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Il 22 maggio del [...] settimane dopo il crollo della Germania nazista, Win-ston Churchill [...] in esame un det-tagliato piano per un [...]. [...] primo ministro britannico non aveva [...] fiducia [...] alleato e giungeva ad ipotizzare [...] colpo preventivo per il conte-nimento [...]. Il piano, messo a [...] di Chur-chill e chiamato [...] «Operazione impensabile», il nome [...] significare che chi lo progettava lo considerava [...] uno scenario ben preciso per [...] della Ter-za guerra mondiale: [...] soldati americani e inglesi, con il supporto [...] riarmati ad hoc, avrebbero do-vuto dare [...] Rossa tra [...] e il Baltico partendo [...]. Obietti-vo: «imporre alla Russia [...] Stati Uniti e [...] britannico». Per [...] impensabile» -rivela un rap-porto di [...] pagine sul clamoroso piano, sco-perto e pubblicato dal quotidiano [...] una [...] «ora x»: il 1 luglio [...]. Quindi, quando ancora infuriavano [...] Pacifico [...] battaglie [...]. [...] iniziale, con gli alleati [...] numerica ma molto superiori in co-pertura aerea, [...] gli strateghi di Churchill a due possibili [...] Stalin arretrava davanti alle prime sconfitte oppure, se [...] «guerra totale». Alla fine, su pressioni [...] delle [...] il piano «puramente ipotetico» [...] optò invece per un riposiziona-mento difensivo delle [...] cuore [...]. Lo spinse, fra [...] a più miti consigli un [...] ga-rantita era una vittoria alleata [...] la mac-china bellica di Stalin. Le «campagne di [...]. Churchill tenne conto di [...] elemento: Mosca avrebbe reagito [...] a sorpresa con rabbiose, [...] rappresaglia. Con [...] avrebbe in-vaso Turchia, Grecia [...] Norvegia [...] occupato i campi petroliferi di Iran e Iraq. E compiuto va-sti, [...]. [...] di lavoro il rapporto [...] -scoperto tra incartamenti finora top [...] degli archivi nazionali di [...] un quar-tiere occidentale di Londra [...] spiegare perché [...] il 29 giugno del [...] le forze [...] Rossa cambiarono [...] acquisendo una configurazione più efficace-mente [...]. Forse qualche spia avvisò [...] Cremlino [...] a Londra si stava pensando [...]. Il documento è stato accolto [...] enorme interesse dagli storici britannici: accredita [...] di una continuità tra la [...] della [...] fredda. Anche se tra [...] estrema e una [...]. [...] FA SCOMPARIVA IL GRANDE ARTISTA [...] Il magazzino del secolo [...] 3. Po-trebbe essere una di [...] suscitano indignazione e protesa per la svendita [...]. E invece no. La notizia non può [...]. Perchè si tratta, sì, [...] bibliotecario nazio-nale ma di quello virtuale. Un viaggio di oltre [...] titoli provenienti da quasi 900 biblioteche italiane [...] della rete. Un mega catalogo on-line. [...] è sta-to siglato di recente [...] centrale per il catalogo Unico [...] Biblioteche nazionali [...] e lo statunitense [...] organi-smo [...] composto da 157 membri [...] impor-tanti centri universitari o di [...] biblioteche specializzate, musei, organismi statali. Come si vede, partner [...] che chiedono di utiliz-zare i servizi della [...] nostro Servizio bi-bliotecario Nazionale [...]. Di sicuro [...] piacerà alle bi-blioteche dei musei [...] i più forti fruitori della «cultura» ita-liana. Ma anche alle università, [...] un gros-so ateneo statunitense acquista ogni anno [...] otto-mila titoli italiani. Per gli amanti della [...] Paese le ricerche bibliografiche dovrebbero diventare più [...]. Prendiamo uno studioso di Dante Alighieri: [...] biblioteca virtuale contiene ben 2919 noti-zie su [...] ad opere stampate in periodi diversi, dal Cinquecento [...]. Ovviamen-te si tratta solo [...] e presenti nelle 900 bi-blioteche che, per [...] aderito al progetto in re-te. Ma è una mi-noranza [...] di tutto ri-spetto dato che al sistema [...] hanno aderito le princi-pali [...] biblioteche ol-tre a quelle universitarie o degli [...]. Per il sistema bibliotecario italiano [...] con [...] è un piccolo successo: si [...] cultura italiana (in li-bro, disco, spartito musicale, manoscritto e [...] at-traverso commerci virtuale che danno frutti economici mentre [...] accorcia la [...] distanza da quei paesi europei [...] il si-stema bibliotecario è inserito a pieno titolo nel [...] dei me-dia e non solo in quello dei beni [...]. BRUNO [...] ROMA Ricordate i famosi «corpi [...] Piero Manzoni negli anni [...] il kilometro di carta in [...] cilin-dro, e la [...] altrettanto famosa «merda [...] in scatola? Beh, malgrado lo [...] non [...] nulla di nuovo sotto il [...]. Ci ave-va già pensato Mar-cel [...] nel 1915, in occasione [...] viaggio a New York. Quando, oltre a fondare [...] con [...] e Man Ray, esibì [...] ve-tro contente nien-temeno che [...] de Paris». Più tardi vennero i [...] (i famosi «orinatoi»), gli [...] gli oggetti [...] pronti» santi-ficati in arte. E le scatolette a va-ligia [...] minuscoli alambicchi [...] moderna ha intravisto le matri-ci [...] pop art e [...] con-cettuale. Ma prima di tutto que-sto [...] stato [...] già in bilico tra cubismo [...] fu-turismo, poi sempre più [...] il trentennale della morte (nacque [...] nel 1887, morì a [...] nel 1968). In Ita-lia fece scalpore una [...] porta famosa, esposta a Venezia e di-pinta per sbaglio [...] alcuni ope-rai che [...] scambiata per un uscio qualsiasi. Adesso, pas-sati i furori [...] qualcuno che si ricorda dilui? Ne parliamo [...] Gillo Dor-fles, storico [...] contempo-ranea e del «Kitsch», [...] lui stesso (è sta-to tra i fondatori, [...] Soldati [...] Munari, [...] con-creto»). Al quale subito chiediamo: Marcel [...] fu davvero il padre [...] «È stato il vero [...]. Il [...] capito [...] doveva fuoriuscire dalla tela per [...] concettua-le». Ma come gli venne in [...] di battezzare come «arte» quegli oggetti banali e «tro-vati», [...] e [...] «Erano certo sconcertanti [...] nella [...] il [...]. [...] aveva cominciato al cavalletto. E lo snodo tematico [...] è il celebre [...] che scende le [...] di impronta cubista, ma [...] il futuri-smo. /// [...] /// Già lì [...] ritratto fuoriesce [...]. Per prendere [...]. Provocazione ni-chilista o nuovo sguardo [...]. Tuttavia il fatto di dire [...] è [...] non solo gettava le basi [...] ma apriva la strada al [...]. E [...] della serialità industriale celebrata dalla [...]. Non svaniva così ogni possi-bilità [...] in arte? «Non direi, perché, a diffe-renza di quel [...] fece in seguito [...] con le sue voci di [...] concettualismo [...] mantiene [...]. Come nel [...] o nella famosa [...] dipinta per sbaglio alla Bienna-le. Ciò significa che [...] teneva sempre in gran conto [...] delle sue idee». [...] allora, la vera diffe-renza con [...] nipotini di [...]. O almeno con una parte [...] essi: [...] del [...] o elaborato. Elemento che vi-ceversa scompare [...] e meramente [...]. /// [...] /// A tutto vantaggio di una [...] parvenza. /// [...] /// Dunque, a scavare tra [...] Novecento, quel che [...] sembrerebbero la [...]. Dopo concet-tualismo e Dada, è [...] con la [...] attenzione [...] vera erede di [...]. Eppure, negli ultimi anni [...] il genio di [...] sembrava spento. Consunto dallo scetticismo. Diceva: [...] è un mezzo per [...] (come [...]. Esito inevitabile, professor Dorfles, di [...]. [...] in quegli anni. Ma non era più quello [...] una volta. Era sempre molto acuto, [...]. Penso che solo per questo [...] in copia dei suoi [...]. Il che era agli antipodi [...] sue idee [...]. Nessuna allusione in questo alle [...] «pop» [...] «No, fu una scelta dettata [...] amicizia o da opportunismo estemporaneo. Tanto più che quelle opere [...] numerate [...] al dieci. Fatte per [...]. E infine veniamo [...] sorpresa della «boîte» artisti-ca [...] la compo-nente alchemica. Un insieme di [...] ermetici presenti sin da un [...] del 1915-23: «La [...] mise à [...] par [...]. Solo un ghiribizzo, professo-re? «Difficile [...] componenti. Richard Hamil-ton, critico inglese [...] di più certi aspetti, intra-vede in [...] un uso filolo-gico molto [...]. Cre-do che se ne [...] di lettura cosmica, per quan-to non mistica, [...]. In questo senso [...] un preciso rap-porto col Surrealismo. E poi con [...] di [...] gli archetipi [...]. E così, alla fine di [...] pic-colo viaggio «dentro [...] il grande trasgressore, compagno [...] come un «credente». Un cre-dente, beninteso, [...] oggettiva delle cose. [...] e conquistare proprio attraver-so [...] assoluta [...]. [...] Dorfles: È la figura chiave [...] arti visive di questo secolo [...] Ruota di bicicletta di Marcel [...]. In basso [...] con Man Ray E sullo [...] giocava a scacchi con Man Ray ALBERTO CRESPI Se [...] linea congiunge Marcel [...] con Andy [...] co-me suggerisce Gillo Dorfles [...] di questa pagina, è una [...] in parte fatta di pelli-cola. È singolare, infatti, che [...] abbiano frequentato il cinema in mo-menti diversi [...]. [...] è stato sia regi-sta, sia [...]. A parte gli esperimenti [...] (come la tri-logia di [...] e [...] per [...] il cinema era un [...] fissare i propri happening concettuali: «Empire State [...] inquadratura del [...]. [...] usava il cinema come poi [...] polaroid, in una fase in [...] le convenzioni narrative del cinema classico sembravano [...] posto a un magma informale. [...] invece, incontra il cinema negli [...] quando il mezzo si sta [...] come la «nuova ar-te» del [...] plasmabile alle [...]. Dal punto di vista iconografi-co, [...] resta nella storia del cinema [...] che vedete [...] sopra: è una scena di [...] diretto da René Clair nel [...] e Marcel gioca a scacchi con Man Ray sui [...] di Parigi. Dopo [...] con Clair, [...] realizzò vari corto-metraggi sperimentali, metten-do [...] in essi [...] che ac-compagnava le sue «trovate» [...] dadaiste. Vanno ricordati almeno [...] cinéma» (la prima parola [...] della seconda), con Man Ray e [...] (1927); «Le [...] du château de Dès», [...] Mallarmé, [...] con Man Ray (1929); lo sketch, ispirato [...] «Nudo», in [...] Can Buy», film collettivo [...] lavorarono Richter, Léger, [...] Ernst e il solito Ray [...] un ultimo corto, sempre per Ri-chter, in [...] gioco degli scacchi. Il cerchio si chiu-de, e [...] gli scacchi [...]. /// [...] /// Il cerchio si chiu-de, e [...] gli scacchi [...]. (0) (0) ![]()
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