Anzi, proprio questa alterazione [...] fa subire il fascino del belletto, [...] della seduzione che si [...] e in cui egli ritrova la stessa [...] e alla menzogna [...] moderna. Come il protagonista del [...] Baudelaire La [...] così Enrico si lascia [...] e dallo sfarzo, e finisce per amare [...] per quello che è ma solo per [...] esercita su di lui. Trascinato dalla propria «esaltazione morbosa», [...] cede a Èva pur sapendo bene che [...] della ballerina, proprio perché ella [...] vende al pubblico e deve [...] («ella vende per tre lire [...] sue spalle, il suo seno, le menzogne dei suoi [...] i baci del suo sorriso, il suo pudore»), è [...] «profanazione del bello» e anzi calpesta «tutto quello che [...] creduto puro e santo -la donna, [...] » [107]. E tuttavia, come Èva, [...] giungerà al successo artistico [...] e adattandosi alle esigenze volgari del pubblico: «Ero [...] fuori del vero nella [...] il pubblico mi batteva le mani» [150]. Lui che aveva così rimproverato Èva: «dubiterò sempre che tu mentisca, perché la tua arte [...] una menzogna» [137], sarà costretto a riconoscere che il [...] moderno è analogo a quello [...] ballerina e che, attraverso la mercificazione [...] la menzogna è entrata a [...] parte della [...] stessa pittura. [...] la falsità, [...] dei sentimenti e dei valori [...] dalla società [...]. Il nascosto parallelo fra [...] la ballerina non è molto lontano da [...] poeta e la prostituta, che costituisce un [...] da Baudelaire agli espressionisti. Comincia a costituirsi, [...] degli artisti, [...] fra la figura [...] da un lato e [...] della ballerina, della cavallerizza e del saltimbanco, [...] Baudelaire, attraverso anche la storia della pittura (da Degas [...] a Picasso), ha profondamente [...]. Quando Enrico dona a Èva [...] della marina di [...] egli firma la propria [...] le cede la propria originaria autenticità [...] il mondo [...] della famiglia e della [...] , compiendo un gesto che è simbolico [...] dei Malavoglia e di [...] mondo [...] come interpreta [...] ma [...] Debenedetti: «[Enrico] baratta, in [...] il suo paese per [...] di quella ballerina, che [...] vita brillante, felice. ///
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Quando Enrico dona a Èva [...] della marina di [...] egli firma la propria [...] le cede la propria originaria autenticità [...] il mondo [...] della famiglia e della [...] , compiendo un gesto che è simbolico [...] dei Malavoglia e di [...] mondo [...] come interpreta [...] ma [...] Debenedetti: «[Enrico] baratta, in [...] il suo paese per [...] di quella ballerina, che [...] vita brillante, felice.