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I cro-nisti romani meno [...]. Furo-no sospinti fuori casa [...] notizia e corsero sul po-sto, quasi increduli, [...] scena agghiacciante e in-delebile, che ora è [...] nostra storia: [...] quaranta minuti dopo [...] si ritrova-rono in tanti [...] a camminare smarriti in [...] irreale, calpestando i bosso-li, [...] inutilmente aperti, mentre poliziotti e carabi-nieri frementi [...] i lenzuoli sui corpi dei colle-ghi ammazzati. I primi cronisti guardavano [...] quei cadaveri incollati ai se-dili, e quello [...]. Quando fu coperto, il lenzuolo [...] riusciva a [...] tutto. Una mano restava protesa [...] dita aperte. Si contavano i buchi [...] macchina di Aldo Moro e su quella [...]. Sembrava tutto incredibile. Si ascoltavano mozziconi di [...] improbabili testimoni sul numero delle raffiche di [...] le voci più fantasiose. Come quella che vole-va Moro [...] rico-verato a poche centi-naia di metri, al Poli-clinico Gemelli. Una strana e terribile [...]. Non [...] la concitazione che ac-compagna [...] in quella prima ora, un vocia-re sommesso, [...] smarrimen-to e di vertigine che percorreva tutti, [...] quar-tiere, ai testimoni rinserrati in casa, ai [...] alti gradi delle forze [...]. Perfino i primi uomi-ni [...] terrei in volto in quella piccola strada [...] Balduina [...] un sen-so di dolorosa impotenza. [...] poi, non [...] nemmeno posti di blocco veri [...] propri. Fu-rono istituiti dopo un [...]. Gli eli-cotteri volteggiavano lontano, [...] dei terroristi che erano già al sicuro [...]. Il traffico veniva deviato [...] qualche agente smunto che nelle strade adiacenti [...] Fani invitava chi accorreva, a scendere dalle auto [...] spiegando che era successo «un fatto grave». [...] in quella prima ora, una [...] vera domanda che aleggiava [...] della scena. Quella [...] efficienza che lasciava attoniti [...] delle [...] che avevamo conosciuto fino [...] Quelle che, pochi anni prima, mettevano i cartelli [...] qualche capetto di fabbrica? Strano, la concitazione [...] passare delle ore, mano mano che la [...] trovò spazio nelle menti di tutti. Sì, il fatto incredibile [...] ed era stato rivendica-to. Moro era davvero nelle [...] Brigate rosse e con quella realtà bisognava fare [...]. Quella mattina non mancò nem-meno [...] del grottesco. Fu inscenato dal [...] che con aria impomatata [...] poca distanza dai cadaveri degli agenti di [...] famosa frase: «Nutriamo un ra-gionato ottimismo». [...] a suo modo fa parte [...] film della storia. Ma forse, a distanza [...] perfino quella frase acquista un senso. [...] bisogno di reagire allo sgomento [...] lo Sta-to doveva dare un segnale rassi-curante [...] che guardava i telegiornali o [...] le edizioni straordinarie dei quotidiani. Andreotti fu più convincente, [...] tardi. Spiegò un concetto che [...] tutte le divisioni o i pre-giudizi per [...] chiarissimo. La democrazia può a [...] di fronte a chi sparge sangue, ma [...] fine, è sempre più for-te di tutto [...]. /// [...] /// E infatti a quel [...] non era più a via Fani. Quel tor-nado di ferocia [...] alla scorta e il [...] Aldo Moro, era già metabolizzato e in qualche [...] interrogativi che affollavano la mente di tutti. Come avrebbe reagito la [...] E [...] risposta avrebbero dato gli operai, in no-me [...] quel sangue era stato sparso? Se nelle [...] inneggiato, o si fosse stati indifferenti, anziché [...] a mostrare sdegno? In chi militava a [...] ore, [...] maggio-re: era palpabile la [...] di [...] essere sia pure alla [...] quella follia omicida. Era la paura che [...] siete sde-gnati, ma sono figli vostri, lo [...] delle bandiere. [...] la preoccupazione che qualcuno potesse [...] la follia delle [...] per bloccare [...] della solidarietà nazionale. In fondo, non era [...] pro-tagonista di quella fase nuova della vita [...] A [...] i sentimenti di quella mattina bisogna dire [...] della democrazia si impo-se subito. Si capì nel giro [...]. Non tanto perché il [...] la fiducia in gran fretta (la sera [...] Pci, insoddisfatto delle scelte di alcu-ni ministri, sembrava [...] ma perché gli anti-corpi [...] subito. Bastava fiutare [...] delle strade. I cronisti furono sbalzati [...] Fani alle case dei familiari dei po-veri agenti [...]. Figli di gente semplice [...] in periferia, in case modeste. Per ar-rivare alle porte di [...] fami-glie, si attraversava una città [...] ma non più attonita. Nei posti di lavoro, [...] fabbriche, la produzione si era fermata ancor [...] sciopero generale fosse indetto dai sindacati. Non [...] segna-li di indifferenza o di [...] celata solidarietà [...]. [...] as-semblee in corso un [...] dapper-tutto, si preparava la manifesta-zione [...] piazza S. Giovanni, quel-la in cui [...] volta le ban-diere rosse del Pci si [...] quelle bianche della [...]. Anche questo fa parte [...] storia. Le strade erano piene [...] attacchini dei partiti spalmavano manifesti sui muri, [...] le edizioni straordinarie dei gior-nali. La mattina di via Fani [...] una giornata ventosa, di sole tiepido. [...] era [...] cosa: era cupa. Ma non [...] le cose più pericolose: [...] e la rassegnazione. Anche se tanti ricatti [...] sarebbe corso ancora, alla fi-ne di quella [...] delle [...] era già virtualmente sconfitta. [...] era in piazza o [...] il dolore si consumava nelle case dei [...] scorta. Un dolore senza urla, [...] che sembrava un misto di fedeltà allo [...] e di rassegnazione per un destino amaro. Erano tutti figli [...] povera i cinque as-sassinati, [...] Sud, uno della provincia di Torino. Lavora-vano sodo, per pochi [...]. /// [...] /// Nugoli di croni-sti, alla [...] mattina, premevano e suonavano, e le pa-role [...] spose, erano quasi sempre lo stesse: «Che [...] Per due gior-ni si è sulla bocca di [...] la solitudine». È andata pro-prio così. I nomi dei poveri Leo-nardi, [...] Ricci, Rivera e Ziz-zi, [...] tante volte, ma per pochi giorni. Poi, del do-lore dei [...] è occupa-to più nessuno. Il sipario si è [...] appena i loro corpi sono stati seppelliti [...] paesi [...]. I riflet-tori sono rimasti accesi [...] miste-ri, e sui «protagonisti» degli anni di piombo. Che hanno confessa-to, spiegato, [...]. Talvolta con arroganza. Pochi so-no tornati a [...] de-gli agenti. In fondo i familiari [...] Stato non hanno fol-lie da raccontare. Bruno Miserendino [...] SI [...] Scioperi spontanei [...] e Pci si unirono nelle [...] «Per me il 16 marzo non è una data [...] solo un anniversario. Per-ché il ricordo di [...] presente ogni giorno, ogni ora della mia [...] anni a questa parte, e lo resterà [...]. Cinzia Leo-nardi, figlia del [...] capo della sicurezza di Aldo Moro caduto [...] quattro componenti della scorta a Via Fani, [...] quando il padre, Ore-ste, fu assassinato. Non le è facile [...] una delle pagine più nere [...] storia [...] repubblicana. Una pagina in cui [...] dice, «è entrata per uno sciagurato gioco [...]. Mio pa-dre mi salutò con [...] bacio, come [...] con Moro, che voleva sempre [...]. [...] amici e anche le famiglie [...] cono-scevano». Da molto tem-po ho [...] ma quando sono in Italia, [...] Roma dove vive mia madre, mi prende [...] diversa. No, a via Fani non [...] mai voluta andare e evito persino [...] mai avuto la forza di [...] dal [...]. Come molte ragazzine verso [...] io ero innamorata del mio. [...] mi è rimasto den-tro, non [...] potuto superare. Per questo per me, [...] mia fami-glia, parlare di perdono non ha [...]. Cinzia oggi è una [...] gli occhi e i capelli chiari, stesso [...] sguardo un [...] timido di quando era [...]. È anche madre di [...] ha la stessa età di lei quando [...] padre. Perdere una persona cara è [...] per tutti, ma [...] strappare in quel modo così [...] e brutale lascia un vuoto e un dolore che [...] si placheranno mai». Magari dirò [...] ma mi so-no meno [...] perché, almeno, sono coerenti con le idee [...] di essersi ispi-rati». Ci sono molte cose [...] non so più o forse non [...]. LE VITTIME I 5 uomini [...] scorta [...] della cronaca solo per poco [...] 1. Perché suo fratello fu [...] ucciso dalle Brigate Ros-se?« Sicuramente la scelta [...] Aldo Moro -risponde Alfredo Carlo, magistrato in pensione, [...] del Tribunale dei [...] di un saggio, «Storia [...] annunciato» (Editori Riuniti) che sarà in libreria [...] -derivò anche dal fatto che mio fratello [...] di una linea politica che avrebbe portato [...] non tanto a un superamento di una [...] di forti masse po-polari dallo sviluppo della [...] di una attenzione maggiore ai fermenti che [...] società civile». [...] a questa politica era diffusa. /// [...] /// Credo però che questa [...] un clima nel quale i brigatisti hanno [...] da colpire». Lei crede, o no, [...] mi-steri su quei 55 gior-ni? «Mi sembra [...] aspetti di questa vicenda non [...]. Allora lei è [...] con tutti quegli studiosi [...] concordemente evidenziato i nume-rosi «buchi neri» che [...] nelle ricostruzioni giudi-ziarie e in quelle fornite [...] «Io [...] credito a [...]. [...] leggere attentamente tutte le [...] state date in que-sti anni dai brigatisti [...] i conti non tornano. Sono state fornite ricostru-zioni [...] logica. /// [...] /// [...] «Le modalità [...] di mio fratello. È illogico che sia [...] in cui [...] raccontata gli ex [...]. È possibile, mi chiedo, [...] abbiano deciso di [...] in un garage con-dominiale, [...] a tutti gli in-quilini del palazzo, quando [...] un appartamen-to? È possibile che abbiano tran-quillamente [...] il ri-schio di essere scoperti? Mi pare [...]. /// [...] /// Secondo il racconto dei [...] alle 7 di mattina. Ma la peri-zia necroscopica [...] morte risalirebbe ad almeno un [...]. [...] la [...] rossa con il corpo [...] in via [...] verso le [...] fatta solo a mezzogiorno? Ci [...] spiegazione: che la [...] sia uscita quella mattina [...] Montalcini. /// [...] /// Allora pensa che via Montalci-ni [...] sia stata [...] prigione, [...] «Penso che la prigione sia [...] da qualche altra parte. [...] par-ticolare che mi fa dire [...] nei ri-svolti dei pantaloni [...] scarpe fu trovata della sabbia. I brigatisti hanno raccontato [...] di un tentativo di depistag-gio; che furono [...] a [...]. Mi sembra una giustificazione inve-rosimile. Ma perché, secon-do lei, [...] «Non è possibile fa-re ipotesi. [...] an-zi sono sicuro, che se [...] hanno racconta-to la [...] coprire qualche cosa che avrebbe [...]. Perlo Stato? «Se per lo Stato o se per qualche [...] ancora in libertà non [...]. A suo giudizio, già subito [...] il rapimento la sorte di suo [...] «È difficile [...] dire. Certo è che le [...] sono [...]. Poi episodi [...] Grado-li o il falso comunicato [...] lago della Duches-sa». Parliamo delle let-tere: nota [...] sulla loro attendi-bilità. Molti hanno sostenuto che [...] non sia il vero Aldo Moro. /// [...] /// La tesi della trattati-va [...]. Era una [...] diverse [...] filosofia del diritto e [...] pubblicamente ribadita al-cuni mesi prima [...] suo rapimento. Per il resto, non [...] alcu-ni temi delle lettere siano stati in [...]. Attraverso una lettura attenta, alcune [...] si possono capire. La lettera a Zacca-gnini: [...] durissimi. Ma poi si conclude [...]. Una formula impropria, per [...] per segnalare un [...]. [...] cosa: venti anni do-po, quali [...] si [...] «Bisogna essere consapevoli che i [...] non sono ancora stati chia-riti. Ma bisogna cercare la [...]. /// [...] /// Senza la verità non [...] di buono. Non si possono mettere [...] come queste e poi pensare al domani. /// [...] /// Gianni Cipriani LE VERSIONI [...] di buchi neri, incongruenze e illogicità. Forse si vuole ancora [...] PENSAVA che in casi del genere la fermezza [...]. /// [...] /// Forse si vuole ancora [...] PENSAVA che in casi del genere la fermezza [...]. (0) (0) ![]()
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