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Sono due, e tutti [...] i film vincitori del premio Pierrot, un [...] e assegnato da critici italiani, francesi e [...] più importanti, [...] e Venezia. Uno è «Love and [...] in Long [...] di Richard [...] storia di un [...] scrittore gay innamorato di [...] della soap opera e del loro bizzarro [...] è [...] di [...] tra i titoli più [...] veneziana dedicata proprio alla [...] Renaissance. Entrambi usciranno presto nei [...]. /// [...] /// Non solo [...]. Quando si parla di [...] poco da fare: il [...] viene in men-te a chiunque è quello. Oppure, a seconda dei [...] genera-zioni, [...] al cento per cen-to [...] Ken Loach. Storie contem-poranee, ambientazione urbana, [...] (vedi anche The Full Monty, un [...] ovunque) e tossicodi-pendenza. Ma naturalmente non è [...]. E così, mentre Danny Boyle [...] è trasferito in America per [...] la surreale storia [...] di A [...] altri regi-sti [...] continuano a lavorare nel solido [...] della tradizione. Film storici, ambientazioni [...] grandi sentimenti e lettera-tura a [...]. È un cinema che [...] fare benissi-mo -ma, per piacere, non pensa-te [...] alla Ivory, peraltro americano, anzi californiano -e [...] fare sotto ogni ban-diera: [...] o [...] che sia. Anche se certo, con [...] arrivati soldi freschi per soste-nere produzione e [...]. Che poi, a sentire [...] Ian McEwan, interpellato [...] a fianco, persi-no [...] e The Full Monty, [...] nasco-no dalla stessa identica costola: cinema come [...] più che [...]. Dipenderà, magari, anche dagli [...]. Tutti giusti per questo [...] tutti con solida formazione sui palco-scenici e [...]. Qual-che esempio sparso. [...] uno dei titoli della [...] Renaissance, oltre a essere [...] pièce di enorme successo, conta sulla cospicua [...] drammaturgo prestato alla re-citazione come Harold Pinter [...] un cast di giovani. Wilde di Brian Gilbert [...] stilisticamente ineccepibile e benissimo interpre-tata, dello scandaloso [...] dichiarato nono-stante matrimonio e figli. Mentre due mostri sacri [...] sono tornati al [...] Redgrave con [...]. [...] uscito in Italia il mese [...] e Jonathan Pryce con [...] nelle sale la prossima settimana. Lei la conoscete fin troppo [...] lui è quello di [...] miglior interprete a [...]. Una faccia sofferta e [...]. E una carriera in [...] «seri» a incursioni nel cine-ma a grosso [...] nel musical: è stato Juan Domingo Peron [...] Madonna, sarà il prossimo cattivo di 007, dopo [...] Sean Connery ha rifiutato il ruolo, e un mercenario [...] Bob De Niro nel nuovo [...]. Di [...] dice: «Il cinema americano [...] Viet-nam da tutti i punti di vista [...] perché noi do-vremmo occuparci della prima guerra [...] libri di scuola». Anche perché, un [...] co-me il Vietnam, quella [...] a distanza di tanti anni, una voragine [...] nella coscienza, britanni-ca. E curiosamente, infatti, anche [...]. [...] affronta questo [...] sebbene di striscio: il [...] azzerò [...] generazione (nel male) e [...] uno straordinario gruppo di poeti pa-cifisti, tra [...] Wilfred Owen e Si-gfried [...]. /// [...] /// [...] che racconta sostanzialmente la normalizzazione [...] una ragazza di buona famiglia con istinti an-ticonformisti, [...] anche la vicen-da di un [...] psichicamente disturbato che finisce per suici-darsi, in [...] uno psi-chiatra -Jonathan Pryce, appun-to [...] tenta di curare ufficiali affetti da psicosi di guerra [...] militare di [...]. E il paradosso ecco-lo: «Sta [...] normalizzare quei pazienti per [...] tornare al fronte cioè [...] ha causato il loro trauma». Il film -che si [...] im-magini di desolazione e morte della guerra [...] passo passo [...] cu-ra. Come il romanzo (omonimo, [...] Italia [...] pubblica il melangolo) da cui è tratto: [...] una tri-logia scritta dalla storica Pat Bar-ker, [...] Antonia Byatt e [...]. Una requisitoria durissima: «le [...] corpi immersi nel fango sono molto simili [...] guerra del Golfo e i motivi del [...] in fon-do, a quelli che spinsero [...]. [...] nelle [...] chiosa Pryce, che però preferisce [...] dichiararsi pacifi-sta per principio. Quanto a [...] non ignora, anche se lo [...] un [...] sullo sfondo, il cini-smo dei [...]. E infatti Sigfried [...] fu dichiarato infermo di mente [...] per [...] scritto e reso pubblico una [...] di manifesto [...] che per le allucina-zioni di [...] soffriva. Cristiana Paternò [...] sul lettino [...] Ferite mentali da Grande Guerra [...] 1. Non solo ama il [...] stato riamato con numerose versio-ni dei suoi [...] racconti. Se poi tale rapporto [...] sempre felice, è un altro [...]. Che affrontiamo in questa intervi-sta, [...] del suo ultimo romanzo, [...] fatale. Come è cominciato il [...] «Da giovane amavo i film di Truf-faut e Godard. Però, devo confessa-re che [...] ha veramente preso quando sono stati fatti [...] miei libri o scrivendo sce-neggiature. Devo dire che, in [...]. /// [...] /// John Schlesinger, Andrew [...] Paul [...] hanno tratto un film [...] libro. Quale [...] «Dei tre film -The Innocent, Il [...] di cemento, Cortesie per gli ospiti -ho [...] solo per il primo. [...] una cosa che mi [...] di al-tri scrittori si usano parole come [...] quando si parla di me si dice [...]. Ebbene, [...] sì che sem-brava ossessionato [...] Giardino [...] cemento! Era ansioso di sa-pere [...] idea sul film. Il risultato, poi, è [...] credo che sarebbe venuto meglio se avesse [...] solo. Quando accetti che un [...] un film, ci sono solo due possibilità: [...] la sceneggiatura o ti metti da parte. Nel caso di Schlesinger, [...] coinvolto. Però è stata [...] caotica e il ri-sultato [...] di-verso da quello che volevamo. Al-la fine nessuno era [...]. [...] «Il ritmo narrativo mancava. For-se per colpa mia: [...] versioni [...]. For-se per colpa di Schlesinger [...]. /// [...] /// O, forse, semplicemen-te qualcosa [...]. Come in cucina: gli [...] gli stessi, ma poi escono fuori piatti [...] del cuoco. Anche Anthony Hopkins non era [...] soddisfatto. In [...] me [...] serale. Un modo di uscire [...] scrivere. [...] però, [...] non troppo felice. E non voglio [...] conto di quanto mi è [...] con gli [...] americani. Lì [...] è che chiunque può [...] qualunque momento, dal regista in giù. E difatti, in [...] è capitato a me, [...] al produttore». Che pensa [...] cinema britannico? «Ho visto The Full Monty di Pe-ter Cattaneo. Mi è parso incredi-bilmente [...] visi-vo. È figlio della tradizione [...]. Ciò vale anche per [...] che è molto letterario. Ho [...] che il cinema britannico abbia [...] una grande svolta da fare: scoprire la macchina da [...]. Comunque, in generale, vive [...] grande euforia. Pro-babilmente anche per [...]. Su [...] ci sono natural-mente pareri [...] però tutti sono [...] sul fatto che con [...] spri-gionata [...] che era com-pressa da [...]. Dunque, an-che per quanto [...] per la prima volta da anni possiamo [...] struttu-ra finanziaria, ci sono molti soldi, esenzioni [...] attori, registi. Spero che ciò serva a [...] evolvere il cinema britanni-co. Magari nella direzione della [...] cinema ita-liano». Perché la infastidisce essere [...] osses-sioni? «È vero, ho raccontato parecchie ossessioni. Anzi, proprio in [...] di tutte. Mi interessa esplorare casi [...] estreme. Que-sta [...] anche una mia reazione a [...] ten-denza -allora dominante nella [...] esclusivamente la piattezza della vi-ta [...]. Mi sembrava una fi-ction grigia, [...] stimolante, noio-sa. Comunque sono incline ad [...] condizione clinica che il personaggio. [...] alla fine [...] fatale ho ag-giunto [...] scientifica sulla sindrome di cui [...] parla. Penso che con questo [...] chiuso un ciclo. Non scriverò più di [...]. Francesco [...] Parla lo scrittore McEwan. Una scena di [...] sopra [...] Jonathan Pryce, sotto Ian McEwan. Altman ne fece un [...] Palma [...] È il trionfo dei [...] Stato»: [...] premia il ridicolo non [...] Il circo feroce che ha battuto Montesano VLADIMIR LUX URIA Direttore artistico Circolo di cultura omosessuale «Mario Mieli» Si [...] Richard [...] e faceva il medico. Esercitava a [...] Maine (bel nome, significa «cit-tà [...] e sempre nel Maine è [...] di Portland, a 73 anni. [...] aveva anche servito nella Mobile [...] durante la guerra di Corea. E a [...] si era ispirato per [...] prendeva il titolo, appunto, da quella sigla: [...]. E la [...] vita era cambiata. Il film, del ro-manzo, [...] ovve-ro, quello di una virulenta satira pacifista, [...] più cor-rosiva dalle presenze di attori co-me Elliott Gould, Donald Suther-land, Tom [...] e Sally Keller-man, la [...] «Bollore». Erano i volti giusti, i [...] di una contestazione che sta-va scuotendo [...] e che in [...]. Ciò che rendeva feroce, [...] satira del film era il fatto che [...] amanti del gioco e [...] era-no anche al tempo [...] militari, ovvero detentori di un doppio potere. Altri film di quei tempi [...] dare [...] che [...] fosse una gabbia di matti: [...] in [...]. [...] per scrivere il suo [...] ispirato largamen-te alla propria autobiografia, il che [...] guerra di Corea doveva essere un mondo [...]. È lecito, ovviamente, il [...] sceneggiatura di un asso come Ring [...] jr. Fra le scarne notizie che [...] agenzie hanno ripor-tato, su [...] ce [...] però una che la dice [...] sullo scritto-re. Ricorderete che, dopo il [...] anche una lunga e fortunata se-rie tv [...]. Quando venne sospesa, nel [...] protestarono, ma [...] no. Anzi, si dichiarò poco [...] nonostante le ricche [...] che sicuramente dovevano rimpinguare [...] suo conto in banca, e ammise di [...] amato alla follia la serie. Segno che [...] si ri-conosceva nel film, [...] versione tv che aveva attori diversi (il [...] Alan Alda) ed era piuttosto annacquata dal pun-to [...]. Ammetteva, comunque, di esse-re il [...] grande «beneficiato» da una guerra. Servire in Corea gli [...]. Scrisse an-che due seguiti del [...] ma ebbero meno successo. Come chirurgo, fu molto [...]. Crediamo che, nel complesso, [...] uomo felice. Alberto Crespi A OGNUNO SECONDO [...] demeriti: cala [...] per Fantastico, i critici [...] (qualcuno non gli perdona la [...] militanza politica) e Montesano [...]. È la logica del [...] nuova (?) moda italiana: per il problema [...] le dimissio-ni di Napolitano, il terremoto cer-ca [...] Barberi [...] prossima vitti-ma, il calo [...] il conduttore di un programma. Adesso tutti si aspettano [...] strategiche) della Parietti, anche lei in crisi [...] Macao, [...] lei politicamente impegnata. Nel frattempo mi sono [...] che punto gioire per la vitto-ria Auditel [...] Corrida [...] Corra-do su Fantastico. Il [...] del sa-bato [...] una tra-smissione in cui esibiscono impro-babili talenti [...] il can-to, la danza, la poesia. La gente ride sulle [...] si pre-senta [...] qualcuno si asciu-ga le [...] fazzoletto e poi fa pollice verso. Montesano ha perso per [...] «tv dei perdenti», la filosofia televisi-va che [...] sfigati, su chi non si sa esprimere [...] chi non ha dimestichezza con la telecamera. Oltre a Corra-do, un [...] di questa vittoriosa tendenza è Gianni Ippoliti [...] Audience (e soldi) divertendosi a chiedere a un [...] cosa ne pensa di Hegel [...] Leopardi. Tra i concorrenti dati [...] leoni nella Corrida [...] un numero esor-bitante di [...] donna: gambe storte, il trucco su barba [...] parrucche storte. La formula è semplice: [...] si traveste, la gente ride, [...] di ascolto si alza. Il travestimento in tv [...] antecedenti: le imitazioni di Alighiero [...] la zia Sally (molto [...] Montesano, Leonida di Gullot-ta. Questi attori invitavano alla [...] per il loro abbiglia-mento ma soprattutto per [...] comiche. In America le [...] (travestiti che fanno spettacolo) [...] in talk show dove stupiscono più per [...] battute che per il colore delle ciglia [...]. La tv italiana sta [...] formula del travestimen-to ridicolo: a Domenica in [...] tutti, da Galeazzi a [...] Casella, i comici del [...] ne sono inflazionati, la Corri-da [...] spettatori. È il trionfo dei «Travestiti [...] Stato», secondo una felice definizione da-ta da Alessandro Timpano [...] «Babilonia». Fantastico è stato sconfitto [...] Circo [...] At-trazioni Umane, quello in cui non si [...] battuta comica ma per il modo in [...] na-ni, giganti, donne cannone, per non dimenticare [...] Medioe-vo [...] chi faceva soldi mostran-do [...] questa o quella persona con una meno-mazione [...]. Era il Circo itine-rante [...] se la [...] dimagriva veniva man-data via, [...] si ribellava ve-niva frustato; Charles Dickens ne «La [...] ricor-da che quando un gigante si am-malava [...] più mostra-re al pubblico. La legge [...] non perdona: non si [...] per fare tv, basta esse-re ridicoli. Meglio non parlare di [...] ridere con uno sfigato travestito alla me-no [...] vedremo sul-lo schermo i record di peso, [...] le ballerine (pardon, quelle già ci sono). Povero De Gregori, hai [...] riscattare [...] della «Donna Cannone», adesso [...] in tv per far gioire il pubblico [...] i vari Corrado e Ippoliti dovranno sforzarsi [...] quando la intervisteranno. Freud ha studiato le [...] nascondono dietro il motto di spirito, forse [...] esteriore di una per-sona [...] meglio dentro di sé. /// [...] /// Freud ha studiato le [...] nascondono dietro il motto di spirito, forse [...] esteriore di una per-sona [...] meglio dentro di sé. (0) (0) ![]()
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