Ricordo ancora le accese [...] bravo della classe, che invece seguiva docilmente [...]. Anche in letteratura, fra [...] i diciassette anni, feci da solo le [...]. Dopo le immancabili letture [...] e le facili e ripetute commozioni sul Werther [...] Goethe, mi detti ben presto alla lettura dei [...] soprattutto, [...] Maupassant, che per mesi [...] sono portato dietro in treno, fra Pontedera [...] Pisa, [...] smilzi volumetti grigi della [...]. Ma decisiva fu soprattutto [...] Malavoglia, che avevo scoperto [...] fra la quinta ginnasio [...] liceo nella biblioteca lucchese del mio prozio. Veramente lui insisteva perché [...] Storia di una capinera («il capolavoro di Verga», [...] io volli invece [...] romanzo, probabilmente perché lo [...] nel commento scolastico di Russo ai Promessi [...]. Evidentemente I Malavoglia, a [...] Storia di una capinera, non dovevano riscuotere grande [...] di mio zio, perché [...] me li regalò. Era [...] del 1954: giallina, ma con [...] bianca, a bande rosse sui lati. [...] per caso, frugando nella [...] padre, avevo trovato una antologia della critica [...] della monografia verghiana di Luigi Russo. La lettura simultanea del romanzo [...] del suo critico fu una rivelazione, che probabilmente ha [...] molte [...] scelte successive. Quel lirismo verghiano rattrappito, [...] apparve subito più congeniale di quello troppo [...] Werther (almeno cosi come lo avevo allora ingenuamente [...] stessa direzione -quella di [...] di una masochistica [...] andavano la poesia di Sbarbaro [...] scoperto su un [...] popolare della poesia del Novecento [...] mi aveva conquistato) e quella degli Ossi [...] avevo comprato [...] dello «Specchio» Mondadori del [...]. Attraverso il commento di Russo [...] mi apparve densa di segreti prima neppure [...] di percorsi ricco di aperture e di [...] critica poteva scoprire e portare alla luce. Ricordo che cercavo sul [...] Malavoglia i passi che più sembravano adattarsi alle [...] che poi pazientemente ricopiavo a matita sui [...] anche [...] e [...] con altre [...]. Insomma, senza [...] cominciavo a imparare il mestiere [...] critico. E infatti, subito dopo, [...] mi trovai pienamente a mio agio nello [...] italiana. [...] era anche [...] materia in cui riuscivo veramente [...] nelle altre ero appena discreto o sufficiente. Non sono mai stato [...] classe, e ci tenevo a non [...]. Dopo la maturità, [...] precedente [...] fondai, con alcuni compagni di [...] un giornale [...] e letterario. Mio padre, allora, faceva [...] scuola e dirigeva un giornale intitolato «La [...]. Andai dal suo stesso [...] Pacini, [...] Pisa, e stampai li «Voci di giovani». Come si vede, la [...] in iniziative giornalistiche è stata assai precoce. ///
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Come si vede, la [...] in iniziative giornalistiche è stata assai precoce.