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In basso: tre grafici [...] sui consumi culturali dei [...]. Generazione Iniziamo oggi un [...] dei giovani Alla scoperta di ciò che [...] ciò che ignorano Quali sono le lingue [...] Parlano tra loro e con le lingue [...] Dove navigano le conoscenze dei quindicenni e dei [...] La [...] che esse mostrano rispetto agli strumenti di [...] dei padri è ignoranza o differenza? [...] si è posta queste [...] dietro di esse il disagio che non [...] figli, ma anche dei padri, e quindi [...] scavare un [...] più a fondo nella [...] le culture, i saperi e [...] delle generazioni. Siamo partiti da un [...] le conoscenze e le lingue dei ventenni [...] da quelle dei loro pa-dri. I giovani sono ignoranti, [...] è quasi un luogo comune, perciò abbiamo [...] quali verità ci siano dietro. Siamo an-dati nelle università, [...] e in quelle [...] per capire dove comincia [...] frattura. Abbiamo chiesto opinio-ni a [...] a chi lavora con le creatività giovanili, [...]. E abbiamo raccolto dati [...]. Da oggi iniziamo a [...] della nostra inchiesta. Domani entreremo in un [...] sentiremo cosa cantano i [...] gruppi musicali. Tre studenti e una [...] Gli [...] migliori dal punto di vista creativo li [...] banchi di scuola. O meglio nei corridoi [...]. La media [...] dei laureati italiani è, [...] più alte [...]. Ci si laurea mediamente [...] tre, quattro anni dopo la fine normale [...]. E alla laurea ci [...]. Solo uno studente su [...]. Le defezioni maggiori avvengono [...] il primo e il secondo anno (lascia [...] cento degli iscritti). Su 100 laureati 87 giungono [...] essendo dei fuori corso. Studenti svogliati? Non solo: [...] pessime condizioni per studio e frequenza. Chi segue un corso [...] la caccia al posto a sedere. Teoricamente [...] una seggiola ogni tre studenti. E gli indicatori tendono [...]. Per non parlare delle [...] evitare accuratamente. Ogni studente dispone, mediamente, di [...] spazio di 22 centimetri a [...] disposizione e di una porzione [...] 0,04 di posto. E se dopo tutte [...] arriva alla laurea -costo medio cento milioni [...] i guai veri. Per il 28 per cento [...] laureati [...] la disoccupazione. Cifre molto più alte [...] o britanniche. /// [...] /// [...] «La Sapien-za», intorno al Teatro Ateneo, [...] muri sono tappezzati da un fo-glietto ciclostilato [...] «Workshop per videomaker indipendenti», che poi sarebbe [...] per aspiranti registi poveri. Negli anni Settanta si [...] andavano molto di moda, [...]. Il «Workshop per videoma-ker [...] da un circolo culturale di cui il [...] recapito telefoni-co; sarebbe una buona occasione per [...] pre-parazione culturale dei ventenni, ragione per la [...]. [...] al numero te-lefonico indicato non [...] nessuno. /// [...] /// I giardini della Sapienza [...] vaga aria da campus americano: anche la [...] degli studenti che vagano rapidamente per i [...] sensazione. [...] chi gioca a pallone, [...] ri-passa, chi aggiusta il motorino. Nei corridoi di italianistica [...] i testi di Eduardo sui quali aspettano [...] per [...] di marzo della cattedra [...] Letteratu-ra [...] italiana. Seduti per ter-ra o [...] come in ogni città e in ogni [...] si fanno domande e si rispondono a [...] solo [...] del loro linguag-gio lascia [...]. Le crepe, poi, si [...] quando gli studen-ti siedono davanti alla docente. Non è difficile smascherare [...] quinte di cartone di questi studenti, anche [...] del-le bizzarrie di certe risposte. E in questo senso ce [...] una che vale per tutte. Si parla di Peppino De Filippo [...] dei suoi rapporti con Eduardo. La docente chiede alla [...] mai vi-sto Peppino al cine-ma o in [...] ragazza risponde sicura di sì, che ha [...] Peppino [...] Totò. Una spalla per-fetta, spiega: «Totò [...] e Peppi-no dietro; proprio lì, dietro alla [...] Totò». Era una «spalla», Peppino, diamine! Ma la docente non [...] ci guardiamo bene [...]. Dopo un [...] la professoressa riprende: che [...] «Non mi chieda i ti-toli perché io per [...] proprio negata». In lista ci sono [...] docente ci spiega che il corso monografi-co [...] Eduardo [...] riscosso molto successo, è ritenuto facile. In [...] i vizi più ricor-renti sono [...] (quan-do non la confusione vera e pro-pria) e [...] a uscire dal tracciato dei [...] di testo. Perché quando gli studenti [...] ciò che pensano con pa-role proprie si [...] pro-blema principale è nel linguag-gio. Esaminatori e esaminandi usano [...] di punti di contatto. È possibile che questi [...] effetti-vamente i personag-gi di Eduardo, le loro [...] sogni, le loro nottate: ma è certo [...] non sanno esprimer-si altro che con for-mule [...] memoria. Il guaio è che [...] questi ragazzi so-no chiamati a soste-nere [...] nel mondo del lavo-ro, [...] il linguaggio che loro non maneggiano né [...] in fondo. A sentire gli studenti [...] esami migliori, questa sensazione appare più che [...] pieni di nozioni ma privi di «collegamenti». Si sta parlando di Eduardo, [...] della ri-costruzione, del boom economi-co, della questione [...] di Lauro, della tradizione della commedia [...] dei fon-dalini dipinti. Si sta parlando di [...] nessuno degli stu-denti riesce a spaziare con [...] fra questi temi. La curiosità, se non [...] la passione, è un al-tro elemento mancate [...]. Una ragazza, completa-mente impreparata, [...] perché si sia presentata, risponde: «Per far [...]. Ma, a scavare di [...] arriva [...] verità: la ragione che [...] la stragrande maggioranza dei ragazzi che abbiamo [...] possibilità di ottenere, tramite la laurea, uno [...]. Per quale lavoro e [...] sapere non si sa. Il telefono del «Workshop [...] conti-nua a squillare a vuoto, sicché puntiamo [...] Tea-tro Ateneo dove ci sono gli esami di Storia [...] si parla della regìa del Novecento. Una ragazza risponde pronta [...] maggioranza delle femmine sui maschi in queste [...] «Nel 1964, quando comincia la rivoluzione della [...]. Non va [...] perché [...] interrom-pe, forse vorrebbe [...] alla prossi-ma sessione [...]. La ragazza cincischia, chiede [...] successiva domanda, «che [...] la regìa?», risponde -benemerita [...] «Un passaggio di poteri». Non [...] scritto in nes-sun libro e [...] un cer-to, [...] sen-so è vero. Ma, allora, si spieghi [...]. Lungo silenzio, poi: «Un passaggio [...] po-teri [...] al regi-sta». Anche questo è un [...] la do-cente non se ne dà ragione, [...] più aderenza ai fatti e alle dinamiche [...]. La ragazza smet-te di [...] il suo voca-bolario è insufficien-te o comunque [...] contesto, sicché chiede di passare a un [...] emozionata. Il re-sto [...] sarà in salita, ma sui [...] del nozionismo: la ragazza sarà promos-sa con [...]. Un ragazzo vestito di [...] cipiglio [...] («Lavoro in una compagnia [...] chiamato a parlare di Sebastiano [...] e Giacomo Torelli. Il primo fu architetto [...] più rap-presentativo del Rina-scimento, il secondo scenografo [...] macchine sceno-grafiche, il più genia-le del Seicento: [...] storia dello spettacolo teatrale de-ve [...]. Il ra-gazzo inciampa, si [...] quasi i nomi dei due e alla [...] con vigore che è un uomo del Duemila [...] del passato, che vuole fare cinema e [...] che rispettino la prospet-tiva. Parla con la [...] lingua. La docente [...] su Adolphe Appia e Gordon Craig, due grandi registi di questo inizio secolo. Le cose migliorano di [...] è invitato a ripresentarsi più prepa-rato e [...] pensava di parlare di teatro, di quello [...] sui palcoscenici adesso, altro che avanguardie storiche! Le [...] del giovane proseguo-no nel corridoio. Quello che colpisce, [...] è di nuovo [...] di interesse per ciò [...] dovuto studia-re: colpa dei docenti o dei [...] In [...] stanze pare che tutti, in realtà, non [...] occuparsi ma di cinema: da un angolo [...] dove stazionano coloro che aspettano di essere [...] correre parole come in-quadratura, nastri, luci, minutag-gio, [...]. Qualcuno, tra un ripas-so [...] e una formuletta sui [...] Craig, ammicca alle possibilità di mon-taggio video offerte [...] che ha appena comprato. Ci viene da pensare [...] Torelli avesse avuto a disposizione il computer avrebbe [...]. Finalmente al telefono del «Workshop [...] indi-pendenti» risponde qualcuno. Una voce svelta avverte [...] dei corsi è slittata. E comunque di assistere alle [...] per [...] sui giornali non se ne [...] proprio. A meno di non pagare [...] retta per [...] se-minario. Nicola Fano senza parole Università [...] Roma Totò, Peppino e la studentessa LA RICERCA I [...] sui consumi culturali Cinema, [...] Tante tribù pronte a tradirsi Disorientati, ma [...] genitori. Sfuggono a ogni classificazione [...]. Il ritratto di ragazzi [...] ma pronti al divorzio con la scuola. /// [...] /// Odiano la tv, le [...] giornali ma libri che selezionano con grande [...] Amano [...] cinema più di ogni altra cosa. Più del concerto rock, [...]. Anche se poi al [...] poco perché costa. Tra tutti i film prediligono [...] nazionale. Con libri e lettura hanno [...] il [...] di cinque libri [...]. Assai più fre-quentati i [...] ra-gazze, Dylan Doge Lupo Alberto peri ragazzi. Nel rapporto con le [...] loro abilità sono fuori discussione. Ma modem e computer, [...] non sono una presenza così [...] come i media ci suggeriscono. Più della metà dei [...] il compu-ter ma Internet è fre-quentato solo [...] cento di loro. Quan-to alla posta elettronica, appartiene [...] una pic-colissima pattuglia. Questi e altri dati [...] ricerca che il [...] in collabora-zione con [...] sta portando [...]. Quali sono i gusti, [...] consumi culturali dei giovani, adole-scenti e [...] del duemila, interpellati dal [...] Impossibile [...] come un universo omoge-neo. Difficile [...] sbagliato generalizzare. È un mondo fatto [...] che si uniscono e si tradi-scono. Un magma fluido, con [...]. Quello ad esempio del [...] la scuola che è un quasi divorzio. Il tempo libero adolescen-ziale [...] (mediamente tre ore al giorno) in un [...] scorci e brandelli di comunicazio-ne. In questo spazio di [...] affastellano confusamente generi culturali diversi. Punti fermi? Pochi, anzi [...]. Vanno ai ver-nissage, frequentano [...] tea-tro, amano la musica lirica e detesta-no [...]. Ma sono una minoranza. Non è detto però [...] non siano vivaci e curiosi. Il pro-blema, [...] per cultura». E se a un [...] il cinema non è solo perché sono [...]. Semmai perché [...] cinematografica ritrovano quella concentrazione [...] di co-municazione non consentono, una sorta di [...] dal rumore e dal non senso. Di cinema sono disposti [...] in fa-miglia e non solo con gli [...]. Boc-che cucite invece a [...]. Ciò che conta è [...] storia. E se la carta [...] es-sere la moderna Cenerentola, ad una più [...] spauracchio di una generazione di analfabeti di [...]. [...] viene dalla scuola. Il bravo Pen-nac può [...]. /// [...] /// [...] ci dice che forse i [...] sarebbero più amati se non ci fosse [...] del-la lettura a scuola. Ben il 55 per [...] nelle aule scolastiche la [...] in dovere. Cresce, così, la pat-tuglia degli [...] informati» [...] degli intervistati): è [...] dei non lettori, che legge [...] un libro [...] ozia [...] al massimo spulcia qualche settima-nale [...] sentirsi aggiornato in un mondo che immagina popolato da [...]. Seguono a ruota «i lettori [...] i tg. E poi ci sono [...] (24,7 [...] che non sono gli [...] che non amano definirsi. Disdegnano pizzerie e pub, [...] happening. Fan-no letture mirate e [...] della cultura ufficiale. Autono-mi e anticonformisti, si [...] giovanili potenzialmente più di tendenza. Una cosa è certa: [...] del [...] i giovani sono meno [...]. E se i «grandi» [...] facili, meglio che si rassegnino. Il [...] aperte: si entra e si [...] senza mai definirsi. [...] di stratificazione [...] (quelli, ad esempio, usati [...] funzionano appieno per divide-re i [...] in più colti o meno colti, [...]. Adolescenti creativi, intuitivi, con [...] tante curiosità. Dove [...] spiega Gianfranco Bettin, sociologo, assessore [...] alle Politiche so-ciali, autore di numerosi libri [...] giovanile [...]. Pietro Maso [...] il destino» entrambi editi [...] Fel-trinelli). [...] di stabilire se sono più [...] rispetto ad altre generazioni. Il pro-blema è se sapranno [...] i mes-saggi che ricevono, [...] criticamente. [...] partita che si gioca [...] strutture e agli strumenti educativi, non solo [...] anche il mon-do degli adulti, i messaggi [...] che abitiamo». Come dire: se le [...] in un vuoto abitato da messaggi la [...]. Vichi De Marchi I LETTORI ONNIVORI Sono gli esploratori della cultura. Curiosi di tutto amano [...] andare al cinema GLI EDONISTI INFORMATI Sono [...]. /// [...] /// Curiosi di tutto amano [...] andare al cinema GLI EDONISTI INFORMATI Sono [...]. (0) (0) ![]()
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