Rino Dal [...] GREGORY, Scetticismo ed [...] su [...]. Bari, Laterza, 1961. Pagine 254, lire 2. Il filosofo scienziato francese Pierre [...] (1592-1655) appartiene alla « [...] dei fondatori della moderna scienza della natura. Di qualche decennio più [...] Galileo (col quale fu in corrispondenza), G. Un nuovo esame del [...] G. [...] del saggio di Gregory [...] non più una analisi del « sistema [...] quindi della [...] opera più completa, il [...] considerato, per così dire, [...] ricostruzione storica delle posizioni via via assunte [...] nella loro connessione con la problematica, le [...] e i successi della « nuova scienza [...]. Il Gregory ha proceduto [...] ricostruzione con estrema serietà, con padronanza perfetta [...] fonti e della precedente saggistica, e nel [...] pesantezza e pedanteria: le questioni più strettamente [...] nelle fitte note a piè di pagina, [...] lettore colto, ma non specialista, a esse [...] seguire senza fatica lo svolgersi della argomentazione [...]. Questa parentesi non riguarda [...] Tullio Gregory e il suo libro, destinato a un [...] di alta cultura, ma è piuttosto [...] per disapprovare la cattiva [...] crescendo, di scrivere libri e saggi accessibili [...] cerchie di poliglotti). Seguendo Gregory, [...] del G. Troviamo la polemica contro [...] contro il « sommo stolto, negromante e [...] ribellione contro la dittatura degli aristotelici; la [...] qualità occulte » e alle spiegazioni puramente [...] la affermazione (centrale) del valore decisivo [...] contro ogni « autorità [...]. Come elemento caratteristico del [...] G. Sorge [...] un primo nostro dissenso con [...] tesi del Gregory. Gregory, « medioevalista » [...] sottolinea giustamente (come già aveva fatto, in [...] Ludovico [...] una certa continuità tra [...] tarda scolastica e il rinascimento scientifico. A me sembra, tuttavia, [...] di sviluppo siano due: quella che ben [...] Gregory, e [...] che egli lascia [...]. Questa seconda linea di [...] chiamare « galileiana », taglia fuori completamente [...] e sorge direttamente dalla esperienza delle « [...] e dalla [...]. A questa prima obiezione [...] una perplessità che il bel saggio di Tullio Gregory [...] lasciato in noi fino alla fine. Gregory riconosce la limitatezza [...] anche entro [...] scientifico della [...] epoca: « il ricorso [...] non si inserisce in una [...] della scienza»; «la mancanza di una teorizzazione matematica del [...] priva [...] di uno strumento essenziale per [...] della natura che non sia semplice "descrizione" fenomenica. Gregory stesso parla, assai [...] avvicinamenti spesso equivoci »; ora, proprio lo [...] il più grosso equivoco. Per [...] non esiste conoscenza generale, [...] singolare », non scienza necessaria, ma solo [...] o meno utili alla descrizione dei fenomeni. Quando egli dice: « [...] ipse [...] » adopera le medesime parole [...] Galileo, ma con significato profondamente diverso. Perchè Galileo sa in [...] scritto, quel libro della natura, e afferma [...] la nostra conoscenza della natura (almeno intensiva) [...] quella divina, completa e necessaria; [...] invece invita semplicemente a [...] le « apparenze » della natura. La differente angolazione filosofica [...] linee di pensiero a divergere rapidamente. Per Galilei, per il [...] ci sono due « tipi e ambiti [...] e il divino »: ve n'è uno [...] della ragione scientifica. Di [...] la inevitabilità di un [...] compromessi, con la Chiesa. [...] pur affermando [...] e la libertà della [...] dei fenomeni e delle ipotesi che li [...] in alcun modo la sovranità della ragione, [...] che [...] non è dato conoscere [...] non è dato escogitare se non ipotesi [...] via a un facile compromesso della « [...] con [...] tradizionale. ///
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[...] pur affermando [...] e la libertà della [...] dei fenomeni e delle ipotesi che li [...] in alcun modo la sovranità della ragione, [...] che [...] non è dato conoscere [...] non è dato escogitare se non ipotesi [...] via a un facile compromesso della « [...] con [...] tradizionale.