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[...] preparato a via XX Settembre, [...] del ministero guidato da Carlo Azeglio Ciampi, [...] che la [...] della quota istituzionale è [...] tassativo dai patti tra Tesoro e nucleo [...] Ina e Popolare Vicenti-na). /// [...] /// An-che martedì, alle quindici, Tafuto Osvaldo [...] presentato [...] A per [...] sgroppata di sedici ore fino [...] sette del giorno dopo. Mercoledì, solito rituale, purtrop-po spezzato [...] un tragico epilogo: [...] Tafuto Osvaldo, recita il comunicato [...] in bacheca [...] A, «mentre bloccava la flangia [...] accoppiamento di una tubazione rimaneva schiacciato tra la tubazione [...] il carroponte [...] numero 2». Non ci fosse stata [...] Tafuto in tre giorni avrebbe lavorato 48 ore. [...] settimana prima di mori-re [...] stesso ritmo, sa-bato compreso. Senza straordina-rio, dopo 26 [...] avrebbe potuto [...] al massimo 2 milioni [...] lo straordinario si supera, sia pur di [...]. Lavorava [...] ghisa, una specie [...] dentro [...]. Luciano Lama, quando la [...] scorsi si lasciò [...]. Ieri pomeriggio, nella chiesa di [...] un [...] più in là [...] quattro tute verdi [...] hanno reso onore al loro [...] il morto numero cin-que dentro le mura della fabbrica [...]. Niente rab-bia o indignazione: [...] una preoccupazione cupa, [...] rassegnata, il timore in-certo [...] accadere. Dice un giovanissi-mo parroco: «Rabbia [...] tristezza non devono [...]. E timi-damente aggiunge: «In [...] ci sentiamo feriti». Lo sciopero contro la [...] male. Testimonia Salvatore Cora-to: «Mi sgolavo [...] e loro a [...] che [...] un morto che risolve?». Mimmo Porcelli, Antonio Fusco [...] Ettore Santoro, del Consiglio di fabbrica, riconoscono [...] «Si, la riuscita dello [...] stata esaltante anche se gli impianti si [...]. Se lo sciopero è [...] di retribuzione legata agli obiettivi del mese [...] scio-peri un giorno e dalla busta paga [...]. Sul campo [...] un territo-rio doppio rispetto [...] Taranto, solcata da oltre cinquanta chilometri di [...] cinque anni sono ca-duti in diciot-to. Una vera strage che [...] dei morti per tu-more ai polmo-ni o [...] quali è stato compilato un terribile libro [...] mini-stro [...] con seimila firme. Nessuno, invece, tiene più [...] incidenti [...] minori che non si [...] esatta-mente. Spesso vengono camuffati al [...] fabbrica che dà soltanto tre giorni di [...] di [...] che scatta solo quando [...] più lunga. Dice Ciro: [...] chi con cinque punti di [...] dopo tre giorni deve tornare in [...]. Alle due del pomeriggio [...] del secondo turno che inizia alle quindici. [...] disagio e [...] pau-ra. Molti chiedono al cronista di [...] far nomi. Irresponsabili che non conosco-no neanche [...] fabbrica e il modo in cui [...] operaio. Sempre emar-ginato perché ero [...]. Ora mi [...] molto meno di me», [...] che viene da Lecce. Ni-cola ricorda: «Il terzultimo morto [...] è stato in officina. Ma non si fermarono [...]. Un [...] mi disse: può capitare». [...] ha inaugurato una politica che [...] a ottenere [...]. E non devi rompere [...] che venga assunto tuo figlio o se [...] o finire nel reparto giusto. Osvaldo aveva bi-sogno di [...] se era anche costretto a essere ricono-scente [...] assunto il figlio con un contratto di [...]. Tutti e tre gli [...] in quelle condizioni: si massacravano di lavoro [...] verso [...]. Dice Carmelo: «Scriva che [...] nel reparto, sempre so-lo. Se prendo una storta o [...] capi-ta un incidente, mi trovano solo a [...]. I motivi per [...] feriti, quelli per cui si [...] zitti e non si sciopera [...] fino a sfiancarsi perdendo [...] hanno [...] radice: il clima dentro [...] sta rapidamen-te peggiorando dal punto [...] vista delle condizioni di lavoro e della [...] salute e della di-gnità [...]. [...] far crescere i profitti senza [...] troppo [...] drammatica. [...] è palpabile: «Siamo stressati dai [...] di Riva che spingono sui [...] e i capireparto». Gli incidenti diffusi sono una [...] perfino più drammatica [...] dei morti. Il cinismo non [...]. È che tanti feriti, [...] sono la spia di una peri-colosità crescente. [...] Riva, si devono sedere [...] un confronto che verifichi reparto per reparto [...] cose e per correre ai ripari. La strategia deve essere [...] gli accordi senza lasciare tutto [...]. [...] statali a [...] Riva ha modifica-to drasticamente [...] alla [...] quelle tra azienda e [...] e dipendenti, tra dipendenti e azienda. Il ricorso massiccio agli [...] stuzzicando una propensione de-gli operai che vogliono [...] più. E intanto i con-trolli [...] le pratiche che prima ga-rantivano la si-curezza [...]. Può capitare che macchina-ri [...] solo in parte [...] un tempo necessari ora [...] meno della metà del tem-po. Taranto sembra assen-te, lontana. Et-tore Santoro, del consiglio di [...] avverte: [...]. Noi la fabbrica la [...]. Il Parlamento lancia il suo [...] ROMA La [...]. Antonio [...]. /// [...] /// Nedo Canetti [...] CAMERA DEL LAVORO «Ristabilire le [...] industriali e rispettare gli accordi È la soluzione» [...] 2. Chi scrive era nato [...] un altro importante centro del «pianeta ferro»: Bre-scia. [...] però, i padroni [...] ribattezzati «baroni del tondino», erano [...] tra valli impervie ed erano privati. Erano i Lucchini, gli Stefana, [...] Pasotti. È cambiato tutto. [...] stata come una Grande Guerra [...] ha scon-quassato proprietà, posti di lavo-ro, fisionomie industriali. Ora ri-tornare a guardare il [...] siderurgico è come ritrovare un vecchio amore e scoprire [...] mutamenti [...]. Altri settori [...] gli [...] -hanno, più o meno, [...] issati sulle cancellate delle imprese. [...] stata una trasmigrazione di mas-sa. Anche un mitico imprendito-re [...] ha dovuto abban-donare il [...]. Quelli che era-no piccoli [...] come Lucchini, come Riva, sono diventati grandi [...] pezzi dei ma-stodontici apparati pubblici. So-no i capitalisti privati, [...] passato glorioso. [...] abbandonato i loro ter-ritori: nelle [...] valli bresciane [...] del ferro persiste, malgrado le [...] soprattutto in [...]. Lumezzane è sem-pre un [...] e offi-cine dove si sfornano quantità impressionanti [...] rubi-netti. Le innovazioni tecnologi-che hanno [...] lavorazioni «a caldo». I posti [...] noccioline. Negli anni ot-tanta, raccon-tano [...] 120 mila lavorato-ri: sono diven-tati 35-40 mi-la. Il passaggio dello scettro [...] e pri-vati ha rappre-sentato il capitolo fondamenta-le, [...] della Grande Guerra siderurgica. Alcu-ne cifre (scovate nel [...] Internet [...] e tolte da un [...] 1996) parlano chia-ro: nel periodo tra il [...] 1996, in soli 48 mesi, 34. Che cosa ha prodotto [...] di privatizzazione? Quattro fenomeni importanti: è stato [...] di concen-trazione produttiva, economica e proprietaria del [...] il numero dei produtto-ri di dimensioni [...] è stata introdotta una [...] nei principali comparti siderurgici (laminati piani nel [...] Riva, [...] prodotti lunghi nel gruppo Luc-chini, gli acciai [...] i tubi nel gruppo [...] è cre-sciuto [...] internazionaliz-zazione del settore, sia [...] diretta di gruppi este-ri in Italia, sia [...] dei gruppi italiani. La rilettura [...] degli acquirenti di quei [...] fuoco fa scoprire accanto ai nomi italiani (Riva, Lucchini), [...] stranieri (i tedeschi [...] e [...] la [...] argen-tina, le svizzere Marzorati [...] il giapponese [...]. Come era cominciata la Gran-de Guerra? Quando, nel 1992, [...] era stata chiamata a [...] con la fles-sione della domanda di prodotti [...] riduzioni di produzione a livello mondia-le. La Commissione [...] europea aveva perciò proposto una [...] tonnellate di capacità produtti-va. Il piano di dismissioni [...] in Italia, dal Consi-glio dei ministri nel [...] misure come i [...] i piani di reimpiego, [...] mercati locali. Tra [...] di dismissione esemplari quel-lo [...] Bagnoli [...] da un pro-getto di [...] fortemente vo-luto [...] oggi ministro del Lavoro, [...] due milioni e mezzo di metri quadrati. Sono le rapide tappe [...] mutamento. Ma la Gran-de Guerra [...]. Francesco Ferrara, oggi responsabile [...] la [...] parla delle nubi nere [...] crisi asiatica, con le ripercussioni del caso [...]. Non [...] da stare tran-quilli. Intanto i siderurgici, come [...] prepara-no il loro contratto puntando so-prattutto sulle [...] come racconta Luigi [...] un altro dirigente del [...]. Un modo per farci [...] di «fine del lavoro». [...] ha trasformato, ristrutturato, di-slocato [...] ma è rimasto il gigante di sempre, [...]. Sempre intento a fornirci [...] cui siamo inesorabilmente cir-condati. /// [...] /// Sempre intento a fornirci [...] cui siamo inesorabilmente cir-condati. (0) (0) ![]()
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