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Ma De San-tis, prima [...] fu [...] gio-vanissimo -ispiratore e mae-stro. I suoi scritti su «Cinema» [...] al 1943 erano severi ma lungimiranti. [...] velo le inclinazioni poli-tiche che [...] maturando in quel gruppo di «fronda» antifascista [...] della rivista diretta da Vit-torio Mussolini. Ricordo la rispettosa at-tenzione [...] maestri Camerini e Blasetti; [...] di stimolo per gli [...] De Sica e Rossellini (pur impegna-to, questi, in film [...] gli accenti di grande considerazione per i [...] Poggioli, Castellani, [...]. Le sue critiche, insomma, [...] soltanto su predilezioni di tipo tematico e [...]. Certamente, con [...] delle stagioni roventi [...] fascismo, con [...] di [...] che incideva profondamente sul tessuto [...] del nostro Paese, irrompe-vano, sotto gli [...] il sopravvento nel panorama cinema-tografico [...] del dopoguerra. Ma De Santis, e [...] generazione sarebbe-ro giunti a privilegiare questo nuovo, [...] tipo sociale, sen-za tradire quel processo di [...] culturali, letterari, cinematografici degli [...] Venti [...] Trenta. Gli anni [...] del realismo magico, gli [...] in Italia, di Proust, Kafka, [...]. Non solo Renoir, [...] Vidor, dunque, ma anche [...] (lo ricordo come se fos-se oggi! E, ancora più a [...] amori letterari a volte [...] da motivazioni contenuti-stiche. [...] «Les Grand [...] delicatissimo e certamente assai letterario, [...]. [...] questa apertura verso tutta [...] il cinema europei e americani an-che nelle [...] decadenti [...] in erba raccolti intorno [...] «Cinema». E gli autori che -De Santis [...] testa -erano stati scoperti o sostenuti da [...] -e avrebbero conservato a lungo -come sogni [...] e romanzi di Maupassant, [...]. Lo stesso De Santis [...] accusato, da qualcuno, di [...] ceduto a tentazioni addirittura [...] In [...] veni-vano semplicemente ignorate le tracce profonde lasciate [...] De Santis -e in tanto neorealismo italiano -dalla lezione [...] tanti umori del Nove-cento così [...] assorbiti negli anni di [...]. E fu-rono proprio le [...] linguaggio [...] poi, il messaggio etico, [...] contenuti da lui propo-sti e proposti da [...] sconvolgenti e persua-sivi. La scomparsa di Giuseppe De Santis [...] in me una feri-ta profonda e il [...] particolarmente commosso perché io (come del resto Petri [...] altri) a lui debbo tutto. La collaborazione ai suoi [...] «Caccia tragica» e «Ri-so amaro», e soprattutto [...] a fare da solo, [...] da me fondata per [...] film [...]. A molti rimane un [...] di De Santis in questi ultimi venticinque [...]. /// [...] /// La [...] coerenza, il suo rigore etico, [...] quelle doti che lo hanno messo in conflitto prima [...] di una aperta censura, poi [...] la ri-gidità, indifferenza e stupidità degli [...] hanno ricevuto il premio più [...]. Ma non è stato [...]. De Santis ha insegnato [...] Centro, [...] scuola do-ve si era formato sotto la [...] Barbaro e Chiarini. Si recava ogni anno [...] Stati Uniti per [...] e seminari in vari [...]. E aveva fondato recente-mente a Roma una «Nuova Università del Cinema» dove quasi ottantenne era [...] ancora una volta a suscitare [...] amore sconfinato per il linguaggio [...] del nostro secolo. IL RICORDO Senza di lui [...] ce [...] fatta a camminare da solo CARLO LIZZANI [...] 2. Nei suoi film e [...] quali ha collabora-to ha saputo raccontare il [...] della ricostruzione, la provin-cia [...] cin-quanta. Le immagini di De Santis [...] le pagi-ne più belle del cinema italia-no». Gassman: grande respiro drammatico Per Vittorio Gassman , prota-gonista di Riso amaro , in De Santis [...] stato «un grande respiro drammatico unito ad [...] capaci-tà tecnica». Secondo [...] che spesso ha polemizza-to col [...] scomparso «sarebbe improprio e ridut-tivo [...] come neo-realista. Possedeva -ha det-to -una fantasia [...] che sapeva trasfigurare [...] ». Jacob: il poeta di operai [...] contadini Per il direttore del festival di [...] Gilles Jacob il regista [...] nella linea di Ejzenstejn e [...]. Ma è con Riso [...] la scoperta di Silvana Mangano -ha pro-seguito Jacob [...] San-tis ebbe al festival di [...] del 1949 la consacrazio-ne [...] suc-cesso del pubblico. Poeta della classe operaia [...] ricordato come un moralista rivoluzionario e un [...]. Freccero : dedico a [...] mia televisione «Conosco tutti i suoi film [...] detto il diretto-re di Rai due Carlo Freccero [...]. Credo che in Non [...] gli Ulivi il neoreali-smo abbia raggiunto il [...] alto. Quel film [...] amato alla follia. Mi ha formato quando [...]. Tutta questa televisione che [...] conclu-so -la dedico a lui». [...] un maestro e un [...] Per [...] segretario del Pds Massi-mo [...] «De Santis ha rappresentato [...] ri-ferimento nella storia del ci-nema italiano ed [...]. Pontecorvo : una vita [...] mito [...] gravissima perdita per il [...] grande dolore per tutti [...]. Così Gillo Pontecorvo ricor-da [...] regista scom-parso. Ricordo che , quan-do [...] al cinema , la mia massima aspirazione [...] di tanti giovani, era di riuscire ad [...] lui come [...]. [...] di Riso amaro era [...] europeo più conosciuto nel mondo. Un vero mito». Neorealista per sempre Silvana Mangano [...] «Riso amaro» Giuseppe De Santis, il regista di «Cac-cia [...] «Riso amaro» e di «Roma ore 11», [...] del neorealismo italiano, è morto venerdì sera [...] Roma [...] da un attacco di cuore. Aveva [...] e da un quarto [...] faceva più film. Non per [...] scelta, sem-plicemente perché non glieli [...] fare. [...] la [...] «espulsione» dal ci-nema italiano [...] dal 1972, col suo undicesimo e ultimo [...] «Un [...] professionista di sicuro avvenire». Era avvenuta ancor prima, [...] i produttori interven-nero pesantemente su «Uomini e [...] oppose, fu estromesso dal montag-gio e si [...] togliere il pro-prio nome. Per lavorare dovette esiliarsi: [...] Jugoslavia («La strada lunga un an-no», 1957) e [...] sovietica («Ita-liani brava gente», [...]. Il film jugosla-vo venne [...]. Il regista lo aveva [...] libertà e ne curò con particolare impegno [...]. Ma in Italia uscì [...] estiva, e quasi nessuno lo vide. [...] degli anni Quaranta, De Santis [...] tra i primi a indicare la via [...] la [...] del cine-ma nazionale: richiamò la [...] Verga in letteratura e lavorò per Visconti a «Ossessione». Nel [...] si accostò a Ros-sellini [...] chiamato «Desiderio», sospeso a causa degli eventi [...] in seguito da Pagliero. Nel [...] coordinò col montatore [...] «Giorni di gloria», che [...] di Visconti e di Pagliaro girati alla [...] Roma. Con la liberazione di Milano, [...] alla testa del gruppo romano investi-to dal [...]. Il suo apporto è [...] del film partigiano «Il sole sorge ancora», [...] affidato al regista Aldo Verga-no e che Beppe [...] suoi (Puccini, Lizzani, Pontecorvo, ecc. Dalla cascina lombarda, teatro [...] alla cooperati-va emiliana minacciata dal rigurgito di [...] legame è del tutto logico. È il tema del suo [...] ancora prodotto [...] «Caccia tra-gica». De Santis lo affronta [...] sbarazzino e maturo: è il primo del [...] la gru, e imprime alle sequenza evoluzioni [...]. Il suo linguaggio ha [...] mo-delli americani (King Vidor) e [...] a quelli sovietici dei [...] al Centro Sperimentale grazie al suo maestro Umberto Barbaro [...] gli ha anche insegnato a usare il [...] il «neo». Nella [...] ricerca di un messaggio [...] esita a servirsi degli [...] eredi-tati dal recente passato, [...] Girotti di «Ossessione». Con lui apprendono il mestiere [...] regista i suoi [...] abituali: Carlo Lizzani che nel [...] esor-dirà con [...] banditi! Nel [...] «Caccia tragica» desta sensa-zione [...] ed è premiato a Venezia, [...] al pubblico solo nel [...] sotto elezioni e in [...] le migliori sale occupate a valanga dai [...]. De Santis è già [...] personalità singolare ed eccentrica (Truffaut [...] «ro-mantica») si è ormai imposta nel pano-rama [...] specie poi quando nel [...] appare «Riso ama-ro». Il suo è un [...] carica ideologica da comunista dichiarato, ac-coppia un [...] di racconto spettacolare. Sta a contatto con [...] e nel con-tempo la trasfigura in una [...] espressivo. Nella cosiddetta «Trilogia della [...] con ac-centi quasi dannunziani [...] «Non [...] pace tra gli ulivi» -il solco che [...] cattivi è nettissimo, perfino manicheo, eppure il [...] i suoi personaggi nella stessa ma-trice: nella [...] popola-re, nei mezzi di comunicazione di mas-sa, [...] dal sistema di vita americano, nei generi [...] fotoromanzo locale. De Santis raccoglie la [...] gli intellettuali si occupino final-mente di ciò [...] sente il [...]. È il solo a [...] fa inesorabilmen-te a suo modo. Adottando i soggetti, il [...] ritmo che ritiene più adeguati al gusto [...] nel proprio realismo tutti gli elementi di [...] la massa frequenta e consuma. Così la realtà si [...] e il trionfo di «Riso amaro» è [...] sexy: Silvana Mangano in cal-ze nere che [...] diventa [...] più esaltante del cinema [...]. A questo punto scattano [...]. Le porte di Hollywood [...] il regista, se costui non fosse il [...] oltretutto deciso a perseverare. [...] comuni-sta non sfugge alle [...] gior-nale, che beninteso se la prende col [...] il suo erotismo, ma per il suo [...]. E il conflitto prosegue [...] perché -a partire dalla metà degli anni Settanta, [...] si è detto, è già out -De Santis [...] e quel che meno piaceva nel clima [...] neorealiste, si converte nel suo pregio maggiore. Zavattini è presente anche [...] e un giovane giornalista [...] Elio Petri, provvede [...] sul fatto di cronaca. De Santis lascia la [...] città, e convoglia gran parte dei suoi [...] un ventaglio di storie private attorno al [...] di un palazzetto sui cui si addensavano [...] per un solo posto di dattilografa. [...] corale, prorompe una vigorosa denuncia [...] rimane salda anche alla fine. Una volta che è [...] de profundis sul cinema che aveva sconvolto [...] che ne con-segue negli oscuri anni Cinquanta [...] voluto dal regime democristia-no vittorioso. De Santis, che appunto [...] Mangano le aveva anticipate, non ha certo paura [...] e ne prende subito una, Silvana [...] che sistema tra Massimo Girotti [...] Amedo Nazzari in un rutilante fotoromanzo napoletano su [...] «Un [...] per Anna Zaccheo». Più gu-stosa la fiabesca [...] «Giorni [...] tutta inventata nei colori [...] dove la coppia formata dal giovane Mastroianni [...] Marina [...] si beffa del paese [...] da noz-ze» in perfetto accordo coi genitori [...]. Si è già accennato [...] «Uomini e lupi», di ambien-tazione abbruzzese, con Yves Montand [...] la Mangano. Piuttosto è il caso [...] registi quali Petri, Pontecor-vo, Giraldi (e in Jugoslavia [...] sono usciti dalla [...] scuola, mentre non si [...] e gli attori da lui valo-rizzati o [...]. Come regista nei paesi [...] De Santis non ha certamente economizzato in mezzi, ma [...] affrontavano temi impegnativi: la costruzione di una [...] e la costa in un paesaggio ostile, [...] di Russia sofferta dai nostri sol-dati. Una [...] mitica sceneggiatura «italia-na», « Noi [...] crescere il gra-no», sembrò vicina a trovare [...] schermo nel 1951, dopo la trilogia con-tadina. Si profilò addirittura un [...] parte della televisio-ne. Ma il progetto di [...] delle terre nel Sud si [...] già allontanato a vista [...]. Ormai sto-rico, quel film [...] leggenda. Eppure rimaneva il più [...] nel cassetto di un regista controcorrente e [...]. Si può essere certi che, [...] quel vecchissi-mo sogno, [...] si era abbarbicato e che [...] fi-no [...] non ci mise mai una [...] sopra. Ugo Casiraghi Il grande [...] «Riso amaro» è morto venerdì sera a Roma Dal [...] sociale del dopoguerra al silenzio forzato degli [...] Beppe era ospite fisso al festival del [...] svolgeva ogni due anni a Mosca Dimenticato [...] Italia, [...] in Urss I camerieri lo salutavano e [...] snobbando De Niro seduto lì accanto: era [...] Beppe De Santis viveva a Fiano Ro-mano, nello [...] Franco Giraldi, e veniva a Roma raramente. Ripensare a lui, scavando [...] tornare a un luogo che non esiste [...] è molto cambiato. /// [...] /// Il fe-stival del cinema [...]. Un festival di cui De Santis [...] ospite quasi fisso: bastava che avesse voglia [...] viaggio, e Mo-sca era ai suoi piedi. Quello stesso re-gista che [...] Italia [...] faceva la-vorare, e che festival e [...] snobbavano, in Unione Sovietica [...]. /// [...] /// La ragione si chiamava Italiani [...] un film che in Unione Sovietica era [...] sembrava ai russi -sia alla nomen-klatura che [...] -il simbolo di uno slogan popolare, di [...] fra i popoli», che [...] di qualunque russo incontrasse uno straniero in [...] livello ufficiale, ma anche a livello amichevole. Italiani brava gente raccontava [...] italiani in Russia, durante la seconda guerra [...] schemi del genere più classico del cinema [...] bellico -e rimarcava, nello spirito del Disgelo [...] un pizzico di memoria [...] la differenza fra i [...]. Una cosa erano i [...] cosa ben diversa erano i nazisti. Il film era degli anni [...] ma ne-gli anni [...] (chi scrive seguì Mosca per [...] al [...] lo si ricor-dava ancora. Il festival si svolgeva [...] pa-rallelepipedo di vetro-cemento a due [...] dal [...] e dalla Piazza Rossa. Da un punto di [...] un festival «democra-tico»: tutti gli ospiti, giornalisti, [...] pranzavano nella stessa sala. E la scena, ricorrente, [...] al tavolo accanto [...] che so, Robert De Niro [...] volta, come presidente della giuria) o qualche [...] che i camerieri russi non riconoscevano. Al tavolo degli [...] invece, [...] Beppe, e si formava la [...]. I camerieri lo salutavano da [...] anno [...] qualcuno veniva sempre a [...] gli attori e i cineasti [...] lo omaggiavano come si omaggia un maestro. Era a causa di Italiani [...] ma non solo. [...] parola magica era «Fellini». In una di quelle [...] Intervista vinse il Gran Premio, [...] incredibile quanto i russi adorassero Fellini, da [...] con la «l» palatale. Ma accanto a Felli-ni, [...] Mastroianni, ama-to anche per I girasoli e [...] oltre che per La [...] per 8 e mezzo, Beppe De Santis [...] di uo-mini di cinema italiani che, per [...] erano un Mito. In mezzo a questa [...] Beppe [...] moglie Gordona, jugo-slava, si [...]. Se la godevano con [...] di soddisfazione, di ironia e di amarezza. [...] va da sé, veniva ripensando [...] che De Santis aveva saputo [...] meglio di chiunque al-tro e che si rifiutava di [...] fare altri film. E le difficoltà incontrate [...] regista, nel montare anche progetti produtti-vamente «piccoli», [...] assurde a confronto di Italiani brava gente: «Dicevo [...] il mio assistente di produzione era [...] -amava raccontare Beppe -. Per le scene di [...] e me ne dava-no [...] aerei e ne tro-vavo 30, chiedevo mille [...] arrivavano 10. Cifre, e ricordi, di [...] non si fa più: né da noi, [...] Russia. /// [...] /// Cifre, e ricordi, di [...] non si fa più: né da noi, [...] Russia. (0) (0) ![]()
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