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Ieri infatti Eco, di [...] uscire il nuovo libro dal titolo «Kant [...] (Bompiani), ha aperto su invito della Lega delle [...] Bologna il ciclo di lezioni sulla comunicazione, parlando [...] centrando il suo intervento su un concetto [...] la disonestà nella comunicazione consiste nel nascondere [...] persuasivo di un messaggio, nel far ricorso [...] subliminale per convincere qualcuno su qualcosa. Partendo da Aristotele, Eco [...] lezione di riferimenti impegnativi su giornali e [...] scherzosi a personaggi politici alla ribalta, come Massimo [...]. Il leader del Pds, anzi, [...] stato scelto da Eco come esempio tipico che illustra [...] contrario» [...] retorico denominato [...]. Sotto il tiro di Eco [...] i mille inganni comunicativi che investono la [...] pensare alle immagini tv che reclamizzano un [...] nella sequenza non vengono percepite [...] in quanto tali, o [...] dei giornali che troppo in piccolo riportano [...] commerciale». Oppure basta pensare a [...] Eco chiama il «platonismo delle immagini» (che genera [...] della tematizzazione (riunire in una pagine notizie [...] per far crescere la temperatura delle notizie [...]. Quanto ad Aristotele, quello [...] indicava come [...] retorico del «carattere [...] (persona autorevole che può [...] di Eco è diventato il testimonial della [...] ha nulla a che fare con il [...]. Umberto Eco e Aristotele [...] Coop Un saggio di Franco Bianco dedicato [...] tedesco ripropone un tema chiave della modernità La [...] di Max Weber: «La tecnica uccide il Sacro [...] rigenera» Fu il famoso scienziato sociale di [...] il vero padre della «Dialettica [...] da Adorno e [...] La [...] analisi però era più [...]. Per Weber il dominio [...] definitivo, ma scatena il suo contrario. Processo di razionalizzazione, [...] politeismo dei va-lori, etica [...] della responsabilità. Concetti, questi, che sono [...] uno dei pensatori più lucidi vissuti tra Otto [...] Novecento, Max [...] che si sono diffusi [...] non ne possiamo far a meno, anche [...] strettamente filo-sofico. Non è un caso, ad [...] che proprio [...] uomini politici si siano appellati [...] della responsabilità» a pro-posito dei tagli della [...]. Convinti del fatto che [...] fermo ciò che è giusto [...] badare alle conseguenze potrebbe trasformare il circolo virtuoso [...] in [...] repentaglio proprio quello stato so-ciale [...] si vuole difendere. E del re-sto, chi di [...] alla travolgente espansione tecnologica in corso non ha preso [...] della fine della [...] di razionalizzazione e [...] Chi non [...] ri-conoscere [...] di ricon-durre le fedi e [...] credenze [...] principio unitario di tipo teologico, [...] in un modo o [...] Senonché è accaduto quel che [...] accade quando i concetti si staccano dalle impalcature intellet-tuali [...] ed entrano [...] del linguaggio che tutti parlano: [...] soglia critica si abbassa, ed è il trion-fo delle [...] ma mistificanti. Ecco quindi il pre-dominio [...] il tramonto del sacro configurarsi come un [...] non resterebbe che [...] coscienza in attesa che [...] e [...] con la religione (ma [...] imponendosi a tutti gli ambiti [...] assume il vol-to tenebroso [...] onni-potente e spietata, come spiegare un fenomeno [...] ri-correre a [...]. [...] la presunta realtà irreversibile della [...] farsi dogma (ma la terra abbandonata dagli dei [...] della loro [...] infatti, data [...] secolariz-zato di [...] senso [...] vita su base esclusivamente razionale, [...] non ricorrere alle emozioni profon-de, ai fantasmi misteriosi [...]. A sbrogliare questo groviglio [...] ora un libro davvero esemplare per [...] di storia della filosofia [...] Ro-ma, [...] dedicato a Le basi teoriche [...] di Max Weber. Bianco molto opportunamente ci [...] Weber non era filosofo in senso accademico e [...] apparve come «il vero filosofo» [...] è di Karl Jaspers). Il fatto è che [...] saputo essere, come lui, [...] delle grandi questioni del [...]. In esse egli vedeva [...] storici che sono alla radice della moder-nità. Ma anzichè ri-portare le [...] in quanto prodotti della base materiale, in [...] motore dei processi di trasfor-mazione. E con ciò metteva [...] principio stesso dello storicismo allo-ra dominante. Non solo, ma se [...] lezione di Marx e di Nie-tzsche, ne [...]. Si consideri, per ci-tare [...] che impose Weber [...] degli studiosi sulla scena [...] tra la Riforma e lo spirito del [...]. Indubbia-mente sia la concezione [...] espressio-ne sovrastrutturale, sia la conce-zione nietzschiana del [...] pro-fonda che sarebbe alla radice del cristianesimo, [...] Weber a comprendere gli eventi. Ma ciò che più [...] decisivo, non è la scoperta di quel [...] nascondono e mascherano (come per [...] inse-gnano a fare tanto Marx [...] Nie-tzsche, i grandi demi-stificatori), bensì il ri-conoscimento del [...] idee e le concezioni del mon-do sono [...] non [...] dei pro-cessi veramente rivo-luzionari. Rappresen-tare la realtà significa [...] We-ber attivare le dina-miche che la mettono in [...] modellano completa-mente. Weber non si ferma [...]. Sulla scorta [...] interpretazione di Bianco potremmo forse [...] che pe-regrina. È [...] è che nelle ri-flessioni weberiane [...] possibile trovare in [...] quella che poi [...] e Adorno chiame-ranno la dialettica [...]. Ossia la dialettica per [...] si rovescia nel suo contrario. A differenza di [...] e Adorno, che fanno [...] ratio mo-derna al logos greco ma ne [...] e della rivoluzione industriale, Weber [...] è la religione a ordina-re il caos [...] il mondo, è la religione a sottomettere [...] a un principio [...] superiore ed è quindi [...] rendere possibile il domi-nio [...] realtà naturale. Ma, esattamente come [...] e Adorno, Weber mostra [...] si sviluppi dialetticamente. Tanto più il mondo [...] oggetto di manipolazione e di intervento da [...] più lo spirito religioso impone il distac-co [...]. Però quando il mondo è [...] così dire comple-tamente [...] cioè ri-dotto a puro spazio [...] umano, accade che [...] e in generale la religione [...] servano più, spariscano. /// [...] /// Anche [...] la dialet-tica (non [...] ma dello spirito religioso) opera [...] ro-vesciamento di un massimo di ra-zionalismo nel suo contrario. Il che secondo Weber [...] fatto che il mondo disincan-tato, il mondo [...] e unificanti, cade preda di conflitti irrisolvibili [...] sfere di vita. Infatti, come conciliare le ragioni [...] con le ragioni [...] e [...] E, più in generale, come [...] un arbitro che decida tra fedi non solo diverse [...] che si esclu-dono a vicenda? Quella di Weber non [...] tuttavia una visione sconsolata e [...] (come invece poi nei [...] quasi che non restasse, alla [...] del [...] se non prendere coscienza di [...] con-danna alla disumanizzazione progressiva, senza rimedio. Al contrario, degna [...] è la condizione moderna. Siamo soli sulla scena [...]. Dio ha cessato di [...] supre-mo garante. Ma se è vero [...] ragione ci può salvare, è anche vero [...] ragione ci con-segna al fondo oscuro e [...] totalmente rimesse a noi e quindi alle [...] nostre speranze, alle no-stre angosce. Che fare? Dobbia-mo imparare [...] con-traddizione, è la risposta di We-ber. Tra il catastrofismo apocalit-tico [...] un destino [...] e [...] ironico di chi identifica [...] orizzonti chiusi con una certezza di liberazione, Weber [...] strada forse più difficile e impe-gnativa. Quella che porta a [...] mondo disincan-tato ci metta in gioco fino [...]. Sergio Givone Un opera [...] e sotto Max Weber [...] originale e profonda [...] protestante e lo spirito [...] è [...] di Max Weber da [...] per capire la problematica della «secolarizzazione» nel [...] 1864 -Monaco, 1920). È [...] del protestantesimo a favorire il [...] e il predominio capitalistico della «razionalità burocratica». Col paradossale risultato di [...] della religiosità. Altro testo chiave di Weber [...] «Economia e società» (pubblicato nel 1922). Lì [...] la distinzione tra potere tradizionale, [...] e «carismatico». [...] per Weber è [...] a [...] rompere le gabbie della razionalità [...]. Le basi teoriche [...] di Weber di Franco Bianco Laterza [...]. Protagonista un italiano oggi [...] Israele. [...] anni [...] al rastrellamento degli ebrei roma-ni. Gli autocarri delle SS [...] tutta la città e soprattutto le strade [...] alla Sina-goga. Gli ebrei furono [...] nei campi di concentramento, [...] morti. Ieri [...] ha commemorato [...] con un minuto di silenzio. La proposta è giunta [...] Furio Colom-bo, deputato della [...]. Lo ricordiamo perché sembra [...] a quegli italiani che hanno attraversato senza [...] della loro identificazione [...] e tentare di salvare [...]. Per Colombo bisogna evitare [...] e la viltà, perché molto più della [...] grande complice. Non è necessario [...]. Giorgio [...] (Jorge [...] de-finito dopo il successo [...] italiano era un Giusto. Nel mondo ebraico si [...] Giusti [...] la G maiuscola) quegli uomini che fan-no [...]. Non devono essere reli-giosi, [...]. Non devono nemmeno combattere [...]. Più semplicemente devo-no comportarsi [...] che per il religioso viene da Dio, [...] dalla propria storia e dalla pro-pria cultura. [...] appunto, [...] in questo modo. Nel lontano [...] in Un-gheria, pur potendo [...] Ita-lia, preferì rischiare la vita spaccian-dosi per un [...]. E così salvò dai [...] migliaia di persone: vecchi, [...]. Su di lui [...] già un bel libro: «La [...] bene. Storia di Giorgio [...] scritto da Enrico Deaglio [...] Feltrinelli. Oggia quello se ne [...] appena uscito nelle librerie [...] Il Mulino. [...] che narra la [...] storia. La prima è il «Promemoria» [...] 1946 dallo stesso [...] appena [...] Italia. [...] vivere nella [...] Padova e [...] Lévai, scrittore ungherese studioso delle [...] gli chiese un contributo sui [...] da lui vissuti (e compiuti). Il testo, una quarantina di [...] che non inducono a retorica, con uno stile che [...] asciutta narrazione amministrativa, viene oggi [...] insieme a cinque storie, cinque capitoli, che mettono a [...] episodi personali [...] anni e che lui descrisse [...] alcuni [...] veneti. [...] ultima parte, la «Relazione». Con la quale nel [...] lo stesso Jorge, come lo [...] con Primo Levi, scrisse al [...] del [...]. A [...] che lui pensava fosse [...] compimento del suo dove-re. Relazione che, dice [...] a [...]. Oggi questo [...] che nel [...] operava tra Zagabria e Belgra-do [...] della «Società Anonima Importazione Esportazione bestia-me» di Roma, [...] stato fascista e [...] è [...] cimitero di Ma-serà di [...]. Un albero che porta [...] è piantato [...] Nazioni a Gerusa-lemme, vicino [...]. Quello che ha fatto [...] straordi-nario e commovente insieme, e in un [...] ci riscatta come italiani per le no-stre [...]. Dopo [...] del [...] fu fermato dai tedeschi e [...] internato dal governo ungherese ormai in ma-no [...] di [...]. Riu-scì a fuggire e [...] sede di-plomatica spagnola (Era stato mili-ziano nella [...] Spagna e aveva con sé un documento del [...] iberico che per ringrazia-mento dei suoi servigi [...] meno così: «Caro camerata ovunque tu ti [...] Spagna»). Quando il primo segretario [...] lasciò [...] preferì re-stare (poteva [...] e continuare [...] del predecessore impe-gnato nel programma [...] di salvatag-gio degli ebrei attuato dalla Spagna. [...] una serie di avventure dove [...] gioco era la [...] vita. Una serie di spericolate [...] quanti più ebrei poteva, usando tutte le [...] corruzione dei tedeschi, dei filo-nazisti delle Croci Frecciate, [...] di ogni ordine e specie. Da impostore, termine che [...] al libro, è appunto questa [...] operazione. Da impostore, che fin-gendosi [...] gabella-re tedeschi e ungheresi [...]. E impostore in quanto [...] nella perfezione della macchina [...]. Impo-store infine perché la [...] stessa storia [...] dal clamore prodotto dalla [...]. [...] anni fa, esatta-mente oggi, [...] deportazione na-zista dal [...]. Sein Italia vi fosse [...] Giorgio [...] o meglio tanti Giorgio [...] si potrebbe ripetere la [...] gli eredi dei sopravvissuti [...] corrono lungo un prato. /// [...] /// Mauro Curati [...] di Giorgio [...] Il Mulino Pagine 193 L. /// [...] /// Mauro Curati [...] di Giorgio [...] Il Mulino Pagine 193 L. (0) (0) ![]()
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