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Parla [...] Levin ARCHIVI . GIULIANO CAPECE LATRO Il proprietario: «Chiudo, sono degli ubriaconi» [...] 3. Il giornale che fu [...] Partito comunista sovietico ha cessato le pubblicazioni [...]. Vendeva 200 mila copie, [...] dodici milioni nella lunga era [...] rosso». I proprietari del quotidiano, [...] hanno deciso di chiudere [...] di fondere la redazione con quella del [...] che si occupa principalmente [...] e cronaca rosa. Non sono capaci di [...] di opposizione, persino i fogli governativi sono [...]. La crisi finale è [...] luglio scorso. Il direttore, [...] ha tentato di mettere [...] e [...] custodito nella cassaforte la [...] stata però cambiata dai proprietari. È stato il via [...] ferro che si è spostato sulla linea [...] campagna elettorale ha appoggiato [...]. Il 25 luglio la [...]. Ora [...] promette «aiuti». Ma per il giornale [...] non sembra ci siano più speranze. Nasce nel 1912 . Zar è [...] Nicola II. Fondatore della [...] quoti-diano che vuole opporre [...] alle bugie istituzio-nali, è Vladimir [...] cioè Lenin. Il giornale dal nome [...] il 5 maggio di [...] a San Pie-troburgo. La [...] diffusione è ov-viamente clandestina, per [...] la censura zarista. Collegiale, fino al 1917, [...]. Lenin ha al suo [...] Stalin, [...] e Molotov. Dopo la rivoluzione [...] il giornale nel 1918 si [...] a Mosca. E diventa [...] ufficiale del [...]. Giornale di massa . Dodici milioni di copie [...] La [...] diventa in effetti il [...] delle masse sovietiche, una verità in pillole [...] tutti. Nel periodo di maggior [...] si ag-gira sui dodici milioni di copie. Si succedono i direttori: [...] in epoche più recenti, [...] Fro-lov. Il giornale resta coerente [...] plumbeo: nella gra-fica e nella scrittura. Ampi spazi riservati ai [...] centrale, o meglio, a quanto se ne [...] perico-lo. Ma i lettori più [...] a leggere tra le ri-ghe, a capire, [...] un nome ripetuto o omesso, se questo [...] sia in ascesa o in declino. Lettori scettici . Sotto il tallone della [...] Non è che i [...] a bocca aperta davanti al loro oracolo [...]. Alla [...] si [...] le [...] (che in russo significa [...] dei soviet. Ma fonte primaria di [...] di tutte le notizie, era rigi-damente centralizzata [...]. Verso la fine . Con la glasnost giunge [...] Il vento delle riforme, la perestro-jka, cui si [...] sfrenato di glasnost (traspa-renza), mina la salute [...] verità. La tiratura va in [...]. Da dodici milioni, la [...] precipita a meno di [...] abbonati, vale a dire di lettori in [...] difficilmente il giornale si compra in edicola. Piano dopo piano, si [...] della faraonica redazione: alla fine occuperà a [...] edi-ficio che la ospitava. Drastici tagli snelliscono [...] dei giorna-listi, che conta [...] corri-spondenti in Urss e quarantacin-que [...]. /// [...] /// Stalin e i diritti [...] Comincia la caccia [...] dissidente, tra esecuzioni, impri-gionamenti [...] Sibe-ria. Il 18 giugno 1936, sulla [...] si può leggere: «Il progetto [...] costituzione di Stalin riflette un [...] di eccezionale importanza, la piena [...] dei diritti goduti [...]. /// [...] /// Sempre in aiuto dei [...] del [...] le forze sovieti-che invadono [...] Cecoslovacchia, [...] Alexander [...] ha avviato un tentativo [...] regime. Il 26 settembre la [...] scrive: «I comunisti dei [...] potrebbero permettersi di re-stare inattivi in nome [...] principio di sovranità mentre sotto i loro [...] precipita in un processo di degenerazione an-tisocialista». [...] una volta la [...] lei mi chiede quale è [...] più vera della [...] non ho alcuna esitazione nel [...] che quel giornale ha rappresentato lo stalinismo allo stato [...] il distil-lato del totalitarismo sovietico»: Ilya Levin, intellettuale russo, [...] comuni-sta, fautore della perestroika e delle riforme [...] ha lavorato per un certo [...] del [...]. Faceva il giornalista in [...] usciva insieme alla [...]. Approdò a quella professione [...] quando persino lì soffiò il vento della [...] speranza portando in redazio-ne «i figli del [...]. Levin una lunga storia, iniziata [...] 1912, finisce oggi. La [...] (in russo significa verità) [...] battenti. Quale è la causa della [...] morte? [...] morta con la libertà. Non è riuscita a [...] delle riforme. La macchina più perfetta [...] poteva reggere al cambiamen-to. Per la [...] la libertà non era [...] terribile malattia, un morbo mortale. Se mi darà [...] di [...] tutta la storia, cercherò di [...]. [...] raccontiamo tutta la storia [...] Lenin, dalla ri-voluzione [...]. Si racconta che la [...] è stata fon-data nel [...] di Lenin. Ciò non è del [...] passia-mo questa piccola inesattezza con-tenuta nella memorialistica [...]. [...] invece importante ricordare che, [...] rivoluzione del 1917, la [...] era in mano a Giu-seppe Stalin [...] seguiva una linea poli-tica definita dallo stesso Lenin [...]. Non puntava infatti [...] ma su un compro-messo col [...] provvisorio. Altro che giornale di Lenin [...] amava autodefinirsi [...] del [...]. Que-sta è stata la [...] scritta dalla [...]. E non è la [...]. La [...] è mai stato un [...] Si [...] mai preoccupata di informa-re? La [...] è stata uno strumento [...] governo della società. Di informare non gliene [...]. Questo ruolo del quotidiano [...] avallato grazie ad una serie di formule, [...] propri do-gmi. Me ne cita qualcuno? Ce [...] che veniva ripetuto si-no alla nausea: il [...] da essere solo propagandista collettivo, ma anche [...]. Questa definizione, data da Lenin, [...] una sorta di formula religio-sa. Se qualcuno [...] provava ad avanzare una critica, [...] stoppato e ridotto al silenzio con questa [...] magica. Eppure la [...] è stata diretta anche [...] personag-gi? Certamente. Ne furono direttori [...] degli anni Venti, [...] prima della rivoluzione, ma [...] e propri macellai. Fra il 1930 e [...] diresse uno dei boia più spietati di [...] Lev [...] ex segretario particolare di Stalin, [...] finire sul patibolo più di metà della [...]. Indi-menticabile direttore è stato [...] degli anni Quaranta, Leonid [...] che fu il più [...] contro gli ebrei. La [...] fu sempre molto attiva [...] grandi campagne di odio: da quella contro [...] quella contro gli as-sassini in camice bianco. Anche in questi casi [...] di insinuare un dubbio, [...] formula: il propa-gandista non [...] dubbio. Una fede incrollabile doveva [...] della [...]. Ci sono episodi che [...] al comico. Sul primo versante, ri-cordo un [...] che, durante lo scandalo montato degli assassini in camice [...] scrisse [...] in cui sosteneva di pentirsi [...] frequentato una di quelle terribili [...] americane. [...] un altro [...] che rasenta invece la co-micità. Il più importante columnist [...] ad un certo punto [...] Parigi come corrispondente in sostituzione di un [...]. [...] aveva scritto dalla capitale [...] di menzogne dove sosteneva che mancavano generi [...] di sostentamento. Il povero [...] ci credette e gli [...] che cosa mi consigli di portarmi? Prendo [...] O il sale? O la pasta? Ma chi [...] giornalista della [...] Se andavi in periferia, [...] la gerarchia del potere era la seguente: [...] del [...] secondo, il responsabile locale [...] terzo, il corrispondente del-la [...]. Ciascuno di loro aveva collegamenti [...] verti-cali, mai orizzontali. Tanto che pote-vi avere [...] di una divisione dei potere. La gente credeva a [...] nel corrispon-dente una specie di potere autono-mo, [...] del partito per fare lamentele o per [...] interessi. [...] lettere della [...] era una cosa eccezionale: quando [...] al giornale, aveva cinquanta -sessanta dipendenti. Erano veterani, vecchi bolscevichi, [...] fiducia del parti-to. Questi aprivano le missive [...] dettagliate relazioni, il loro contenuto al comitato [...]. Non avevano alcun ritegno [...] che alcuni di quelli che ave-vano scritto [...] an-che finire in galera. Bastava che fos-sero un [...] troppo critici. Non si informava, ma [...] una barzelletta che in [...] mette in evidenza qua-le luogo terribile fosse [...]. Un giorno un sovietico [...] Parigi, si sie-de al bar e chiede al [...] un caffè e la [...]. Il came-riere risponde: la [...] non [...]. Ogni cinque minuti il [...] stessa domanda e otteneva [...] risposta. Il cameriere alla fi-ne gli [...] una spiegazione e lui ri-sponde: è così dolce sentirsi [...] che [...] non [...] la [...]. [...] ve-ra grande specializzazione [...] del [...] non era [...] ma lanciare messaggi criptici che [...] uomini della nomenklatura o chiunque fosse dentro quel sistema [...] simboli poteva decriptare. Il posto dove metteva [...] numero delle righe che gli dava, questo [...]. La si leggeva più [...] che con gli occhi. Dalla collocazione e lunghezza [...] capivi quanto fosse im-portante o in disgrazia [...]. [...] era un capolavoro di al-chimia, [...] bizantinismi. Le prime due colonne [...] non leggere, era importante [...] ca-poverso, quello che iniziava [...]. Con [...] però le cose cambia-rono? Sì. Fu un momento di [...] se durò poco: un paio [...] in tutto. In quel periodo non [...] dove io lavora-vo, ma in tutto il [...] giornalisti e almeno un direttore che volevano [...] finestre. Molti di quei giovani [...] protagonisti del nuovo corso resi-stettero poco. Vennero cacciati o [...]. Rispuntarono venti anni dopo [...] pere-stroika. Durò così poco il [...] Con [...] tutto tornò come prima. La [...] recuperò il suo stalinismo [...] si trasformò in uno di quei batteri [...] bisogno di ossigeno. Tanto è vero che [...] perestroika, [...] del [...] ne divenne il più [...]. Era il concentrato [...] una tazza di veleno che [...] tutte le mattine. La [...] è morta allora, oggi [...] solo la [...] del decesso. GABRIELLA MECUCCI LA TESTIMONIANZA Travolti [...] vento della perestrojka [...] 2. [...] giunto il momento: si [...] in [...] al numero 24 mentre [...] di opporre qualche resistenza ai proprietari greci. A cinque anni dal [...] accelerò la fine [...] con la bandiera ammainata [...] 24 dicembre dalla cupola del Cremlino, va [...] degli ultimi simboli sovietici. Resiste an-cora il mausoleo [...] Piazza [...] con dentro il corpo imbalsamato di Vladimir [...] Lenin, fondatore del giornale. Chiude, dunque, la [...]. [...] numero, preparato nelle stan-ze [...] palazzo dalle grandi vetrate, il piano nobile [...] giornale, ha ospitato curiosamente un articolo dagli Usa [...] accuse di corruzio-ne, rilanciate dal Washington Post, [...] gruppo di giornalisti russi amici del potere [...]. La [...] nel senso di verità, [...] avere tanto successo perchè, è scritto nel [...] i [...] hanno [...]. Forse non è stato fatto [...] ma, sempre nella [...] del 24 lu-glio scorso, [...] un commento che segnalava un [...] di vivere [...] grandi [...] ed un articolo di [...] il fi-glio del più noto [...] ministri degli esteri [...] il [...] il quale prospettava il momento [...] nel rapporto tra Russia e [...] altre repubbliche [...] unione. I rivolgimenti e le [...] arrivati adesso per tutti i superstiti del [...]. Ma sono figli di [...] ac-caduto, diciamo a partire dal 1987-88 quando [...] scontro dentro il [...] sui destini della perestrojka [...] tre anni prima da Mikhail [...]. Dentro la [...] una giornalista, molto giovane, Tatiana [...] che un giorno consegnò un [...] dal contenuto non co-mune e lo propose per la [...] direttore, Viktor [...] uomo discusso, amante del bel [...] del bere ma anche ap-prezzato giornalista. [...] senza perifrasi, invitava i comunisti [...] il [...] a [...] corpo ai cambia-menti necessari. In altri tempi sa-rebbe [...] la giornali-sta, quantomeno, mandata ad altre incombenze. Venne pubblicato da [...] con un piccolo strata-gemma: [...] apporta-re delle [...] politiche nel testo finito [...] tipo-grafia. Il titolo fu una bomba: [...]. In quel periodo la [...] il [...] era dura. E per le stra-de non [...] ancora facile [...] ma-nifestare: davanti ad una stazione [...] metro, [...] vidi [...] via in pochi minuti sette, [...] sette, persone con dei cartelli, e i curiosi allontanati [...] dieci spazzaneve. Sui giornali nemmeno un [...]. Ven-ne, poi, la conferenza [...] settimana, inchiodò tutti i [...] con gli interventi più crudi e pie-ni [...] vetriolo. La [...] dovette cominciare ad adeguarsi. Ma [...] del giornale rimase identico. Anche se nel 1990, [...] mutamenti prossimi che si respirava, il collettivo [...] di darsi una scrollata orga-nizzando persino la [...] due giorni di incontri [...] alla Fiera delle esposizio-ni universali (la [...]. Che il giornale non [...] ta-le e quale lo scoprì anche [...] che ai primi di [...] insediò [...] di filosofia Ivan [...] Frolov al posto di [...]. [...] venne sottoli-neato da una conferenza [...] che [...] segretario del [...] ten-ne per i corrispondenti esteri [...] sala delle riunioni. Ricordo un [...] brillantissimo che spronò al [...] e alla trasparenza in una redazione non [...] del nuovo corso. Poi se ne tornò [...] Cremlino [...] al semaforo della [...] con il [...] dal poli-ziotto di turno: [...] control-lo sempre presidiato. Frolov ci mise di suo [...] stile pe-sante [...] il giornale risentì forte [...] di una vi-sione giornalistica attenta [...] che non colse quanto stava accadendo nel Paese e [...]. Il 19 agosto, giorno [...] e com-pagni, colse Frolov [...] Germania [...] curare il diabete. Dopo una so-spensione, il [...] la guida di [...] il cui primo atto [...] pre-decessore. Per amor di verità [...] che [...] è, adesso, presidente comunista [...] Duma, [...] dei rami del parlamen-to russo. Frolov è immerso negli [...] la [...] quella di [...] è portavoce del Servizio [...]. /// [...] /// Frolov è immerso negli [...] la [...] quella di [...] è portavoce del Servizio [...]. (0) (0) ![]()
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