La finzione, onnipresente nella [...] instaurare un rapporto di continuità, di omogeneità [...] e le monde: eppure questa continuità non [...] aspetto del reale, una di quelle apparenze [...] Proust [...] additare al lettore della Recherche per poi [...] in mille sfaccettature contraddittorie. [...] teatrale, infatti, con la [...] libertà fantastica, con il suo [...] di gioco disinteressato, è [...] della commedia mondana dominata dalle [...] proprio, che ogni individuo strenuamente [...] a spese degli altri. [...] troverà forse la [...] espressione più alta in una [...] del [...] quella in cui la « [...] infernale » dello snobismo trascinerà tutti gli invitati della Berma alla festa, ben più elegante, dei [...] lasciando la vecchia attrice, sorta [...] maschera pietrificata [...] e dal dolore, ad impersonare [...] o la morte, tra i [...] del suo ricevimento fallito. Ma anche [...] dei [...] da noi preso in esame [...] la [...] apparizione, sia pur brevemente, una [...] che sembra incarnare, come una sorta di [...] lo spirito del teatro, non [...] la tragica solennità della Berma, ma con una grazia [...] tempo stesso perversa e infantile: è [...] danzatore che attira [...] di Rachel e scatena la [...] di [...]. La [...] apparizione ha qualche cosa di [...] che lo isola, come il folletto di una féerie [...] dalla folla prosaica e borghese che popola, durante [...] lo spazio dietro le quinte. Fui felice di scorgere, [...] o quei signori che salutavano le attrici [...] fumavano, come in un luogo di ritrovo, [...] tocco di velluto nero, gonna celeste e [...] di rosso come una figurina di [...] che, con le labbra [...] occhi al cielo, abbozzando graziosi segni col [...] e saltellando leggermente, sembrava appartenere ad una [...] diversa rispetto a quelle persone ragionevoli in [...] le quali perseguiva come un folle un [...] cosi estraneo alle preoccupazioni della loro vita, [...] abitudini della loro civiltà, e libero persino [...] natura, che risultava altrettanto fresco e riposante [...] una farfalla perduta nel grigiore [...] folla, il seguire con [...] gli ornamenti della scena, quegli arabeschi naturali [...] i suoi gesti alati, capricciosi e [...]. La bellezza del volto [...] Rachel, [...] ha attirato in teatro il Narratore e [...] non esiste fuori dalla [...] prospettiva del palcoscenico si polverizza, si dissolve [...] di macchioline rosse. È una bellezza che esiste [...] della lontananza, e la [...] precarietà non può non ricordarci [...] un istante la precarietà di ogni bellezza terrena. Anche la bellezza del [...] di velluto non è immaginabile fuori dal [...] un gioco prospettico a [...] come nel caso di Rachel, [...] combinazione, non meno effimera, di un travestimento [...] un maquillage surreale, che paiono rimandare a [...] sogno. Tuttavia la figura del [...] limita ad evocare davanti a noi, ancora [...] costellazione [...] Proust, I [...]. Bonfantini, Torino, Einaudi, 1978, [...]. ///
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Bonfantini, Torino, Einaudi, 1978, [...].