Ed ecco De Gaulle [...] un anno. Ecco [...] per un primo bilancio delle [...] e delle passività [...] del governo gol-lista. A dodici mesi dal [...] militare di Al-geri una sola [...] Francia, è reale [...] di una situazione costruita [...] della presunzione e della demagogia: la progressiva [...] De Gaulle. [...] che dovrebbe rappresentare, se-condo [...] la stragrande maggio-ranza dei francesi, che nel [...] del 28 settembre raccolse quasi [...] validi, si ritrova a mani vuote, arroccato [...] della [...] onnipotenza che non ha [...] in Francia nè in Algeria. Per spiegare que-sta solitudine, [...] del resto accen-tua col suo superbo distacco [...] la sede presidenziale [...] troppo angusta oramai, e [...] cuore di Parigi, sarà abbandonata per un [...] dintorni della capitale) è necessario seguire passo [...] della situazione in-terna francese dalla data cruciale [...] 1958 a oggi. [...] certo che, al momento [...] forza fascista, De Gaulle era pronto ad [...]. Lo aveva già sollecitato nel [...] era tornato a [...] nel 1947 attraverso le forme [...] del [...] du [...] e ora gli si pre-sentava [...] un omaggio alla [...] persona nel pieno disfacimento delle [...] repubbli-cane. De Gaulle, evidentemente, non [...] coi [...] o i [...] nè la [...] attività può identificarsi con [...] della rivolta: ma nessuno può obiettivamente negare [...] sfruttò le forze più re-trive suscitate dal [...] li-quidare un « sistema » (quello democratico [...] ostinatamente com-battuto compiendo, in tal modo, una [...] sarebbe mai riuscito a [...]. Di [...] la giustezza [...] condotta dai comunisti francesi [...] De Gaulle ravvisa-rono subito non tanto il fascismo [...] del pericolo fascista. E la cosa è [...] oggi, dopo un anno di potere gol-lista, [...] dichiara apertamente che i [...] la conclusione di un conflitto soltanto rinviato [...] De Gaulle: « O saremo impic-cati noi o [...] di Parigi». In altre parole, o De Gaulle [...] col fascismo o sa-ranno i fascisti a [...] e a condurre a termine una operazione [...]. Di [...] ancora, la sterilità della [...] certa sinistra francese che, Mauriac in testa, [...] la « pu-rezza» dei sentimenti del generale [...] la brutalità e il cinismo fascista e [...] si aiuti De Gaulle nella [...] opera di « ricostruzione [...]. Come se il generale [...] nelle sue scelte, non fosse cioè [...] di una determinata classe, [...] da determinate forze, diven-tato presidente della Repubblica [...] obiettivi. Purtroppo, un anno di [...] ha ancora illumi-nato questa sinistra sui limiti [...] personale di De Gaulle. Cosa che ha capito [...] di elettorato demo-cratico che, dopo lo sbandamento [...] rifluito sul solo partito che non aveva [...] definire tutti gli aspetti del fe-nomeno gollista. Ma [...] entriamo nel vivo del problema [...] cioè del fallimento di questi dodici mesi di gollismo, [...] De Gaulle stesso come restau-ratore [...] dei francesi attorno [...] della [...] della [...] come pacificatore [...] e perfino come uomo della [...]. Nel maggio 1958, non [...] le destre ritrovano nel generale una apparente [...] antidemocra-tica sebbene, fin [...] i militari di colonia, [...] ultras [...] di Algeri e la [...] vedano da diverse angolazioni la necessità del [...]. Per i militari De Gaulle [...] garanzia della rivincita dopo le umiliazioni subite [...] Tunisia, [...] Marocco e in Indocina, è il nuovo Bonaparte [...] ridare [...] le glorie [...] passati. Per gli [...] di colonia è la cer-tezza che [...] resterà francese e che [...] schiacciata o confusa dalla presenza stessa del [...]. Per la destra eco-nomica, infine, De Gaulle è [...] forte che risolverà la crisi [...] sulle masse lavoratrici. Per quanto riguarda la [...] borghesia [...] garanti [...] e [...] cioè i capi [...] e cleri-cali [...] il generale è ancora [...] del [...] 1940, [...] il [...] che può evitare alla Francia la sciagura [...] il ba-stione tra il pericolo fascista e [...] fronte popolare. De Gaulle non ignora [...] non ignora che una qualsiasi forzatura politica [...] colpo la saldatura delle forze di opposizione [...]. Così, [...] del [...] giugno al re-ferendum del 28 [...] il suo giuoco è di una elementare semplicità: evitare [...] le scelte che possono [...] questo o [...] e condurre tutte queste forze [...] a votare per lui dando a ciascuna di esse [...] convinzione di [...] le aspi-razioni e gli interessi. ///
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Così, [...] del [...] giugno al re-ferendum del 28 [...] il suo giuoco è di una elementare semplicità: evitare [...] le scelte che possono [...] questo o [...] e condurre tutte queste forze [...] a votare per lui dando a ciascuna di esse [...] convinzione di [...] le aspi-razioni e gli interessi.