[...] cinquantesimo anniversario della [...] una giusta comprensione del pensiero [...] Antonio [...]. Lo sviluppo del pensiero [...] di Antonio Labriola si colloca tutto nella [...] secolo [...] e quasi tutto dopo [...] Regno d'Italia con Roma capitale di diritto [...]. Sono di qualche anno [...] gli [...] a Napoli, sotto la [...] Bertrando Spaventa. Del 1862 è il [...] dove con una vivace polemica l'Autore si [...] del tempo circa gli indirizzi più generali [...] condanna il « ritorno [...] Kant » che veniva [...] Germania e già minacciava anche [...] ; è del 1872 [...] altrettanto vivace, e pubblicata su una rivista [...] Augusto Vera, allora insegnante [...] di Napoli. Questi due scritti, sui [...] più oltre indugiare, sono prima di tutto [...] un pensiero e un pensatore (di diciannove [...] anni, rispettivamente! Erano i temi del [...] cui lavoravano tutti gli uomini di pensiero [...] e che travagliavano la gioventù. Nessun indirizzo filosofico può, [...] essere considerato in Italia predominante. Al contrario, le scuole [...] oramai avere pienamente dispiegato la loro forza [...] tempo averla esaurita. Non soddisfano più. Non sono più in [...] le menti e in pari tempo animare [...]. [...] parte, lo stesso fatto [...] dal 1859 e con una rapidità che [...] soprattutto se si tengono presenti i precedenti [...] stato creato in pochi anni lo Stato [...] nazionale, non colpisce soltanto le fantasie nè [...] di soddisfazione e orgoglio nazionale, ma contribuisce [...] terreno dai vecchi indirizzi filosofici e politici, [...] convinzione che le nuove condizioni del Paese [...] filosofia nuova. Come potevano continuare ad [...] a parte tutti gli altri motivi di [...] i sistemi di pensiero a cui era [...] politica dei neoguelfi, [...] affidava al papa la [...] italiano? Nel nuovo Stato sussistevano, [...] vecchie strutture economiche e sociali, e la [...] già venuta alla luce nei precedenti decenni, [...] con lentezza, con uno stento che derivava [...] degli abitanti e dalla schiacciante concorrenza straniera [...] politici borghesi toglieva slancio, li spingeva al [...] compromesso, [...] della conservazione sociale, con [...] reazionarie che [...] e [...] ma soprattutto di una Costituzione [...] di un regime di sviluppo democratico, ne [...] a meno. La seconda metà [...] fu quindi in Italia [...] lotte e di profonda crisi del pensiero. Vi fu col passato [...] conti, che non soltanto era giustificata e [...] doveva [...] condotta con spregiudicatezza, in [...]. Soprattutto a partire dal [...] una svolta energica, che non lascia fuori [...] del sapere, si esprime soprattutto con la [...] con la scomparsa dei vecchi indirizzi filosofici [...] e culmina, infine, con la vittoria e [...] predominio del positivismo. Antonio Labriola si colloca [...] questa profonda crisi di pensiero, nella quale [...] quale emerse con la sola posizione ideale [...] riserbato un avvenire di continuo sviluppo vittorioso, [...] dure vicende di un contrasto dove la [...] è intervenuta per comprimere la forza delle [...] il cammino. La crisi che il [...] nella seconda metà [...] ha premesse molto lontane. [...] era stata sino al Rinascimento [...] del pensiero europeo. Aveva dato, nel Rinascimento, [...] originali, [...] coraggiosi e audaci. Questi avevano assalito senza [...] modi di pensare, su cui la Chiesa [...] le proprie dottrine e il proprio insegnamento. ///
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Questi avevano assalito senza [...] modi di pensare, su cui la Chiesa [...] le proprie dottrine e il proprio insegnamento.