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Nella capanna dei giochi scritte [...] diavolo e i pedofili «Con me e Simeone [...] papà» [...] del cuore confessa e coinvolge [...] genitore che è stato poi fermato, indagato per [...] interrogato per ore dai [...]. Conferme sulla versione del [...] fratello maggiore «Con me [...] papà». Dopo ore [...] Michele (il nome è inventato), [...] amico del cuore della vittima, è crollato. In quella capanna con lui [...] Simeone [...] anche il padre, un uomo [...] precedenti di violenze sessuali proprio [...] della [...] famiglia che è stato fermato [...] di omicidio [...]. [...] di dieci figli. Una di loro lo [...] per stupro. Ma sembra che [...] avesse relazioni omosessuali an-che [...] maschi. Michele ha balbettato quella [...] lacrime. E a un certo [...] «È stato lui, papà». La versione di Michele [...] dal fratello maggiore del piccolo, un ragazzo [...] che vive con i genitori. Un colpo di scena, [...] quel-lo di ieri sera alla Procura di Roma, [...] del [...] Pietro [...] del capo della Mobile [...] Ni-colo [...] e della [...] del Tribunale dei minori, Simo-netta Matone. [...] 59 anni, fi-no a [...] rimasto al quar-to piano, nella stanza di [...]. Poi è stato fermato. La moglie, che per [...] era rimasta al commissariato di Ostia, ieri [...] resa irreperibile. Crolla, dun-que, [...] del [...]. Al momento gli inquirenti [...] incastrare le tessere di questo puzzle buio [...]. Un affresco di degrado [...] di ora in ora si fa sempre [...]. [...] parte [...] trop-pi punti oscuri in questa [...]. Innanzitutto il modo in [...] Simeone [...]. [...] au-toptico ha rilevato che [...] deceduto per asfissia provocata da un rigurgito [...]. Prima pe-rò è stato [...] da Mi-chele. Lui, Simeone e il [...] nel capanno assieme. Sem-bra che Simeone, capito [...] in cui era stato coinvolto era di [...] sia ribellato. Il pic-colo cade con [...]. /// [...] /// E nella baracca ri-mangono [...] e Simeone. /// [...] /// Lo copre con una lastra [...] compensato. E torna a casa. Il peso del legno preme [...] di Si-meone, ancora vivo. Un rigurgito lo soffoca. Nessuna frattura allo sterno [...]. /// [...] /// Michele ora è stato [...] istituto religioso della capitale con un «provvedimento [...]. Il suo racconto non [...] inquirenti che hanno voluto scavare tra le [...] famiglia difficile. Ieri sera la svol-ta. Storia [...] consumata in poche ore durante [...] sera [...] a un chilometro di distanza [...] case popolari dove i due bimbi vivevano. La baracca dei giochi [...] trasformata in un luogo da incubo. [...] della capan-na, costruita alla [...] grande pino marittimo, ora ci sono tre [...] bianchi in memoria di Simeone. Storia [...] si diceva, e atmosfera tesa, [...]. Pro-prio a cominciare da [...] di sedie rotte, fogli di cellophane, oggetti [...]. Che fosse un posto [...] lo si capisce solo da-gli involucri di [...] da masticare lasciati per terra. Per il resto, la [...] bri-vidi. E fa paura soprattutto [...] di plastica bianca rico-perto da scritte che [...] una puntata di [...]. La stessa calligrafia, roton-da [...] inciso sul piano con un pennarello rosso [...] frasi che parlano solo di morte: «Per Recchia, [...] più grandi pedofili del mondo», «Per Diavolo, [...] grandi sacer-doti di messe sataniche. Ha ucciso più di [...] 10 anni e 30 mila donne prima [...] per riti. È ricercato con una taglia [...] un miliardo». [...] chi dice che i macabri [...] siano frutto dei reiterati ascolti di Mondo Ra-dio, emittente [...] trasmette la [...] ultima frontiera della [...] quella più amata dai ragazzini [...] borgate. Tra queste quinte pol-verose [...] caduto Si-meone, otto anni. /// [...] /// La polizia lo ha aspetta-to [...] spiaggia, [...] ieri. Era in mare, su una [...] del padre pescatore. La madre racconta che [...] gli hanno dato neppure il tempo di [...]. Nella stanza del com-missariato Michele [...] cose gravissime, si è assunto delle responsabilità [...]. Ha pian-to, balbettato, ha «confessato» [...] cosa grande, troppo grande. Non era complicato [...] da mostro. Michele, il presunto omicida [...] Simeone Narducci, è un ragazzino difficile: seguito da un [...] disposizione del Tribunale dei Minori per un [...]. Ultimo di die-ci figli, Michele [...] uno dei palazzi di via Capo delle Armi, [...] alla casa dei [...] col padre, la madre [...] di 31 anni. Gli altri della famiglia, [...] avevano lasciato [...] stretto do-ve adesso vien [...] consumavano violen-ze, abusi. Il padre, piccolo, tarchiato [...] quella madre piegata su stessa, con la [...] dipinta sul volto. [...] ne-gata, ma per davvero, [...] due bambi-ni inseparabili, sempre assieme. Anche la gente della [...] prima che venisse fuo-ri [...] padre, dicevano che Michele era «strano», «diverso». Ma diverso come? «Stava [...]. I genitori tornavano a [...] di sera. E lui per tutto il [...] in cortile -racconta una giovane [...] -. Più di una volta [...] mentre tirava bottiglie contro i treni. Altre volte saliva [...] piano del palazzo e [...] accen-deva dei falò. Una volta ha rubato [...] miei bambini. Quando gli ho chiesto [...] ha spintonati con violenza». Lo descri-vono tutti cosi, Michele. Molto nervoso, aggressi-vo, un [...] gradasso. Delle volte era gentile, [...]. Poi gli prendevano come [...]. /// [...] /// E io penso che [...] Simeone [...] cose siano andate così. Ha perso la testa. Unanime il commento tra [...] gialli e scorticati. Certo, non è colpa [...] Michele, gli occupanti di via Capo delle Armi, [...] più in quel cortile di sabbia e [...]. /// [...] /// I malati vanno assistiti, [...] strada». Michele «diverso». Con un cerchio nero [...] sulla testa. Vittima, carnefice e poi [...] di chissà quante paure. Chissà quanto dolore. Un rosario di aggettivi, [...] per [...]. Un «baby killer», così [...] per 24 ore, che grazie anche al [...] sociali di zona era riuscito ad essere [...] media e che tutti volevano mettere in [...]. Quando è stato trova-to [...] Simeone, sembra che abbia detto [...] adesso con chi giocherò?». /// [...] /// Aggredita troupe di [...] ROMA. Era con me , [...] un altro figlio. Penso, invece, che il [...] di dire la verità. Credo che sia minac-ciato [...] che abita in qualche baracca della zona. Già altre volte, lo [...] picchiato». Chi parla, così, con [...] disfatta, è la madre del bam-bino sospettato [...] Si-meone [...]. La donna [...] i giornalisti fuori dal Commis-sariato [...] Ostia dove, più [...] stata invitata ad entrare [...] una volta interrogata. Prima però ha voluto [...] precisare. /// [...] /// Sabato eravamo a Ponte [...] Sca-fa, [...] Fiumicino, dove abbiamo [...]. Poi, domenica, mio figlio [...] uno dei fratelli più grandi, di in-contrarsi [...] fratello che vi-ve a Roma. Volevano andare al mare [...]. Però i due fratelli [...] sono riusciti ad [...] andati ugualmente alla spiaggia, [...] Tognazzi. Verso le 20 in-vece [...] casa a Ostia, sono [...]. [...] insieme e verso le 22 [...] tornati a casa in via Capo [...] mio figlio, [...]. La donna, continuando a [...] contraddittorio, ha ancora aggiunto: «Mi [...] vuole un avvocato per mio fi-glio, ma noi non [...] una lira. Come facciamo? La gente mi [...] la [...] un [...]. E ancora ricomincia di [...] precisare e raccontare ai giornalisti: «Mio figlio [...] tranquillo che beve ancora il latte al [...]. Io lo preparo insieme [...] lui beve tranquillo, bravo bra-vo. Simeone aveva trovato in [...]. Solo con lui giocava. Una vol-ta a casa nostra [...] una volta a casa [...]. Mio figlio, quella domenica, [...] Ostia. /// [...] /// Stava con me e [...]. Questa è una vendetta di [...] gen-te, quei marocchini. E io, [...] in mezzo a una [...] vi ho già spiegato, non posso rimettere [...] se non voglio essere me-nata». /// [...] /// Anche [...] giorno si vociferava che [...] di Simeone fosse un ragazzo [...] colore. E una donna delle case [...] origi-naria di Torino, ha denunciato un episodio di violenza [...] della [...]. Sembra che, dopo il [...] del piccolo, un bimbo somalo sia [...] di via Capo delle Armi. Il ragazzi-no, portato più [...] era rimasto a lungo a colloquio con [...]. Poi è stato sca-gionato. Intanto, [...] occupate, continuano a non [...] parlare con i giornalisti e [...] vola-no insulti. In questo clima, alcuni energumeni [...] ancora identificati, ieri mattina hanno organizzato una [...] «troupe» di [...]. Della «troupe» facevano parte [...] Ninfa [...] e gli operatori Francesco [...] e Simone Trecca. I tre colleghi hanno [...] andate le cose. La «Troupe» si trovava [...] Capo delle Armi, in macchina. Arrivati ad una interru-zione stradale, [...] di [...] ha fatto marcia indietro, ma [...] è trovata la strada sbarrata da una [...] bianca che ha puntato direttamente [...] gruppo. Il conducente, subito do-po, [...] a gridare «Assassini, assassini». [...] con i giornalisti ha allora [...] strada, ma è sbucata ancora [...] macchina che ha chiuso la via di fuga. A questo punto, il [...] sceso ha preso a [...] dei giornalisti e poi, dopo avere strap-pato [...] mani [...] la frantumata per terra. [...] sbucati altri aggres-sori. Ma, ormai, uno dei colleghi [...] già chiamato la polizia con il [...] stato un fuggi, fuggi generale. I colleghi di [...] si sono dovuti re-care [...] Ostia per farsi medicare contusioni varie che sono [...] in sei giorni, [...] è stata stigmatizzata dalla Federazione Na-zionale [...] Stampa, [...] Stampa romana e dal [...] di [...]. [...] giornalisti mentre stanno svolgendo [...]. Il tavolo [...] del capanno nel quartiere [...] Ostia [...] è stato trovato morto il piccolo Simeone Narducci Corrado [...] Anna Oliverio Ferraris: «Troppi [...] porno». Maria Rita Parsi: «Vivono [...] familiare» «Crescere nel gruppo allo stato brado» ROMA. Non credono che possa [...] bambino da solo, a [...]. Né si stupiscono di quelle [...] sul [...] protagonisti di mitiche imprese [...]. [...] su chi possa averle [...] immaginare come probabili autori proprio i bambini. E chiedono, come principale [...]. Così la pensano, in [...] che si sa per ora sulla vi-cenda [...] Ostia, [...] psicologhe Anna Oliverio Ferraris e Maria Rita Parsi [...] scritto il suo ultimo libro pro-prio sui [...] abusi) e il [...]. Anna Oliverio Ferraris. Tra ragazzini, quando sono [...] crea solidarietà, compli-cità. È difficile che si [...] a meno che non [...] rancori. E poi, anche questa [...] la vittima è il più giovane. Si cerca il soggetto [...] età e magari anche per carattere. Il piccolo si sente [...] con i più grandi. E ten-de a fare [...] gli dicono. Il bimbo, questa volta, [...] perché andavano al di là. Vista [...] in ogni caso, la [...] quella di ragazzi allo sta-to brado. Magari scolarizzati, ma non [...]. Se nes-suno li aiuta, [...] bra-di. E a [...] possono essere sia buonissimi [...] pro-vano piacere anche a fare del male. Vanno indirizzati, controllati, per-ché [...] è quella, nes-suno crede più al mito [...]. Sono proibiti ma circolano. Uno di quei giochi [...] in un bar, proprio a Roma: bisognava [...] donne nude. Poi, cer-to, ci sono [...] che a volte danno questo genere di [...] sadismo. Infine, quei ragazzi possono [...] in famiglia, magari solo botte». Intanto [...] man-da messaggi di ogni genere, [...] dai mass media. Per compensa-re, bisogna dare [...] per capire nel modo giusto. E fare qualcosa che [...] pudore e disciplina, non si faceva: parlare [...] degli impulsi, delle emozioni, anche di quelle [...]. Ancora una cosa: il clan [...] non [...] più, non aiuta più. Le giovani coppie vanno [...] i bambini: per loro, i figli so-no [...]. /// [...] /// E poi, purtroppo, si [...]. Sono cose che succedono [...] altro da fare: sport, giochi. Secondo me, sono cose [...] anche cento anni fa, ma senza così [...]. Da noi, a Napoli, [...] spesso il problema dei ragazzini ar-mati. Questo è il frutto [...] società. /// [...] /// E in cui al [...] danno responsabilità. Pe-rò magari lo si [...]. E in-tanto i genitori [...] loro dei ragazzi, pretendendo che i figli [...] soli. I bam-bini sono bombardati [...]. Maria Rita Parsi. Ma la violenza no. E certo i telegiornali [...]. Tutta la tv in [...] continuo di delit-ti, sparatorie, aggressioni. Non a tutti i [...] lo stesso effetto. Dove [...] più vuoto familia-re, cosa [...] tra ricchi che tra poveri, ci sono [...]. Perché se non ci [...] mediano, il bombarda-mento è quotidiano. Poi si conti-nua a dare [...] colpa [...] ma intanto si sa che [...] impor-tante denunciare quel che succede. Si tratta di trovare [...]. Che è la cultura [...]. Infor-mare sapendo come [...]. Loro sono spugne che [...]. Nel [...] quando lavoravo in borgata, era [...]. A casa i bambi-ni [...] Messali-na. Adesso, è ancora peggio. Certo la libertà è [...]. Ma poi, è come [...] chiudere i mani-comi è [...] sacra, ma se i [...] a se stes-si, diventa [...] di regressione che fa [...] dei manico-mi. Io non invoco la [...] la cultura. Ci vuole una siste-matica, [...] fatta da persone competenti insieme alla gente. Serve il mediato-re culturale, [...] organico. E [...] infanzia deve diven-tare un obiettivo [...] il lavoro. Se non investiamo sui bambini, [...] sarà il futuro?». /// [...] /// Se non investiamo sui bambini, [...] sarà il futuro?». (0) (0) ![]()
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