Più tardi, quando Gramsci [...] un dirigente in vista, e Mussolini aveva [...] proletariato, Gramsci era stato condannato dal Tribunale [...] anni di carcere. [...] Gramsci chiamava Mussolini) si [...] assassino che disinfetti accuratamente, per ultima beffa, [...] pugnale col quale dovrà poi colpire mortalmente [...] scrivere di suo pugno al direttore delle [...] S. Vittore perchè avessero riguardo [...] ebbero cura che non uscisse più vivo [...]. E a [...] si impegnarono con zelo [...] delle carceri di Turi, [...]. ///
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[...] il primo a mio [...] non [...] di occupare il posto di [...] sanitario delle carceri, il secondo, fascista e criminale, e [...] questo appunto Gramsci mi disse che, in [...] con il direttore delle carceri [...] con la complicità di un recluso condannato per [...] della propria madre/ avevano per [...] un suicidio impiccato [...] il Cadavere di un detenuto [...] in seguito ad un « Santan-tonio », [...] dal personale di custodia. Quando arrivai a Turi [...] Gramsci [...] discrete condizioni fisiche. Mi si disse che [...] periodo critico. Nonostante [...] miglioramento le sue condizioni [...] il regime carcerario lentamente, ma inesorabilmente lo [...]. Per lui non vi [...] si fece nulla per tentare [...] della caduta dei denti [...] alveolare; nulla si fece per attenuare le [...] a causa della quale egli non riusciva [...] notti a chiudere occhio; lo sbatacchiamento delle [...] celle durante le tre visite notturne, il [...] gli agenti carcerari durante la notte, tutto [...] quelle condizióni che spingevano sempre più un [...] verso [...]. Nuovamente le sue condizioni [...] mattino durante il passeggio lo vedemmo camminare [...]. Non riusciva a mantenere [...]. Qualche giorno dopo fu [...] (Gramsci, [...] sempre stato in isolamento), privo di sensi [...] propria cella. Fu adagiato sulla branda, [...] giorno in una [...] e da quel momento [...] bassi, ma non si rimise più. Per quindici giorni ed [...] assistemmo di continuo io e. Durante i diciotto mesi [...] in carcere con Gramsci a Turi posso [...] le interessate voci messe in giro da [...] provocatòri (vedi fra [...] il Corriere della Sera [...] 1938, un articolo di un italiano degenerato, [...] una rivista americana) sono calùnnie. Gramsci era uomo di [...] false e teatrali dimostrazioni i compagni di [...] cori pari affetto. Ma uno sparuto gruppetto [...] dèi quali al servizio [...]. Gramsci non dava soverchio [...] manovre, sapeva che era [...] V. Ad ogni buon conto [...] costoro agivano in un periodo in cui [...] era a Turi. Al primo apparire di [...] energico, i provocatori cambiavano immediatamente condotta. Le condizioni di salute [...] Gramsci [...] continuamente, per [...] un po' dai rumori [...] la direzione non seppe trovare di meglio [...] alla sezione « celle ». Erano queste delle celle [...] di uno spessore spropositato, dove rimanemmo, senza [...] Gramsci [...] risentisse un miglioramento, parecchi mesi, cioè fino [...] Gramsci fu trasferito, e che io lo [...] volta. Nei rari momenti in cui Gramsci si sentiva bene la [...] compagnia era come ho già [...] e sempre interessante. Aveva un modo di [...] che avvinceva [...]. Alle volte invece era [...] e allora si interessava dei particolari più [...] che gli si faceva; qualche volta raccontava [...] della [...] infanzia, della scuola, dei [...] ufficiale dell'esercito italiano che ignorando la conformazione [...] Gramsci gli aveva, inviato i padrini per una [...] a causa di un articolo pubblicato da Gramsci [...] Nuovo, ed al quale rispose che accettava il [...] un patto, che invece delle spade si [...] maturi o uova guaste e così via. Quel caratteristico lembo di [...] reclusi portavano cucito alla giacca con su [...] di matricola, era per Gramsci argomento di [...]. Ad ogni istanza e [...] che egli inviava alle autorità giudiziarie aggiungeva [...] numero (7047). Alla [...] partenza scucì dal « [...] matricola che aveva portato per cinque anni [...] lasciò come suo ricordo. [...] 1944-45, quando il fronte [...] pochi chilometri da Bologna e la casa [...] famiglia era sfollata si trovò nei pressi [...] fuoco, la soldataglia tedesca saccheggiò ogni cosa, [...] ricordi di Gramsci che conservavo gelosamente andarono [...]. Gramsci soffriva di non [...] due figli, spesso mi ripeteva le poesiole [...] del più grandicello (il piccolo èssendo nato [...] Russia [...] il suo arresto, [...] mai veduto). La partenza di Gramsci [...] Turi [...]. ///
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La partenza di Gramsci [...] Turi [...].