse per orientamento e obiettivi [...] per risollevare il paese dal disastro. Togliatti, De Ga-speri, Nenni [...] su tante cose ma fecero un grande [...]. /// [...] /// Ci sarà anche tra noi [...] nella diversità? È ciò che mi auguro. Non da politico, perché [...] uomo politico, ma da semplice cittadino che [...] il buon senso. Tu sei un musicista. Hai suonato e Insegnato [...] anni. Sono interessato a conoscere [...] questa tua scelta. Quando [...] e perché? [...] è vero, una tradizione musicale [...] artìstica nella tua famiglia. Ma [...] anche -e quanto bruciante! Ti chiedo: perché [...] del possibile» che è la [...] tubai preferito [...] che è la musica? Era [...] mia inclinazione. Una persona cresce, si sviluppa, [...] la [...] strada. Io ho scelto la [...] di esprimermi attraverso la musica. Mi piaceva molto suonare, [...] ai bambini, avvicinarti alla cultura musicale. E vedere anche il [...] lavoro. Studiai dapprima il violino. Poi venne la guerra, [...]. Ripresi alcuni anni più [...] clarinetto che divenne lo strumento della mia [...]. Ma suonavo anche il [...]. /// [...] /// Forse meglio [...]. La musica che preferisco [...] italiana barocca. /// [...] /// Tu sei nato [...] del [...] Mosca, pochi giorni dopo il [...] di tua madre [...] un paese ormai troppo pericoloso. Vorrei [...] di tornare con la memoria [...] primi anni. Quali sono i ricordi più [...] bai della tua infanzia? Dove [...] Quali figure ti erano più [...] vagamente [...] di una stanza, in una [...] della quarta [...] nel centro di Mosca. Ancor oggi esiste quella [...]. Ci passo davanti, ogni [...]. Mia madre vi si [...] tempo: aveva avuto paura di dover partorire [...]. È una casa che doveva [...] frequentato anche mio padre, prima. Mi viene in mente [...] mio nonno Apollo, dal quale ero amatissimo. E quella di mio [...] Delio, [...] quattro anni più grande di me. E poi [...] di mia madre. Più tardi andammo ad abitare [...] una casa nuova. La nostra era una casa [...] piena di gente. Venivano a [...] Pagina [...] amici, anche italiani: Paolo [...] Gino Marchi, Giovanni Farina, Vincenzo Bianco, Primo Gibelli, Felice Platone, lo stesso Togliatti. Erano i membri dì [...] comunità antifascista italiana, esuli a Mosca. Hai detto: vivevo sempre [...] di mio padre. Tu non Io hai [...] anche Delio -che pure lo vide per [...] nella stessa attesa. Così il resto della [...]. Che cosa vuol dire [...] che non può [...] io ho vissuto interamente [...] aspettando. /// [...] /// Non era fisicamente fra noi, [...] la [...] presenza era palpabile. [...] le sue lettere, [...] le lettere dì zia Tania, [...] i racconti di mia madre. Di lui erano pieni [...] discorsi, i sospiri, le promesse. Non poteva non arrivare. Soltanto a undici anni, al [...] della [...] morte, io capii che non [...] avrei mai potuto vedere. /// [...] /// Tu hai vissuto interamente [...]. Essere figlio di Gramsci, [...] dirigente comunista che si era opposto allo [...] elaborato una autonomo pensiero politico, che cosa [...] concreto, per te? Voglio dire: oltre che [...] punto di vista politico, è stata [...] pesante da reggere, sol [...] Vuoi dire se abbiamo patito conseguenze per il [...] No, questo no. Intorno alla [...] figura [...] rispetto. Semmai mio padre era [...] più come martire che come pensatore. Questo almeno fino al [...]. Per parecchio tempo sono [...] opere sue. Ma le cose sono [...] cambiando. Da un po' di [...] si è risvegliato [...] degli storici, degli studiosi, [...]. Certo, secondo me per [...] difficile capire i problemi del [...] o i termini in [...] la questione meridionale. Sono temi piuttosto lontani [...] del grande pubblico. Un po' diverso sarà [...] sul Rinascimento, per le Lettere, per gli [...] teatrale. Ma mi pare sia [...] a dire a Natta [...] pubblicate in Urss tutte le opere di Gramsci. In tema di stalinismo, [...] verifica di guanto affermato poche sere fa [...] da Massimo Capraia, ex segretario di Togliatti, [...] Pd con il gruppo del [...]. Ha ricontato che in [...] prima venuta a Roma -tua e di Delio [...] guerra, per D decennale della morte di [...] dei [...] vi recaste in vinta [...] Via Trapani, ove la vostra famiglia aveva abitato nel [...]. [...] Delio avrebbe rotto un [...] stringendo forte il braccio [...] italiano, avrebbe gridato: perché, [...] vi ha tradito? TI chiedo: hai memoria [...] Noi venimmo in Italia, ma non [...] per le celebrazioni del [...] dicembre. Esattamente il 14 dicembre [...]. /// [...] /// Esattamente il 14 dicembre [...]. (0) (0) ![]()
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